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Scimmia sapiens: Lettera a un adolescente sull'intelligenza artificiale
Sorride sempre, non dorme mai, non dimentica nulla. Promette di liberarci dai lavori ripetitivi, di curare malattie, di prevedere catastrofi. Si nutre delle nostre paure, dei nostri desideri, ma soprattutto della nostra stessa intelligenza.
L'intelligenza artificiale non è né buona né cattiva, è uno specchio fedele di noi, e siamo noi a poter decidere che cosa deve bisogna solo avere il coraggio di metterla alla prova. Sì, perché l'IA ci blandisce al punto che spesso non ci accorgiamo di tutte le cose essenziali che non sa fare. Con metodo da scienziato e acume da detective, Marco Malvaldi conduce un'indagine partendo dagli errori commessi dall'IA - in particolare dagli LLM, i Large Language Models - e passo dopo passo ce ne spiega il funzionamento, ce ne rivela i rischi e le possibilità. Ma, soprattutto, a partire da divertentissimi esempi e paradossi ci dimostra che l'IA ci somiglia come una scimmia loquace e inaffidabile, e non può nulla se non riceve una costante alimentazione e verifica da parte di una mente umana.
Quando ci imbattiamo in un fenomeno che non conosciamo ci sono due cose da evitare come la la paura e la pigrizia. Per questo Malvaldi rifugge facili catastrofismi e ciechi entusiasmi, firmando una lettera appassionata che è al tempo stesso un manuale di istruzioni dell'IA e una brillante rivendicazione della centralità dell'uomo. Per ricordarci che, forse, la cosa migliore da fare di fronte a un grande salto tecnologico sarà anche la più rimanere umani, capaci di sbagliare e di sorriderne con ironia.
L'intelligenza artificiale non è né buona né cattiva, è uno specchio fedele di noi, e siamo noi a poter decidere che cosa deve bisogna solo avere il coraggio di metterla alla prova. Sì, perché l'IA ci blandisce al punto che spesso non ci accorgiamo di tutte le cose essenziali che non sa fare. Con metodo da scienziato e acume da detective, Marco Malvaldi conduce un'indagine partendo dagli errori commessi dall'IA - in particolare dagli LLM, i Large Language Models - e passo dopo passo ce ne spiega il funzionamento, ce ne rivela i rischi e le possibilità. Ma, soprattutto, a partire da divertentissimi esempi e paradossi ci dimostra che l'IA ci somiglia come una scimmia loquace e inaffidabile, e non può nulla se non riceve una costante alimentazione e verifica da parte di una mente umana.
Quando ci imbattiamo in un fenomeno che non conosciamo ci sono due cose da evitare come la la paura e la pigrizia. Per questo Malvaldi rifugge facili catastrofismi e ciechi entusiasmi, firmando una lettera appassionata che è al tempo stesso un manuale di istruzioni dell'IA e una brillante rivendicazione della centralità dell'uomo. Per ricordarci che, forse, la cosa migliore da fare di fronte a un grande salto tecnologico sarà anche la più rimanere umani, capaci di sbagliare e di sorriderne con ironia.
- GenresNonfiction
163 pages, Kindle Edition
Published March 25, 2026
About the author
Marco Malvaldi
109 books406 followersMarco Malvaldi is an Italian chemist and novelist, best known for his crime novels.
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Community Reviews
Displaying 1 - 6 of 6 reviews
June 5, 2026
Argomento attuale e interessante di cui è doveroso informarsi e formarsi. Trovo però che sia stato trattato con eccessiva superficialità, soprattutto nella seconda parte. Anche la riflessione etico-morale è poco sviluppata, tendendo quasi a sottovalutare la pericolosità dell’IA. Basta davvero ridere dei suoi errori per proteggerci?
Per non parlare del linguaggio utilizzato che mi ha davvero infastidito, va bene che l’autore vuole rivolgersi ai giovani ma si può e si deve farlo con rispetto e attenzione.
Per non parlare del linguaggio utilizzato che mi ha davvero infastidito, va bene che l’autore vuole rivolgersi ai giovani ma si può e si deve farlo con rispetto e attenzione.
August 8, 2026
Ditemi che non è successo...
Davvero, Malvaldi?
Ti stuzzicava così tanto l'idea di essere chiamato "Boomer" da una mandria di adolescenti?
Ma non c'è pericolo: non penso che molti adolescenti leggeranno questo libro.
Tutte quelle spiegazioni matematiche su come funziona l'algoritmo dell'IA sono estremamente noiose, non tanto perché il tema risulti noioso in sé, ma per il semplice motivo che messo a caso così al di fuori di un manuale di informatica non ha proprio senso e non avendo ricevuto delle nozioni propedeutiche è davvero difficile capire.
Tuttavia, vorrei concentrarmi sulla critica all'IA che dovrebbe essere il tema centrale di questa lettera agli adolescenti.
Ebbene, mi sarei aspettato tutt'altro. Mi aspettavo una critica sociale, piuttosto (non dico che l'avrei apprezzata, ma magari...). L'autore è davvero convinto che a un adolescente interessi che l'IA non sappia contare le palline in un disegno? O che sbagli i termini di una poesia?
Che l'IA commette errori lo sanno anche i bambini, non è uno scandalo. Pretendere che uno strumento così complesso non ricada in inesattezze è pura follia.
In tutte queste pagine avevo una sola immagine in testa: un adulto che litiga con la tecnologia. Imbarazzante.
Ho trovato imbarazzanti molte cose.
Per esempio, quando il libro cita Thomas Kuhn parlando delle troppe coincidenze online, mentre il pensiero di Kuhn non ha niente a che vedere con un motore di ricerca che confonde due omonimi. Kuhn parlava di come la scienza cambia quando le vecchie teorie non spiegano più i dati empirici.
Restando proprio sulla parte dei due omonimi. Mi sono sentito profondamente preso in giro. Immagino che Malvaldi veda gli adolescenti come delle creature dotate di scarso intelletto, altrimenti non me lo spiego.
Si parla della compagna di Malvaldi che si è infortunata. Guarda caso, l'autore aveva di recente sentito parlare un suo amico il quale aveva fatto amicizia con un importante medico chirurgo. Malvaldi chiede all'IA come contattare tale chirurgo e l'IA gli dà una terribile notizia: Il poveretto è morto.
Allora Malvaldi chiama l'amico dicendogli che avrebbe voluto chiedergli il numero del chirurgo ma aveva appena appreso che quest'ultimo è deceduto. L'amico di Malvaldi parlando col chirurgo che era con lui dice "Un altro che pensa che tu sia morto".
Quante probabilità ci sono che il suo amico fosse, guarda caso, con il chirurgo proprio in quel momento? Un adolescente si sentirebbe preso davvero in giro da questa trovata.
Malvaldi ha questo stile sensazionalistico, che io detesto, per tutto il libro.
Un'altra cosa imbarazzante è stata chiedere all'IA chi ha vinto il premio di attraversamento del canale della Manica A PIEDI. Quando l'IA risponde, Malvaldi sembra una scimmia impazzita (una scimmia sapiens, immagino) che si scuote dicendo "AVETE VISTO QUANTO è IGNORANTE L'IA?". Non considera minimamente l'eventualità che l'IA abbia giustamente interpretato quel "A piedi" come un errore di distrazione e abbia risposto come se l'interlocutore avesse chiesto "A nuoto". No, passa pagine e pagine a riflettere su come sarebbe impossibile attraversare a piedi l'acqua.
E se invece Malvaldi avesse continuato la conversazione con l'IA dicendole "No, non intendevo a nuoto, intendo a piedi", cosa sarebbe successo? Sarei curioso di saperlo.
Purtroppo, facendo la stessa domanda a Gemini ho ottenuto al primo colpo una correzione: mi ha detto che era impossibile attraversare l'acqua a piedi e mi ha poi risposto dandomi i dati di chi invece ha vinto il premio a nuoto.
In ogni caso, non ho ancora capito perché dovrei vedere di cattivo occhio l'IA solo perché sbaglia. Questo libro non mi ha dato davvero elementi per riflettere.
Davvero, Malvaldi?
Ti stuzzicava così tanto l'idea di essere chiamato "Boomer" da una mandria di adolescenti?
Ma non c'è pericolo: non penso che molti adolescenti leggeranno questo libro.
Tutte quelle spiegazioni matematiche su come funziona l'algoritmo dell'IA sono estremamente noiose, non tanto perché il tema risulti noioso in sé, ma per il semplice motivo che messo a caso così al di fuori di un manuale di informatica non ha proprio senso e non avendo ricevuto delle nozioni propedeutiche è davvero difficile capire.
Tuttavia, vorrei concentrarmi sulla critica all'IA che dovrebbe essere il tema centrale di questa lettera agli adolescenti.
Ebbene, mi sarei aspettato tutt'altro. Mi aspettavo una critica sociale, piuttosto (non dico che l'avrei apprezzata, ma magari...). L'autore è davvero convinto che a un adolescente interessi che l'IA non sappia contare le palline in un disegno? O che sbagli i termini di una poesia?
Che l'IA commette errori lo sanno anche i bambini, non è uno scandalo. Pretendere che uno strumento così complesso non ricada in inesattezze è pura follia.
In tutte queste pagine avevo una sola immagine in testa: un adulto che litiga con la tecnologia. Imbarazzante.
Ho trovato imbarazzanti molte cose.
Per esempio, quando il libro cita Thomas Kuhn parlando delle troppe coincidenze online, mentre il pensiero di Kuhn non ha niente a che vedere con un motore di ricerca che confonde due omonimi. Kuhn parlava di come la scienza cambia quando le vecchie teorie non spiegano più i dati empirici.
Restando proprio sulla parte dei due omonimi. Mi sono sentito profondamente preso in giro. Immagino che Malvaldi veda gli adolescenti come delle creature dotate di scarso intelletto, altrimenti non me lo spiego.
Si parla della compagna di Malvaldi che si è infortunata. Guarda caso, l'autore aveva di recente sentito parlare un suo amico il quale aveva fatto amicizia con un importante medico chirurgo. Malvaldi chiede all'IA come contattare tale chirurgo e l'IA gli dà una terribile notizia: Il poveretto è morto.
Allora Malvaldi chiama l'amico dicendogli che avrebbe voluto chiedergli il numero del chirurgo ma aveva appena appreso che quest'ultimo è deceduto. L'amico di Malvaldi parlando col chirurgo che era con lui dice "Un altro che pensa che tu sia morto".
Quante probabilità ci sono che il suo amico fosse, guarda caso, con il chirurgo proprio in quel momento? Un adolescente si sentirebbe preso davvero in giro da questa trovata.
Malvaldi ha questo stile sensazionalistico, che io detesto, per tutto il libro.
Un'altra cosa imbarazzante è stata chiedere all'IA chi ha vinto il premio di attraversamento del canale della Manica A PIEDI. Quando l'IA risponde, Malvaldi sembra una scimmia impazzita (una scimmia sapiens, immagino) che si scuote dicendo "AVETE VISTO QUANTO è IGNORANTE L'IA?". Non considera minimamente l'eventualità che l'IA abbia giustamente interpretato quel "A piedi" come un errore di distrazione e abbia risposto come se l'interlocutore avesse chiesto "A nuoto". No, passa pagine e pagine a riflettere su come sarebbe impossibile attraversare a piedi l'acqua.
E se invece Malvaldi avesse continuato la conversazione con l'IA dicendole "No, non intendevo a nuoto, intendo a piedi", cosa sarebbe successo? Sarei curioso di saperlo.
Purtroppo, facendo la stessa domanda a Gemini ho ottenuto al primo colpo una correzione: mi ha detto che era impossibile attraversare l'acqua a piedi e mi ha poi risposto dandomi i dati di chi invece ha vinto il premio a nuoto.
In ogni caso, non ho ancora capito perché dovrei vedere di cattivo occhio l'IA solo perché sbaglia. Questo libro non mi ha dato davvero elementi per riflettere.
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August 26, 2026
Il testo è piuttosto breve ed è scritto con uno stile pieno di ironia che rende la lettura "leggera" pur trattando di un argomento che leggero non lo è per niente. Si parla naturalmente di intelligenza artificiale, ma anche di problemi etici che per quanto vengano solo accennati bastano a far iniziare il lettore a farsi qualche domanda (o a vedere le possibili risposte da una prospettiva diversa). Personalmente ho trovato molto interessante la spiegazione sul motivo per cui un LLM può fare errori che a un essere umano sembrano assurdi e anche contribuire alla diffusione di vere e proprie fake news. I capitoli sono abbastanza lunghi, anche se non lunghissimi: lo dico per chi, come me, deve iniziarne e finirne uno nella stessa sessione di lettura. Nel complesso è stata una lettura davvero interessante, che consiglierei un po' a chiunque.
August 30, 2026
Mi è piaciuto per come presenta la realtà AI e la spiega chiaramente con tanta ironia e aneddoti utili per riflettere.
“Ogniqualvolta ridiamo di qualcosa, implicitamente ridiamo di noi stessi, che con tutte le nostre possibilità tecnologiche e informatiche siamo ancora in grado di farci sorprendere dal mondo. E finché siamo in grado di ridere degli errori dell’intelligenza artificiale, vuol dire che non siamo ancora diventati completamente idioti.”
“Ogniqualvolta ridiamo di qualcosa, implicitamente ridiamo di noi stessi, che con tutte le nostre possibilità tecnologiche e informatiche siamo ancora in grado di farci sorprendere dal mondo. E finché siamo in grado di ridere degli errori dell’intelligenza artificiale, vuol dire che non siamo ancora diventati completamente idioti.”
August 13, 2026
sorride sempre, non dorme mai, non dimentica nulla. Promette di liberarci dai lavori ripetitivi, di curare malattie, di prevedere catastrofi. Si nutre delle nostre paure, dei nostri desideri, ma soprattutto della nostra stessa intelligenza
June 27, 2026
Interessante, chiarificatore e molto tecnico. Godibilissime le parti a inizio capitolo che raccontano storie davvero graziose. Bravo!
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