Questo volume raccoglie i romanzi "La figlia prodiga" e "Bambine" insieme al racconto "La morte del padre". Tutti rappresentano un esame attento e preciso, più da entomologa che da scrittrice, di quel fenomeno incomprensibile che sono i legami familiari. Il primo è un travestimento del figliol prodigo, un personaggio improbabile che scardina con la sua sola presenza gli equilibri tradizionali. Ne "La morte del padre", un funerale è l'occasione per una radiografia poetica dei sentimenti di chi vi partecipa. "Bambine", infine, è la storia di due sorelle, una sorta di "piccole donne", osservate nel loro passaggio dall'infanzia all'adolescenza, fino al raggiungimento di una vita autonoma fuori dalle mura domestiche.
La scrittura di Ceresa è veramente difficile da seguire e da capire, ma allo stesso tempo riesce ad esprimere concetti sicuramente molto avanti per i suoi tempi! Però che fatica
Un libro tosto, per alcuni versi disturbante (La morte del padre per me un pò lo è stato), ma oggettivamente onesto ed essenziale per comprendere quale patrimonio è stato dilapidato. Dal punto di vista intellettuale sollecita alla riflessione profonda e all'analisi mentre per ciò che concerne la parte emotiva e di ricerca di similutidine cerca di scardinare la tua modalità di percezione interiore basata sull'esperienza personale. Dal personale al generale. Il privato è pubblico. Per vedersi allo specchio in modo veritiero è necessario collocare il proprio volto nel circostante. La strada delineata, o intravista, negli scorsi decenni sembrava spianata dai movimenti e dalle consapevolezze, invece abbiamo di fronte una mulattiera in salita resa scoscesa e pericolosa per la mancanza di direzione e manutenzione. Le provocazioni feroci e illuminanti della Ceresa oggi si trasformano in impulso per riprendere il percorso tracciato. Perchè quello di noi donne si è bruscamente, e in modo abilmente camuffato, interrotto all'apice della propria potenza. Come molto altro, del resto.
Alice Ceresa è una figura di grande interesse, dotata di un suo carisma scontroso. Per me era una sorta di mito impreciso: consigliata caldamente in modi e momenti diversi, sfiorata ma mai affrontata. Come fanno alcuni libri con il semplice fatto di esserci potenzialmente (e sotto forma di un insieme di pagine stampate tra le quali ne compare anche una scritta a mano...) è entrata nella mia vita anche senza essere letta.
E allora: come si fa a scrivere un diciamo romanzo se si vuole esplorare un personaggio dissimulato? Non sarà un romanzo, ma piuttosto un'"Opera di avvicinamento".
"Quando si considerino le conseguenze varie e nefaste che la disobbedienza porta inevitabilmente con sé, soprattutto per le figlie, si ha già una prima vaga ma quanto vasta visione di quel che una figlia prodiga, più che essere, potrebbe essere."