«Perché non so che cosa sono.Ma chi sono, ora lo so bene»
Lo dico fin da subito: innamorata di questa storia articolata. _ Zenith è un autoconclusivo della serie StellariaVerse. Un romance dual pov, con elementi di sci-fi e una baraonda di emozioni. Al centro l'agognato e sofferto desiderio di scoprire chi si è, l'avventura inizia. _ Lexa è un umana che arriverà sul pianeta serak proprio con la volontà di scoprire le proprie origini e per una serie di eventi si incontrerà con Ki-Vort, un serak che si destreggia nel deserto inospitale. Adoro la loro iniziale contrapposizione:una cerca di scoprire chi sia, l'altro rifugge dalla propria identità. Ad ogni modo, i due vengono fatti prigionieri, è solo l'inizio di tanti guai. _ La prosa è articolata, ampia, graffiante. Il worldbuilding è raffinato, capace di sapersi approfondire a bisogno e Serak rappresenta il gioiellino descrittivo di questo romanzo, si spalanca davanti agli occhi,il cielo terso, la calura, le dune dorate e il pericolo che guizza di sotto. Serak è bellezza aspra e insidiosa, me ne sono innamorata (colpa di Ki-Vort? Sì) _ I due protagonisti si trovano a sopravvivere insieme, ingarbugliandosi tra di loro, confusi e affiatati. L'autrice, attraverso l'evolversi della storia, ci farà vivere i suoi momenti ruvidi, la fiducia che si crea, le vulnerabilità.Un umana e un serak che si cercano sempre, dandosi solidità in momenti incert (preparati cuore a certe scene da pelle d'oca) _ La trama procede tra lotte, fughe sfrenate nel deserto e momenti comfort. Le emozioni arrivano nette così come la caratterizzazione dei protagonisti e i loro tumulti interiori. Sentiamo bene lo spaesamento di Lexa in una Galassia enorme che non ha trovato il suo posto e il peso delle responsabilità su Ki-Vort _ Avvertiamo lo squarcio, l'odio che sgorga e un sentimenti forte che desidera ancorarsi. Ma il pericolo è sulle loro tracce e presto li raggiungerà in modi inaspettati. La penna cambia direzione, si fa lama come una fendivita, brutale, affilata, scintillante. E ci inoltriamo nel cuore della tempesta, vetro, paura, fuoco, mani che si cercano. Verso ciò a cui si è disposti a rimettere in gioco tutto... _ Zenith è un romance emozionante e uno scifi arguto. Ma non è solo questo, parla dell’insicurezza di non saper trovare il proprio posto nel mondo, del coraggio di provarci e nel brivido folle di combattere per ciò che si ritiene giusto. C’è stata tensione, attrito, lotta, adrenalina, introspezione, sensualità e semplicemente meraviglia per una storia che ha tutto e che è riuscita a fare breccia nel lettore, restando.
"«Ki-Vort…» sussurrò mentre lo raggiungeva. Lui la guardò da sopra la spalla. «Cosa c’è? Oh» inspirò brusco mentre Lexa lo stringeva da dietro in un abbraccio inaspettato. La sentì appoggiare la fronte sulla sua schiena, le mani sottili gli cinsero il ventre e il torace. Per un attimo gli sembrò che fosse fatta apposta per lui, che i loro corpi avessero le altezze e le rientranze giuste per combaciare alla perfezione. «Grazie per avermi salvata» gli sussurrò tra le scapole, poi lo lasciò andare. Quella scintilla che aveva nascosto si accese di nuovo, soffocò l’impulso di allungare una mano ad accarezzarle una guancia. Strinse forte il pugno contro la gamba per impedirsi di toccarla e si limitò ad accennarle un sorriso."
E' passato un anno da quando ho letto il primo volume della serie, e lo ricordo ancora come una storia originale, intrigante e assolutamente coinvolgente, con un background affascinante e solido, segreti da svelare e un amore apparentemente impossibile che sboccia tra navi spaziali e combattimenti. Ritroviamo qui alcuni elementi, ma il setting si sposta dallo spazio a un pianeta, un pianeta di tempeste di sabbia e pericoli nascosti, dove bisogna lottare anche solo per sopravvivere, dopo che la guerra ha distrutto ogni cosa, stradicando di fatto un'intera civiltà. Il collegamento con il precedente non è immediato ma andando avanti diventa sempre più forte e sul finale avremmo anche graditi ritorni e riunioni attese, ma devo dire che stavolta sono riuscita a prevedere molti dei colpi di scena e delle trame sotterranee, anche se mai avrei potuto prevedere fino in fondo come questi ostacoli avrebbero cambiato il rapporto tra i protagonisti. Mi è piaciuta molto Lexa, per la sua caparbietà, il suo rifiuto di piegarsi anche nelle situazione in cui sarebbe stato più semplice arrendersi, e la sua devozione per colui che ha imparato ad amare, nonostante non possano scambiarsi nemmeno un bacio, e provengano da due mondi così diversi e spesso opposti. Per Ki-Vort dal momento in cui ha posato lo sguardo su quella piccola keleth è cambiato tutto, ha combattuto a lungo i suoi sentimenti ma alla fine ha deciso di abbracciarli, mentre lei gli entrava dentro sempre di più tanto da cambiare non solo il suo futuro ma anche tutto il suo passato. Mi spiace molto che l'autrice non abbia scritto altri libri ambientati in questo affascinante universo, ammetto che le trame dei suoi altri lavori mi ispirano molto meno, ma essendo rimasta colpita dalla sua fantasia e dalla sua scrittura penso che gli darò comunque una chance.
Tornare nell’universo di 𝑆𝑡𝑒𝑙𝑙𝑎𝑟𝑖𝑎 è stata una grande emozione e parlarvi di 𝐙𝐞𝐧𝐢𝐭𝐡 senza fare spoiler è sicuramente una delle sfide più toste dell’ultimo periodo.
Lexa è una delle migliori elettromeccaniche del Concordato e vuole lasciare tutto per potersi dirigere su quel pianeta che le è sempre stato proibito per poter cercare le risposte sulla sua identità. Ki-Vort, invece, su questo pianeta ostile ci ha sempre vissuto e porta i segni di un passato che non può cambiare e della guerra civile che ha travolto il pianeta, mentre è braccato dagli schiavisti che vogliono portarlo nuovamente tra le loro fila. Due personaggi così diversi ma allo stesso tempo così simili nei loro tormenti e che per logica non dovrebbero collaborare, cosa che invece si troveranno a dover fare per riuscire a sopravvivere. Ma Serak è imprevedibile e le carte in tavola possono sempre cambiare.
Se nel primo romanzo autoconclusivo abbiamo avuto l’occasione di conoscere Faith e Dak, in 𝐙𝐞𝐧𝐢𝐭𝐡 ci troviamo a seguire le vicende di Lexa e Ki-Vort sulla superficie desolata, austera e quasi nemica della vita che è Serak. Come sempre, il mio rapporto con i romance è un po’ travagliato ma trovo che Azzurra abbia la straordinaria capacità di equilibrare il tutto, senza che la trama e il lato romance prendano il sopravvento uno sull’altro, infatti la vicenda centrale non è mai prevaricata dalla relazione tra i personaggi e questa particolarità è ciò che mi fa apprezzare lo 𝚂𝚝𝚎𝚕𝚕𝚊𝚛𝚒𝚊𝚟𝚎𝚛𝚜𝚎. La trama riesce a far convivere temi più crudi, come ad esempio gli schiavisti serak che continuano a rapire umani, a temi più leggeri come i sentimenti tra Lexa e Ki-Vort.
Per quanto riguarda i personaggi, mi piace il fatto che abbiano caratterizzazioni credibili e non sia difficile empatizzare con loro; Azzurra, come sempre, riesce a creare personaggi autentici e credibili proprio perché hanno delle debolezze che non faticano a nascondere. Se in 𝑆𝑡𝑒𝑙𝑙𝑎𝑟𝑖𝑎 la narrazione mi aveva avvicinata a Faith perché rivedevo l’ambietazione come connessa con la portagonista, in 𝐙𝐞𝐧𝐢𝐭𝐡 ho avuto lo stresso sentimento verso Ki-Vort perché l’ambientazione mi ha dato come un aiuto per sentirlo molto più vicino a me rispetto a Lexa. E a proposito di ambientazione, ho trovato spettacolare e mozzafiato ogni descrizione di Serak, con un deserto molto esteso che è in bilico tra il paesaggio di Arrakis di ‘Dune’ ma allo stesso tempo popolato da spietate macchine biomeccaniche che portano subito il mio cuore alle rovine desertiche di Las Vegas in ‘Horizon: Forbidden West’. Per alcuni versi mi ha ricordato anche alcune ambientazioni de “L’Ospite” di Stephania Meyer, libro che avevo amato moltissimo.
𝐙𝐞𝐧𝐢𝐭𝐡 è un libro che riesce a regalare moltissimo senza eccedere con l’intensità e che riesce a rendere la lettura confortevole, scorrevole e, come già detto precedentemente, equilibrata. Assolutamente consigliato a chi cerca una space opera con del romance ma che racchiude comunque un’avventura mozzafiato per chiunque sia alla ricerca del proprio io.
Storia sci-fi con intrighi politici e un pizzico di romance. Che dire, mi è piaciuto tutto, la trama, la narrazione veloce, le ambientazioni e i bellissimi personaggi. Serak è un pianeta affascinante ma sicuramente ostile e pieno di cicatrici lasciate dalla lunga guerra civile. Lexa, la giovane protagonista, su Serak, ricerca disperatamente le proprie origini e questo ha sul lettore un impatto emotivo molto forte, si percepisce il suo bisogno. L'altro protagonista, Ki-Vort, è una figura molto bella, ti colpisce da subito, tormentato, diffidente e segnato da avvenimenti del passato. Anche tutti gli altri personaggi sono stati una bella scoperta. E poi... occhi a cuoricino, ho ritrovato alcuni personaggi e ambientazioni di Stellaria, altro romanzo dell'autrice, che non avevano ancora abbandonato il mio cuore.