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Fascistissima. Come nel 1926 Mussolini eliminò la libertà di stampa

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Esattamente cent'anni fa, nel 1926, entrò in vigore in Italia un robusto pacchetto di leggi, regolamenti, ordini prefettizi e decreti che abolì la libertà di stampa e rese i giornali servi del fascismo. Mussolini organizzò e scatenò una morsa letale, che impedì agli italiani di essere informati per quasi due decenni. L'unica verità divenne la sua: per questo nessuno si accorse che il Paese era in rovina (finanziaria e sociale), né della repressione di ogni forma di opposizione. Per questo ancora oggi i figli e i nipoti di quegli italiani insistono nel dire che Mussolini, tutto sommato, fece solo qualche errore. Il volumedi Giovanni Mari passa in rassegna ogni mossa ordita dal regime per uccidere la stampa italiana, il fiero tentativo dei giornalisti di resistere, le pubbliche denunce sui quotidiani e in Parlamento puntualmente ignorate anche dalla monarchia, che assistette impassibile all’annientamento della categoria e della libertà tutta.

175 pages, Paperback

Published January 13, 2026

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Giovanni Mari

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404 reviews53 followers
March 24, 2026
Libro appassionato, antifascista, con un impianto quasi didattico che ne renderebbe utile l'utilizzo a scuola; Mari racconta in modo documentato il progressivo imbavagliamento della stampa dagli albori del fascismo, alle leggi fascistissime del 1926 e fino al termine della guerra. È evidente la connessione con il momento attuale e Mari non ne fa mistero.
Un solo neo, a mio avviso; se è chiaro, e lo si vede anche oggi, che l'opinione pubblica è facilmente manipolabile, soprattutto attraverso l'uso dei mezzi di comunicazione, la propaganda, la pubblicità, sino al totalitarismo del pensiero unico, non emerge a sufficienza la responsabilità in quegli anni della borghesia, della finanza, della magistratura, della Chiesa, degli industriali che del fascismo si servirono contro i lavoratori e per paura dei movimenti socialista e comunista, e della stampa stessa che di questi ceti erano la diretta espressione.
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