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Ricordarmi di

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Incontri brevi e scene insolite, malintesi esemplari e statistiche sorprendenti, bambini viziati e poliziotti gangster, elementari lotte di classe e lotte in classe alle elementari.

In 264 frammenti ora malinconici ora irresistibili, Yves Pagès traccia la storia di una memoria personale e collettiva che attraversa l’infanzia, la scoperta del desiderio, le manifestazioni politiche, la morte dei genitori, la nascita dei figli.

Sono tessere di un puzzle che si incastrano in un unico affresco, tante boe riemerse in superficie dalle profondità dell’oblio, foglie della chioma dell’albero della memoria, puntini da unire per tracciare il disegno in tre dimensioni della propria esistenza.

144 pages, Paperback

First published January 1, 2014

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About the author

Yves Pagès

33 books1 follower
Né en 1963 à Paris, il a été pion, veilleur de nuit, libraire, pigiste, magasinier, thésard, vacataire à l’Université Paris-8 (Saint-Denis), pensionnaire à la Villa Médicis (1996-97), etc.
Comme écrivain, il a publié une dizaine d’œuvres de fiction.

Il a aussi publié divers textes courts dans des revues et journaux – NRV, TIJA, Les Inrockuptibles, La quinzaine littéraire, R de Réel, Inculte... Outre des articles universitaires sur Louis Guilloux, Victor Serge ou Céline, il a collaboré occasionnellement à diverses revues de pensée critique, notamment Lignes, Vacarme, Il Manifesto ou Le Crieur, ainsi qu’à des essais collectifs.

De sa complicité (comme dramaturge, assistant artistique et même comédien) avec le metteur en scène François Wastiaux, sont nés cinq spectacles depuis vingt ans : quatre adaptations – Les Carabiniers, 1991, Les Gauchers, 1993, Labo-Lubbe, 2005 et Portraits crachés, 2006 – et une pièce créée au Festival d’Avignon, Les Parapazzi (Solitaires intempestifs, 1998).
Il est également l’auteur et l’interprète de deux « vraies-fausses conférences » audiovisuelles : Pouvoir Point (créé au Marathon des mots à Toulouse en 2008, en association graphique avec Philippe Bretelle) et Emplois fictifs & Sommeil paradoxal (créée au théâtre du Rond-Point en 2014).

Outre plusieurs fictions radiophoniques pour France Culture, il a co-scénarisé le moyen-métrage de César Vayssié (Elvis de Médicis, 1998), signé le livret d’un oratorio pour le compositeur Luis Naón (Sainte-Nitouche, la fille ni bien ni mal, 2002) et co-écrit le spectacle à la fois filmique et scénique du metteur en scène Benoît Bradel (L’invention de la giraffe, 2004).
En 1998, il a rejoint les éditions Verticales. Au fil des années, il a pris goût à cette aventure éditoriale.

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Profile Image for piperitapitta.
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August 6, 2015
Novelle in tre righe

Altro autore francese, altro memoir, altra impostazione inusuale - come quella de Gli anni di Annie Ernaux - quella di un'autobiografia collettiva fatta per frammenti.
Ricordami di si muove per appunti, per post it, magari fissati sul monitor del pc o sul frigorifero, per brevi frasi fissate chissà dove e chissà quando, magari su un quaderno o su un blocknotes, forse, in tempi più recenti, persino sulle note del cellulare; breve note, tre righe o poco più - «Di non dimenticare che, non ricordando e non avendo annotato il suo numero d'immatricolazione cineraria, non sono riuscito, nella mia ultima visita al colombario del Père Lachaise, a ritrovare il loculo in cui riposa l'urna di mio padre, ma mentre lo cercavo ho scoperto quello di Félix Fénéon, pioniere della scrittura per frammenti, al quale devo tante "novelle in tre righe", tra cui questa» - che raccontano la politica, i mutamenti sociali, le piccole manie o i momenti indimenticabili della vita privata di Yves Pagès: i suoi ricordarmi di, appunto, i suoi ricordarsi per non dimenticare, per sconfiggere l'oblìo.
Il risultato è quello di comporre il ritratto, acuto e spesso ironico, di una Francia che muta, di un uomo che osserva e muta con essa, di una memoria, individuale e collettiva, che ha bisogno di essere fissata, narrata, non dimenticata, attraverso il ricordo delle sue battaglie e delle sue conquiste, dei suoi lutti e dei suoi dolori, delle sue gioie e dei suoi momenti di non rara bellezza.
Mentre lo leggevo pensavo alla fortuna sfacciata che hanno i francesi: a loro i pizzini di Yves Pàges, a noi i momenti di trascurabile felicità.

«Di non dimenticare che la vendetta è un piatto che si serve freddo, se possibile con una punta di crema Chantilly, come può testimoniare la professoressa di fisica e chimica che ricoprii di neve carbonica a distanza di un anno da quando mi aveva escluso dal suo corso per "grave disturbo neurologico".»

«Di non dimenticare quella giovane zigana che, allontanandosi dalla madre intenta a rovistare nell'immondizia alla ricerca di qualche pezzo di metallo da portare al rottamaio lì vicino, si era fermata davanti a un cartellone elettorale e aveva ricalcato con l'evidenziatore giallo le labbra della candidata ambientalista Eva Joly, per poi riempire le lettere bianche dello slogan della campagna del Fronte de Gauche, ma che, per mancanza di tempo, giacché la madre l'aveva già richiamata all'ordine, era riuscita a colorare soltanto l'AMO di PRENDIAMO IL POTERE e L'ESSO di ADESSO.»

«Di non dimenticare che è stata la messa in onda della serie Olocausto a ravvivare in mia nonna, maestra in pensione, il ricordo di dodici sue allieve di quinta elementare catturate in una retata all'inizio dell'estate del '42 e poi scomparse per sempre, e che una volta trovato il registro in cui figuravano i nomi delle bambine mancanti la loro vecchia maestra di scuola lo ha conservato sul comodino, come un libro di preghiere profane da recitarsi a memoria in caso di insonnia.»

«Di non dimenticare che, ben prima dell'invenzione dei social network, da nord a sud del pianeta ogni membro della specie umana conosceva già tramite l'amico/a di un/a amico/a di un/a amico/a di un/a amico/a di un/a amico/a di un/a amico/a di un/a amico/a qualunque altro membro della specie umana.»

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