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Paradiso
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Expected 1 Jan 27On the hottest day of one of the hottest summers anyone has ever known, young journalist Federico Desideri is sent on an apparently routine assignment; to snatch an interview with Italy's latest Oscar winning film director. But in Rome. Far from the comforts of his native Milan. When the director turns out to be elusive, and the Romans as rough as their reputation, Federico falls in with Barry Volpicelli, the rumoured inspiration behind the winning movie's lead character - a seductive, fast-talking, America-obsessed rogue, and instead of finding his interviewee, he finds himself in Paradiso—Barry's crumbling country estate on the Lazio coast, with an eccentric cast of inhabitants who seem frozen in time. Alan Bennett meets Fellini at a shabby, Italian White Lotus in this novel which is a satirical bildungsroman through the nature of illusion, escapism and the enduring myth of the Eternal City. As Federico navigates the absurdities, passions, and dangers of this apparent paradise, it starts to look more and more like purgatory, and he begins to question how he can find his way out.
- GenresFictionContemporaryItaly
Kindle Edition
Expected publication January 1, 2027
About the author
Michele Masneri
12 books53 followersMichele Masneri è bresciano e vive prevalentemente sull’alta velocità tra Roma e Milano. Scrive schizofrenicamente di cultura, società e architettura. Come molti italiani ha scritto un romanzo, si intitola "Addio, monti", non c'entra con l'ex premier, ed è edito da minimum fax. Sono usciti in volume (Steve Jobs non abita più qui) i suoi reportage dalla Silicon Valley, dove è stato inviato per il quotidiano "Il Foglio".
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August 15, 2024STILE MICHELE

Deborah Mitford (Deborah Vivien Freeman-Mitford Cavendish), duchessa del Devonshire, ritratta da Bruce Weber.
Il libro essenziale per capire l’America di oggi… Dettagli precisissimi, ironia che salva le situazioni senza mai scivolare nel trombonismo, leggerezza, swing. Una lingua che ti fa venire voglia di andare avanti, così diversa da quella del tipico saggista italiano. Sembra di vederli, quei posti. Sembra che l’autore non faccia nessuna fatica a tracciare quelle descrizioni così nitide dei luoghi, degli odori, dei personaggi.
Questa frase riferita al mitico libro “Lo stato delle idee” – il classico “due in una volta” cioè, primo e ultimo – scritto da Barry quando era giovane, quello che lo ha reso celebre e personaggio, sembra adattarsi molto bene anche a un libro precedente di Masneri, Steve Jobs non abita più qui, così come a questo Paradiso.

In copertina, Dean West: Luis (The Wrangler) #1, (Boca Raton 2021, particolare).
In principio, Masneri si muove su un terreno un po’ troppo noto e zeppo di riferimenti in qualche modo abusati: la vecchia insulsa diatriba Roma-Milano; la cialtronaggine italiana, forse nostro autentico patrimonio nazionale; la precarietà, il lavoro come favore più che diritto, quasi premio da meritare; il cinema.
Qui, col cinema, i riferimenti diventano espliciti: La grande bellezza, Il sorpasso.
E, pur non essendo nominato, Paolo Sorrentino sembra intravedersi in più punti, a cominciare da piazza Vittorio, così come la sua creatura Jep Gambardella.
E a tratti mi aspettavo di veder apparire Totò a vendere la Fontana di Trevi.

Dean West: Luis (The Wrangler) #1, (Boca Raton 2021).
Ma poi è bravo a prendere la sua strada personale, a inventare un luogo che presumo immaginario, il Paradiso del titolo, e la comunità che lo abita, un po’ Bagdad Cafè un po’ Villa Arzilla. Sa costruire personaggi, renderli credibili e autonomi. Sa farsi osservatore del costume a trecentosessanta gradi. Strutturare una vicenda che nella sua esilità mi ha tenuto col fiato sospeso (ho letto il libro in un giorno, dalla mattina alla sera). Spingere l’ironia sul pedale dell’umorismo senza scadere nella farsa. Mi ha fatto sorridere, e ridere, mi ha divertito.
Mi ha fatto pensare a certi primi Arbasino, tipo Specchio delle mie brame. e credo che questo, per chi ha scritto il magnifico Stile Alberto, sia il complimento più grande.
Bruno Cortona è sempre il nostro eroe.
La prima volta ti sembra il paradiso, la seconda la ami, la terza ti viene addosso qualcosa di drammatico e ti vien voglia di fuggire.


Deborah Mitford (Deborah Vivien Freeman-Mitford Cavendish), duchessa del Devonshire, ritratta da Bruce Weber.
Il libro essenziale per capire l’America di oggi… Dettagli precisissimi, ironia che salva le situazioni senza mai scivolare nel trombonismo, leggerezza, swing. Una lingua che ti fa venire voglia di andare avanti, così diversa da quella del tipico saggista italiano. Sembra di vederli, quei posti. Sembra che l’autore non faccia nessuna fatica a tracciare quelle descrizioni così nitide dei luoghi, degli odori, dei personaggi.
Questa frase riferita al mitico libro “Lo stato delle idee” – il classico “due in una volta” cioè, primo e ultimo – scritto da Barry quando era giovane, quello che lo ha reso celebre e personaggio, sembra adattarsi molto bene anche a un libro precedente di Masneri, Steve Jobs non abita più qui, così come a questo Paradiso.

In copertina, Dean West: Luis (The Wrangler) #1, (Boca Raton 2021, particolare).
In principio, Masneri si muove su un terreno un po’ troppo noto e zeppo di riferimenti in qualche modo abusati: la vecchia insulsa diatriba Roma-Milano; la cialtronaggine italiana, forse nostro autentico patrimonio nazionale; la precarietà, il lavoro come favore più che diritto, quasi premio da meritare; il cinema.
Qui, col cinema, i riferimenti diventano espliciti: La grande bellezza, Il sorpasso.
E, pur non essendo nominato, Paolo Sorrentino sembra intravedersi in più punti, a cominciare da piazza Vittorio, così come la sua creatura Jep Gambardella.
E a tratti mi aspettavo di veder apparire Totò a vendere la Fontana di Trevi.

Dean West: Luis (The Wrangler) #1, (Boca Raton 2021).
Ma poi è bravo a prendere la sua strada personale, a inventare un luogo che presumo immaginario, il Paradiso del titolo, e la comunità che lo abita, un po’ Bagdad Cafè un po’ Villa Arzilla. Sa costruire personaggi, renderli credibili e autonomi. Sa farsi osservatore del costume a trecentosessanta gradi. Strutturare una vicenda che nella sua esilità mi ha tenuto col fiato sospeso (ho letto il libro in un giorno, dalla mattina alla sera). Spingere l’ironia sul pedale dell’umorismo senza scadere nella farsa. Mi ha fatto sorridere, e ridere, mi ha divertito.
Mi ha fatto pensare a certi primi Arbasino, tipo Specchio delle mie brame. e credo che questo, per chi ha scritto il magnifico Stile Alberto, sia il complimento più grande.
Bruno Cortona è sempre il nostro eroe.
La prima volta ti sembra il paradiso, la seconda la ami, la terza ti viene addosso qualcosa di drammatico e ti vien voglia di fuggire.

July 2, 2024
alice nel paese di roma antica, dove il bianconiglio è uno scrittore squattrinato che vive in una reggia decadente. lettura piacevolissima
July 3, 2024
questo romanzo è un assaggio della tristezza di fine estate che in appena 200 pagine ti trasporta in un altro mondo
April 2, 2025
Troppi debiti

Masneri funziona molto meglio come giornalista, come autori di saggi di costume, come altro. Peccato, ma ero stata ampiamente avvisata: questa minestra un po' La grande bellezza, un po' Il sorpasso, un po' Ferie d'agosto (sembra che dentro ci sia anche un po' di Arbasino, ma non mi meraviglia perché Masneri lo considera il proprio maître à penser) non solo è insipida, ma anche tiepida, riscaldata male.
Si ghigna alla definizione di Milano che sarebbe una Tuscolana tenuta meglio (lo dice lui che è bresciano trapiantato a Roma, eh!) ma siamo dalle parti del Bagaglino, forse di Zelig, ci si commuove con un po' di nostalgia nel rievocare certa bellezza insieme Barry Volpicelli (che è un po' Jep Gambardella/ Toni Servillo e un po' Bruno Cortona/Vittorio Gassman) e leggendo l'ultimo capitolo, che è per me quello meglio riuscito, l'unico in cui si riesce a intravedere qualcosa di letterario, si finisce per chiedersi cosa non abbia funzionato fin lì.
Peccato, che trattandosi di Paradiso suona come una premonizione.

Masneri funziona molto meglio come giornalista, come autori di saggi di costume, come altro. Peccato, ma ero stata ampiamente avvisata: questa minestra un po' La grande bellezza, un po' Il sorpasso, un po' Ferie d'agosto (sembra che dentro ci sia anche un po' di Arbasino, ma non mi meraviglia perché Masneri lo considera il proprio maître à penser) non solo è insipida, ma anche tiepida, riscaldata male.
Si ghigna alla definizione di Milano che sarebbe una Tuscolana tenuta meglio (lo dice lui che è bresciano trapiantato a Roma, eh!) ma siamo dalle parti del Bagaglino, forse di Zelig, ci si commuove con un po' di nostalgia nel rievocare certa bellezza insieme Barry Volpicelli (che è un po' Jep Gambardella/ Toni Servillo e un po' Bruno Cortona/Vittorio Gassman) e leggendo l'ultimo capitolo, che è per me quello meglio riuscito, l'unico in cui si riesce a intravedere qualcosa di letterario, si finisce per chiedersi cosa non abbia funzionato fin lì.
Peccato, che trattandosi di Paradiso suona come una premonizione.
July 6, 2024
Masneri ricorre ad un immaginario conosciuto quasi stereotipato quello della Roma elitaria, dei circoli privati e dei radical chic come si chiamano oggi e che accettano malvolentieri lo “straniero” il non romano, Federico è uno di loro, da Milano viene catapultano, scaraventato nella capitale per una intervista al grande cineasta premio Oscar. Intervista impossibile e non realizzata che segnerà irreparabilmente il giornalista di contro l’ambiente del complesso abitativo e turistico denominato paradiso lo assorbirà per osmosi fino a cannibalizzarlo irrimediabilmente. Il libro ha dei punti di caduta, delle opacità che appesantiscono il narrare e lo rendono parecchio noioso, ad esempio l’uso del romanesco che dopo gadda non si può non è non si deve utilizzare, l’improvvisa morte di uno dei protagonisti che fa virare il racconto verso il registro del racconto giallo oppure certe scene alla Risi che sanno di rimescolamento e di minestra riscaldata.
July 12, 2024
Mi aspettavo qualcosa in più, tutto troppo macchiettistico, troppo La Grande Bellezza, troppo Carlo Verdone on steroids.
Meglio sul giornalismo che sulla narrazione Masneri.
Meglio sul giornalismo che sulla narrazione Masneri.
July 1, 2024
Un po’ Il sorpasso, un po’ la Grande bellezza, un vate che cerca di istruire alla vita vera descrivendo un girone dantesco - a metà tra inferno e paradiso, dai contorni sfumati - che è la Roma di oggi, ma che è un po’ tutta l’Italia dei capricci e dei vizi, dei chiacchiericci da orario aperitivo e dai personaggi che incarniamo su questo eterno palcoscenico che è la vita.
Si ride nel pianto, il viso che si distorce nella smorfia di dolore che sopraggiunge dopo le amare consapevolezze con cui scendi a patti dopo una risata a respiro pieno. Personaggi eccentrici e stravaganti che ricalcano alcune persone esistenti, di cui ti innamori, odiandoli, come solo i grandi amori sanno essere.
Una satira sociale così non si leggeva da tempo e io ora di Masneri devo recuperare tutto.
Si ride nel pianto, il viso che si distorce nella smorfia di dolore che sopraggiunge dopo le amare consapevolezze con cui scendi a patti dopo una risata a respiro pieno. Personaggi eccentrici e stravaganti che ricalcano alcune persone esistenti, di cui ti innamori, odiandoli, come solo i grandi amori sanno essere.
Una satira sociale così non si leggeva da tempo e io ora di Masneri devo recuperare tutto.
June 25, 2024
Masneri é uno degli autori italiani più interessanti dell’ultimo decennio, capace di tratteggiare ritratti surreali e insieme ironici, privi di cattiveria ma ricolmi di compassione, dei personaggi che hanno fatto e fanno la storia di questo paese disgraziato.
Lo preferisco quando si occupa di fatti realmente accaduti ( Steve jobs non abita più qui; Dinastie) che quando si cimenta con la forma del romanzo , ma rimane un autore capace di far scorrere velocemente e con piacere le pagine dei suoi libri.
Lo preferisco quando si occupa di fatti realmente accaduti ( Steve jobs non abita più qui; Dinastie) che quando si cimenta con la forma del romanzo , ma rimane un autore capace di far scorrere velocemente e con piacere le pagine dei suoi libri.
August 12, 2024
Federico, giornalista per una rivista di nicchia milanese, viene inviato a Roma per intervistare un noto regista, fresco di premio Oscar. Incontrerà, però, Barry, che lo porterà a conoscere i membri del “Paradiso”, covo di quella alta società un po’ decadente, figlia della “dolce vita” romana, dove i suoi membri sembrano imitare un coccodrillo in letargo: ibernati, in attesa che qualcuno faccia accadere qualcosa.
June 23, 2024
Il Martin Parr dell’aristocrazia italiana, decadente ma mai decaduta.
April 29, 2025
Arrivata a metà e mollato perché la vita è troppo breve per leggere libri inutili
July 25, 2024
Lettura piacevole, ma...
Michele Masneri è uno dei motivi per cui, occasionalmente, compro Il Foglio. I suoi reportage su costume e società sono uno spasso. Ironici e dissacranti, sono abilissimi nel descrivere alcuni settori della società italiana. Da questo libro mi aspettavo altrettanto: un ritratto tagliente di un certo (bel) mondo. Ora, quel certo (bel) mondo c'è, ma di tagliente si vede poco. La storia, le dinamiche e i personaggi di "Paradiso" hanno tutti un che di già visto, una sorta di miscuglio tra la commedia italiana anni '50/'60 e La Grande Bellezza. Certo alcune scene e situazioni sono divertenti e riescono a trasmettere quel disagio umano ed esistenziale che è alla base delle storie raccontate nel romanzo, ma non basta.
Il libro rimane scorrevole e spiritoso, ma è lontano dalla critica sociale - scritta impeccabilmente e che ti fa sganasciare - degli articoli giornalistici di Masneri.
Michele Masneri è uno dei motivi per cui, occasionalmente, compro Il Foglio. I suoi reportage su costume e società sono uno spasso. Ironici e dissacranti, sono abilissimi nel descrivere alcuni settori della società italiana. Da questo libro mi aspettavo altrettanto: un ritratto tagliente di un certo (bel) mondo. Ora, quel certo (bel) mondo c'è, ma di tagliente si vede poco. La storia, le dinamiche e i personaggi di "Paradiso" hanno tutti un che di già visto, una sorta di miscuglio tra la commedia italiana anni '50/'60 e La Grande Bellezza. Certo alcune scene e situazioni sono divertenti e riescono a trasmettere quel disagio umano ed esistenziale che è alla base delle storie raccontate nel romanzo, ma non basta.
Il libro rimane scorrevole e spiritoso, ma è lontano dalla critica sociale - scritta impeccabilmente e che ti fa sganasciare - degli articoli giornalistici di Masneri.
September 3, 2026
This is somewhere between a 7 and a 9, depending on how it settles over time.
It really did just live in a fleeting world of bitchiness, of social ladder climbers and crumbling Milan aristocracy.
It’s deliberately anticlimactic, and I do love when a book does that, because the meanders the themes throughout and doesn’t aim to punch you in the gut at the end with a message.
You’ll either be into this or not
It really did just live in a fleeting world of bitchiness, of social ladder climbers and crumbling Milan aristocracy.
It’s deliberately anticlimactic, and I do love when a book does that, because the meanders the themes throughout and doesn’t aim to punch you in the gut at the end with a message.
You’ll either be into this or not
September 3, 2024
Paradiso di Michele Masneri (Adelphi edizioni) è un libro che mi ha preso decisamente in contropiede. Mandatomi a sorpresa dalla casa editrice (che ringrazio sempre per la fiducia) mi ha stupito. Non avevo mai letto nulla di Masneri e mi aspettavo una storia diversa, meno divertente... sì perché il tema del giornalista che non ha un posto fisso e viene pagato a pezzo è un nervo scoperto per me. No, non mi fa sorridere molto. Eppure il protagonista di questa storia mi ha trascinato in un labirinto di volti e nomi, stanze e situazioni bizzarre e sullo sfondo - ma nemmeno tanto - la città eterna: Roma.
Federico viene mandato a Roma, da Milano, per intervistare il regista Premio Oscar Mario Maresca. L'intervista però si trasforma presto in una missione impossibile. Maresca non si fa trovare da nessuna parte e Federico si imbatte casualmente in Barry. Sarà lui a fargli scoprire il Paradiso.
RECENSIONE COMPLETA: www.lalettricecontrocorrente.it
Federico viene mandato a Roma, da Milano, per intervistare il regista Premio Oscar Mario Maresca. L'intervista però si trasforma presto in una missione impossibile. Maresca non si fa trovare da nessuna parte e Federico si imbatte casualmente in Barry. Sarà lui a fargli scoprire il Paradiso.
RECENSIONE COMPLETA: www.lalettricecontrocorrente.it
July 28, 2024
Se avesse continuato sulla linea dell’Italia decadente sarebbe stato un libro molto godibile.
Peccato che nelle ultime 40 pagine pare impazzito e cominciano a fioccare POV inutili da tutte le parti.
Se voleva far parlare tutti i personaggi avrebbe potuto trovare un altro escamotage usando il personaggio principale.
Poi molte storyline vengono abbandonate a caso (l’intervista? Il magazine? Boh)
Peccato che nelle ultime 40 pagine pare impazzito e cominciano a fioccare POV inutili da tutte le parti.
Se voleva far parlare tutti i personaggi avrebbe potuto trovare un altro escamotage usando il personaggio principale.
Poi molte storyline vengono abbandonate a caso (l’intervista? Il magazine? Boh)
August 16, 2024
Stile e lingua sicuramente raffinati - Michele Masnieri scrive “bene”. Alcuni spunti simpatici e ironici. Purtroppo penso che sia un romanzo non riuscito, un “vorrei ma (alla fine) non posso”. Parte bene, perde di verve a metà, crolla alla fine. Peccato.
July 6, 2024
Purgatorio
Masneri è molto bravo nel descrivere situazioni luoghi e personaggi con vivide pennellate. Più è sarcastico più lo amo. Per questo avevo apprezzato i precedenti libri sulla silicon valley e sulle dinastia aristocratiche italiche.
In questo romanzo le suddette pennellate ci sono ma meno ficcanti. Una qualità di Paradiso è sicuramente che Masneri ha una facilità di scrittura che riesce a far visualizzare nitidamente tutta la scena e accozzaglia di inetti che descrive. Purtroppo però la storia in sé e i tanti personaggi (alcuni non dicono tanto e potevano essere bellamente omessi) non lasciano un segno paradisiaco ma piuttosto "purgatoriesco". In ogni caso gradevole, da 3,5
Masneri è molto bravo nel descrivere situazioni luoghi e personaggi con vivide pennellate. Più è sarcastico più lo amo. Per questo avevo apprezzato i precedenti libri sulla silicon valley e sulle dinastia aristocratiche italiche.
In questo romanzo le suddette pennellate ci sono ma meno ficcanti. Una qualità di Paradiso è sicuramente che Masneri ha una facilità di scrittura che riesce a far visualizzare nitidamente tutta la scena e accozzaglia di inetti che descrive. Purtroppo però la storia in sé e i tanti personaggi (alcuni non dicono tanto e potevano essere bellamente omessi) non lasciano un segno paradisiaco ma piuttosto "purgatoriesco". In ogni caso gradevole, da 3,5
July 26, 2026
Non saprei, mi é sembrato più una sceneggiatura teatrale che un romanzo. La Grande Bellezza (una versione un po' meno sopraffina) incontra un qualsiasi film di Ozpetek. Il risultato é un libro decadente, di fine estate, una satira del consumo e del privilegio che lascia cinici e addormentati.
August 15, 2024
Alice nel Paese delle Meraviglie but make it Roman
October 24, 2024
Avete presente la canzone “Paradiso” di Erlend Øye? Uguale, ma è un libro.
June 21, 2026
Romanzo leggero, senza grandi pretese (spero). Lento nello sviluppo centrale, veloce nella parte finale. Nessuna caratterizzazione, personaggi macchiettistici. Sorrentino oltremodo copiato, idee stanche e strutturate male, concetti triti e ritriti, retorica ormai desueta. Era meglio non leggere questo libro
August 30, 2024
Un breve romanzo amaro ma veramente divertente, pieno di luoghi comuni (tutti veri) sulla decadenza di Roma e dei suoi abitanti, sul disfacimento della città, sulle cosiddette "conventicole" intellettuali e televisive, sul giornalismo e sugli scrittori spiantati.
Riso amaro per chi come me vive a Roma ma non la ama, la subisce e assiste attonito al suo sfacelo, al suo immobilismo. Da quando ho letto questo libro, continuo a ripensare a una frase del co-protagonista, il funambolico Barry: tu non sai cosa fa Roma alla gente.. intendendo che Roma toglie volontà e slancio, appiattisce qualunque entusiasmo o iniziativa costringendo l'individuo, in particolare l'individuo intraprendente, ad accontentarsi dello status quo, a sedersi, anzi a sdraiarsi proprio.
Avvilente ma anche molto, molto divertente.
Riso amaro per chi come me vive a Roma ma non la ama, la subisce e assiste attonito al suo sfacelo, al suo immobilismo. Da quando ho letto questo libro, continuo a ripensare a una frase del co-protagonista, il funambolico Barry: tu non sai cosa fa Roma alla gente.. intendendo che Roma toglie volontà e slancio, appiattisce qualunque entusiasmo o iniziativa costringendo l'individuo, in particolare l'individuo intraprendente, ad accontentarsi dello status quo, a sedersi, anzi a sdraiarsi proprio.
Avvilente ma anche molto, molto divertente.
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January 23, 2025Incipit
Il giorno più caldo di una delle estati più calde che si ricordino a Milano, Federico Desideri viene chiamato con urgenza dal direttore di « Comic Sans », rivista di nicchia che cerca disperatamente di sopravvivere al disastro della carta stampata.
Continua su IncipitMania
Il giorno più caldo di una delle estati più calde che si ricordino a Milano, Federico Desideri viene chiamato con urgenza dal direttore di « Comic Sans », rivista di nicchia che cerca disperatamente di sopravvivere al disastro della carta stampata.
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January 14, 2025
Un libro che mi è piaciuto tantissimo nella sua parte centrale, meno in quella iniziale e finale. Michele Masneri è senza dubbio una penna brillante e lo conferma anche con questo romanzo che racconta le vicende di Federico, un giornalista che ha ricevuto l’incarico di intervistare un famoso regista. Realizzare l’intervista si rivelerà meno semplice del previsto e, nel tentativo di farcela, Federico incontrerà una serie di personaggi memorabili, a cominciare da Barry Volpicelli e finirà sul litorale laziale in un luogo chiamato “il Paradiso”. L’atmosfera e i personaggi sono senza dubbio il punto forte di Paradiso, in grado di trasportare chi legge in uno scenario a cavallo tra l’onirico e il satirico. Ho trovato invece un po’ forzata l’ironia delle prime pagine e la caoticità della conclusione che tuttavia non mi hanno impedito complessivamente di godere di un bel viaggio dal sapore estivo (se hai una vacanza in programma nelle prossime settimane / mesi, credo possa essere il giusto accompagnamento).
Questa e altre recensioni su: https://signorponza.substack.com
Questa e altre recensioni su: https://signorponza.substack.com
February 26, 2025
Comprato al buio senza averlo mai sentito nominare, leggiucchiando la quarta di copertina alla fine mi ha lasciato perplesso, non deluso, la trama è originale e intrigante, ma perplesso.
Giovanni è un giornalista alle prime esperienze come free lance per una rivista di nicchia, molto sciccosa ma non altrettanto redditizia tanto da pagare in sneaker firmate, in una Milano iper frenetica e all’ultimo grido dove chiunque è minimo Ceo di una start up anche se vive in un sottoscala. Viene inviato a Roma, che conosce pochissimo, per l’intervista impossibile a un famoso regista, osannato per un film - America latrina, - di cui finisce per frequentare l’ispiratore, Barry, una sorta di viveur d’altri tempi, un imbonitore bonaccione nostalgico dell’America anni 70 a bordo di una vecchia Rolls Royce. Vive al “Paradiso” sul litorale laziale, una sorta di resort rifugio per un gruppetto bislacco di reduci della Roma felliniana diventata nel tempo la Grande bellezza di Sorrentino e Barry è il loro Jep Gambardella. Il Paradiso è rimasta un’oasi di verde ancora incontaminato con accanto una spiaggia pubblica stile Coccia di morto, un posto dal tempo sospeso per inguaribili nostalgici di un'altra epoca. Il soggiorno di Giovanni da poche ore si prolunga di giorno in giorno, attratto da un luogo dove sono le relazioni umane, strampalate quanto si vuole ma umane, a prevalere, gli smartphone hanno poco campo e solo i camerieri filippini seguono gli influencer del momento.
Grottesco e sgangherato fa ridere e sorridere in più di una occasione ma si capisce che questo Paradiso non può durare in eterno e un finale amaro e inaspettato visto il contesto ne chiude la parabola. Tre stelle dubbiose, da giudizio in sospeso
Giovanni è un giornalista alle prime esperienze come free lance per una rivista di nicchia, molto sciccosa ma non altrettanto redditizia tanto da pagare in sneaker firmate, in una Milano iper frenetica e all’ultimo grido dove chiunque è minimo Ceo di una start up anche se vive in un sottoscala. Viene inviato a Roma, che conosce pochissimo, per l’intervista impossibile a un famoso regista, osannato per un film - America latrina, - di cui finisce per frequentare l’ispiratore, Barry, una sorta di viveur d’altri tempi, un imbonitore bonaccione nostalgico dell’America anni 70 a bordo di una vecchia Rolls Royce. Vive al “Paradiso” sul litorale laziale, una sorta di resort rifugio per un gruppetto bislacco di reduci della Roma felliniana diventata nel tempo la Grande bellezza di Sorrentino e Barry è il loro Jep Gambardella. Il Paradiso è rimasta un’oasi di verde ancora incontaminato con accanto una spiaggia pubblica stile Coccia di morto, un posto dal tempo sospeso per inguaribili nostalgici di un'altra epoca. Il soggiorno di Giovanni da poche ore si prolunga di giorno in giorno, attratto da un luogo dove sono le relazioni umane, strampalate quanto si vuole ma umane, a prevalere, gli smartphone hanno poco campo e solo i camerieri filippini seguono gli influencer del momento.
Grottesco e sgangherato fa ridere e sorridere in più di una occasione ma si capisce che questo Paradiso non può durare in eterno e un finale amaro e inaspettato visto il contesto ne chiude la parabola. Tre stelle dubbiose, da giudizio in sospeso
July 5, 2024
Il Paradiso è un grande parco giochi dell'alta borghesia romana ormai decaduta, sintomo di quello che è stato un tempo e che probabilmente non sarà più, ma che mantiene una patina di lusso incontaminato, come ad una madreperla a cui togli la perla all'interno. Rimarrà pur sempre una conchiglia.
Federico è un giovane giornalista milanese che lavora per una rivista patinata di Milano - che fatica a sostentarsi - e viene mandato a intervistare un tale regista famoso a Roma, a spese sue.
Qui, grazie all'incontro con Barry, conosciuto ad una festa, verrà portato a scoprire il Paradiso, un sottobosco di personaggi stravaganti che hanno assaggiato la ricchezza e ora ne pagano le conseguenze, di sogni infranti rimasti rappresi tra vecchie casette decadenti, parte di un "circolo" che ha un'energia magnetica.
Il romanzo gira intorno agli incontri di Federico, che verrà catapultato in questo mondo inizialmente ambiguo, troppo esagerato, ma che con il tempo eserciterà una forza attrattiva che non permette ai suoi abitanti di andare via.
Federico dovrà fare una scelta: tornare con il suo fidanzato alla realtà quotidiana o rimanere intrappolato in questo scenario che ricorda una fiaba senza lieto fine.
Michele Masneri @michi.mas dipinge un quadro nostalgico, ma al tempo stesso vivace, refrattario e carico di aneddoti culturali.
Piacevole, scorrevole e breve. Lo definirei la lettura ideale per l'estate.
"Dicono che Milano sia migliorata. A me sembra sempre un'infinità Tuscolana, ma tenuta bene".
Federico è un giovane giornalista milanese che lavora per una rivista patinata di Milano - che fatica a sostentarsi - e viene mandato a intervistare un tale regista famoso a Roma, a spese sue.
Qui, grazie all'incontro con Barry, conosciuto ad una festa, verrà portato a scoprire il Paradiso, un sottobosco di personaggi stravaganti che hanno assaggiato la ricchezza e ora ne pagano le conseguenze, di sogni infranti rimasti rappresi tra vecchie casette decadenti, parte di un "circolo" che ha un'energia magnetica.
Il romanzo gira intorno agli incontri di Federico, che verrà catapultato in questo mondo inizialmente ambiguo, troppo esagerato, ma che con il tempo eserciterà una forza attrattiva che non permette ai suoi abitanti di andare via.
Federico dovrà fare una scelta: tornare con il suo fidanzato alla realtà quotidiana o rimanere intrappolato in questo scenario che ricorda una fiaba senza lieto fine.
Michele Masneri @michi.mas dipinge un quadro nostalgico, ma al tempo stesso vivace, refrattario e carico di aneddoti culturali.
Piacevole, scorrevole e breve. Lo definirei la lettura ideale per l'estate.
"Dicono che Milano sia migliorata. A me sembra sempre un'infinità Tuscolana, ma tenuta bene".
February 5, 2026
Io non l'ho capito (e come Montanelli insegna, questa è colpa dell'autore e non del lettore).
Il libro dopo una parte iniziale nel quale succede qualcosa, poi gira su se stesso e gira e gira e gira, come girano a me: e capisco che puoi dire che voleva parlare del vuoto interiore bla bla bla, ma allora taglia un terzo del romanzo, grazie, non Ti ho fatto niente per essere costretto a leggere ripetizioni senza senso.
E poi c'è sta roba, la volontà di fare dire cose molto ciniche e sagaci che Tu leggi ma tre secondi dopo dimentichi, sono virtuosismi inutili.
Poi mi sfugge il grande obiettivo, nel senso che è La grande bellezza in universo parallelo, quindi la domanda che mi sorge è Perché scrivere questa cosa?
E il finale, che poteva offrire qualche speranza, mi pare più degno della scena dell'attentato di Boris che di un romanzo!
Due stelle perchè c'è impegno e c'è un concorso di colpa dell'editore. E perchè Masneri è comunque bravo, non voglio buttarlo via con l'acqua, sicuramente leggerò anche qualcos'altro.
Il libro dopo una parte iniziale nel quale succede qualcosa, poi gira su se stesso e gira e gira e gira, come girano a me: e capisco che puoi dire che voleva parlare del vuoto interiore bla bla bla, ma allora taglia un terzo del romanzo, grazie, non Ti ho fatto niente per essere costretto a leggere ripetizioni senza senso.
E poi c'è sta roba, la volontà di fare dire cose molto ciniche e sagaci che Tu leggi ma tre secondi dopo dimentichi, sono virtuosismi inutili.
Poi mi sfugge il grande obiettivo, nel senso che è La grande bellezza in universo parallelo, quindi la domanda che mi sorge è Perché scrivere questa cosa?
E il finale, che poteva offrire qualche speranza, mi pare più degno della scena dell'attentato di Boris che di un romanzo!
Due stelle perchè c'è impegno e c'è un concorso di colpa dell'editore. E perchè Masneri è comunque bravo, non voglio buttarlo via con l'acqua, sicuramente leggerò anche qualcos'altro.
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April 1, 2025Una volta tanto il giovane professionista milanese in un'azienda milanese parodistica (o forse no) non è un pubblicitario, ma un giornalista, e si ritrova catapultato in una Roma non parodistica, ma indubbiamente surreale. Dopo una breve che ricalca "Il sorpasso" di Risi, il protagonista si ritrova nell'eponimo Paradiso, un simbolo della decadenza dell'aristocrazia (di sangue e di ceto) romana, un posto assurdo da cui è difficile scappare.
Non è certo un libro indimenticabile, ma qualce merito ce l'ha. Il romanzo di Masneri ha il dono di essere breve e tagliente: sarebbe stato facile dilungarsi sulle backstory delle numerose figure che compaiono, ma l'autore ha deciso di tenersi snello e sul pezzo. E anche se la satira e lo sberleffo di vecchie contesse e notai rincoglioniti è lì a portata di mano, il tono che prevale è quello di affetto con un pizzico di pietà, e mi è parsa una cosa molto apprezzabile.
Non è certo un libro indimenticabile, ma qualce merito ce l'ha. Il romanzo di Masneri ha il dono di essere breve e tagliente: sarebbe stato facile dilungarsi sulle backstory delle numerose figure che compaiono, ma l'autore ha deciso di tenersi snello e sul pezzo. E anche se la satira e lo sberleffo di vecchie contesse e notai rincoglioniti è lì a portata di mano, il tono che prevale è quello di affetto con un pizzico di pietà, e mi è parsa una cosa molto apprezzabile.
August 16, 2024
Paradiso è il racconto di una attrazione fatale: il giovane giornalista Federico viene mandato da Milano a Roma per una intervista da fare ad un regista che ha raggiunto una grande popolarità girando un film che ha come protagonista un grande cialtrone. Rincorrendo il regista, Federico invece conosce il personaggio alla cui vita è ispirato il film e diventa suo malgrado uno dei protagonisti della sua strana corte.
Dall’autore di “Steve Jobs non abita più qui” e di tanti articoli graffianti sulla società contemporanea, un’occasione mancata, un libro che si ispira alla grande bellezza ma non riesce a toccare criticamente alcuno stereotipo sulla capitale. Gradevole, anche divertente in qualche brano, scivola nella macchietta e infine annoia…peccato!
December 22, 2024
Trovo che Masneri abbia sempre un'ottima penna, trovo che sia tagliente e ironico, mi diverte molto ed è capacissimo di raccontare un certo mondo romano un po' macchietta e un po', ahimè, molto vero.
Passate le prima 50/60 pagine però il racconto si avvita un po' su stesso: i personaggi, all'inizio divertenti, diventano patetici e l'ironia lascia spazio alla pietas. Il finale, amaro e decadente, non solleva un libro che era partito bene e che poi mi ha lasciata perplessa.
Il suo libro precedente, altro genere, un reportage/racconto/articolodigiornale è più nelle sue corde, a parere mio. Fermo restando che Masneri sa scrivere. Merce rara, ormai.
Passate le prima 50/60 pagine però il racconto si avvita un po' su stesso: i personaggi, all'inizio divertenti, diventano patetici e l'ironia lascia spazio alla pietas. Il finale, amaro e decadente, non solleva un libro che era partito bene e che poi mi ha lasciata perplessa.
Il suo libro precedente, altro genere, un reportage/racconto/articolodigiornale è più nelle sue corde, a parere mio. Fermo restando che Masneri sa scrivere. Merce rara, ormai.
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