Fight for us è una storia che scava dentro, che lascia il segno, perché, ancora una volta, Alexa ci racconta di legami genuini, profondi e intensi, in grado di farci battere forte il cuore. Di farci credere nella magia che si nasconde dietro ad un gesto apparentemente banale come tracciare una sequenza di numeri sul palmo di una mano, dietro al sorriso genuino di una persona che c’è sempre, che ci tiene e che non ha paura di dimostrarlo, dietro a uno sguardo che ti vede davvero.
I protagonisti sono Jed Harris ed Ezra Jones, amici da quando avevano sette anni, legati da un’amicizia sincera, forte, che è l’unico spazio al mondo in cui entrambi riescono davvero a sentirsi al sicuro. Come afferma lo stesso Jed, quando dice che non si fida delle persone, ma che con Ez si sente tranquillo e potente. Il loro è un rapporto molto intenso, sin dalle prime pagine ci fanno capire quanto siano importanti l’uno per l’altro. E questo traspare da ogni gesto, pensiero e parola. Jed è un ragazzo solare, allegro, un po’ l’anima della festa. Ha tante passioni, tra cui il nuoto, la fotografia e la musica. E suona anche la batteria in una band. È un sole, un porto sicuro per le persone che ama, uno scudo contro la cattiveria del mondo, un caldo abbraccio e una dolce carezza pronti a cullare nel momento del bisogno. Pur di proteggere chi ama, nasconde le sue cicatrici, il suo dolore. Perché lui è così: pronto a subire qualsiasi cosa in silenzio, se significa poter tenere al sicuro le sue persone. Ez è, solo per alcune cose, l’opposto di Jed. Taciturno, chiuso. Dove Jed è istinto, Ez è razionalità. Jed si butta, Ez pensa, studia, analizza… anche troppo, forse, ma io lo capisco benissimo. Questi due personaggi così apparentemente diversi, sono però accomunati dal bisogno di affrontare i propri demoni da soli – per non pesare sugli altri, per non farli preoccupare o soffrire – e dall’attenzione e la cura per le persone a cui tengono. Proteggere e amare, anche in silenzio, sono le cose in cui riescono meglio. Perché entrambi sosterebbero il peso dell’universo intero sulle proprie spalle, se significasse lasciare le persone che amano libere di volare, senza pesi a tenerli ancorati al suolo. Sono complementari, l’uno non può esistere senza l’altro. E, quando uno dei due cade, quando smette di credere in se stesso, c’è sempre l’altro pronto a ricordargli quanto realmente valga. Purtroppo, la vita non è stata molto gentile con Ez. Ha perso la madre e, anche se è ancora in vita, soffre la mancanza di un padre che c’è, ma che è l’ombra di ciò che era un tempo. Condivide con Jed la passione per il nuoto e fa trekking. È da sempre innamorato del suo migliore amico, ma si reprime, perché è convinto che Jed sia etero e perderlo non è un’opzione contemplabile. E si nasconde. Si soffoca. Soffre in silenzio per un desiderio bruciante, per un sentimento che lo logora dall’interno giorno dopo giorno, anno dopo anno, ma che non riesce mai a spegnersi. Perché il suo amore è vero, sincero, puro. Anche se è un segreto. Anche se fa male. Non starò qui ad aggiungere altri dettagli della trama – o almeno ci provo – perché voglio evitare il più possibile di fare spoiler. Quindi, mi limiterò a dire ciò che mi è piaciuto e ciò che questa storia mi ha lasciato dentro, anche se mi è molto difficile trovare le parole adatte per rendere giustizia a tutte le travolgenti emozioni che questo libro mi ha fatto provare e, soprattutto, quelle giuste per lasciar comprendere a voi perché Ezra significa così tanto per me, il motivo per cui lo amo così profondamente e lo sento così mio, un riflesso di ciò che sono e di ciò che provo. Per quanto io abbia amato e mi sia ritrovata in alcuni aspetti degli altri personaggi creati da Alexa, con Ez l'identificazione è stata così totale da arrivare a confondere le sue emozioni e i suoi pensieri con i miei. Mentre leggevo quelle parole che esprimevano le sue paure, le sue insicurezze, il suo dolore… io vedevo me. E no, non ho vissuto le sue stesse situazioni nella vita, ma per quanto fossero diverse, le sensazioni erano le stesse. La paura di non essere mai abbastanza, il desiderio di realizzare i propri sogni, credendo però di non esserne all’altezza, di non avere le carte in regola per arrivare all’obiettivo. Quella sofferenza che si era incollata sulla sua pelle, che aveva messo radici nel suo cuore, che gli toglieva il respiro e sembrava non avere mai una fine. Ogni fibra del mio essere ha tremato per e con lui e, con pochi sforzi, è riuscito a prendersi tutto lo spazio libero nel mio cuore e anche quello precedentemente occupato da altri con una forza inaspettata e travolgente, che mi ha disarmata completamente. Lo sento davvero come parte di me e non la so spiegare a parole questa sensazione. Ogni parola sarebbe troppo riduttiva per descrivere l’immensità di ciò che Ezra è per me.
La loro storia è fatta di segreti non confessati, per proteggersi a vicenda, per paura di perdersi, di farsi del male, di non riuscire a ritrovarsi, quando quel legame è una delle pochissime cose che conti davvero per entrambi. Può un’amicizia essere vera, quando ci sono tutte queste verità non dette? La risposta è in quello 0.1.2.3, in quel tocco capace di restituire il respiro a chi se ne sentiva privato, in quegli occhi che sanno sempre guardare oltre e capire, nel modo in cui ogni volta che l’uno ha bisogno dell’altro, tutto il resto sfuma e perde completamente importanza. Perché, nonostante tutto, “lui è più importante”. E questa è l’unica certezza, in un mare di dubbi e paure. E, quando si danno la possibilità di esplorare quelle sensazioni che per uno sono una verità assoluta da ormai troppo tempo e per l’altro una novità con cui scendere a patti, Dio… è impossibile non sentirsi completamente travolti da quella potenza.
Quello tra Jed e Ezra non è l’unico rapporto di cui si parla, anche se è giustamente il più importante – trattandosi di un romance, di cui loro due sono i protagonisti. C’è anche Ez, con il suo papà. Un legame soffocato dal peso di una perdita che li lascia ad annaspare in un mondo in cui è difficile vivere senza quella persona così importante per entrambi. Un legame che Ezra cerca in tutti i modi di recuperare, facendo qualunque cosa in suo potere per provare a tenere insieme i pezzi. E c’è Daniel, il suo più caro amico insieme a Jed. Quello che sa, quello che c’è, quello che non si tira mai indietro e che è una presenza costante, una roccia pronta a sorreggerlo, una spalla su cui piangere, quel qualcuno che si è preso un po’ del peso che grava sulle sue spalle e sulla sua anima, cercando di alleggerirlo. E c’è il legame tra Jed e Jordan, i gemelli del mio cuore, che avvolge e scalda come una coperta o un abbraccio di una persona cara. Quell’affetto, quel supporto costante, quel modo di proteggersi, di esserci sempre, senza fare rumore, ma trasmettendo un amore che si sente più di qualsiasi frastuono. Ormai lo sanno anche i muri quanto io ami leggere di quei rapporti che fanno da cornice a quello principale, arricchendo la storia di tutte le sfumature di amore esistenti e Alexa, puntualmente, riesce a darmi proprio quello di cui ho bisogno, quello che mi piace, in modo magistrale. Arte. Maestria. Sapienza. Magia. Io penso di aver trovato il mio paradiso letterario nelle sue storie. E non perché siano perfette – la perfezione non esiste, se chiedete a me – ma perché tutto è estremamente autentico, dalle sue parole, ai suoi personaggi, alle emozioni che passano da loro a noi lettori, così potenti e travolgenti da non riuscire a restare confinate tra le righe che riempiono quelle infinite pagine. Infatti, la scrittura di Alexa mi sconvolge ogni volta. Qui le emozioni sono state così intense da distruggermi e ricompormi ripetutamente. Mi hanno investita con la forza di dieci uragani, cosa che non immaginavo neanche lontanamente possibile, dopo Fall for me – anche se ho l’assoluta certezza che qualunque cosa lei scriva, finirà per farmi innamorare. Quella che trovate tra le pagine dei libri che scrive è pura poesia, profonda, toccante, indimenticabile. Fa tremare il cuore e l’anima, colmando tutti i vuoti, facendo schizzare il battito cardiaco alle stelle. Lei sa sempre quali corde pizzicare per scuotermi, per emozionarmi, per arrivare a toccare la parte più profonda del mio essere. E non sono parole al vento, esagerazioni. Sono emozioni vere, potenti, uniche, mie. Se con Fall for me mi aveva conquistata, regalandomi uno dei miei “imperi romani” e con Crazy for you mi aveva fatto sorridere ed emozionare (perché sì, che siano storie più tranquille o più turbolente, le emozioni non mancano mai) – dovevo nominarlo per forza, altrimenti poi mio marito Knox si offende – con Fight for us è riuscita a sorprendermi completamente e io non vedo l’ora di scoprire tutto quello che verrà in futuro.
Altro punto su cui è doveroso focalizzarsi: Fight for us viene presentato come uno sport romance. Su questa cosa io rompo spesso le palle perché non mi piace né quando lo sport diventa solo uno sfondo insignificante, un mero pretesto per far incontrare i protagonisti, né quando lo sport prende tutta la scena, lasciando troppo poco spazio per la coppia. Qui c’è tutto. Ce lo sport, con tutto il sacrificio che richiede e con tutte le gioie e i dolori che comporta. E c’è la coppia, una coppia che affronta un percorso di cui riusciamo a goderci ogni minimo passaggio, ogni passo avanti o indietro, ogni sensazione, ogni sconfitta e ogni conquista – tanto nello sport quanto nella storia d’amore. E poi, c’è Alexa. È sempre bello captare quei pezzi di lei che si perdono tra le pagine.
Quindi, grazie Ale. Non smettere mai di farmi perdere la testa per i tuoi personaggi e di lasciare il cuore tra le pagine dei tuoi libri, che sanno sempre un po’ di casa, di famiglia, di vita, di amore, di felicità e sono il mio rifugio preferito.
Trovo sia una penna un po’ prolissa per i miei gusti, molti drammi. Ci sono sempre questi infiniti conflitti interiori dei protagonisti. Però crea sempre il giusto pathòs. Bello il momento della foto scattata in un istante rubato e poi esposta alla mostra perché J inconsapevolmente sapeva già del forte legame con Ezra. Quanto fosse per lui fondamentale. aspetto il seguito ovviamente.
Ancora una volta mi trovo a brancolare nel buio, alla ricerca di parole che possano esplicitare ciò che il cuore ha assorbito, ma non è facile, come spiegare la morsa che mi stritola dopo queste pagine? Chi può venire in aiuto affinché il mio pensiero possa essere percepito in modo oggettivo senza essere additata come una sodale di chi scrive? Credo che le parole siano da estrapolare dalle stesse pagine perché io non sono una scrittrice, ma solamente una lettrice accanita e, ora come ora mi sento inetta e inadeguata davanti alla bellezza, sensibilità, affetto, amicizia di questi due protagonisti che mi hanno ammaliata fin dal loro primo sguardo, fin dal loro primo saluto.
«Ti vengo a prendere io?». Apre lo sportello dell’auto che lo aspetta, poi mi fa l’occhiolino, ribaltando i miei organi. «Ti aspetto alle sette». Io ti aspetto a qualsiasi ora. Qualsiasi giorno. Sempre.
«Avrei voluto aiutarti» spiego. «Avrei dovuto… essere con te, ogni volta che ti sei sentito solo. Ogni volta che hai pensato di essere sbagliato per chi ti piace e ogni volta in cui ti sei sentito disperato perché non sapevi come aiutare tuo padre. Perché eri solo un ragazzino, cazzo. Ti avrei aiutato, Ez. Dieci, cento, mille volte. Non saresti mai stato un peso, lo capisci? Mai».
Ecco, avete letto? Parole che possono sembrare semplici, ma hanno tanta di quella potenza che solo dopo aver raggiunto la parola fine potrete capirne il peso e l’importanza. Adesso non mi rimane che aspettare la seconda parte per sapere cosa ne sarà di Ezra e Jaden. Grazie Alexa per regalarmi sempre sensazioni forti ed emozioni che fanno battere forte il cuore. A presto ❤️
Davvero bello come tutti gli altri libri di questa serie scritta dall'autrice. Mi ha fatto immedesimare tantissimo in entrambi i protagonisti solo leggendo i loro pov. La storia è davvero ben trattata non vedo l'ora di leggere il secondo volume. Libro assolutamente consigliato.