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Fino a diventare me: Spirale

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232 pages, Paperback

Published March 23, 2026

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Eryon

4 books3 followers
Eryon è uno scrittore italiano nato a Trieste.
La sua scrittura nasce dall’esigenza di esplorare l’identità, la memoria, l’amore e le fratture invisibili che definiscono chi diventiamo.
Con Vertigine ha dato inizio al progetto narrativo Fino a diventare me, una saga introspettiva in più movimenti che prosegue con Spirale e Destino. Un percorso emotivo e psicologico attraversato da trasformazione interiore, ritorni, scelte decisive e legami capaci di cambiare il modo in cui una persona guarda sé stessa.
Accanto alla linea principale, ha pubblicato Il filo, uno spin-off ambientato nello stesso universo narrativo, in cui l’amore, la vulnerabilità e ciò che resta sospeso tra due persone diventano il centro emotivo del racconto.
Nei suoi romanzi non conta soltanto ciò che accade, ma ciò che rimane: le crepe, i silenzi, le domande che continuano a vivere oltre la fine di una storia. La sua scrittura è introspettiva, essenziale e stratificata, attraversata da temi come il caos, la crescita personale, il destino, l’autenticità e la ricerca di sé.
Scrive per chi ha sentito almeno una volta che, per diventare davvero sé stessi, bisogna prima attraversare ciò che ci spezza, ci richiama e ci trasforma.

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Displaying 1 - 7 of 7 reviews
Profile Image for Cenerelia.
147 reviews4 followers
April 10, 2026
A ventun anni non ero un uomo. Non ancora. E andava bene così: ero una serie di tentativi e sbagli. Ero uno che cercava l'amore come si cerca un ricordo.

“Spirale” è il secondo volume della serie “Fino a diventare me” e si inserisce perfettamente nel percorso iniziato con “Vertigine”. Se il primo libro rappresentava la frattura iniziale, questo capitolo ne esplora le conseguenze, mostrando come certe crepe non si chiudano davvero, ma continuino a evolversi nel tempo.

La storia riprende il cammino di Tony, che cerca di andare avanti tra nuovi contesti e relazioni, ma si trova costantemente a fare i conti con ciò che si porta dal passato. Non è un semplice continuo, ma un ritorno di emozioni e dinamiche che sembrano ripresentarsi sotto forme diverse.

Tutti crescevano. Io restavo dov'ero. E restare fermo, a quell'età, sembrava una forma di fedeltà. Non avevo ancora capito che era solo paura.

Ero rimasta profondamente colpita da “Vertigine” e ho iniziato questo secondo volume con alte aspettative, soprattutto per il modo in cui il primo libro era riuscito a coinvolgermi emotivamente. Devo dire che anche “Spirale” è pienamente riuscito a tenermi legata alla storia ed emozionarmi.

Anche in questo caso, l’impatto emotivo è forte. Il romanzo riesce a trasmettere con intensità i conflitti interiori del protagonista, rendendo il lettore partecipe di un percorso che non è nè semplice nè lineare. È una lettura che fa riflettere e che lascia qualcosa nel lettore.

«A volte ti guardo e penso che tu abbia il mare negli occhi. Bello da vedere, pericoloso da attraversare.»

Rispetto al primo volume ho sentito un coinvolgimento leggermente diverso: forse questa volta la storia non è riuscita a emozionarmi quanto aveva fatto in passato, ma questo non implica che non abbia apprezzato la lettura.

Una delle cose che ho apprezzato di più è il legame sempre più forte con i personaggi. In particolare con Tony, che diventa sempre più reale pagina dopo pagina. Entrare nella sua mente, seguire i suoi pensieri e i suoi cambiamenti, è uno degli aspetti più riusciti del libro.

Alcune persone entrano nella tua vita come rumore.
Lei entrò come una nota che non sapevo suonare.

Il romanzo accompagna il lettore proprio nella testa di Tony, mostrando una crescita lenta ma significativa. Non si tratta di una trasformazione improvvisa, ma di un processo fatto di ricadute, consapevolezze e piccoli passi avanti.

In conclusione, “Spirale” è un seguito solido e coerente, capace di approfondire temi già introdotti senza perdere autenticità. Una lettura intensa e significativa, che mi rende ancora più curiosa di scoprire come proseguirà questo percorso.

Il vero pericolo non è soffrire. È abituarsi. E io, in quel periodo, mi stavo abituando a perdere pezzi senza fare rumore.
Profile Image for Leggiamoperchè.
288 reviews7 followers
May 13, 2026
Il viaggio iniziato con Vertigine continua con Spirale, attraversando relazioni e dinamiche che hanno lasciato un segno profondo nel nostro Tony. In questo secondo capitolo è cresciuto, cambia ambiente e cerca la sua strada. Ma, come ben sappiamo, il tempo non basta per riuscire a guarire certe ferite: a volte imparano solo a trasformarsi.
Spirale esplora quella fase della vita in cui tutto sembra andare avanti, le persone cambiano e il mondo continua a correre, mentre dentro di noi restano delle domande che continuano a farsi sentire.

Come è accaduto con Vertigine, anche Spirale mi ha fatto riflettere. E forse è proprio questo che dovrebbero fare i libri: lasciarci degli spunti di riflessione anche dopo che si è terminata la lettura. E continuo a fare i miei complimenti all’autore per il linguaggio che utilizza. Fa in modo che Tony ti prenda per mano e ti accompagni in ogni suo attimo, in ogni sua riflessione, in ogni sua azione.
Ci sono diverse frasi che colpiscono nel profondo, arrivando in quel punto nascosto dove custodiamo i pensieri che facciamo più fatica ad ammettere persino a noi stessi.
La frase che, a mio parere, racchiude il senso del libro è “La spirale non è un crollo. È un’abitudine.” Se effettivamente ci fermiamo a riflettere, proprio come accade a Tony, comprendiamo che è l'abitudine a farci male. E la rappresentazione di questo ledere continuo è il rapporto con Giada. Tony per diverso tempo ha associato certe emozioni e certe sensazioni all’amore. Solo quasi alla fine, riesce a comprendere realmente che quello che ha provato per Giada non è davvero amore ma semplice “equilibrio precario tra due persone che si stringono troppo per non perdersi e che finiscono per soffocarsi”.
Ma l’abitudine si nasconde anche nelle cose più semplici, come rispondere “tutto bene” quando bene non va affatto. Ci abituiamo a quella bugia: a volte per paura di doverci spiegare, altre per evitare di guardare davvero dentro il nostro malessere. Perché affrontare i propri demoni richiede tempo, pazienza e una grande dose di coraggio.
Non a caso Tony dice: “Ripeterla, quella bugia, la faceva diventare solo più abitabile.”

Una parte che mi ha particolarmente colpito è stato il ritorno di William. Non è stato un ritorno invasivo, ma qualcosa di necessario nella vita di Tony. E credo che gli abbia fatto bene. Avere una spalla su cui poter piangere mentre stai affrontando il tuo demone è fondamentale. Con lui ritrova quella presenza rara che sa essere casa anche senza dire troppo: una spalla, qualcuno capace di capirti da un solo sguardo. William riesce a leggere Tony negli occhi, a comprendere ciò che gli passa dentro ancora prima che venga espresso a parole. Esistono persone così: persone speciali che magari si perdono di vista per un periodo, ma con cui il legame resta intatto, come se in fondo non si fossero mai davvero allontanate.

Tony, nella sua imperfezione, è in grado di rappresentare a pieno un’età dove ogni certezza, ogni convinzione viene meno. La nostra, purtroppo, è un’età dove non si è più adolescenti, non si è più in quel periodo dove sbagliare viene considerato normale o inevitabile. Siamo in un’età dove tutti si aspettano di più: più maturità, più sicurezza e meno errori. Ma non sempre è così. Ognuno ha i propri tempi, ognuno ha le proprie modalità per scoprire chi è, cosa desidera e quale direzione vuole dare alla propria vita. C’è chi ci riesce subito e chi, invece, ha bisogno di più tempo. In nessuno dei due casi c’è qualcosa di sbagliato.
A mio parere è proprio questo che ci insegna Tony, o forse semplicemente mostrarci. Che anche quando la vita ci trascina dentro momenti bui, bisogna continuare a cercare una via d’uscita, una luce a cui aggrapparsi. E la luce non sempre è costante, a volte, si manifesta in piccole cose o presenze che riescono ad illuminare la tua vita, proprio come le lucciole nel buio.

Concludendo, Spirale è adatto a tutti coloro che stanno vivendo una fase della vita in cui ci si sente sospesi o intrappolati in un’abitudine troppo forte da scardinare. Lo consiglierei anche a coloro che cercano qualcosa che li faccia riflettere, che gli faccia aprire gli occhi sulla realtà della vita e che abbiano il coraggio di guardarsi dentro realmente.

Voto: 9/10
Laura❤️

Profile Image for La Bibliofila Errante.
104 reviews3 followers
April 25, 2026
In questo nuovo libro di Eryon, continuiamo ad osservare la vita del nostro protagonista Tony, un ragazzo adesso diplomato ed ufficialmente parte del mondo degli adulti, di cui, come tanti ragazzi della sua età, non si sente ancora parte.
Ritroviamo la scrittura sentimentale, profonda, interiore, passionale, che va a fondo nella mente del protagonista.
Il libro acquisisce toni quasi psicologici, raccontando le debolezze del protagonista e le sue dipendenze, il come cerca di affrontarle ma anche come ogni qual volta vi cade dentro, benché sappia benissimo che sia tutto sbagliato.
Vedremo un Tony che si reinventa, si innamora, ma che nonostante tutto non riesce ad andare oltre uno specifico punto.
Impossibile non empatizzare per un personaggio simile che rappresenta la gran parte dei giovani che si trovano allo sbaraglio in un'età che non è più quella dell'adolescenza ma neppure quella adulta.
Vedremo nuovi viaggi, ci verrà raccontato come ognuno di essi lo cambi nel profondo. Tony ci metterà continuamente davanti due realtà, fra cui non sa scegliere, come le due comitive che frequenta, come la destra che non sa della sinistra e viceversa, come diventa bugiardo persino verso se stesso. Carnefice e vittima allo stesso tempo.
Tony è quasi un fantasma in casa, un giovane uomo intento a migliorarsi durante il giorno, ma un'Anima tormentata quando cala la sera. E' una personalità divisa in tre identità che si fanno battaglia continuamente tra loro. Tutto il Mondo sembra quasi essere stato cacciato fuori, ammutolito dalla semplice e banale frase "sto bene", a volte vera, molte volte falsa.
Ci sono momenti in cui si apre, ma non è mai abbastanza, come i momenti in cui gli sembra che tutto vada davvero bene, che ogni cosa sia al suo posto, poi tutto crolla ed il peso del Mondo intero sembra schiacciarlo.
"Spirale" racconta il ciclo ripetitivo dei medesimi sbagli e la consapevolezza di farli, ma il non riuscire ad evitarli.
L'Autore tratta la dipendenza e la depressione coi guanti, li introduce pagina dopo pagina e quando finalmente vi da un nome il lettore lo ha già capito e lo ha fatto suo.
E' un testo che merita quanto il primo, una continua scoperta che non delude il lettore.
Questo libro possiede la medesima intensità del primo, "Vertigine", ma con un tocco più maturo, in linea con l'età raggiunta dal protagonista, e intanto che si chiude il libro si resta in attesa del prossimo capitolo sulla vita di Tony.
Profile Image for Eva Lynne.
24 reviews
May 12, 2026
"Spirale" si conferma un seguito solido, coerente e profondamente necessario per chi ha amato "Vertigine". Eryon ci riporta nella mente di Tony con una scrittura sentimentale e viscerale, capace di scavare nei meandri di una psiche divisa in tre identità in costante lotta tra loro.
Il punto di forza di questo romanzo è il realismo con cui viene descritta la crescita del protagonista: non una trasformazione magica e improvvisa, ma un processo lento, fatto di piccoli passi avanti, dolorose ricadute e nuove consapevolezze. Tony è un personaggio in cui è impossibile non empatizzare; rappresenta quella gioventù allo sbaraglio che cerca di navigare in un mare pericoloso, spesso portandosi dietro il peso di un passato che non smette di bussare alla porta.
L’analisi della dipendenza e della sofferenza psicologica è condotta con i "guanti", permettendo al lettore di dare un nome ai demoni di Tony solo dopo averli vissuti sulla propria pelle. Ho apprezzato moltissimo come il legame con i personaggi si sia rafforzato: Tony diventa più reale a ogni pagina, un giovane uomo che cerca di capire se quel "mare negli occhi" sia più bello da vedere o pericoloso da attraversare.
Sebbene l'impatto emotivo sia stato leggermente diverso rispetto al primo volume, ho trovato in queste pagine una maturità narrativa superiore, perfettamente in linea con l'evoluzione del protagonista. Eryon descrive magistralmente il rischio di rassegnarsi al dolore, ricordandoci che la vera sfida non è soffrire, ma evitare di abituarsi alla propria frammentazione.
Un testo che consiglio caldamente a chi cerca una lettura che non si limiti a intrattenere, ma che lasci un segno profondo nell'anima.
12 reviews
March 25, 2026
Dopo aver letto Vertigine, sapevo di dovermi aspettare una sofferenza maggiore.
Se prima questa tristezza era presente nella vita di Tony, adesso ha davvero messo radici.

La vita di Tony? A tratti un vero disastro, una corsa contro il tempo, una lotta con se stessi e il non sapere effettivamente dove si sta andando.

Ma a 21 anni chi lo sa? Non c’è nulla di scritto, ci sono tante possibili strade, percorsi e a quell’età, del resto la mia, si possono prendere tante scelte.

Giuste o sbagliate che siano, sono scelte.
Pian piano arriva la consapevolezza.

Chi frequentare? Dove stare? Dire o meno quella parola in più?
È tutto un punto interrogativo.

Se c’è una cosa che ho apprezzato è stata la scelta di non omettere nulla, di non fare l’uomo perfetto, di essere autentico.
Cosa non scontata.

A 21 anni posso dire di essermi sentita spesso come Tony e che gli sono vicina.
Sono sicura che lui, come me, ha scelto di cambiare, e che diventerà la versione migliore di sé stesso.

Mi sono affezionata al personaggio e all’autore.
Inutile dirvi che ho sentito tanto sulla pelle queste parole.

L’autore amplia i pensieri del protagonista facendoci entrare meglio nella sua mente.

Ma la strada è ancora lunga!!! Non è minimamente finita qui.

La fine mi lascia così: 😀😳🤯☹️

Eryon mi ha decisamente traumatizzata, come faccio a resistere mesi senza sapere?!?!?!
54 reviews3 followers
May 18, 2026
“Fino a diventare me – Spirale di Eryon” è un viaggio che non è mai dritto, mai semplice, mai davvero “ordinato”.

La protagonista non si limita a vivere quello che le succede, ma sembra continuamente costretta a ricostruirsi. Come se ogni esperienza la spingesse un po’ più vicino a una versione di sé che ancora non conosce del tutto.

È una storia fatta di emozioni che si accavallano, legami intensi, confusione, attrazione, e quel momento in cui non capisci più se stai scappando da quello che sei… o se stai finalmente arrivando a te stessa.

Il bello di questo libro è che non ha fretta di spiegarti tutto. Ti lascia addosso sensazioni, dubbi, frammenti. Un po’ come una spirale, appunto: ti perdi, giri, torni indietro… e poi magari, a un certo punto, inizi a capire.

Non è una lettura “semplice”, ma è una di quelle che parlano soprattutto a chi si è sentito almeno una volta in mezzo al caos di se stesso.

E forse è proprio questo il punto: non diventare qualcun altro… ma arrivare a diventare davvero sé. ✨📖


Profile Image for Booklover -  Ray.
131 reviews1 follower
March 27, 2026
Fino a diventare me: Spirale è un viaggio intenso e introspettivo dentro la mente e le emozioni del protagonista, dove pensieri e ricordi si intrecciano creando una narrazione profonda e coinvolgente.

La storia segue un percorso interiore fatto di crescita, smarrimento e ricerca di sé, in cui ogni esperienza contribuisce a costruire (e a mettere in discussione) l’identità del protagonista. La “spirale” diventa una metafora potente non un semplice movimento in avanti, ma un continuo tornare su se stessi con una consapevolezza sempre diversa.

La lettura è molto scorrevole e coinvolgente è uno di quei libri che si divorano in poco tempo, proprio perché riesce a tenerti incollato alle pagine.

Ho apprezzato molto l’atmosfera e il modo in cui l’autore riesce a trasmettere emozioni autentiche e riflessioni profonde. È uno di quei libri che ti fanno fermare a pensare e, in alcuni momenti, anche rivederti nelle sue pagine.
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