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Le cime di Arturo

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UN INNO ALLA FANTASIA COME STRUMENTO DI SALVEZZA

ARTURO NON SA LEGGERE LE PAROLE

MA SA LEGGERE LE STELLE NEL CIELO

E IL MONDO CHE LO CIRCONDA.

UN INNO ALLA FANTASIA COME STRUMENTO DI SALVEZZA,

CAPACE DI TRASFORMAREOGNI COSA IN AVVENTURA



Arturo ha dieci anni e porta il nome di una stella, di un libro e di un poeta. Di notte si sente luminoso ma di giorno desidera le parole sui libri di scuola si muovono, si ribellano, scappano dalla sua vista e lo sottopongono alle prese in giro dei compagni. Ma Arturo non è accanto a lui ci sono una madre che conosce la magia degli oggetti dimenticati e un padre pieno di buchi come molti adulti. Grazie a loro, Arturo impara che gli scarti possono diventare tesori, che dentro una valigia può viaggiare tutto il mondo, che esistono sogni tanto forti che cantano di notte, che sono proprio i gesti più piccoli a cambiare le cose che appaiono infinitamente grandi. E che anche le stelle, alla fine del loro turno, vanno a riposare. Gianluca Caporaso accoglie nella sua storia i sentimenti di disagio e di esclusione e li trasforma in una riflessione universale sulla diversità e sulla ricerca di significato, dimostrando che le difficoltà – fra i banchi di scuola così come nella vita –non rappresentano un fallimento, ma un’occasione per scoprire altre forme di bellezza nel mondo attorno a noi. Un libro da leggere, da ascoltare, da toccare. Da portare a scuola. Da portare in alto. Come un aquilone.



«Quando cammino le cose che mi piacciono le raccolgo per le mie collezioni di oggetti. Le utilizzerò per le mie valigie. Raccolgo tappi, ghiande, gusci. Raccolgo anche sassi, ma devono essere piccoli come le gocce della pioggia. Raccolgo anche i pezzi di vetro. Per diversi miei amici sono il re dei rottami. Io non mi offendo. Sorrido. Prendo oggetti e li metto nelle tasche. Un giorno li farò abitare in una casa nuova e bellissima».

84 pages, Kindle Edition

Published April 14, 2026

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Profile Image for Seregnani.
848 reviews40 followers
May 12, 2026
«A cosa assomiglia un orecchio?»
«Siete d'accordo che un orecchio somiglia a una conchiglia?» Tutti rispondiamo di sì.
«Il signor Conchiglia riuscirà a sentire le parole degli uomini?» Tutti rispondiamo no.
«Ma allora cosa sentirà?»
Tutti diciamo il mare.
Ogni parte del nostro corpo assomiglia ad altre cose.
A cosa serve la fantasia?
La fantasia serve a incontrare persone speciali che ci insegnano una cosa molto importante. Ognuno di noi sa fare delle cose e non sa farne altre. Ognuno di noi è bravo in qualcosa e fa pena in altre cose.
Nessuno sa fare tutto.
Penso che lo scrittore abbia ragione.
Non so leggere. Le lettere ballano.
Ma so andare in bicicletta e quando pedalo non mi raggiunge nessuno.

4 ⭐️ Arturo ha dieci anni e porta il nome di una stella, di un libro che sua madre leggeva davanti al mare e di un poeta che suo padre ama più degli altri.
Di notte si illumina ma di giorno vorrebbe scomparire come fa la stella di cui porta il nome. Perché?
Perché Arturo non sa leggere, le lettere si muovono e ballano quando ci prova e i suoi compagni ridono di lui.
Gli si incendia il cuore per questo, si arrabbia tanti anche a casa con i genitori.
Ma lui sa leggere le stelle, ha tanta fantasia, vede luccicare le cose anche quando hanno la luce spenta, se mette insieme le cose fa nascere cose nuove, non gli piace il calcio ma va in bicicletta senza tenersi… insomma è un bambino speciale che è amato dai suoi genitori ma poi, come si vedrà, sarà amato anche dai suoi amici.
E anche se a volte le stelle mettono i cerotti, poi si riprendono sempre e splendono…
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