Questo è un romanzo sull’invisibilità emotiva, sulla forza silenziosa delle donne che resistono troppo a lungo. Ma soprattutto è una storia di rinascita, lenta, reale, imperfetta.
Beatrice ha quarantuno anni, un figlio adolescente e un matrimonio che lentamente sembra incrinarsi. Per Matteo aveva rinunciato a l’università, la musica, i sogni; per costruire con lui quella famiglia che da piccola le era mancata. Negli anni, stretta fra il ruolo di madre e un lavoro che non ama, ha messo da parte se stessa, e ora si scopre noiosa, svuotata, senza una vita propria. Quando Matteo la tradisce e la lascia, Beatrice crolla. Il dolore non è solo la fine di un amore, ma la consapevolezza di aver consegnato vent’anni della propria vita a qualcuno che non l’ha mai davvero scelta. Precipita in una spirale di dolore che la porta a toccare il fondo. Accanto a lei, però, ci sono le amiche di sempre, ancore di salvezza che la riportano alla realtà. E poi c’è la madre, con la sua forza silenziosa, che le mostra che si può sopravvivere anche all’abbandono più devastante. Beatrice comincia a guardarsi indietro, a collegare i fili, a fare i conti con quello che ha dentro. A raccogliere i pezzi, a prendersi per mano. Nella scoperta che l’amore non è sacrificio. Non è mettersi da parte. È poter scegliere. Prima di tutto, scegliere se stessi.
E mentre guardo il mare, col vento che mi spettina i capelli e mi rimette a posto i pezzi nel cuore, vedo che nel muro di dolore che mi schiaccia si è aperta una crepa, e da lì, adesso, entra una luce.
«Vorrei tornare a sentirmi donna. Vorrei specchiarmi e vedermi bella, sexy, interessante. Vorrei che tu tornassi a guardarmi come facevi un tempo, quando nei tuoi occhi leggevo passione, sentimento e voglia. Vorrei sentirmi cercata, desiderata. Amata. Vorrei sentirmi vista, ecco, vorrei tornare a essere vista, vista davvero. Vista sul serio. E non solo guardata per sbaglio, in modo distratto, come si guardano quelle cose che ti capitano sotto gli occhi ma che poi, in fondo, non contano niente... Questo muro che sento tra di noi mi spegne lentamente. Mi fa tremare. E sai, amore, adesso ho freddo. Freddo dentro. Adesso che tu non mi abbracci più come facevi prima, io ho paura. Vorrei tornare a sentirmi donna. Che fossi di nuovo tu. Vorrei che fossimo di nuovo noi.»
4,5 ⭐️ Beatrice è sposata con Marco e hanno un figlio adolescente. Il loro rapporto però si sta incrinando, lei lo sente più distante finché lui non ammette che la tradisce e la lascia. Beatrice cade in un vortice di dolore: lei che ha sempre avuto una bella luce negli occhi, lei che ha sempre rinunciato a tutto per Marco (anche al canto) per la sua realizzazione personale, lei che va sempre incontro a tutti… ora vorrebbe solo sparire. Per fortuna acanto a lei ci sono le amiche ma anche la mamma che le fanno capire che deve rialzarsi, che è sempre stata una donna forte, di quelle che attraversano l’inferno e poi rinascono più belle. Beatrice imparerà a “lasciare andare”, dopo una vita ad aver trattenuto e a mettere insieme. Dovrà imparare anche a scegliere se stessa - meritarsi qualcuno che la ami, che la renda felice e non una persona che la spegne.
Luca con questo libro ci augura di non elemosinare mai l’amore. Non possiamo chiedere a nessuno di amarci. Noi allo stesso tempo non siamo un’opzione, un piano B, la scelta che viene dopo. Meritiamo un amore che ogni giorno decida di non darci per scontate. Ma prima dobbiamo amare noi stesse, credere in noi, scegliere persone che diano valore aggiunto e portino luce nella nostra vita. Dobbiamo essere donne che sanno scegliere: scegliamoci sempre!
Ho iniziato la lettura con curiosità, ma davvero non mi ha entusiasmato. Troppo prolisso, lento e davvero ne viene fuori una figura di donna, moglie, madre poco aderente alla realtà. Oggi le donne sanno prendersi i loro spazi e la protagonista mi pare proprio scollata dalla realtà. Ho fatto fatica a finirlo!!
Una noia mortale, luoghi comuni, un unico punto di vista. L'unica cosa che si salva è il finale, ho rischiato di mollare prima ma ce l'ho fatta ad arrivarci. No, non lo consiglio.