Lucio parte da Crianza, un paese tra Brindisi e Lecce, col treno notturno per Torino e un pensiero fisso che lo non passa più un esame a Ingegneria da molto tempo. Ai suoi genitori non ha ancora avuto il coraggio di dire nulla. Prova a convincersi che saprà rimettere insieme i pezzi, ma non ci riesce e ogni telefonata, ogni ritorno a casa, ogni domanda innocente rischia di smascherare la recita quotidiana che porta avanti con angoscia e ostinazione. Anche Atena torna a Torino per il suo ultimo anno di Architettura, è amica e coinquilina di Lucio ma a differenza di lui è in pari con gli esami, e i suoi voti sono sempre stati altissimi. Figlia del sindaco di Crianza, il suo futuro sembra già lavorerà nello studio del padre. Eppure, sotto la superficie di una vita che conferma le aspettative degli altri, trema un’inquietudine silenziosa. Quando i genitori subiscono un’intimidazione, ciò che sembrava lontano – la violenza, il potere, il peso delle scelte – diventa impossibile da ignorare. Le vite di Lucio e Atena scorrono parallele, incerte e fragili. Insieme scoprono che la rabbia può assumere forme impreviste, come un gesto notturno, una vendetta silenziosa. E scoprono anche che «realizzarsi» può significare molte cose diverse. Andrea Martina scrive un romanzo di formazione delicato e inquieto, che racconta lo smarrimento e il desiderio di trovare da soli il proprio posto nel mondo.
Lo stupore è ciò che caratterizza questo libro : tra il peso delle aspettative altrui e il legame indissolubile che crea la condivisione di segreti inconfessabili, emerge la necessità di recidere le proprie radici per poter volare con le proprie ali.
Lucio e Atena sono due giovani studenti entrambi nati a Crianza, un piccolo paesino del Salento, ed entrambi emigrati al Nord, precisamente a Torino, per frequentare l'Università. Condividono un piccolo appartamento in affitto ma, se Atena porta avanti i suoi studi in Architettura in modo puntuale e rigoroso, Lucio invece fatica a proseguire i suoi studi in Ingegneria. Un esame in particolare lo blocca e lo costringe a fare i conti con un'insoddisfazione generale per la sua vita, un male che da tempo si porta dentro e che non riesce a esternare con nessuno, in particolar modo con i suoi genitori ignari del suo ritardo con gli studi. Anche Atena però deve fare i conti con qualcosa di più grande di lei, una malvagità diversa, che non vive dentro di lei ma che indirettamente la tocca nel profondo. Suo padre, sindaco di Crianza, lotta da tempo contro le minacce della gente malavitosa del paese e questo è motivo di disagio e paura per tutta la famiglia. Se quando tornano a Crianza Lucio e Atena si sentono oppressi dalla realtà del piccolo paese ma invincibili grazie alla rabbia che li lega, la rabbia per il peso di un futuro già scritto e per quello che gli altri si aspettano da loro, a Torino, in una città nella quale sono soltanto due numeri di matricola, i due sembrano quasi estranei; vivono di silenzi, paure e desideri taciuti. Crianza e Torino, due luoghi che respingono. Lucio e Atena, due solitudini che cercano il proprio posto nel mondo, ma forse è proprio quando si smette di cercare che finalmente ci si accetta e ci si sente a casa.
"Questo posto mi sta respingendo" è un romanzo che, attraverso una scrittura autentica e coinvolgente, racconta il disorientamento e lo smarrimento di una generazione ma soprattutto lo scontro generazionale che spesso si viene a creare tra genitori e figli quando si parla di futuro.
Una lettura che ci inviata a sederci e riflettere, regalandoci una pausa del mondo (respingente) che ci circonda.