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L’eco di villa Woodgrave

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Non tutte le presenze fanno rumore. Alcune restano, silenziose, finché l’eco non diventa impossibile da ignorare.
Villa Woodgrave domina il paese come una presenza che non ha mai imparato a lasciar andare. Tra le sue mura, l’amore familiare convive con una paura viscerale del cambiamento e della perdita. Osmond Woodgrave protegge la propria felicità con ostinazione quasi febbrile, mentre la casa sembra assorbire tensioni, silenzi e desideri inconfessabili.
Intorno, la comunità osserva e teme. Perché certi luoghi non si limitano a custodire il lo trattengono, lo alimentano, lo trasformano.
L’eco di villa Woodgrave di Luca Cavicchi è un romanzo di narrativa soprannaturale dalle atmosfere gotiche e contemporanee, dove la casa diventa un personaggio vivo, inquieto, onnipresente.

318 pages, Kindle Edition

Published April 24, 2026

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Profile Image for Mapi.
235 reviews3 followers
April 24, 2026
«Questa casa ha qualcosa di strano. Inganna la percezione, è come se ci respingesse, come se volesse nasconderci qualcosa»

Esce oggi!
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L'eco di Villa Woodgrave parla di dove la paura può condurre, scandagliamo l'animo umano. C'è terrore sì...ma non come te lo aspetti.
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Un piccolo paesino che guarda con ostilità crescende la Villa e il suo proprietario, che non si fa vedere mai. C'è un alone di mistero che avviluppa la Villa e storie di eventi tragici e macabri accaduti all'interno. E l'omicidio di due ragazzi getterà il villaggio nel caos.
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La prosa è una brezza lieve mentre ci conduce nel passato per farci capire come il dramma si sia ancorato saldamente alla casa.
E qui l'autore è bravissimo a farci respirare le atmosfere del libro, rendendo vivide le scene mentre la felicità di una famiglia lentamente si sfalda in una disperazione atroce. La penna diventa sospesa e incrinata, assaporiamo l'afflizione, il dolore che scava e un'amore che non vuole rinunciare e per rimanere saldo...mostra i suoi artigli.
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Un gruppo di persone del villaggio decide di forzare l'entrata della Villa e quello che trovano va al di là della loro comprensione... È l'inizio della fine.
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La dualità della Villa è pazzesca, così come gli eventi che si intrecciano tra di loro, la paura che si desta leggera, situazione inquietanti dove rabbrividiamo. Si avverte tutto con nitidezza, c'è il ritratto complesso dell'avidità e ossessione umana, insieme alle sue vulnerabilità.
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Uno degli aspetti più belli per me è l'ambiguità di Osmond, che incarna il desiderio ossuto di non lasciare andare un momento felice, un folle delirio che conosce solo la sua ragione. Dovrebbe essere visto come il villain ma io non ho il cuore di definirlo così.
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Una storia che consuma, ammalia e pesa, che tra tutto pone al centro il sentimento intenso, agitato e disperato che è l'amore.
Bellissimo, potente e genuino. Io me ne sono innamorata, un'esordio a dir poco pazzesco.
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