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Dark Hunter: Il segreto di Salem: Un dark romantasy per i cuori più arditi

542 pages, Paperback

Published March 25, 2026

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Artemisia Nocturne

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Displaying 1 - 5 of 5 reviews
Profile Image for Semplicementeleggendo73 Wanda Fiore.
314 reviews7 followers
May 18, 2026
Ho chiuso l'ultima pagina di questo volume con un groppo in gola , intrappolata nel limbo di un finale che non chiude il cerchio, ma spalanca le porte del tempo. L'autrice ci condanna a una sospensione straziante, lasciandoci sospesi sull'orlo di un precipizio emotivo nell'attesa del seguito; una scelta dolorosa ma magistrale, che nasce da una ricerca febbrile e cieca tra le pagine. Al centro di tutto c'è un'ossessione: la Rosa di Endor, un fiore leggendario e proibito, capace di sfidare le leggi della natura e di trascinarci brutalmente indietro nei secoli, fin dentro l’inferno del 1692. Salem ci accoglie così, nel cuore di un periodo storico spaventoso ed estremamente buio, intriso di una superstizione soffocante dove il fanatismo religioso diventa legge e l'isteria collettiva si nutre di carne e sangue. È il tempo della caccia alle streghe, dove i confini tra giustizia e tortura si annullano, dove i corpi vengono spezzati nelle prigioni e l’aria profuma costantemente di corda, roghi e terrore. Ed è proprio immergendomi in questa oscurità che sono arrivata a una conclusione, un pensiero che mi si è radicato dentro pagina dopo pagina: ci sono legami capaci di muoversi oltre i confini della ragione, oltre lo scorrere dei secoli; un amore che il tempo non può consumare e che la mente non può comprendere.
In questo silenzio opprimente, in una cella che profuma di muffa e di fine, si ritrova improvvisamente scagliata Selene. Lei, che nel suo presente moderno aveva sempre scelto la prudenza, camminando in punta di piedi per paura di fare pazzie, si ritrova nuda di fronte a un’epoca che la condanna per ciò che non è. Ma è proprio in quell’angolo buio che impara a lottare: la sua porcellana si scheggia e rivela le spine, trasformandola in una creatura fiera e indomabile. Selene non è la classica eroina debole, né la protagonista patetica di una soap opera che si innamora del carnefice solo perché intravede una briciola di umanità. No, lei lo odia. Lo odia con una violenza che le incendia il petto, eppure resta intrappolata in un nodo impossibile da recidere.
E poi c’è lui, Edmund Lancaster. Il Comandante, il cacciatore, l’uomo che incarna la spietatezza di quel secolo oscurantista. Non un semplice villain, ma un'anima spezzata e plasmata da un trauma infantile feroce: un bambino di sette anni costretto a respirare l’odore di sangue nel corridoio della morte di sua madre, sacrificata da un padre padrone convinto che sia «meglio una moglie morta che una famiglia distrutta dal disonore». È lì che Edmund ha indossato una maschera di pietra per diventare una macchina perfetta priva di sentimenti. Quando Selene entra nella sua vita, per lui è solo un capriccio, un "giocattolo" da dominare e distruggere. Ma quando le stringe il cappio al collo, quel trionfo diventa cenere. L'uomo freddo e calcolatore viene letteralmente annientato dal silenzio della sua prigioniera, riducendosi a un cucciolo ferito che cerca disperatamente calore nel gelo che lui stesso ha creato. La rabbia invisible esplode incontrollata, le barriere cadono e i ruoli di potere si invertono drammaticamente di fronte alle sbarre:

«Odiatemi! Urlatemi contro, sputatemi in faccia, fate qualcosa! Ma non statevene lì a farmi sentire come se fossi io il prigioniero!»

Da quel crollo nasce una «terra di mezzo che confonde», un'attrazione magnetica che si muove tra l'odio più cieco e la fiducia più vulnerabile. Un limbo fatto di notti insonni in una grotta gelida, dimenticandosi delle proprie ferite per curarsi a vicenda. È la capitolazione totale di Edmund, che si toglie i guanti di pelle scoprendo che le sue mani hanno smesso di sanguinare solo grazie a lei. Un uomo che si arrende a un sentimento totale, sussurrando parole brutali nella loro franchezza: «Io ti amo qui e ora, questo è tutto ciò che so», implorando il cuore di lei di battere per lui, almeno fino al giorno del suo ritorno.
Lo stile dell'autrice è magistrale, capace di dosare con un equilibrio perfetto la cruda realtà delle torture e la poesia di un'intimità disarmante, che fa sfumare il mito di Orfeo ed Euridice nella nebbia di un bacio disperato, tremante e colmo di silenzi. La tensione psicologica ed erotica mozza il fiato, fino a quando il distacco finale si compie nel modo più doloroso: Edmund, che ha sempre preso tutto con la forza, rinuncia al proprio egoismo e la lascia andare pur di non distruggerla. Ma quando pensi che i secoli abbiano vinto, la verità ti colpisce come un fulmine. Una profezia antica si compie nell'ombra e squarcia ogni certezza. Edmund non l’ha solo amata nell’oscurità di Salem. L’ha inseguita attraverso las pieghe del tempo, spalancando porte proibite pur di ritrovarla nel buio dei suoi sogni. Vi giuro, sono rimasta letteralmente ammaliata. Questa storia vi lascerà appese a un filo, con il cuore che batte come un tamburo spezzato nell'attesa febbrile del seguito.
Profile Image for Maria Giovanna +.
1 review
August 11, 2026
Devo fare una confessione prima ancora di parlare di Dark Hunter: io e il romance, generalmente, non abbiamo una relazione particolarmente stabile.

Preferisco i classici, la letteratura straniera, l'antropologia, le storie familiari in cui tre generazioni di persone si vogliono vivono legami strani, si vogliono bene, poi si detestano, si feriscono e possibilmente non si parlano per 25 anni — insomma, tutto quel meraviglioso campionario di legami umani complicati che potrebbe tranquillamente appartenere a Elena Ferrante.

Il romantasy, invece, lo guardo spesso con quella benevolenza con cui si osserva un genere che evidentemente rende felici moltissime persone, ma che difficilmente riuscirà a rendere felice me.

Poi però è arrivato Dark Hunter.

E, con una certa sorpresa, devo ammettere che mi ha fregata.

Perché, intendiamoci: sulla carta c'erano tutti gli elementi capaci di farmi alzare un sopracciglio. Una protagonista, Selene Ashford, che versa il proprio sangue sulla Rosa di Endor e viene catapultata nella Salem del 1692; una caccia alle streghe; magia; un comandante-cacciatore di streghe di nome Edmund, che la descrizione stessa definisce “il carnefice”; e, naturalmente, quel genere di rapporto nel quale il confine tra odio, attrazione e buon senso viene progressivamente mandato in pensione.

Insomma, il mio primo pensiero è stato più o meno: Mary, finalmente hai trovato il modo di complicarti la vita anche leggendo un libro.

E invece no.

O meglio: sì, me la sono complicata, ma ne è valsa la pena.

La cosa che mi ha conquistata è che Dark Hunter non si limita a prendere il romance e vestirlo di nero. Il contesto storico di Salem dà alla storia una dimensione molto più interessante: quella di una donna moderna catapultata in un mondo nel quale essere donna significa muoversi continuamente dentro una rete di regole, paure, giudizi e poteri esercitati dagli altri.

E qui il romanzo, a mio avviso, acquista una lettura che va oltre la storia d'amore.

Selene non arriva semplicemente in un'epoca diversa: arriva in una società nella quale la sua libertà è improvvisamente diventata un'anomalia.

Ed è proprio questo che ho trovato interessante.

La caccia alle streghe, infatti, non è soltanto l'elemento gotico perfetto per creare atmosfera. È anche una metafora potentissima del controllo sociale esercitato sulle donne: basta uno sguardo sbagliato, una parola fuori posto, un comportamento non conforme e, in quel mondo, “ogni sguardo può diventare un'accusa”.

Che, a pensarci bene, è un concetto talmente attuale da essere quasi inquietante.

Cambiano i secoli, cambiano gli strumenti, cambiano le modalità, ma la domanda resta: quanto è libera una donna quando qualcun altro decide continuamente come dovrebbe comportarsi per essere considerata accettabile?

E qui arriva il paradosso più divertente del romanzo: Selene viene catapultata nel 1692 e si ritrova davanti Edmund, che non è esattamente il classico esempio di uomo rassicurante che si presenta dicendo “ciao, piacere, rispetto i tuoi spazi”.

No.

Lui è il cacciatore di streghe.

Spietato. Temuto. Inarrestabile.

Praticamente, se il buongiorno si vede dal mattino, Selene avrebbe fatto meglio a chiedere immediatamente il rimborso del viaggio nel tempo.

Eppure proprio questa contrapposizione funziona: la donna contemporanea che porta con sé un'idea diversa di sé stessa e l'uomo che incarna il potere di quella società.

Edmund non è interessante perché sia semplicemente “il bad boy” di turno. È interessante perché rappresenta un sistema di valori con cui Selene deve necessariamente scontrarsi.

E diciamolo: se per conquistare una donna bisogna prima interrogarla, minacciarla e possibilmente sospettare che sia una strega, forse il reparto “corteggiamento” di Salem aveva bisogno di un consulente esterno.

Possibilmente del 21° secolo.

Quello che ho apprezzato maggiormente è dunque la componente dark, perché non sembra semplicemente applicata come una patina estetica al romance. La violenza, la paura, la prigionia, il sospetto e la morte appartengono davvero al mondo nel quale i personaggi si muovono. E questo rende il rapporto tra Selene ed Edmund molto più ambiguo e problematico del classico “si odiano, quindi si amano”.

Qui il confine tra attrazione e pericolo è volutamente sottile.

Ed è forse proprio questa ambiguità a rendere la storia interessante: il lettore è costretto a chiedersi continuamente dove finisca il desiderio e dove inizi il potere, dove finisca la scelta e dove inizi la costrizione.

In altre parole, Dark Hunter può essere letto anche come una storia sul potere delle relazioni, e non soltanto come una relazione d'amore.

E questa, per me, è stata la sorpresa più piacevole.

Perché sono entrata nel libro pensando di trovarmi davanti al solito romantasy e mi sono ritrovata invece a ragionare su donne, potere, libertà, controllo sociale e sul modo in cui il contesto storico modifica completamente il significato delle relazioni.

Devo inoltre riconoscere al romanzo una cosa che per me conta molto: mi ha fatto uscire dalle mie abitudini di lettura senza farmi rimpiangere continuamente quelle abitudini.

Non ho letto Dark Hunter pensando “non è il mio genere”.

L'ho letto pensando piuttosto: “Non è il mio genere… però vediamo dove vuole andare a parare.”

E poi, pagina dopo pagina, mi sono ritrovata coinvolta.

In conclusione

Dark Hunter è stata per me una piacevole sorpresa proprio perché non l'ho percepito come il “solito” romance/romantasy.

È un libro che utilizza il romance, il fantasy e il dark per costruire una storia nella quale il contesto storico non è decorativo, ma diventa parte integrante della tensione narrativa e dei rapporti di potere.

E soprattutto mi è piaciuto il sottotesto legato alla figura femminile: una donna moderna che si trova improvvisamente a vivere in un mondo nel quale la libertà che oggi diamo per scontata non lo è affatto.

Forse è proprio questo il motivo per cui il libro è riuscito a conquistare una lettrice come me.

Non perché mi abbia fatto improvvisamente convertire al romance ma perché sotto il sangue, la magia, il desiderio proibito e gli sguardi che “bruciano più del fuoco dei roghi” ho trovato qualcosa che mi interessa molto di più: personaggi che si confrontano con il potere, con la libertà e con il modo in cui una società decide chi una donna può essere.

E quindi sì, lo ammetto.
Cara Artemisia, hai vinto tu.

Sono entrata a Salem con la diffidenza di una lettrice di classici e ne sono uscita con una domanda molto meno intellettualmente dignitosa:

“Ma Edmund, esattamente, quando pensava di smettere di essere un problema?”

Spoiler: evidentemente non abbastanza presto.
Profile Image for Lucia Menna.
20 reviews
June 7, 2026
Recensione | Dark Hunter di Artemisia Nocturne
Questa recensione sarebbe dovuta uscire ad agosto. Poi però il libro è arrivato, e la mia TBR ha ricevuto un sonoro "vaffanc**lo" perché certe storie non aspettano.
E sì, se Edmund Lancaster fosse stato qui, mi avrebbe sicuramente fatto notare che parlo in modo quantomeno strano.
Dark Hunter mi ha sorpresa in modo molto piacevole, sia per la storia che per la scrittura. Artemisia ha scelto di utilizzare la terza persona onnisciente e lo ha fatto con una padronanza notevole: nonostante i molteplici punti di vista, non si crea mai confusione, e il ritmo narrativo scorre fluido dall'inizio alla fine.
Ma di cosa parla il libro? La protagonista è Selene, che da bambina scopre nella soffitta della nonna un libro misterioso: il Flos Daemonis. Al suo interno si parla della Rosa di Endor, un fiore magico. Questa scoperta segna Selene in modo indelebile, tanto che da adulta si laurea in botanica e continua instancabilmente a inseguire la leggenda di quella rosa.
Una sera decide di avventurarsi in un bosco, convinta di trovarla e ha ragione. Ma nel momento in cui una spina la punge, tutto cambia.
Selene viene catapultata indietro nel tempo, fino a Salem, nel pieno della caccia alle streghe.
Da qui in poi la storia prende vita. Viviamo insieme a lei le difficoltà enormi di adattarsi a un'epoca lontanissima dalla sua (il 2024, tanto per intenderci): un mondo in cui le donne erano poco più che soprammobili e in cui qualsiasi forma di libertà d'espressione rischiava di essere bollata come stregoneria.
Ed è proprio in questo contesto che fa la sua comparsa Edmund Lancaster, il Comandante Nero, il cacciatore di streghe più temuto di tutta Salem. Devo aggiungere altro? NON CREDO.
Da qui, seguiremo da vicino tutti i problemi che inseguiranno la protagonista (Edmund è il mio problema preferito) mentre cercherà un modo per poter tornare nella sua epoca.
Sarò sincera l'autrice ha svolto un lavoro eccellente, soprattutto nella cura dei dettagli: nulla è stato lasciato al caso, e quelli che in apparenza sembrano elementi secondari si rivelano poi fondamentali per lo sviluppo della storia. Ho apprezzato moltissimo anche come vengano mostrate le differenze concrete tra i due secoli e quanto sia stato difficile per Selene adattarsi in quell’epoca.
Il finale mi ha distrutta. Mi ha lasciata senza parole e ho già sporto denuncia nei confronti di Artemisia per questo. Scherzo. O forse no.
Quello che so con certezza è che non vedo l'ora che esca il seguito, perché ho assolutamente bisogno di sapere come va a finire questa storia.
Lo consiglio? Assolutamente sì, senza alcun dubbio. Lo consiglio a chi ama i Romantasy, i viaggi nel tempo, le storie con una tensione romantica palpabile e quei finali che ti lasciano con il cuore in gola e con una sana voglia di prendere a male parole l'autrice.
Se non l'avete ancora letto, correte a recuperarlo. E poi venite a piangere con me nell'attesa del seguito.
Profile Image for SakurAribooks .
163 reviews1 follower
September 19, 2026
La storia si svolge in un ambiente ostile, senza farmaci, tecnologia, ma soprattutto in mezzo a una delle stragi insensate più spaventose di quel tempo. Essere donna in quel periodo poteva essere una condanna a morte per stregoneria e Selene è una ragazza del futuro, in estrema difficoltà già solo per questo, ma ovviamente non basta, perché e a lei si avvicinerà un uomo, Edmund Lancaster, il comandante nero, il cacciatore di streghe migliore. La trama è molto intrigante, vi terrà incollati al libro sin da subito perché si respira aria di paura, tensione che si taglia a fette e un amore impossibile che diventerà parte integrante di una narrazione in terza persona che ci permetterà di seguire tutti i personaggi e non perderci niente. La narrazione sarà serrata, un insieme di eventi e rivelazioni che si susseguiranno creando una storia emozionante.
Il volume si conclude con un cliffhanger pazzesco e tutto potrebbe ribaltarsi e rendere la storia ancora più impegnativa, infatti i trigger warning sono molto importanti perché descrivono molto bene ciò che il volume contiene, infatti la storia è molto cupa e oscura in diversi momenti, violenta e impegnativa. Selene riuscirà a salvarsi e trovare un modo per tornare a casa? Ma soprattutto, Edmund che ruolo avrà in questa storia?
Recensione estesa sul blog sakuraribooks.it, anche su instagram e tiktok
Profile Image for Anne In the Bed.
278 reviews2 followers
August 22, 2026
L'inizip mo ha fatto venire il latte alle ginocchia...la fine mi incuriosisce appena. Gli espedienti non sono male ma la trama è sviluppata a mio avviso non proprio benissimo. Cambi repentini di direzione dei personaggi in base a quello che abbiamo visto del loro carattere fino a quel momento che lasciano un poco perplessi...non so. Magari vediamo dove vuole andare a parare il seguito
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