Se non consumi, non esisti. È questo il messaggio che lo spazio urbano ripete ogni si paga il tempo libero, la sosta, lo sport, la mobilità, persino la natura. Sedersi all'ombra, bere da una fontana, giocare a palla in un cortile diventano gesti sempre piú rari nelle nostre città. È tempo di riscrivere una grammatica del ciò che nello spazio pubblico può e deve essere accessibile, gratuito, di tutti.
In questo libro Elena Granata guarda al futuro partendo dai segni già presenti nel nostro tempo, tra idee e innovazioni che ridisegnano il modo di vivere insieme. Beni da scambiare e condividere, da usare senza possedere; una dimensione legata al tempo liberato e alle relazioni. Nuovi bisogni legati all'abitare, che non è solo avere una casa, ma condividere tempi e spazi con una comunità piú ampia. Soprattutto nelle nuove generazioni prende forma il desiderio di una vita diversa, piú libera, piú collaborativa. Per questo è urgente una il racconto di un'altra idea di città.
Libro molto interessante che parte dalla storia dell'urbanistica per arrivare a quanto fatto (o non fatto) recentemente nelle cittá del mondo per farle tornare a misura d'uomo. Uomo che peró non é una monade, ma é inserito in un sistema che deve contribuire a migliorare. Particolarmente interessanti sono state per me le parti sul restituire le cittá ai bambini, perché qui a Berlino dove vivo io, i bambini si vedono ancora, da soli, in giro, e le parti sull'illuminazione urbana.
Un’eccellente riflesione sullo sviluppo delle città partendo dal caso Milano verso il mondo. Presente e prospettive di futuro che ci dovrebbero coinvolgere tutti perché in qualche modo anche se non abitiamo in città è una città che segna il nostro destino ed esperienza della vita. Molto ben documentato, tante altre letture che voglio fare dopo aver letto questo libro.