Mancano 720 minuti al sogno. Poi 630. Poi 540. Il tempo si accorcia e il primo scudetto, con la maglia della Roma, prende forma, partita dopo partita, fino a sciogliersi in un pianto liberatorio che contiene anni di sacrifici, ostinazione e silenzi. Valentina Giacinti non è stata una predestinata. È cresciuta in un calcio femminile ai margini, tra campi sgangherati e allenamenti serali, quando il massimo campionato viveva lontano dai riflettori. Poi i numeri hanno i 41 gol in una stagione con il Mozzanica, la Supercoppa italiana, la fascia di capitana del Milan, oltre 200 reti in serie A, le partite con la Nazionale e l'ingresso nella Hall of Fame del calcio italiano. E ancora gli scudetti e il passaggio storico al professionismo, vissuto da protagonista, come se ogni rete avesse aperto un varco. Accanto alla crescita sportiva, una battaglia costante contro gli stereotipi che hanno a lungo ostacolato il calcio spalti attraversati da mormorii velenosi, dirigenti pronti a liquidare un intero movimento con una frase sprezzante, l'idea dura a morire che il sogno di tante ragazze fosse solo un capriccio. Mentre i pregiudizi cercavano di marcarla stretta, Valentina rispondeva con il rumore dei gol, cambiando le regole del gioco per tutte. Eppure, sotto l'armatura dell'attaccante implacabile, c'è sempre stata una sensibilità acuta. In queste pagine Giacinti racconta i suoi lividi invisibili con rara franchezza, mostrando che la forza può convivere con la fragilità. Il coraggio di chi trema, frutto della collaborazione con il giornalista Alessandro Alciato, non racconta solo il percorso di un'atleta straordinaria. È la storia di una donna che ha imparato che la vera vittoria non sta nel non cadere mai, ma nell'avere il coraggio di mostrare le proprie crepe.
Poche settimane fa, è uscito in libreria il primo libro di Valentina Giacinti con Alessandro Alciato, edito da Mondadori: un'autobiografia non solo sportiva, ma soprattutto umana. Un appello a giovani e non, che "tutto si aggiusta" vuoi nella vita, nel calcio, nel lavoro...e che ci sarà sempre qualcuno pronto ad aiutarti, "a tenderti la mano".
Dai primi passi nell'Atalanta, passando per Napoli e all'esperienza in lega estiva in America al Seattle, finc al Milan e alla Fiorentina...e ancora i pochi, ma intensi anni passati con la Roma, la piccola parentesi in Turchia con il Galatasary e infine, da gennaio 2026, con il Como 1907, promosso per la prima volta in serie A... Valentina racconta la sua vita, anche privata, con sincerità e limpidezza, mostrando la persona che si celava sotto l'armatura dell'attaccante forte e sicura di sè, qualcuno di sensibile e fragile, ma capace di superare ogni ostacolo e abbattere qualsiasi pregiudizio.
"Il coraggio di cui trema" è un libro scorrevole, che ben si adatta alle classica autobiografia sportiva, ma toccando eventi profondamente personali e temi sensibili, a cui tutti come già accennato, posso accostarsi e ritrovarsi; anche lo stile è ottimo, con qualche espressione tipica della nostra lingua, rendendo possibile finirlo in pochi giorni (o un paio di settimane, se come me, si vuol leggerlo piano piano).
Una lettura immancabile per chi è appassionato di calcio femminile, o chi si voglia accostare ad esso, per conoscere una delle più grandi calciatrici del panorama italiano e per chiunque abbia bisogno di sentirsi dire di non essere soli.
Voto: 9.50/10
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Tre stelle e mezze arrotondate a quattro perché è una giocatrice che ha sempre lasciato tutto in campo e questo i tifosi delle squadre in cui ha giocato lo sanno. Detto ciò, credo che sia uno di quei casi in cui la scrittura a quattro mani non è pienamente riuscita. O meglio, risultano molto evidenti le differenze di due stili di narrazione troppo diversi per uniformarsi appieno, e in diversi punti emerge troppo lo stile di Alciato o il modo di parlare di Valentina. Il risultato è un libro non pienamente omogeneo, in cui risulta evidente che due modi di esprimersi molto diversi abbiano provato ad incontrarsi e non vi siano pienamente riusciti. Sull'aspetto umano, che poi è il cuore del libro, poco da dire: mettersi a nudo è sempre difficile e richiede sempre, a mio avviso, una buona dose di coraggio. Spesso ci vergogniamo di chiedere aiuto, scambiando la fragilità per debolezza, ma questo libro ci ricorda che non c'è gesto migliore per noi stessi che ammettere il proprio dolore e chiedere aiuto per affrontarlo