Firenze, 1938. Teresa ha diciassette anni quando, tra i banchi di scuola, si alza in piedi per contraddire un professore che difende le leggi razziali. In un'Italia che pretende silenzio, la sua voce è troppo libera per restare muta. Il prezzo è l'espulsione da tutti gli istituti del Regno. Ma Teresa non ha mai saputo piegarsi. Cresciuta accanto a un padre apertamente antifascista, in una famiglia già impegnata nella militanza, sceglie presto la lotta clandestina. Nella Resistenza diventa "Chicchi": staffetta ribelle tra viaggi in treno, documenti nascosti nell'orlo della gonna e notti passate a stampare volantini proibiti. È così che scopre che la libertà non si si conquista. Dopo la Liberazione sarà la più giovane eletta all'Assemblea Costituente, e porterà nella nuova Italia la voce delle donne e di una generazione che ha scelto di non restare in silenzio. Una storia di coraggio, dissenso e fedeltà alle proprie idee senza compromessi. Con una scrittura calda e coinvolgente, Sara Rattaro ripercorre la vita di Teresa Mattei dall'infanzia al fuoco dei primi anni dell'età adulta, restituendo con sensibilità e attenzione il ritratto di una donna straordinaria e trasformando la sua esistenza in un grande romanzo.
Laureata in Biologia e in Scienze della Comunicazione, ha frequentato il master in Comunicazione della Scienza «Rasoio di Occam» a Torino prima di essere assunta come informatore farmaceutico.
Coltiva da sempre la passione per la scrittura, le sue storie si ispirano ai racconti delle persone che incontra.Il suo esordio narrativo è con Sulla sedia sbagliata (Morellini, 2010). Un uso qualunque di te, il suo secondo romanzo, Giunti 2012, da marzo a maggio ha avuto 5 ristampe, ed è stato venduto in Spagna, Germania, Olanda, Bulgaria, Russia, Ungheria e Turchia. Il terzo romanzo di Sara, Non volare via, è pubblicato da Garzanti (maggio 2013) con grande successo.
Il suo ultimo romanzo Niente è come te, è anche pubblicato da Garzanti (settembre 2014) e continua la sua carriera di successo.
Non avevo dubbi. Una storia vera: una ragazza, Teresa Mattei, attiva durante la resistenza e che per il suo impegno rappresenterà le donne italiane nella costituente per la nuova costituzione. Una ragazza che supera enormi difficoltà, ma non si tira mai indietro. Una donna che dice sempre quello che pensa, anche a costo della sua carriera politica. Un libro che andrebbe letto nelle scuole. Delle 20 donne che hanno partecipato ai lavori della costituente ne se conoscono a mala pena 2!
"...tu fai politica perché vuoi governare la gente. Io invece vorrei che la gente si governasse da sé. Per me essere cittadini significa essere sovrani della propria vita. Io non obbedisco contro la coscienza, non accetto verità calate dall'alto ne' una libertà addomesticata".
Una donna che ha tratto il coraggio dalla paura durante la resistenza, una donna determinata a perseguire la Libertà. Non conoscevo Teresa Mattei come non conosco veramente le altre 20 donne che hanno fatto parte della costituente. Ho un debole per questi romanzi che riportano in una forma più godibile, fatti reali presenti in saggi o testi storici, di personaggi ingiustamente dimenticati. Merito all'autrice per il suo appassionato lavoro di ricerca e di stesura del romanzo.
Teresa Mattei, nasce a Genova nel 1921 in una famiglia numerosa. Fin da giovane dimostra un carattere forte, ribelle e profondamente antifascista, tanto da essere espulsa dalle scuole del Regno per le sue idee. Durante la guerra entra nella Resistenza con il nome di battaglia “Chicchi”, svolgendo il ruolo di staffetta partigiana e rischiando spesso la vita.
È un romanzo storico incentrato sulla figura di Teresa Mattei, giovane donna partigiana conosciuta con il nome di battaglia “Chicchi”, una delle 21 donne elette all’Assemblea Costituente, politica e pedagogista. Teresa dedicò tutta la sua vita non solo agli ideali scritti sulla carta, ma soprattutto alla loro applicazione concreta nella società, convinta che il cambiamento dovesse partire dalle persone e dalla vita quotidiana. A lei si deve, insieme ad altre donne dell’UDI, la scelta della mimosa come simbolo dell’8 marzo: un fiore semplice ma resistente, formato da tanti piccoli fiori uniti insieme, quasi a rappresentare la forza collettiva, la solidarietà femminile e l’idea che l’unione renda più forti. È un simbolo che riflette perfettamente anche la personalità di Teresa: determinata, tenace e capace di trasformare la fragilità in coraggio. Il romanzo, narrato in prima persona, permette al lettore di entrare profondamente in sintonia con una donna estremamente coraggiosa e resiliente, che riuscì a far sentire la propria voce in un periodo storico in cui alle donne veniva lasciato pochissimo spazio. Teresa partecipò attivamente alla vita politica del suo tempo, battendosi soprattutto per la giustizia e per la libertà di pensiero. Radicalmente antifascista, si oppose alle discriminazioni razziali e alle ingiustizie del regime, arrivando persino a essere espulsa da tutte le scuole del Regno. Il libro si presenta come una sorta di cronistoria della sua vita e della Resistenza italiana, seguendo la crescita di Teresa: dalla giovinezza fino all’età adulta, attraverso la guerra, le persecuzioni fasciste, il voto del 2 giugno 1946 e il dopoguerra. Per questo motivo può essere considerato anche un romanzo di formazione, perché mostra l’evoluzione personale e civile della protagonista. Tra i temi principali emergono il valore della libertà, il coraggio, l’impegno politico e soprattutto l’unità della famiglia Mattei, legata da un profondo amore reciproco, in particolare tra fratelli. La narrazione alterna presente e passato attraverso ricordi e riflessioni di Teresa, con anche diversi flasforward che mettono davanti a fatti compiuti. Nel romanzo emergono con grande evidenza anche le conseguenze distruttive del fascismo, che non solo causò un numero enorme di vittime, ma finì anche per spezzare famiglie, affetti e serenità quotidiane. La stessa Teresa sottolinea più volte come, a causa del regime, non vedesse più sorridere le persone che amava. Attraverso imposizioni, leggi assurde, continui controlli e perquisizioni, si respirava infatti un clima di paura e oppressione tipico della dittatura. Il libro mette bene in luce anche gli aspetti della vita quotidiana durante la guerra: le restrizioni alimentari, le tessere annonarie, la povertà diffusa e il fatto che persino un semplice gelato fosse diventato un lusso. Molto interessante è anche il grande lavoro di ricerca svolto da Sara Rattaro. Pur trattandosi di un periodo storico molto conosciuto, il romanzo offre numerosi dettagli, informazioni e curiosità poco note, che mostrano una notevole attenzione alla ricostruzione storica. L’autrice riesce a restituire la figura di Teresa Mattei in modo fedele, basandosi su documenti e testimonianze, ma allo stesso tempo le dona una dimensione profondamente umana. Ed è proprio questo uno degli aspetti più riusciti del romanzo: trasformare una figura storica in una persona viva e tangibile, fatta di emozioni, paure, sofferenze e determinazione. Ciò che emerge con più forza è infatti il coraggio di Teresa, la sua straordinaria determinazione nel difendere i propri ideali e nel portare avanti i suoi principi nonostante le violenze subite, i rischi corsi e le difficoltà affrontate insieme alla sua famiglia. La lettura lascia quindi anche una riflessione importante: riportare alla luce figure come quella di Teresa Mattei è fondamentale, perché spesso donne così decisive per la storia italiana vengono ricordate troppo poco. Questo libro ha il merito di restituire voce e umanità a una donna straordinaria che non dovrebbe essere dimenticata. Sara Rattaro ci restituisce la storia di una donna che non ha mai smesso di combattere, lasciandoci un monito silenzioso ma potente: la libertà va difesa ogni giorno, a partire dai nostri gesti quotidiani.
«I libri insegnano a pensare, Teresa. E chi comanda con la paura, i pensieri liberi non li sopporta.»
“In fondo ero solo una ragazza, poco più che una bambina, che aveva scelto di non voltarsi dall'altra parte. Tutti parlavano di coraggio, di resistenza, ma nessuno ti spiegava quanto fosse faticoso tenere insieme il terrore e la volontà di fare la cosa giusta. Trasformare la paura in azione e la disperazione in speranza non era un gesto naturale: era una lotta cattiva, che ti scavava dentro ogni volta. E io, in quel momento, mi sentivo piccola, fragile, eppure ostinatamente decisa a non tirarmi indietro.”
Questo romanzo narra la storia di Teresa Mattei, donna di grande coraggio che ha partecipato attivamente alla Resistenza e successivamente ha dato voce ai più deboli collaborando alla stesura della nostra Costituzione. Una donna coraggiosa, che ha sempre lottato per portare avanti le sue idee e tutelare i più deboli. E’ stata lei, tra le altre cose, a scegliere la mimosa come simbolo della festa della donna…
«Un fiore» continuai. «Anzi, una mimosa. E’ semplice, modesta. Fiorisce proprio a marzo, quando il gelo si scioglie. All'apparenza è fragile, ma resiste: i rami si piegano, ma non si spezzano. E i fiori, minuscoli, sono forti solo insieme.» Mentre parlavo, mi resi conto che non stavo solo descrivendo una pianta: stavo raccontando le donne che avevo conosciuto, quelle che avevano attraversato la guerra, la miseria, la paura, e che pure continuavano a rialzarsi.”
Grazie alla scrittrice per avermi fatto conoscere la storia di questa donna straordinaria… Libro assolutamente consigliato!
Si può cambiare il corso della storia a soli diciassette anni? Immaginate un'aula scolastica nella Firenze del 1938. Un professore difende con arroganza le leggi razziali, ma tra i banchi qualcuno non ci sta. Qualcuno si alza e parla. Quel qualcuno è Teresa Mattei. Da quel gesto di ribellione inizia il viaggio di una delle donne più incredibili del nostro Novecento. Oggi vi parlo dell’ultimo, emozionante libro di Sara Rattaro, che con la sua scrittura sensibile e profonda ci restituisce il ritratto di Teresa. Una storia di coraggio che vi farà sentire orgogliosi di essere liberi. 📍Sara Rattaro ha un dono raro: sa trasformare la cronaca storica in sentimento vivo. In questo romanzo, la vita di Teresa Mattei smette di essere un capitolo dei libri di storia per diventare un battito cardiaco pulsante. Tutto inizia con un’espulsione: Teresa viene cacciata da ogni istituto scolastico d’Italia perché ha avuto l’ardire di contraddire il regime. Ma per lei, cresciuta in una famiglia dove l’antifascismo era l’aria stessa che si respirava, quel provvedimento non è una fine, ma l’inizio di una missione.
Il racconto ci accompagna attraverso l’evoluzione di una ragazza che scopre presto che la libertà non è un regalo, ma una conquista quotidiana. Teresa diventa "Chicchi", il suo nome di battaglia. La vediamo muoversi nell’ombra della Resistenza, staffetta instancabile tra treni presidiati dai soldati e documenti segreti cuciti nell’orlo della gonna. Rattaro descrive con precisione quasi fisica l’adrenalina delle notti passate a stampare volantini clandestini, il timore di essere scoperti e la ferma determinazione di chi sa di essere dalla parte giusta della storia.
Ma il romanzo non si ferma alla Liberazione. Ci porta fino ai banchi dell’Assemblea Costituente, dove Teresa entra come l’eletta più giovane, portando con sé il peso e la speranza di una generazione che ha visto il fuoco e la polvere, ma che sogna un futuro di uguaglianza. È qui che il titolo, Il vestito di mia madre, acquista tutto il suo significato simbolico: un passaggio di testimone, un’eredità di valori e di dignità che passa attraverso il coraggio delle donne.
Ciò che più mi ha emozionato è stata la capacità dell’autrice di rendere "umana" un’eroina. Teresa non è un monumento, è una giovane donna piena di passioni, paure e ideali incrollabili. La scrittura di Sara Rattaro è calda, avvolgente, capace di farti sentire l’odore della carta stampata clandestinamente e il gelo delle strade fiorentine durante l’occupazione. È un libro necessario per ricordarci che la democrazia ha radici profonde, nutrite dal coraggio di chi, come Teresa, ha scelto di non restare in silenzio.
Nessun gesto è inutile quando si sceglie da che parte stare. Anche il più piccolo diventa enorme, se nessun altro ha il coraggio di compierlo. E' la storia di Teresa Mattei, "Chicchi", la più giovane delle 21 donne elette all'Assemblea Costituente. Una vita a combattere il nazifascismo, a difendere le leggi razziali, una ragazza e poi una donna che non ha mai voluto piegarsi, neanche di fronte al suo stesso partito, diventando così una persona scomoda. Il mio peccato fu la disobbedienza. E la pagai. Questo libro non è soltanto un omaggio a Teresa Mattei, ma anche a tutte le altre 21 donne che hanno combattuto per inserire nella Costituzione diritti che hanno portato le donne ad uscire da una condizione di inferiorità rispetto agli uomini, che le volevano ai margini, come esseri non pensanti. Un romanzo accogliente, commovente, sussurrato, che ti arriva dritto al cuore.
Le donne hanno, rispetto agli uomini, un atteggiamento e un modo di agire differente. Hanno una mentalità che definirei "orizzontale", guardano quello che le circonda e si rimboccano le maniche per fare. Gli uomini guardano al potere e questo li porta ad avere un atteggiamento verticistico. Le donne, invece, preferiscono la conoscenza, il sapere; non vogliono comandare, ma condividere le scelte e i progetti. Vogliono costruire un mondo migliore per i loro figli, per i futuri cittadini. Per questo dovrebbero essere di più in Parlamento. Per questo dovrebbero essere ascoltate maggiormente e con più attenzione. TERESA MATTEI
Sara Rattaro dedica il suo nuovo romanzo alla figura femminile di Teresa Mattei, che nacque a Genova nel 1921 e si trasferì a Firenze da bambina. Grazie all’esempio dei suoi genitori, da sempre antifascisti, a diciassette anni viene espulsa da scuola, rifiutando di accettare le leggi razziali e diventa staffetta partigiana sotto il nome di Chicchi. Alla fine della guerra fa parte delle madri costituenti, contribuendo attivamente alla creazione della Costituzione italiana a soli venticinque anni.
«I libri insegnano a pensare, Teresa. E chi comanda con la paura, i pensieri liberi non li sopporta.» Quelle parole si incastrarono dentro di me, come spine sottopelle.”
Lo stile narrativo è semplice e lineare, adatto anche ai più giovani, a partire dai dodici, tredici anni di età. I capitoli brevi catalizzano l’attenzione sulla protagonista e le sue azioni, i suoi atti di ribellione e di coraggio, una donna che ha combattuto per il bene comune, senza preoccuparsi di se stessa.
“Nessun gesto è inutile quando si sceglie da che parte stare. Anche il più piccolo diventa enorme, se nessun altro ha il coraggio di compierlo.”
Un ottimo esempio per le ragazze di oggi, che sottolinea l’importanza di perseguire nei propri obiettivi senza intimorisci per rispettare i propri principi morali. Toccanti le pagine dedicate alle torture e alle violenze, come la sua testimonianza al processo contro il nazista Erich Priebke.
“loro non sono morti invano. Non lo permetteremo. Tutto quello che ci hanno insegnato, che hanno scritto, in cui hanno creduto... non scompare perché qualcuno ha cercato di spegnere la loro voce.”
Un romanzo che fa riflettere sull’importanza della libertà e del rispetto reciproco, sulla necessità di combattere le ingiustizie anche a rischio della propria vita. Dobbiamo proprio a persone come lei i diritti acquisiti attraverso la Costituzione e abbiamo l’obbligo di proteggerli da coloro che vorrebbero sottrarceli.
«Non per gloria, non per rabbia, ma per la giustizia» aggiunse. «L’unica che dura abbastanza a lungo da far valere il rischio.”
Da consigliare ai ragazzi che frequentano la scuola,secondaria di primo grado.
“Forse non tutti comprendono e forse non tutti si rendono conto ma abbiamo rischiato tutto anche per la loro libertà.”
“Il vestito di mia madre” è un romanzo di Sara Rattaro ispirato alla vita dell’antifascista e madre costituente Teresa Mattei, edito dalla casa editrice Piemme nel 2026.
La vicenda prende avvio nel febbraio del 1944 e si dipana per un lungo arco temporale, poiché si conclude con la testimonianza della donna contro Erich Priebke presso la Corte militare di Roma nel 1997. Non mancano, però, incursioni negli anni della giovinezza della protagonista, che consentono al lettore di avere un quadro completo sul contesto familiare, sulla formazione politica e sulla sua partecipazione attiva alla Resistenza civile già dalla tenera età.
Il testo è scritto in prima persona, con l’obiettivo di trasmettere un maggior carico emotivo, nonché i pensieri di Teresa in quanto donna che, sì, ha lottato con determinazione e coraggio, ma ha anche provato immensa paura, subito violenze fisiche e psicologiche e subito perdite dolorose.
“Nella mia lunga vita ho dovuto ritrovare non solo l'orientamento e la speranza, ma anche l'innocenza quando me la rubarono. Con poco o con niente, io ho sempre ricostruito. La mia esistenza è stata tutta così: mentre qualcuno portava via, qualcun altro portava dentro. E in quel continuo alternarsi di mani che tolgono e mani che offrono, io ho imparato la mia prima grande lezione: si sopravvive. Sempre”.
Per quanto mi riguarda, ho trovato il testo molto interessante, poiché mette in luce una figura quasi avvolta dall’oblio. Tuttavia, non ho particolarmente apprezzato la scelta della narrazione in prima persona, in quanto mi è sembrato che il forte impatto emotivo sul lettore sia riscontrabile solo a tratti.
Ben rappresentati sono invece la clandestinità e i legami familiari intensi spezzati da eventi tragici.
“Sei qui per diventare qualcuno che non avresti mai immaginato di essere. Ma per farlo, devi imparare due cose. La prima: disciplina. Non fare domande inutili. La seconda: silenzio. Nessuno deve sapere quello che fai, nemmeno i tuoi amici più cari. Nemmeno i muri, capito?”
"Palmiro, tu fai politica perché vuoi governare la gente. Io invece vorrei che la gente si governasse da sé. Per me essere cittadini significa essere sovrani della propria vita. Io non obbedisco contro la coscienza, non accetto verità calate dall'alto né una libertà addomesticata. Se questo mi rende anarchica, lo sono: perché la democrazia non ci comanda, si educa."
Ogni volta che leggo di Resistenza mi rendo conto di quanto poco sappiamo. Impariamo a memoria nomi di re e imperatori vissuti migliaia di anni fa, ma non conosciamo i nomi di chi ha fatto la Resistenza, di chi ha scritto la nostra Costituzione, di chi ha liberato l'Italia. Teresa Mattei incarna perfettamente cosa vuol dire fare politica, è lottare nel concreto, è mettersi in pericolo, è scontrarsi con i leader di partito per portare avanti ideali di libertà e uguaglianza. Abbiamo tanto da imparare dalle storie e dalle azioni di Teresa Mattei.
Un libro bellissimo, coinvolgente, a tratti molto doloroso. Capitoli brevi e scritto bene. Ripercorre la vita di Teresa Mattei una Donna straordinaria e soprattutto coraggiosa, figura fondamentale della nostra Storia, la più giovane donna eletta a far parte all'Assemblea Costituente. Imperdibile📚
È un libro che dovremmo leggere tutti!! Uomini e donne hanno combattuto duramente per conquistare i diritti che oggi ci sembrano naturali. La democrazia e la libertà vanno mantenute e difese ogni giorno. Teresa Mattei, antifascista convinta è stata una delle 21 donne costituenti, una donna forte, tenace, di grande carattere. Un pezzo di storia della nostra Italia descritto magistralmente.
«Mio padre mi aveva insegnato una cosa semplice e durissima: la mia legge la scelgo da me. Non era ribellione fine a sé stessa. Era responsabilità. Era sapere che, se sbagli , sbagli con la tua testa, non per ordine di qualcun altro.»
Libro molto intenso,io non conoscevo la storia di questa donna, Teresa Mattei,giovane partigiana e sarà la prima giovane eletta all'assemblea Costituente ..e ne porterà la voce delle donne!
La storia di Teresa Mattei rivive in questo romanzo intenso, commovente e godibilissimo. Se questo libro fosse stato lungo il triplo l’avrei letto ugualmente con immenso piacere ed emozione ma nonostante si indulga un poco nel sentimentalismo e alcune parti le avrei preferite un po’ più sviluppate scuso questi che per me sono piccoli difetti nel nome del messaggio portato e della fantastica capacità di traghettare questa storia a tutti in modo semplice, efficace e avvincente. Spero vivamente che questo romanzo sia adottato nelle scuole e arrivi a più persone possibile. La scrittura di Sara Rattaro è di pregio per la sua immediatezza e limpidezza. Grazie! Mi sono molto emozionata ❤️.