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Nate dalla tempesta

Due famiglie legate al mare e alla terra.
Tre donne unite da una maledizione.

Salento, primi del Novecento. Alla vigilia dell’Immacolata, Cosma Guadalupi perde il marito in una notte di tempesta. Mesi dopo nasce Minerva, la loro ultima figlia, che tutti chiamano Mina. Fin dal principio, Mina si dimostra diversa dalle sorelle, poiché porta in sé i doni della nonna masciara, Nilde, la strega alla quale il paese si è sempre rivolto per guarigioni e malefici. Ribelle e oscura per natura, Mina è esclusa dalle altre bambine e allontanata da Cosma. Gli anni trascorrono nel casolare dei Guadalupi, che assiste a guerre e tumulti. Mina intanto diventa una giovane donna, e incontra Vincenzo Malerba, con cui avrà dei figli e il cui destino sarà legato al mare.
La loro ultimogenita, Rosa, deciderà di non rassegnarsi alla sofferenza che ha segnato tutte le donne Guadalupi, a partire dall’antenata Almuneda. Prenderà in mano la propria vita e lascerà il paese per sottrarsi alla madre e alla miseria.

Alessia Coppola, con uno stile ricco e avvolgente, riflette sul legame profondo tra donne diverse ma unite da segreti inconfessabili e ci regala un romanzo impetuoso e viscerale sul destino che sembra già scritto e sul coraggio che a volte ci permette di cambiarlo.
Una storia su un’eredità antica che si trasmette di madre in figlia, ambientata in un Salento misterioso e primordiale in cui vita e morte seguono le sempiterne regole della natura.

«Lei erediterà la maledizione di mia madre, sarà una masciara».
«Perché lo dici?».
«Perché negli occhi ha un fuoco che ho visto solo in quelli di Nilde. Le sue sorelle temono il buio, ma lei no, non ha paura di niente».

449 pages, Kindle Edition

Published April 21, 2026

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About the author

Alessia Coppola

36 books163 followers
Autrice, editor, illustratrice e grafica editoriale.
Di origine pugliese, vive e lavora a Roma.
Artista poliedrica, ha all’attivo numerose pubblicazioni, in Italia e all’estero. Le sue illustrazioni per l’infanzia sono state pubblicate da Pearson Italia, Sassi e Pendragon.
Come scrittrice, ha pubblicato fiabe per bambini, poesie, romanzi Fantasy, per poi approdare alla narrativa contemporanea con “Il filo rosso” edito da HarperCollins nel 2016.
“Il profumo del mosto e dei ricordi” edito Newton Compton, è stato vincitore del Premio Vermentino 2018.
Con Newton Compton ha pubblicato anche “La ragazza del faro” e “La voce segreta dei ricordi”.
Il 2026 è l’anno del ritorno con “Nate dalla Tempesta”, edito da Fazi Editore.

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Profile Image for Patrizia Falco.
40 reviews
June 16, 2026
Sono sdraita sul divano con il libro chiuso sul petto e le lacrime agli occhi. Questo è senza ombra di dubbio uno dei libri più belli che io abbia mai letto! Ho pianto disperatamente, pianto di malinconia, pianto di tristezza e di tenerezza! Mi sono immedesimata in OGNI singola donna presente in queste 424 pagine, nel bene e nel male, nei loro momenti migliori e in quelli peggiori! Mi sono sentita parte di più famiglie che si intrecciano e condividono destini crudeli e mi sono sentita una figlia che lotta contro un mondo difficile, una madre che perde ogni cosa, una zia che dona amore incondizionato e una nonna che tramanda un passato difficile; mi sono sentita cittadina Pugliese e soprattutto, mi sono sentita una masciara. Che meraviglia! Mi porterò questa storia cucita nel cuore! Grazie infinitamente ad Alessia Coppola che ha scritto questo capolavoro di romanzo famigliare!
Profile Image for Adriano | legilimens.reader 📚.
139 reviews57 followers
April 21, 2026
Nate dalla tempesta di Alessia Coppola è uno di quei romanzi che non si leggono soltanto ma si attraversano, come si attraversa una notte di vento di mare del mio amatissimo Sud. Ambientato nel Salento dei primi del Novecento, il libro segue la storia di una stirpe di donne segnate da una maledizione antica, sospese tra terra, mare, dolore e magia: da Cosma a Mina, fino a Rosa, in un intreccio familiare che sa di destino, sangue e riscatto.

Per me, però, questo romanzo è stato molto più di una storia. Mi ha devastato nel senso più bello del termine. Mi ha restituito la mia terra del Sud, facendomela rivivere con una forza quasi viscerale: i suoi silenzi, le sue superstizioni, il peso delle radici, la durezza di certe mentalità. E proprio per questo me l’ha fatta amare e, allo stesso tempo, detestare per quella visione spesso gretta e soffocante della vita che chi viene da certi luoghi conosce bene.

Credo profondamente che i libri non arrivino mai per caso, e “Nate dalla tempesta” è capitato in un momento esatto della mia vita, quasi fosse destinato a trovarmi. È arrivato quando avevo bisogno di sentire il richiamo delle origini, ma anche il dolore di ciò che ci portiamo dentro da esse.

La scrittura di Alessia Coppola è semplicemente magnetica, quasi magica: ogni frase sembra avere una musicalità ipnotica, ogni pagina trascina come una corrente. I suoi personaggi hanno una tale verità emotiva che sembra di averli conosciuti davvero. Non sono rimasti sulla carta: sono entrati nella memoria, come persone care.

E adesso mi mancano tutti. Soprattutto Rosa.

Lei ha toccato le mie corde più profonde, perché mi ha ricordato la mia nonna, che ho perso appena una settimana fa. Forse è anche per questo che questo romanzo ha lasciato dentro di me un solco così profondo e doloroso ma allo stesso tempo dolce. Rosa non è stata soltanto un personaggio di questa storia ma è diventata un ponte tra il racconto e il ricordo, tra la storia raccontata e la mia perdita ancora viva.

Forse è questo il dono più raro di un libro: farci sentire meno soli nel nostro dolore, restituirci volti, voci e fantasmi quando nella realtà ci mancano terribilmente. E, sì, certi libri arrivano proprio quando il cuore è pronto a riconoscerli ♥️
Profile Image for Ludodreamer.
366 reviews389 followers
June 21, 2026
Una lettura coinvolgente, intensa e commovente.
Nate dalla tempesta racconta le vicende della famiglia pugliese Guadalupi/Malerba nell'arco temporale del ventesimo secolo, soffermandosi sui personaggi femminili di Cosma, Mina, Rosa e Nives.
La struttura narrativa con il punto di vista multiplo e i salti temporali tra passato e presente mi ha ricordato molto La casa degli Spiriti di Isabel Allende, quindi mi sento di consigliare la lettura se apprezzate il genere del romanzo familiare e se volete leggere di personaggi resilienti. Inoltre, la rappresentazione nuda e cruda della vita di provincia a Carovigno mi ha fatto pensare alla Napoli raccontata da Elena Ferrante ne "L'amica geniale".
Lo stile di scrittura di Alessia Coppola l'ho trovato metaforico, poetico, sensoriale, poiché l'autrice è riuscita sempre a trasmettere con le sue parole delle immagini vivide, che restano impresse nella mente di chi legge. Ho apprezzato moltissimo le scene antitetiche, dove spesso erano a contrasto i grandi pilastri di questa storia, ovvero la vita e la morte. Ogni evento è inserito nella narrazione con uno scopo preciso ed è stato interessante scoprire come i pezzi del puzzle si incastrassero tra di loro alla perfezione.
Le protagoniste sono il pilastro del romanzo e ognuna di loro racconta la difficoltà di essere donna in una società patriarcale, le sfide che affrontano per emanciparsi e i dispiaceri che subiscono. La mia preferita è stata indubbiamente Mina, poiché ritengo sia anche il personaggio più complesso ed umano. Nonostante provenga da una famiglia che non l'ha mai amata, riesce a intraprendere la sua strada, a scegliere chi vuole essere e creare la propria di famiglia. Tuttavia, un evento terribile la cambia per sempre e ripercorre i passi di sua madre, Cosma.
Ecco, se dovessi descrivere Nate dalla Tempesta con un oggetto, sarebbe lo specchio. Le vite dei personaggi femminili fanno eco tra di loro, ci sono degli schemi comportamentali o legati a delle vicende che si ripetono, fin quando non si arriva a Rosa, la quale spezza il cerchio. Infatti, mi hanno permesso di riflettere i temi analizzati nel romanzo in modo egregio: il trauma generazionale, che ci porta a pensare se siamo destinati a ripetere gli errori dei nostri genitori o se avremo la forza di interrompere quei cicli disfunzionali; la famiglia, che non è solo quella di sangue, ma è soprattutto quella che scegliamo; le scelte, se sono già scritte nella pietra per delle tradizioni millenarie o se possiamo prendere in mano le redini della nostra vita.
Inoltre, ho adorato conoscere il folklore pugliese legato alla figura delle masciare. Ogni donna abbraccia questo lato esoterico in un modo del tutto personale, chi per scelta, chi per obbligo, chi per necessità e c'è anche chi lo rifiuta.
L'epilogo mi ha straziato l'anima ed ero davvero triste all'idea di salutare per sempre questi personaggi, perché ormai mi sentivo parte integrante della famiglia.
Una lettura che consiglio vivamente e non vedo l'ora di leggere le prossime opere di Alessia Coppola, che so già saranno dei capolavori.
Profile Image for erigibbi.
1,152 reviews756 followers
July 18, 2026
questo è stato uno dei libri più belli letti a luglio e probabilmente rientrerà nella categoria dei libri più belli letti quest’anno! Una saga familiare al femminile ambientata in Puglia a partire dai primi anni del Novecento. Cosa può andare storto con queste premesse? Assolutamente nulla! O meglio, nulla se consideriamo la bellezza di questo libro; tutto se consideriamo che non ne va dritta mezza.
Le donne di questa famiglia sono forti: si piegano spesso, quasi mai si spezzano (anche se a volte succede). Sono donne che nella vita hanno dovuto sopportare e affrontare perdite e dolore. E io credo che il dolore in alcuni casi possa rendere più buone alcune persone, ma credo anche che possa incattivirne molte altre. Ed è quello che succede per la maggior parte delle donne di questa storia. Purtroppo.
Una frase detta nell’epilogo riassume con precisione questo romanzo:

Una storia fatta di donne, condotta dalle donne e subita dalle stesse.

Nate dalla tempesta è stato un libro struggente e commovente; un libro in cui tristezza e dolore si possono percepire, quasi toccare con mano. Consigliatissimo!

Se vuoi leggere altre recensioni o articoli a tema libri, puoi trovarmi qui: https://erigibbi.substack.com
Profile Image for Chiara Fumagalli .
7 reviews
September 18, 2026
Una saga familiare che sa toccare il cuore....un viaggio che mi ha fatto sia emozionare che arrabbiare...il coraggio di rincorrere i propri sogni e fare tesoro del nostro passato per non commettere gli stessi errori che ci hanno fatto soffrire....
Profile Image for Silvia.
577 reviews106 followers
May 17, 2026
*4.5*

TW: morte di un marito, morte di una madre, aborto, abbandono di un foglio, matrimonio combinato, violenza domestica

Non leggo molto spesso letteratura italiana contemporanea, ma Nate dalla Tempesta di Alessia Coppola è una di quelle storie che sapevo mi avrebbe preso dalla prima pagina. Una storia intergenerazionale che segue una famiglia di donne nella Puglia, che comincia dai primi del 1900 fino ai giorni nostri.

Se come me amate le tradizioni e il folklore, questa storia è per voi. In questo libro sono presentato così tante antiche credenze, e l'autrice è in grado di farti sentire la magia della terra fin dentro le ossa.
Questa è una storia di femminismo, ma anche di ostracismo del diverso, e le protagoniste sono tutto tranne che perfette. Sono oscure e a volte difficili da capire, ma alla fine emozionano e smuovono.

Leggerò sicuramente altro di questa autrice.
Profile Image for Mara.
25 reviews
August 27, 2026
È possibile spezzare le catene che , da sempre, ci tengono ancorati al dolore nel quale siamo nati?

Attraverso una prosa scorrevole e un ritmo veloce, Alessia Coppola dimostra che non solo è possibile, addirittura è necessario per condurre una vita felice.

M.L.
Profile Image for Lydia Ferraris.
417 reviews5 followers
September 24, 2026
Nate dalla tempesta è un romanzo saga familiare della scrittrice Alessia Coppola. Siamo a Carovigno nel dicembre del 1911: Cosma dopo il matrimonio con Amodio Guadalupi si è finalmente riscattata. Lei è la figlia della masciara del paese, Nilde, una strega che ha nel sangue una maledizione da secoli, da quando Almuneda era arrivata in Puglia dalla Spagna. Nilde ha usato i suoi doni per compiere tutte le tipologie di azioni, da quelle positive a quelle negative. Cosma la teme, per lei è la malombra e ha sempre cercato di tenere lontana dalla sua casa di moglie e madre l’influenza di Nilde. Ma la magia le scorre nelle vene e le donne della famiglia, nate dalla tempesta, percepiscono chiaramente i cambiamenti.
Così Cosma incinta per la terza volta capisce quando Amodio muore nei campi e partorisce poco tempo dopo due gemelle: Minerva, detta Mina e Nives. La seconda nasce morta e viene portata via da Nilde, mentre Cosma riconosce negli occhi della piccola infante la magia. Minerva per lei sarà come Nilde, quindi dopo i primi anni di cura abbandona a se stessa la figlia, senza regalarle un briciolo di affetto e incolpandola delle disgrazie che predice. Cosma ha anche altre due figlie: Dorotea ed Eloisa. Dopo essere rimasta vedova le tre sorelle crescono, Minerva viene sempre lasciata in disparte, vista come una creatura di cui aver paura. Accanto a queste tre donne c’è Eupremio, fratello di Amodio, da sempre innamorato, ricambiato in silenzio, da Cosma. Gli anni passano, Dorotea dopo essere stata presa in giro da un corteggiatore misterioso rimane incinta e per evitare il disonore viene mandata in America, da un lontano cugino produttore di caffè, che era stato predestinato al matrimonio con Eloisa e che così sposa la sorella maggiore. Questa scelta provocherà solamente infelicità in Dorotea, infelicità predetta da Mina e che si riverserà anche su Eloisa che per ripicca e rabbia nei confronti della scelta della madre, trascorrerà la sua vita da zitella.

Nel mentre Mina cresce, diventa una bellezza particolare e nelle sue premonizioni scoprirà il suo futuro marito: Vincenzo Malerba. Vincenzo è stato in Marina e ha il mare nel sangue, due occhi azzurro ghiaccio, che quando vedono per la prima volta Mina al porto rimangono ammaliati. I due avranno una vita felice, un matrimonio gioioso, allietato dalla nascita di due bambine, Porzia e Agata, poi da un figlio, Giovanni. Ma la Seconda Guerra Mondiale incombe sulla nazione e Vincenzo viene mandato a combattere. Quando l’uomo muore lascia la sua Mina, tre figli e una figlia non ancora nata: Rosa. La perdita scatena qualcosa in Mina, che dopo una vita di sofferenze isolata dai suoi affetti di bambina, non riesce più a comportarsi come una buona madre. Inizia a dedicarsi alle arti oscure della masciara, per combattere il dolore e la povertà, scatenando tutta una serie di eventi che la allontaneranno irrimediabilmente da sua figlia Rosa, in un cerchio che sembra ripetersi.

Nate dalla tempesta è una storia di donne e una storia di dolore familiare, di affetti che mancano, di abbracci che non sono stati dati. Ma è anche una storia di riscatto, dopo il grande dolore, una storia di perdono, in cui le voci delle sue protagoniste, Cosma, Mina, Rosa, si mescolano alle voci di tutte le donne della famiglia, regalandoci una saga familiare in cui il lettore si perde. Ne esce uno spaccato sociale, quello del novecento, in una piccola terra brulla non lontana dal mare, in cui le vite si mescolano alle superstizioni e alla magia. Tutto è in ombra in questo romanzo: nessun personaggio è esente da difetti, i pregi molto spesso rimangono nascosti, ma il lettore non riesce a incolpare del tutto questi difetti. Alessia Coppola ha scritto un grande romanzo che è un inno alla sua terra di origine, alla sorellanza, alla famiglia e al perdono. Non manca qualche lacrima di commozione durante la lettura. Se volete farvi un regalo leggete questo romanzo, fa bene al cuore e scava nelle ferite di ognuno di noi.
Profile Image for Micol inbookland.
108 reviews12 followers
July 14, 2026
Altro che 5 stelle, vorrei poterne dare 6! 🌟

È esattamente così che si scrive una saga familiare.
“Nate dalla tempesta” prende posto nel mio cuore tra i romanzi che mi hanno visto dentro e scavato un solco nell’anima. È il resoconto delle vite di una stirpe di donne baciate dal destino e avvolte dall’eredità di una loro antenata, Almuneda, portatrice di un dono che forse è più una maledizione.

Il peso della capacità di guardare oltre le cose terrene e di ascoltare gli spiriti renderà aspre e aride le vite di Nilde e Minerva e, di riflesso, quelle delle loro figlie, costrette a subire una vita priva d’amore materno e ricca di privazioni e di paura.
In un succedersi di eventi travolgenti e commoventi è impossibile non rimanere avvolti dalle dinamiche familiari, da questa corda che stringe e soffoca le donne della famiglia Guadalupi-Malerba.

Eppure, per quanto faticoso e difficile, il doloroso retaggio familiare si può superare e si può iniziare una nuova vita a partire dal perdono. Rosa è il motore del cambiamento ed è la protagonista morale del racconto, prima da bambina fragile e spaventata e poi da giovane donna coraggiosa e resiliente. È solo grazie a lei, alla quantità immensa di amore che è sopravvissuto ed è esploso attraverso lei, che le ferite sanguinanti di tutte le donne della sua famiglia possono diventare contenitori per nuovi e rigogliosi germogli.

Un romanzo che sublima tutti i topoi del genere della saga familiare e lo riesce a fare attraverso un linguaggio e uno stile di scrittura così pieni e avvolgenti da essere quasi stordente. Una penna elegante e precisa, che scava con le parole e buca il foglio, travolgendo il lettore con l’immenso e immaginifico potere della scrittura.

Con questo libro Alessia Coppola ha curato parti di me che non sapevo avessero bisogno di una cura, e questo romanzo è stato il perfetto balsamo.
Profile Image for Veronica.
136 reviews98 followers
April 20, 2026
Ho iniziato “Nate dalla Tempesta” di Alessia Coppola qualche giorno fa e da allora sono riuscita a staccarmene solo per necessità. Grazie all’editore Fazi ho potuto leggere questo romanzo in anteprima: il libro infatti esce oggi, 21 aprile, in libreria. Ho avuto anche l’opportunità di conoscere l’autrice la scorsa settimana e porle alcune domande. Come descrivere l’incontro con Alessia? In tre parole direi incantato, surreale, confortante. Questi anche i sentimenti che trasmette il suo romanzo, insieme ad una buona dose di commozione.

Alessia Coppola costruisce una saga familiare che attraversa il Novecento salentino, intrecciando dolore e amore, colpa e perdono. Le donne della famiglia Malerba-Guadalupi sono il cuore pulsante del romanzo: donne temute, giudicate, spesso ferite, ma mai davvero spezzate.
La “masciara” diventa così molto più di una figura folklorica: è il simbolo di un’eredità ambigua, di un potere che pesa quanto una maledizione, di uno sguardo che vede troppo e per questo paga un prezzo.

La prosa è evocativa, quasi ipnotica, capace di restituire la voce delle storie tramandate. Quelle sussurrate davanti al fuoco, quelle che restano addosso come il vento di mare.
E proprio come suggerisce uno dei passaggi più intensi, non è l’odio a segnare queste donne, ma la paura che suscita la loro libertà.

È un romanzo che parla di eredità invisibili, di sangue e di scelte, e della possibilità, fragile ma ostinata, di spezzare ciò che sembra già scritto.
Un affresco potente, che non si limita a raccontare una terra, ma la fa sentire. Un romanzo che imprime nel cuore dei lettori il ricordo di ognuno dei suoi indimenticabili personaggi.
Profile Image for Chiara of Green Gables.
263 reviews30 followers
August 29, 2026
Quando chiudi un libro singhiozzando, sai già che è un libro che ti rimarrà dentro.
E questo è un libro che scava, scava, fino a lasciare la carne esposta, sofferente. Fino a tirare fuori cose di te che credevi di aver sepolto e dimenticato.

Ma non si può dimenticare se non si è perdonato. Ma si può effettivamente perdonare? O si deve prima di tutto far pace con se stessi e con le proprie radici?

Il racconto di Alessia Coppola è tutto questo, è una domanda continua. È uno scendere a patti con l’importanza delle proprie radici ma anche con la capacità di riscattarsi dal proprio passato”, con la capacità di spezzare catene e corde, liberarsi da alcune dinamiche che inevitabilmente ci coinvolgono.
Perché è vero che siamo il risultato del nostro passato, ma è vero anche che scegliamo chi essere, chi diventare e come affrontare il mondo.

“Nate dalla tempesta vuole portare il messaggio della rinascita, del cambiamento, del coraggio di essere femmina, con tutto ciò che questo comporta, perché sappiamo guardare l’abisso e al tempo stesso elevarci alle stelle.”

E io non posso che essere d’accordo, con tutto quello che ne consegue.
Profile Image for Frenky Fra.
226 reviews1 follower
May 16, 2026
Questo libro ci racconta la storia delle famiglie Malerba e Guadalupi, che comincia nei primi anni del Novecento, sullo sfondo di un paesino pugliese, Carovigno. Le figure emergenti della storia sono tutte femminili, donne orgogliose  meglio note come masciare (termine che indica generalmente la strega) che si tramandano un potere che spesso è più una condanna che un dono.
Il libro si divide in due parti, entrambe estremamente coinvolgenti ed emozionanti: la prima vede svolgersi le vicende riguardanti l'unione delle due famiglie, la nascita di numerose figlie, il rapporto conflittuale di alcune di esse con le proprio madri. La seconda riguarda la vita di Rosa, l'ultima nata della masciara Minerva. A caratterizzare questa seconda parte è il tristissimo e doloroso rapporto di Rosa e Mina, un rapporto che è tutt'altro che materno e che sin da subito Minerva ha rifiutato di riconoscere e coltivare, delegando la periodica custodia di Rosa alle zie.
Tra le due parti possiamo notare una grande differenza: Mina ha subìto un severo trattamento da sua madre, rimanendone schiacciata e riproponendo con le figlie lo stesso modello di comportamento; Rosa invece, trova in quel vuoto la forza di amare sua figlia Liliana con una grande potenza.
Il mio libro preferito è "Gente del Sud" di Raffaello Mastrolonardo, proprio una saga familiare ambientata in Puglia, quindi non potevo non amare questa meravigliosa vicenda che unisce legami familiari a tradizioni popolari antiche, che ha forti e indomite figure femminili come protagoniste. Ho sentito un grande senso di familiarità perché culturalmente la mia terra ha tradizioni molto simili e lo stile dell'autrice mi è piaciuto così tanto che ho voglia di scoprire se ha scritto altri libri. Mi capita raramente di emozionarmi fino alle lacrime e in questo caso è capitato più volte. Lo porterò nel cuore e ne consiglio caldamente la lettura. Bellissimo!
Profile Image for Martina Degl'Innocenti.
66 reviews3 followers
September 22, 2026
È una bella storia, ma non l'ho trovata particolarmente avvincente. L'ho letto lentamente e solo perché lo avevamo scelto per il gruppo di lettura del mio paese.
Già la scrittura è un po' lenta, troppo affollata di similitudini - alcune sono immagini molto belle, ma il numero eccessivo appesantisce.
Ho trovato inoltre le figure femminili - protagoniste assolute - un po' stereotipate, e ciò che mi ha dato più fastidio è che la figura della strega è molto negativa e passiva, non esce un vero messaggio di forza e ribellione. Ma questo potrebbe essere, semplicemente, molto realistico.

Il paesino soffoca le donne, le annienta, e questo è senz'altro vero. La prima metà, forse 3/4 del libro, è più lenta ma più omogenea e coerente. L'ultima parte accelera molto sulla vita della quarta generazione di donne, e diventa a mio avviso troppo superficiale. Il finale poi si riscatta, perché chiude il cerchio arrivando ai giorni nostri, e riesce ad essere molto toccante.
Profile Image for Rita .
4,219 reviews101 followers
May 4, 2026
SCHEMI DESTINATI A RIPETERSI

Se ci ripenso bene, faccio fatica a isolare gli episodi più intensi e commoventi di questo romanzo. La verità è che è l'intera trama ad essere straziante, e non soltanto perché si snoda lungo due guerre mondiali. Né per le numerose morti e disgrazie che colpiscono i protagonisti. In generale, "Nate dalla tempesta" è permeato da un'atmosfera cupa e malinconica, e da un senso di fatalismo che strizza l'occhio all'occulto e al soprannaturale.
Al centro di tutto questo vi sono le donne, vittime della storia, della società e di schemi destinati a ripetersi. La forza di questo libro, a mio avviso, sta nel ripercorrere la storia di tre generazioni, invece di limitarsi a due. In tal modo, Questa scelta narrativa, in altre parole, trasmette l'importanza di credere nell'esistenza di una via d'uscita, anche quando le circostanze sembrano negarne la presenza. C'insegna a non permettere che tali circostanze avverse induriscano il nostro cuore, ma a trasformarle in occasioni per stringerci ancora più stretti a coloro che amiamo, anziché respingerli e aggiungere altro male al male.

"«È la legge del mondo, la legge degli uomini».
«E quella delle donne che dice?».
«Non dice, non esiste».
"

"«L'hai mai perdonata?».
«Sì, come tu hai perdonato la tua».
«Sì. E l'ho anche ringraziata».
«Perché?».
«Per il dolore che mi ha dato, perché da quello ho imparato cos'è il bene. Ho imparato a essere madre perché non sono stata figlia».
"
Profile Image for Gabriella.
131 reviews13 followers
August 11, 2026
Mi ha emozionata? Sì. È una bella saga famigliare con personaggi femminili forti e/o altamente disfunzionali, vittime forse di traumi generazionali ripetuti? Sì.
Le storie delle loro vite si intrecciano (bene!) con la Storia d’Italia? Sì.
C’è anche mica un po’ di realismo magico? Sì. Ma tipo anche i tarocchi? Sìsì.
Per me è tutto.
Profile Image for Camilla.
10 reviews1 follower
July 4, 2026
Potente e commovente, uno dei libri moderni che più mi è piaciuto negli ultimi anni.
Profile Image for Enrica.
81 reviews49 followers
July 11, 2026
Una delle saghe familiari più belle e intense mai lette. Ogni singola donna racconta la sua vita, è ben descritta, sembra di aver vissuto con loro la vita. Il mio personaggio preferito è Rosa❤️ leggetelo perchè è stupendo!
Profile Image for Virginia.
965 reviews39 followers
August 1, 2026
Non sono il mio passato, ma sono il mio paese.
1,128 reviews33 followers
May 13, 2026

De finibus terrae….
Il Salento, estrema punta di una penisola che si insinua nel mare quasi a cercare un’identità, una ragione alla sua esistenza….
Là dove due mari si incontrano…
Una terra arsa, selvaggia, in cui credenze popolari, superstizioni scandiscono la vita quotidiana e i destini familiari degli individui….
Una terra dove l’antica magia delle masciare ( fattucchiere, streghe, guaritrici ) si interseca e si sovrappone ad una stirpe di donne segnata da una maledizione antica, costretta a fare i conti con un’eredità di dolore, colpa e segreti che si tramanda di generazione in generazione….
Queste donne tracciano le loro storie fra le pagine come sospinte da una tempesta quasi a voler spezzare le catene che le tengono relegate in una definizione, cercando di ridisegnare la loro vita e trovare finalmente la libertà….
Descritta magistralmente dall’autrice, con una prosa evocativa e vibrante, vero punto di forza di tutto il romanzo, la vicenda familiare di queste donne si interseca perfettamente e con equilibrio, fra ricostruzione storica e leggende popolari…
È un’analisi profonda sui legami di sangue che uniscono queste figure femminili rendendole, a modo loro, imperfette, ferite ma determinate a lottare contro i pregiudizi del loro tempo per trovare la loro vera dimensione in un mondo così duro e ostile…
Sopra tutto questo si erge, imponente e determinante, il Salento, che non fa semplicemente da sfondo alle vicende, ma diventa vero e proprio personaggio, dando volume e spessore ai silenzi, alle emozioni, ai sentimenti….
Durante la lettura di questo romanzo molte sono state le considerazioni che mi sono venute in mente ma una sopra a tutte mi è rimasta impressa….
Il passato può condizionare il futuro, ma la determinazione a voler riprendere in mano il proprio destino può ricostruire ciò che le tempeste della vita hanno distrutto….
Profile Image for Francesca Milani.
84 reviews
June 1, 2026
Ho un debole per le storie familiari composte prevalentemente da donne.
Questo libro è stato quello che speravo, e ancora di più.
Profile Image for Rossella Spina.
86 reviews1 follower
May 30, 2026
Era da tempo che non mi emozionavo così tanto!
Questo romanzo ha rievocato ricordi personali di infanzia, leggende narrate per i vicoli del mio paese.
Una storia che si tramanda, leggenda e vita reale. Stupendo!
La storia di due famiglie che si incrocia e crea una storia indimenticabile!
Profile Image for Sara Genta.
19 reviews
July 8, 2026
“Una storia fatta di donne, condotta dalle donne e subita dalle stesse. Un racconto di sangue, verità, dolore e tanta nostalgia.”

Bellissimo.
In più, leggerlo durante i miei giorni in Puglia è stato perfetto.
Profile Image for Carola.
30 reviews3 followers
July 19, 2026
Inizialmente mi sembrava promettente, la scrittura è chiara, l'ambientazione interessante e il tema intrigante. Il fatto è che dopo la storia della prima donna le altre si ripetono in schemi molto simili, capisco che l'idea sia quella di mostrare come il destino di queste donne fosse segnato, ma persino i personaggi sono talmente uguali da non ricordarsi nemmeno più chi è chi e chi fa cosa a fine lettura.
La presenza della prima persona in alcune parti non aggiunge nulla alla narrazione e spesso addirittura ripete cose già dette. Non ha uno stile riconoscibile e non è assolutamente originale.
L'aspetto meno riuscito, a mio parere, è quello che doveva essere il fulcro del testo: la figura della maciara e la maledizione che grava su questa famiglia. L'aspetto magico-folkloristico passa totalmente in secondo piano, non viene minimamente approfondito, pur insistendo sul fatto che le donne di questa famiglia hanno poteri e capacità sovrumane fino alla fine del testo.
Profile Image for Tatiana Sabina Meloni.
Author 15 books9 followers
July 29, 2026
Nate dalla tempesta, di Alessia Coppola, è un romanzo che non si limita a raccontare una storia. Leggerlo è stata un’esperienza a tal punto immersiva che, una volta concluso, ha generato in me quella tipica sensazione di “mutilazione” interiore che solo la grande narrativa sa provocare. Il vuoto è stato così profondo e improvviso da costringermi a trovare rifugio nella rilettura di un classico tanto amato per poter rielaborare il distacco.
Ricevuto come prezioso consiglio di lettura da una mia carissima amica, il romanzo si attesta senza riserve come una delle prove narrative più folgoranti e mature dell’anno.

Dal punto di vista strettamente redazionale e strutturale, la prosa dell’autrice colpisce per una qualità rara nel panorama contemporaneo: il perfetto equilibrio tra ricerca linguistica ed efficacia narrativa. Lo stile è raffinato, cesellato con cura artigianale, ma mai incline all’ampollosità o all’esercizio autoreferenziale. L’autrice domina il registro lirico senza cedere al leziosismo. Nel descrivere le brutalità della guerra, il lutto che devasta la carne e le dinamiche familiari, infatti, non fa sconti. La violenza della Storia è restituita con un realismo nitido, a tratti spietato, eppure la scrittura non perde mai la sua connaturata delicatezza. C’è un rispetto profondo per il pudore del dolore, una misura stilistica che distingue la grande narrativa dal mero sensazionalismo.

L’elemento di maggiore forza nell’impianto drammaturgico risiede nella gestione della caratterizzazione dei personaggi. Non ci troviamo di fronte ad archetipi statici, bensì a figure umane tridimensionali, soggette a un dinamismo interiore costante. L’evoluzione dei personaggi principali e secondari procede per scatti imprevedibili ma sempre coerenti. Assistere al processo di redenzione di alcune figure o al lento sprofondare di altre dalla luce verso l’ombra costringe chi legge a una continua rinegoziazione dei propri giudizi morali.
Nessun personaggio, inoltre, è privo di spessore o ridotto a mera funzione di trama; ciascuno porta su di sé le stigmi delle proprie scelte, rendendo l’empatia un processo complesso, mai scontato.

L’ambientazione non fa da semplice sfondo o scenografia passeggera, ma assurge al ruolo di vero e proprio organismo vivente. La topografia di Carovigno – con la grana sottile dei suoi vicoli calcinati, la costa aspra di Santa Sabina e la presenza materica, quasi ancestrale, della terra rossa pugliese – s’imprime sulla pagina con un potere evocativo straordinario. Per chi conosce o ha amato questi luoghi, la scrittura agisce come un richiamo sensoriale ed emotivo: un viaggio a ritroso in un tempo in cui il contatto con gli elementi naturali definiva ancora il ritmo dell’esistenza.

Uno dei traguardi più complessi raggiunti dall’autrice è essere stata in grado di armonizzare piani narrativi all’apparenza distanti: il rigore della ricostruzione storica, la dimensione del misticismo popolare e le microtensioni familiari.
Il romanzo si configura come una profonda meditazione sul concetto di eredità ancestrale e affrancamento dalla propria stessa stirpe. Le credenze rituali e il misticismo non scivolano mai nel folclore da cartolina, bensì vengono trattati come strutture di pensiero reali, strumenti con cui i personaggi interpretano il trauma e l’ignoto. Ciò va a intensificare la storia di origini legate a doppio filo ai cicli naturali e stagionali, la fatica immensa, quasi sacrale, necessaria per spezzare le catene generazionali in virtù di una rivoluzione individuale.
La capacità dell’autrice di intrecciare il misticismo tellurico e il peso della terra ricorda da vicino le atmosfere intense di Corrado Alvaro o la potenza emotiva di Nadia Terranova, pur mantenendo una voce originale e inconfondibile.

Ciò che rimane a lettura ultimata è un messaggio politico ed esistenziale di straordinaria potenza. In un contesto narrativo dominato dall’ombra della guerra e dalla perdita, l’autrice sceglie di non cedere al nichilismo. Attraverso la parabola dei suoi protagonisti, il romanzo dimostra come la speranza e la ferma volontà individuale – veicolate dal potere trasformativo dei pensieri e della parola – possano convertire la paura in coraggio e il trauma in opportunità di rinascita.

In sintesi, Nate dalla tempesta è un’opera solida, orchestrata in maniera magistrale e dotata di una grazia formale non comune. Un romanzo che conferma come la narrativa di ambientazione storica e regionale possa assurgere a respiro universale quando guidata da un talento viscerale e da una profonda conoscenza dell’animo umano.
Consigliatissimo.
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77 reviews
May 8, 2026
“𝑽𝒆𝒅𝒊, 𝒈𝒍𝒊 𝒖𝒐𝒎𝒊𝒏𝒊 𝒔𝒊 𝒔𝒕𝒖𝒑𝒊𝒔𝒄𝒐𝒏𝒐 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒄𝒂𝒑𝒂𝒄𝒊𝒕𝒂̀ 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒆 𝒅𝒐𝒏𝒏𝒆 𝒅𝒊 𝒓𝒆𝒔𝒊𝒔𝒕𝒆𝒓𝒆 𝒂𝒍 𝒇𝒖𝒐𝒄𝒐, 𝒅𝒊 𝒆𝒔𝒕𝒓𝒂𝒓𝒓𝒆 𝒍𝒆 𝒄𝒂𝒔𝒕𝒂𝒈𝒏𝒆 𝒄𝒂𝒍𝒅𝒆 𝒅𝒂𝒍𝒍𝒂 𝒃𝒓𝒂𝒄𝒆, 𝒅𝒊 𝒔𝒑𝒆𝒈𝒏𝒆𝒓𝒆 𝒍𝒆 𝒄𝒂𝒏𝒅𝒆𝒍𝒆 𝒄𝒐𝒏 𝒍𝒆 𝒅𝒊𝒕𝒂 𝒆 𝒗𝒆𝒔𝒕𝒊𝒓𝒔𝒊 𝒊 𝒑𝒂𝒍𝒎𝒊 𝒅𝒊 𝒄𝒆𝒓𝒂. 𝑳𝒂 𝒗𝒆𝒓𝒊𝒕𝒂̀ 𝒆̀ 𝒄𝒉𝒆 𝒉𝒂𝒏𝒏𝒐 𝒂𝒕𝒕𝒓𝒂𝒗𝒆𝒓𝒔𝒂𝒕𝒐 𝒍’𝒊𝒏𝒇𝒆𝒓𝒏𝒐 𝒑𝒓𝒊𝒎𝒂 𝒅𝒊 𝒗𝒆𝒏𝒊𝒓𝒆 𝒂𝒍 𝒎𝒐𝒏𝒅𝒐, 𝒆 𝒊𝒍 𝒇𝒖𝒐𝒄𝒐 𝒉𝒂𝒏𝒏𝒐 𝒊𝒎𝒑𝒂𝒓𝒂𝒕𝒐 𝒂 𝒅𝒐𝒎𝒂𝒓𝒍𝒐.”

Nate dalla tempesta mi ha travolta come un fiume in piena. È una saga familiare intrisa di un realismo arcaico e viscerale, dove la Storia si intreccia indissolubilmente con le vicende di una stirpe di donne segnate da un destino comune. Attraverso una scrittura magnetica, evocativa ed elegante, Alessia Coppola ci conduce nel cuore della Puglia del Novecento, presentandoci figure femminili di una complessità disarmante, le cui esistenze sono costantemente scosse da ondate di dolore, fame e guerra.

Il fulcro della narrazione è il legame, spesso conflittuale, tra madri e figlie. All'inizio del romanzo è facile giudicare personaggi come Cosma o sua figlia Mina, ma l'autrice ci permette di comprendere che la loro apparente "cattiveria" è in realtà un muro, una protezione eretta contro un mondo che non ha fatto sconti. Comprendiamo il rancore di Cosma verso la madre Nilde, una figura potente che incarna la radice di tutto: la "maledizione della masciara" vissuta come un fardello inevitabile. Una sofferenza che si riflette come un’ombra su Mina, cresciuta isolata e temuta.

“𝑷𝒆𝒓 𝒊𝒍 𝒅𝒐𝒍𝒐𝒓𝒆 𝒄𝒉𝒆 𝒎𝒊 𝒉𝒂 𝒅𝒂𝒕𝒐, 𝒑𝒆𝒓𝒄𝒉𝒆́ 𝒅𝒂 𝒒𝒖𝒆𝒍𝒍𝒐 𝒉𝒐 𝒊𝒎𝒑𝒂𝒓𝒂𝒕𝒐 𝒄𝒐𝒔’𝒆̀ 𝒊𝒍 𝒃𝒆𝒏𝒆. 𝑯𝒐 𝒊𝒎𝒑𝒂𝒓𝒂𝒕𝒐 𝒂 𝒆𝒔𝒔𝒆𝒓𝒆 𝒎𝒂𝒅𝒓𝒆 𝒑𝒆𝒓𝒄𝒉𝒆́ 𝒏𝒐𝒏 𝒔𝒐𝒏𝒐 𝒔𝒕𝒂𝒕𝒂 𝒇𝒊𝒈𝒍𝒊𝒂.”

Emblematico è il percorso di quest’ultima. Inizialmente, Mina cerca di rifuggire il proprio destino: a differenza della madre, lei non teme la propria eredità magica, ma si rifiuta di usarla per profitto. Eppure, la realtà la colpisce duramente. Se la Prima Guerra Mondiale era stata solo un riflesso lontano, la Seconda arriva con una violenza inaudita. Tra la fame e la perdita del marito Vincenzo, avviene la trasformazione più dolorosa: schiacciata dal trauma e dalla necessità di sopravvivere, Mina finisce per trasformarsi in ciò che più odiava, diventando una donna dura e incapace di mostrare tenerezza, vittima di quel circolo vizioso del dolore che si tramanda di generazione in generazione.

“𝑼𝒏𝒂 𝒔𝒕𝒐𝒓𝒊𝒂 𝒇𝒂𝒕𝒕𝒂 𝒅𝒊 𝒅𝒐𝒏𝒏𝒆, 𝒄𝒐𝒏𝒅𝒐𝒕𝒕𝒂 𝒅𝒂𝒍𝒍𝒆 𝒅𝒐𝒏𝒏𝒆 𝒆 𝒔𝒖𝒃𝒊𝒕𝒂 𝒅𝒂𝒍𝒍𝒆 𝒔𝒕𝒆𝒔𝒔𝒆. 𝑼𝒏 𝒓𝒂𝒄𝒄𝒐𝒏𝒕𝒐 𝒅𝒊 𝒔𝒂𝒏𝒈𝒖𝒆, 𝒗𝒆𝒓𝒊𝒕𝒂̀, 𝒅𝒐𝒍𝒐𝒓𝒆 𝒆 𝒕𝒂𝒏𝒕𝒂 𝒏𝒐𝒔𝒕𝒂𝒍𝒈𝒊𝒂.”

La "maledizione", in fondo, appare come una potente metafora della condizione femminile dell'epoca, costretta tra tradizioni arcaiche e pregiudizi. È un ciclo di sofferenze, tramandate da madre in figlia, che sembra infinito, finché non arriva qualcuno capace di spezzare la catena. In questo scenario di oscurità, Rosa rappresenta la svolta. Grazie a figure luminose come zia Eloisa, zia Angela e Liliana, che le ha aperto le porte della cultura, Rosa scopre che esiste un'alternativa. I libri le offrono il coraggio di desiderare di più, di "emanciparsi" da un copione già scritto.

"𝑰 𝒍𝒊𝒃𝒓𝒊, 𝒊𝒏𝒇𝒂𝒕𝒕𝒊, 𝒔𝒐𝒏𝒐 𝒔𝒕𝒂𝒕𝒊 𝒎𝒂𝒆𝒔𝒕𝒓𝒊 𝒔𝒊𝒍𝒆𝒏𝒛𝒊𝒐𝒔𝒊 𝒆 𝒅𝒊𝒔𝒄𝒓𝒆𝒕𝒊, 𝒎𝒂𝒕𝒕𝒐𝒏𝒊 𝒄𝒐𝒏 𝒄𝒖𝒊 𝒉𝒐 𝒄𝒐𝒔𝒕𝒓𝒖𝒊𝒕𝒐 𝒍𝒂 𝒎𝒊𝒂 𝒄𝒂𝒔𝒂 𝒊𝒏𝒕𝒆𝒓𝒊𝒐𝒓𝒆, 𝒖𝒏 𝒑𝒐𝒔𝒕𝒐 𝒔𝒊𝒄𝒖𝒓𝒐 𝒊𝒏 𝒄𝒖𝒊 𝒇𝒂𝒄𝒆𝒗𝒐 𝒆𝒏𝒕𝒓𝒂𝒓𝒆 𝒔𝒐𝒍𝒐 𝒃𝒆𝒍𝒍𝒆𝒛𝒛𝒂. 𝑬𝒓𝒂𝒏𝒐 𝒅𝒊𝒗𝒆𝒏𝒕𝒂𝒕𝒊 𝒊𝒍 𝒎𝒊𝒐 𝒑𝒂𝒔𝒔𝒂𝒑𝒐𝒓𝒕𝒐 𝒑𝒆𝒓 𝒗𝒊𝒂𝒈𝒈𝒊 𝒍𝒐𝒏𝒕𝒂𝒏𝒊𝒔𝒔𝒊𝒎𝒊, 𝒂𝒏𝒄𝒐𝒓𝒆 𝒅𝒊 𝒔𝒂𝒍𝒗𝒆𝒛𝒛𝒂, 𝒑𝒆𝒓𝒄𝒉𝒆́ 𝒎𝒆𝒏𝒕𝒓𝒆 𝒕𝒖𝒕𝒕𝒐 𝒊𝒏𝒕𝒐𝒓𝒏𝒐 𝒕𝒓𝒆𝒎𝒂𝒗𝒂, 𝒊𝒐 𝒎𝒊 𝒂𝒈𝒈𝒓𝒂𝒑𝒑𝒂𝒗𝒐 𝒂 𝒆𝒔𝒔𝒊 𝒑𝒆𝒓 𝒏𝒐𝒏 𝒄𝒆𝒅𝒆𝒓𝒆."

Un aspetto straordinario del libro è il modo in cui l'autrice tratta il tema della guerra. Non è fatta di date, ma di emozioni umane: è il terrore di chi resta a casa con visioni premonitrici che il cuore si rifiuta di accettare, ed è l'empatia dei soldati al fronte, come Vincenzo e Antonio, che riconoscono nei nemici degli esseri umani ugualmente condannati da scelte che non gli appartengono.

Il cerchio si chiude magnificamente quando Rosa riesce a fare pace con il passato, perdonando sua madre e ricongiungendosi alla sua terra. Ho trovato profondamente commovente il ruolo della lettura: sentire Rosa descrivere come i libri le abbiano cambiato la vita, proprio mentre io stessa subivo l'incantesimo delle parole di Alessia, è stato un momento unico e potentissimo.

L'autrice scava nel profondo dell'animo umano senza paura. È una storia cruda, piena di sfumature, che richiede pause necessarie per metabolizzare un'intensità emotiva a cui è impossibile resistere. Un romanzo che parla di resilienza e della faticosa, ma splendida, possibilità di rinascere.

“𝑹𝒐𝒔𝒂 𝑴𝒂𝒍𝒆𝒓𝒃𝒂 𝒆𝒓𝒂 𝒎𝒊𝒔𝒕𝒆𝒓𝒐 𝒆 𝒃𝒆𝒍𝒍𝒆𝒛𝒛𝒂, 𝒇𝒐𝒓𝒛𝒂 𝒆 𝒄𝒐𝒓𝒂𝒈𝒈𝒊𝒐. 𝑬𝒓𝒂 𝒍𝒂 𝒇𝒊𝒈𝒍𝒊𝒂 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒎𝒂𝒔𝒄𝒊𝒂𝒓𝒂, 𝒏𝒂𝒕𝒂 𝒅𝒂𝒍𝒍𝒂 𝒔𝒕𝒆𝒔𝒔𝒂 𝒕𝒆𝒎𝒑𝒆𝒔𝒕𝒂 𝒅𝒂 𝒄𝒖𝒊 𝒆̀ 𝒏𝒂𝒕𝒐 𝒊𝒍 𝒎𝒐𝒏𝒅𝒐, 𝒄𝒐𝒎𝒆 𝒂𝒍𝒕𝒓𝒆 𝒑𝒓𝒊𝒎𝒂 𝒅𝒊 𝒍𝒆𝒊, 𝒄𝒐𝒎𝒆 𝑨𝒍𝒎𝒖𝒏𝒆𝒅𝒂, 𝒄𝒉𝒆 𝒊𝒏 𝒒𝒖𝒆𝒔𝒕𝒂 𝒕𝒆𝒓𝒓𝒂 𝒉𝒂 𝒑𝒐𝒓𝒕𝒂𝒕𝒐 𝒖𝒏 𝒊𝒏𝒄𝒂𝒏𝒕𝒆𝒔𝒊𝒎𝒐 𝒂𝒏𝒕𝒊𝒄𝒐 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒕𝒐 𝒍’𝒂𝒎𝒐𝒓𝒆 𝒄𝒉𝒆 𝒍𝒐 𝒉𝒂 𝒊𝒏𝒇𝒓𝒂𝒏𝒕𝒐.”
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May 17, 2026
Recensione presente nel blog www.ragazzainrosso.wordpress.com
“𝑽𝒆𝒅𝒊, 𝒈𝒍𝒊 𝒖𝒐𝒎𝒊𝒏𝒊 𝒔𝒊 𝒔𝒕𝒖𝒑𝒊𝒔𝒄𝒐𝒏𝒐 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒄𝒂𝒑𝒂𝒄𝒊𝒕𝒂̀ 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒆 𝒅𝒐𝒏𝒏𝒆 𝒅𝒊 𝒓𝒆𝒔𝒊𝒔𝒕𝒆𝒓𝒆 𝒂𝒍 𝒇𝒖𝒐𝒄𝒐, 𝒅𝒊 𝒆𝒔𝒕𝒓𝒂𝒓𝒓𝒆 𝒍𝒆 𝒄𝒂𝒔𝒕𝒂𝒈𝒏𝒆 𝒄𝒂𝒍𝒅𝒆 𝒅𝒂𝒍𝒍𝒂 𝒃𝒓𝒂𝒄𝒆, 𝒅𝒊 𝒔𝒑𝒆𝒈𝒏𝒆𝒓𝒆 𝒍𝒆 𝒄𝒂𝒏𝒅𝒆𝒍𝒆 𝒄𝒐𝒏 𝒍𝒆 𝒅𝒊𝒕𝒂 𝒆 𝒗𝒆𝒔𝒕𝒊𝒓𝒔𝒊 𝒊 𝒑𝒂𝒍𝒎𝒊 𝒅𝒊 𝒄𝒆𝒓𝒂. 𝑳𝒂 𝒗𝒆𝒓𝒊𝒕𝒂̀ 𝒆̀ 𝒄𝒉𝒆 𝒉𝒂𝒏𝒏𝒐 𝒂𝒕𝒕𝒓𝒂𝒗𝒆𝒓𝒔𝒂𝒕𝒐 𝒍’𝒊𝒏𝒇𝒆𝒓𝒏𝒐 𝒑𝒓𝒊𝒎𝒂 𝒅𝒊 𝒗𝒆𝒏𝒊𝒓𝒆 𝒂𝒍 𝒎𝒐𝒏𝒅𝒐, 𝒆 𝒊𝒍 𝒇𝒖𝒐𝒄𝒐 𝒉𝒂𝒏𝒏𝒐 𝒊𝒎𝒑𝒂𝒓𝒂𝒕𝒐 𝒂 𝒅𝒐𝒎𝒂𝒓𝒍𝒐.”

Questo romanzo è una saga familiare al femminile, dove le tre protagoniste principali, Cosma, Mina e Rosaspina, rappresentano tre pilastri su cui si fonda l’intero intreccio narrativo.

Tre donne, tre figure distinte, solo in apparenza. Per quanto ognuna sviluppi un proprio percorso di vita, nessuna può considerarsi indipendente dall’altra e non solo per una questione di sangue o di discendenza. Tutte condividono un destino, amaro, duro, che trafigge, e una determinazione nel portare avanti la propria strada nonostante le difficoltà, nonostante gli errori. Sono tre madri che si rapportano con i propri figli, sono tre figure femminili che, a loro modo, cercano il riscatto con i mezzi che hanno a disposizione, pronte, comunque, a sfidare le convenzioni sociali, chi per un verso, chi per un altro.

Essere una masciara non era ben visto. Attorno a sé c’era quell’alone mistico, cupo, nero, che a volte faceva paura, anche se, talora, questa figura diveniva un punto di riferimento per la comunità degno di competere con il medico o il prete confessore.

Pagina dopo pagina si ripercorrono le vicissitudini di queste tre donne – nonna, madre, figlia – le si accompagna nell’inevitabile sali e scendi della vita, si cerca di comprendere i loro comportamenti, a volte si riesce in questa impresa, talora le si condanna. Sicuramente Rosa è la più “fortunata”, colei che ha preso tra le mani il desiderio di riscatto delle altre due e con coraggio è riuscita a percorrere questa strada.

E le figure maschili? In un’epoca in cui l’uomo era al centro della vita familiare, in quest’opera è messo sullo sfondo. Non che non ci sia o che non incida profondamente sulla trama, ma l’intenzione dell’autrice è quella di focalizzarsi sulla componente femminile, quindi gli uomini ci sono, agiscono, ma cedono lo “scettro” alle donne.

Molto rilevante è l’ambientazione. La campagna del Sud, e della Puglia in particolare, non costituisce una mera scenografia ma diviene protagonista essa stessa con i suoi paesaggi, i colori, le tradizioni e le superstizioni. Tra le righe si respira l’amore dell’autrice per la sua terra, storicamente legata al concetto di riscatto, alla separazione dalle proprie famiglie di origine, alle difficoltà quotidiane.

Lo stile della prosa è curatissimo nei dettagli. Ogni frase è magnetica, quasi musicale, capace di catturare il lettore, prenderlo per mano e accompagnarlo in un vortice di eventi.

Un romanzo che sa di potere femminile. Una lettura che parla di rinascita, perdono e ostinata possibilità di spezzare ciò che sembra già stato scritto.
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34 reviews
June 9, 2026
Nate dalla tempesta di Alessia Coppola è stata una delle letture che ho amato di più negli ultimi mesi. È un romanzo che coinvolge fin dalle prime pagine grazie a una scrittura fluida e scorrevole, capace di accompagnare il lettore attraverso una storia che attraversa tre generazioni senza mai perdere intensità.

Ciò che ho apprezzato maggiormente sono stati i personaggi, costruiti con grande cura e profondità. Tra tutti, i miei preferiti sono stati Rosa, Liliana, Amaranta ed Eloisa, donne molto diverse tra loro ma accomunate da una straordinaria forza interiore.

Rosa mi ha colpita per il suo percorso di riscatto rispetto alle proprie origini, per la determinazione con cui cerca di costruirsi una vita diversa senza dimenticare da dove viene. Liliana, invece, è stata per me una sorta di angelo custode: una presenza luminosa, capace di mostrare a Rosa il bello della vita anche nei momenti più difficili. Amaranta rappresenta l'amore incondizionato nella sua forma più pura, mentre Eloisa è forse il personaggio che più mi ha commossa per la sua capacità di riemergere dal dolore e dalle punizioni che la vita le ha inflitto, trovando comunque la forza di amare e crescere la figlia della sorella come fosse sua.

Un discorso a parte merita Minerva, probabilmente il personaggio che mi ha fatto provare le emozioni più contrastanti. All'inizio l'ho amata per la sua diversità, la sua ribellione e la sua unicità. Mi sembrava destinata a rompere gli schemi e a costruire un percorso diverso da quello delle donne che l'avevano preceduta. Proprio per questo mi ha fatto soffrire vederla prendere una strada che l'ha portata ad assomigliare sempre di più alla madre, fino a ripeterne gli stessi errori. È un'evoluzione che ho trovato dolorosa ma anche molto realistica, perché dimostra quanto sia difficile liberarsi davvero dalle ferite e dai modelli che ci hanno cresciuti.

L'unico elemento che mi ha lasciata un po' insoddisfatta riguarda l'ambientazione. Il paese e il contesto storico restano spesso sullo sfondo, quasi sfumati, e avrei voluto conoscerli meglio. Credo che una maggiore definizione dei luoghi e del periodo avrebbe reso la storia ancora più immersiva.

Gli ultimi capitoli sono stati senza dubbio quelli che mi hanno toccata di più. Dopo aver seguito le vicende di questa famiglia per tre generazioni, vedere tutti i fili della narrazione ricomporsi è stato emozionante e profondamente soddisfacente. Il finale chiude perfettamente il cerchio e lascia quella sensazione rara di aver accompagnato dei personaggi veri lungo un intero arco di vita.

In definitiva, Nate dalla tempesta è un romanzo che consiglio con entusiasmo: una storia di donne, di resilienza, di amore e di eredità emotive che attraversano le generazioni. Una lettura che mi ha emozionata profondamente e che difficilmente dimenticherò.
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140 reviews4 followers
May 14, 2026

E' un romanzo intenso e profondamente evocativo che intreccia magia popolare memoria familiare e destino femminile sullo sfondo di un Salento arcaico e tempestoso. La storia segue tre generazioni di donne segnate da un’eredità difficile da spezzare Cosma, Mina e Rosa. Attraverso guerre lutti passioni e silenzi il romanzo racconta il peso delle tradizioni e il coraggio necessario per ribellarsi a una vita già scritta. Centrale è la figura della “masciara”, simbolo di una femminilità libera, diversa e spesso temuta che diventa metafora di tutte quelle donne costrette a lottare contro il giudizio della società. Il punto di forza del libro è senza dubbio la scrittura di Alessia Coppola lirica, viscerale e immersiva. Ogni pagina restituisce il profumo della terra pugliese, il rumore del mare in tempesta e il calore di case piene di segreti e dolore. Le ambientazioni non fanno soltanto da sfondo ma diventano parte viva della narrazione, contribuendo a creare un’atmosfera malinconica e magnetica. Le protagoniste sono costruite con grande profondità emotiva donne fragili e forti allo stesso tempo, capaci di suscitare empatia, rabbia e commozione. Mina in particolare rappresenta il cuore oscuro e ribelle del romanzo, mentre Rosa incarna la speranza di spezzare finalmente la catena della sofferenza ereditaria.
Più che una semplice saga familiare Nate dalla tempesta è un romanzo di sensazioni parla di identità, appartenenza, maternità, libertà e memoria. È una lettura che travolge lentamente e lascia addosso una dolce malinconia anche dopo l’ultima pagina. Un libro potente poetico e profondamente femminile, consigliato a chi ama le storie generazionali ricche di folklore, emozioni autentiche e personaggi impossibili da dimenticare.
Profile Image for Annalisa Mazza annalisa_booktrekker.
145 reviews5 followers
May 25, 2026
Questo romanzo è un'epopea dai primi del novecento fino ai giorni nostri dove si raccontano generazioni di donne che nascono dalla tempesta fatta di acqua salata, di vento, di folklore e di magia. Ti sembrerà strano trovare tra i miei episodi un romanzo che in un certo senso parla di mare. 
È vero, io non sono un’amante del mare solitamente punto i miei scarponi in alto sugli Appennini.

Alessia è riuscita a portarmi giù in Salento e farmi percepire il ruggito delle onde, l'odore del mare il lettore in certi punti viene risucchiato da questa storia e in altri punti rimane fermo assaporando una grande nostalgia.

La scrittrice ha le sue radici qui in Salento, la sua terra è un'altra donna protagonista di questo racconto familiare è la terra madre che dona e riprende tutte queste donne della storia.
Le protagoniste principali sono: Cosma, Minerva e RosaSpina hanno in comune la linea di sangue: il sangue di Masciara.

La Masciara è la strega della Puglia: maga, guaritrice, fine conoscitrice delle erbe e dell'uso della magia. La Masciare è capace di dialogare con gli spiriti e di avere anche delle premonizioni. 
Le donne di questo romanzo sono diverse ma legate dal sangue di Masciara.
Siamo a Caro Vigno, in provincia di Brindisi tra terra e mare, tra Campania e costa.
Tutto inizia nel casolare dei Guadaluppi. 
Cosma e la madre di Minerva e di altri due femmine e essa stessa figlia di Masciara.
Nilde e Cosma danno il via a questa danza conflittuale piena di ombre che Minerva (figlia di Cosma) a sua volta erediterà e…

Un romanzo che ti trattiene nella vita di queste donne. Una lettura coinvolgente, emozionante e in certi punti commovente capace di farti sentire il freddo del vento e il dolce profumo del mare.
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