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Reykjavík Café

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Per una donna i trent'anni sono un'età meravigliosa, si comincia a fare sul serio e ad assaporare il bello della vita. Peccato che non sia quasi mai veramente così. Hervör, Karen, Silja e Mía, ad esempio, sono tutte alle prese con situazioni sentimentali caotiche e insoddisfacenti. C'è quella che si accontenta di saltuarie notti di sesso con l'ex professore di università, chi vive dai nonni, trascorrendo i weekend in discoteca e svegliandosi ogni volta in un letto diverso. Oppure quella che, essendo medico, è spesso costretta a turni fuori casa e, guarda un po', la volta che rientra senza avvisare sorprende il neo marito con una biondina. E poi c'è la più scombinata di tutte: è stata lasciata dal fidanzato, un avvocato benestante, e ora vive in una mansarda in mezzo agli scatoloni del trasloco, faticando a trovare un lavoro e una direzione nella vita. Le quattro giovani donne non si conoscono né sembrano avere molti punti in comune. A unirle è la pausa obbligata al Reykjavík Café dove, nel buio gennaio islandese, vanno a cercare un po' di calore e dove le loro storie finiranno per intrecciarsi. Finché, fra un latte macchiato e un cocktail di troppo, rovesci del destino e risate condite da improbabili consigli, ognuna troverà il modo di raggiungere la propria felicità, o qualcosa di molto vicino.

317 pages, Hardcover

First published January 1, 2012

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Sólveig Jónsdóttir

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5 stars
46 (10%)
4 stars
155 (34%)
3 stars
181 (40%)
2 stars
56 (12%)
1 star
13 (2%)
Displaying 1 - 30 of 64 reviews
Profile Image for Guendalina Ferri.
168 reviews
August 29, 2015
"Maledetti islandesi, hanno rovinato l'Islanda".
Com'è possibile che la terra che ha generato i Sigur Rós se ne esca con simili banalità? "Reykjavik Café" è un romanzo carino, ma niente di più. Tipo quei film italiani che Sky generalmente dà alle tre del pomeriggio che tanto uno si addormenta dopo 20 minuti, si risveglia quando ne mancano 10 dalla fine e comunque riesce a capire il senso della storia e magari la trova pure carina.
In teoria doveva essere un romanzo su quattro diversi modi di vedere l'amore. I personaggi, le cui vite si sfiorano, sono quattro: Hervör, Mía, Karen e Silja. E sono tutte uguali. Personalità "forti" perché ogni tanto rispondono "con decisione" (l'autrice ci tiene a sottolinearlo). L'unica un po' diversa è Karen che invece ha un carattere di merda ma nel solito modo stereotipato: non è comunque un'identità originale. Insomma partiamo dal presupposto che sono quattro personaggi non spenti, ma neanche dotati di grandi guizzi.
Veniamo alle quattro storie d'amore. TUTTE UGUALI. Lei tradita da lui / piange / beve alcolici / dorme / beve caffè / si mette con un altro. Ma tutte! Hervör tradita dal fidanzato (suo ex professore) che va con un'altra; Siljia tradita dal marito che si innamora di un inglese; Mía lasciata dal ragazzo che si innamora di un altro che alla fine però le dà picche; Karen anche stavolta è la più originale perché è colei con cui il marito tradisce Silja. Ma anche qui: c'è la storia d'amore, l'alcol, il caffè etc.
Si punta abbastanza sull'"islandesità" dei personaggi e delle situazioni, ma in realtà ci viene proposta l'immagine di questa gente che si lamenta per il freddo, beve come una spugna (forse proprio per il freddo), beve caffè a tutte le ore del giorno (idem come sopra; forse anche per giustificare il titolo del romanzo) e va a letto con creature il cui requisito minimo è la respirazione (a ben pensarci forse tutto si riconduce al freddo...).
Insomma mi aspettavo tanto da questo romanzo, semplicemente perché è ISLANDESE, e mi ha delusa parecchio.
Per far pace con il popolo d'Islanda vado subito ad ascoltare "Ara Batúr" per un paio d'ore.
Profile Image for Teresa bee book a lula.
173 reviews144 followers
January 14, 2023
It's not you, it's me. O forse no, it's you as well.
Beh no, in primis il problema sono io che mi ostino a leggere libri totalmente fuori dalla mia comfort zone, convinta che ogni tanto "una lettura leggera fa bene". Poi mi faccio pure fregare per i primi 3 capitoli.

Ma no, questo libro decisamente non fa per me. Ci sono troppe cose che mi fanno venire i travasi di bile. Iniziamo dal linguaggio: donne tradite che passano il tempo a chiamare altre donne con epiteti che non sto qui a ripetere, invece che prendersela con gli stronzi che hanno di fianco. Donne smarrite e arrese che non sanno cosa fare della propria vita e la cui bussola è sempre invariabilmente un uomo. Donne per cui prendersi cura della propria salute mentale è una vergogna, un pensiero da scacciare.

Si salva solo Reykjavik, perché questo libro mi ha fatto tornare tra quelle strade che ho amato tanto. E si salva la caffeina che scorre in tutto il libro (mi piace sempre assistere a qualcuno che si gode un caffè come se fosse la cosa più buona del mondo). Speravo di trovarci qualcosa di più, ma non è evidentemente stato così.
Profile Image for La Fenice Book.
375 reviews28 followers
March 31, 2015
QUATTRO e 1/2

BuonGiorno #FeniLettori. Oggi un libro che sa di Islanda! Un libro, da tenere come un piccolo gioiello.

La prima cosa che attrae di questo delizioso tomo è la copertina: magica, surreale e dolce. Piccoli fiocchi di neve candida che cadono sulla bellissima cittadina di Reykjavík dove è posizionato un Cafè, accogliente, caldo e ospitale. Tra queste pagine si respira l'aroma inebriante del caffè e la bellezza di questa piccola isola lontana dal mondo.

Quattro donne, Quattro amori, Quattro caratteri che si trovano a confrontarsi con le stesse paure. Le stesse debolezze e ansie della vita. Sonzogno, ci catapulta ancora una volta nel mondo femminile, per esaltare quella meravigliosa creatura che è la donna, un essere infinitamente complesso e oltremodo semplice.

Il libro ha uno stile particolare, uno stile che non avevo mai letto in nessun altro; un gioiello di scrittura Islandese, con tutti i suoi nomi particolari e diversi, che ci affascina fin da subito. Una scrittura articolata e complessa che ci riporta piano piano a riscoprire i tasselli della verità e dei gesti.

Questa giovane autrice Islandese ha saputo racchiudere in queste pagine una storia estremamente preziosa. Storie di vite che si susseguono e si inseguono strenuamente. Rapporti tarlati, passioni e gioie.
Uno stile pulito quello della Jónsdóttir, particolare, per quanto si possa paragonare allo stile italiano. Hervör, Karen, Silja e Mía sono le protagoniste di queste storie. Amori traditi, amori sbagliati, amori vissuti e amori sballati. Ma c'è anche dell'altro, c'è il carattere di ognuna, c'è la storia, c'è la vita. Un Cafè in Islanda che porta alla libertà di quattro donne, che porta alla bellezza della scoperta di non essere poi tanto sbagliate. Di avere nel cuore e nell'animo qualcosa di particolare, perché anche i gesti più insensati hanno un perché.

Un luogo magico e deciso, descrizioni che affascinano la mente e il cuore. La cittadina di Reykjavík è la capitale e principale città d'Islanda, queste righe ci fanno conoscere l'immensa città ma anche altre più piccole a ridosso del mare, più tranquille e rilassate. I personaggi che si susseguono sono descritti molto bene, in maniera incisiva e chiara. Tutto è perfettamente intonato. Un romanzo morbido come la neve che cade a fiocchi, gelato come l'amore di alcuni personaggi e avvolgente come il Reykjavík Cafè, un luogo dove ritrovarsi, anche involontariamente, per essere finalmente a casa. Buona Lettura.

"Gli scrosci di pioggia si accanirono contro il vetro con un tale fragore che i clienti seduti in caffetteria alzarono lo sguardo sorpresi, come se fosse del tutto inaspettato in Islanda all'inizio di febbraio. "
Profile Image for Monica Fumagalli.
105 reviews3 followers
September 17, 2023
Mai letta tante volte la parola zoccola come in questo libro.
Si legge spedito, nonostante lo stile particolare.
Il problema è un altro.
Sedimenta la convinzione che quando una donna viene tradita, chi è da incolpare è SEMPRE e comunque l’eventuale amante, senza considerare MAI che chi ha un legame in realtà è l’uomo, ed è lui che ha la colpa maggiore.
Profile Image for Novella Semplici.
427 reviews10 followers
January 30, 2019
Andrò controcorrente. Per me non è un libro leggero o rassicurante. Tutte queste donne ubriache, tristi, che dilapidano se stesse in rapporti sbagliati, tanto da non credere nemmeno più alla possibilità di un amore vero, questo descrivere uomini immaturi, eterni bambini che per un giocattolo buttano anni di vita, a me non è sembrato affatto un qualcosa di "sicuro", anzi, mi ha un po' destabilizzato. Anche se parliamo di donne adulte, sono tutte abbastanza giovani e senza figli, così da avere ancora qualche carta da giocare, eppure sembrano vivere in una attesa e in un rimpianto continui, insoddisfatte di quello che è la loro vita ma incapaci di sottrarsene con un colpo di reni. Il romanzo è scritto benissimo e la storia parallela mi ha veramente molto colpito in positivo, perché ha messo in luce diversi punti di vista sulla stessa vicenda, e aiuta a fare una cosa che ormai è passata di moda: immedesimarsi nei sentimenti dell'altro. Alla fine, nessun finale scontato, ma per un testo così "negativo" è da apprezzare il fatto che venga comunque data e sottintesa una possibilità di riscatto, che esce fuori da quei pochi rapporti positivi, che sono veri perché mancano le aspettative troppo alte, e ci si limita a vivere la preziosità del quotidiano senza guardare troppo oltre, in un semplice piacere di dare, ricevere ed essere insieme. Io, ad esempio, mi sono innamorata di Georg. Consigliato? Sì. Direi di sì. Occhio però all'umore con cui lo leggete, potrebbe darvi una botta di pessimismo da cui vi salverebbe solo il finale aperto.
Profile Image for Védís.
98 reviews3 followers
May 30, 2012
Sagan fjallar í stuttu máli um fjórar konur á þrítugsaldri sem eiga það sameiginlegt að búa eða vinna í 101 Reykjavík og að vera á tímamótum í lífinu. Allar eru þær að kljást við lífið og tilveruna; ástina (eða skort á henni), fjármálin, útlitið, vinnuna (eða skort á henni), fjölskylduna og lífið eftir námið. Þrátt fyrir að falla í flokkinn „skvísubækur“ er í sögunni dýpt sem ég átti ekkert endilega von á þegar ég hóf lesturinn og ég viðurkenni það fúslega að ég bæði kímdi reglulega og hló við lesturinn en felldi einnig nokkur tár.

Stílinn er skemmtilegur og húmorískur – kaldhæðnin sjaldan langt undan, persónusköpun er góð og eru allar aðalpersónur trúverðugar og búa yfir dýpt. Saga hverrar stúlku var sýnd mismikil athygli og að mínu mati hefði sögu Míu mátt þróa aðeins meir – umfjöllun um hana var hvað yfirborðlegust enda einna minnstum tíma eytt í hana. Ég er reyndar ekki frá því að það hafi verið ætlunin að þróa hana áfram því mér virtist sem búið væri að byggja grunninn að ákveðinni framvindu sem átti sér svo aldrei stað.

Ef ég á að setja út á eitthvað þá er það áherslan á útlitið sem mér fannst við lesturinn heldur áberandi. Eftir á að hyggja hugsa ég þó að hún hafi alls ekki verið meiri en í sambærilegum bókum – jafnvel frekar minni – og endurspeglar kannski bara íslenskan veruleika í dag. Við erum mörg hver persónulega og sem samfélag gagntekin af útliti.

Ég get í hið minnsta mælt með þessari bók, hún kom mér skemmtilega á óvart.
Profile Image for Pupottina.
584 reviews63 followers
September 22, 2015
Il romanzo dell'esordiente islandese Sólveig Jónsdóttir, intitolato Reykjavík Café, è una commedia romantica, ma non nel senso classico del termine.
La protagonista è una donna di trent'anni, età nella quale si comincia a fare sul serio e ad assaporare il bello della vita. Peccato, però, che per la protagonista non sia esattamente così. In realtà, non lo è quasi mai per nessuno. Manca sempre qualcosa.
Hervör, Karen, Silja e Mía, ad esempio, sono tutte alle prese con situazioni sentimentali caotiche e insoddisfacenti. Le quattro giovani donne non si conoscono né sembrano avere molti punti in comune, ma ad unirle, oltre ai disastri amorosi, sono le pause obbligate al Reykjavík Café dove, nel buio gennaio islandese, ognuna di loro va a cercare un po' di calore e dove le loro storie finiscono per intrecciarsi.
È un po' come a Sex & the City, ma senza Carrie. Le protagoniste sono simpatiche e le loro vicende coinvolgenti. I lettori si scalderanno il cuore con questa storia che parla di amori e passioni nel freddo Nord e che assicura anche una buona dose umorismo e divertimento.
Profile Image for Sofia.
161 reviews
February 18, 2022
Lettura molto carina, che però non sono riuscita a godermi fino in fondo. Sarà stato lo stile, o il ritmo molto lento (ci ho messo più di un mese per leggerlo), o perché la storia non mi ha convinta del tutto -o anche tutti questi elementi combinati-, fatto sta che sono arrivata alla fine più felice per aver concluso il libro, che aver letto la storia in sé.
Ci sono certamente dei lati positivi: mi sono piaciuti particolarmente due POV, quello di Karen e di Mìa, a cui mi sono anche affezionata, sia come personaggi, che per il loro background e tutte le disgrazie che capitano a queste poverine. E ho adorato (e anche un po' pianto, ma non lo diremo ad alta voce), leggendo della storia di Marinò e dei nonni di Karen.
In linea generale non è un brutto libro, ma sicuramente per me, non spicca nemmeno fra tanti altri. Rientra un po' nella categoria: "È brav* ma non si applica"
Profile Image for Alessandra Natta.
113 reviews
February 3, 2024
Quattro donne, quattro vite complicate, nel buio e lungo gennaio islandese. Non si conoscono ma le loro storie si sfiorano e si intrecciano sullo sfondo del Reykjavik Cafè. Mi è piaciuto molto immergermi in questa atmosfera islandese ed empatizzare con queste donne .
Profile Image for Spinky.
112 reviews1 follower
January 14, 2022
Va bene non leggere sempre e solo alta letteratura, ma neanche si dovrebbe perdere tempo con certa roba.

Metto 1 stella perché non posso dare 0,5. E sia chiaro, il mezzo punto se lo è guadagnato solo perché c'è qualche citazione musicale decente.

Banale e scritto pure malissimo. Inutile dalla prima all'ultima pagina.
Da dimenticare.
Profile Image for La Biblioteca di Eliza.
590 reviews89 followers
March 17, 2015
Sono 3 stelle e mezzo!!

http://labibliotecadieliza.blogspot.i...

Con Reykjavik Café sono uscita dalla mia bolla di sicurezza, quella che in queste ultime letture mi ero cucita addosso. Eh si, mi sono buttata verso un libro e un autrice che non conoscevo, attratta da un'ambientazione insolita, l'Islanda nei mesi di gennaio e febbraio. E' in questo luogo lontano e freddo che facciamo la conoscenza delle quattro donne protagoniste del romanzo: Hervòr, Karen, Silja e Mía. Quattro donne diverse tra loro, accomunate dal vivere una fase della loro difficile dal punto di vista emotivo. Chi viene tradita, chi viene lasciata, chi annaspa non riuscendo a perdonarsi il passato, chi non sa quale sia il suo posto nel mondo. Le loro sono storie in realtà comuni, ma l'autrice riesce a proporcele da un punto di vista molto intimo. Le loro esistenze si sfiorano, si toccano, si scontrano, in un intreccio molto particolare e curioso, perché ci permette di conoscere e analizzare le varie protagoniste con gli occhi delle altre. E' un sistema molto particolare, che mi ha ricordato alcuni film, e che permette al lettore di conoscere in maniera approfondita e quasi a 360° le protagoniste.
Un aspetto particolare che ho trovato è l'ironia. Ma non l'ironia classica a cui siamo abituati, è qualcosa di più sottile e forse anche più aspro, che però riesce a smorzare momenti più difficili e tristi.
Ci sono due cose che però non mi hanno molto convinta: il titolo e il finale.
Il titolo italiano è Reykjavik Café e quindi mi immaginavo che questo locale aver un ruolo fondamentale nel racconto, che fosse quasi una calamita per i personaggi. In realtà ciò non è cos' evidente, Hervòr ci lavora, le altre ragazze ci capitano, non mi ha dato l'idea di essere un vero e proprio luogo di ritrovo. Aveva sicuramente più senso il titolo originale Korter, che Google mi dice significare Trimeste in islandese, ad indicare un periodo della vita di queste donne difficile, arido, buio come lo sono i mesi invernali in Islanda, ma anche un periodo che porta al cambiamento e alla crescita.
Del finale non mi è piaciuta la fretta con cui viene data una conclusione agli intrecci, come se l'autrice se ne fosse dimenticata e con l'ultimo capitolo avesse comunque voluto dare una fine. Ci ha fatto conoscere così bene queste donne, i loro problemi, le loro paure ma anche le loro speranze, ci ha dato un quadro così approfondito delle loro vite che lasciarle in maniera così frettolosa mi ha fatto rimanere un po' male.
Profile Image for 61pat.
753 reviews12 followers
June 6, 2015
Capita di prendere delle cantonate nella scelta dei libri da leggere. Questo è il caso...Il rammarico è di aver sottratto il tempo a qualcosa di meglio
8 reviews
May 24, 2021
Trent’anni, o poco più, e sentirsi in un vortice che ti sbatacchia di qua e di là, intrappolati in un labirinto (apparentemente?) senza uscita, dal quale si aprono solo porte che non conducono in alcun posto, in un tritacarne che tutto distrugge, senza alcun rispetto per sentimenti e passioni, amicizie ed amore, o ancora, prigionieri di un piano inclinato che porta – velocemente – verso il baratro.

Quattro donne, appena trentenni. Per una donna i trent’anni sono un’età meravigliosa. Almeno, così dovrebbe essere. È l’età in cui si comincia a fare sul serio e ad assaporare il bello della vita: lavoro, sentimenti, sesso, ogni pezzo del puzzle dovrebbe essere al suo posto. Il condizionale è d’obbligo, almeno per le quattro ragazze protagoniste di Reykjavík Café, di Sólveig Jónsdóttir, anche lei islandese, anche lei trentenne.

Hervör, Karen, Silja e Mía: sono loro le protagoniste di questo romanzo, tutte alle prese con situazioni sentimentali che definire caotiche e insoddisfacenti è dire poco. C’è Hervör, che si accontenta di saltuarie notti di sesso con l’ex professore di università, residuo degli anni di studi, quando aveva bisogno – o credeva di avere bisogno – di una “spintarella” per superare gli scogli degli esami e della tesi di laurea; Karen vive dai nonni, trascorrendo i weekend in discoteca, a distruggersi e struggersi, tra alcol di vario genere e qualità, musica assordante e il peso – che le sembra impossibile da sostenere e sopportare – della perdita di un fratello conosciuto troppo tardi e perso troppo presto; Silja, medico, abituata a incontrare tante Karen, ogni venerdì e sabato sera, dopo lo sballo in discoteca, spesso costretta a turni notturni in ospedale e, guarda te, la volta che rientra senza avvisare sorprende il neo marito con una biondina; e infine, Mía, forse, e senza forse la più scombinata di tutte: è stata lasciata dal fidanzato, un avvocato benestante, e ora vive in una mansarda in mezzo agli scatoloni di un trasloco che aveva sognato in altro modo e altre circostanze, fatica a trovare un lavoro, che peraltro non cerca, e una direzione nella vita.

Quattro, come il titolo originale del libro, Korter, Quarto, in islandese. Ed in quattro parti è diviso il racconto. Ognuna centrata su una delle giovani donne, che non si conoscono, né sembrano avere molti punti in comune, a parte l’età. A unirle è la pausa obbligata al Reykjavík Café dove, nel buio gennaio islandese, vanno a cercare un po’ di calore e dove le loro storie finiranno per intrecciarsi. Finché, fra un latte macchiato e un cocktail di troppo, rovesci del destino e risate condite da improbabili consigli, ognuna troverà il modo di raggiungere la propria felicità, o qualcosa di molto vicino.

Un racconto avvincente, quello delle vicende delle quattro ragazze islandesi. Che ha il grande vantaggio, per il lettore, di dare una visione ben diversa dell’Islanda rispetto a quelle a cui siamo abituati. Qui, geysers e vulcani, ghiacciai e fiordi, balene e orsi non sono i protagonisti. Nemmeno le comparse. In Reykjavik Café l’attenzione è tutta sulla vita reale, sull’Islanda vera, non quella dei depliant. Un’Islanda dove le persone vivono e lavorano, sognano e combattono, soffrono e si disperano, amano e odiano: proprio come tutti noi, ovunque. un libro consigliato per chiunque voglia conoscere la vera Islanda, andare oltre i depliant turistici.
Profile Image for Marta.
896 reviews13 followers
September 7, 2020
Korter (2012)

Non credo di aver mai letto niente ambientato in Islanda e, fondamentalmente, è stato questo il motivo per cui ho preso il libro, a fronte di una trama non certo originale. Peccato non si sia rivelato poi così divertente come promesso, anzi a tratti è stato angosciante, anche irritante (quando qualcuna beveva il mondo o usciva quasi biotta a gennaio). Pensavo anche che le 4 protagoniste avrebbero interagito di più tra loro, invece solo eventi sporadici: per questo mi sembra improprio il paragone letto qui con Sex and the city, dove l'amicizia tra le ragazze è una parte fondamentale della trama. Il finale è aperto, si intuisce la direzione che vuole prendere la storia, ma l'autrice lascia le porte ampiamente aperte per un eventuale seguito. Copertina carina.

"Ultimamente i silenzi erano diventati più frequenti e più spiacevoli. Come se ci fosse qualcosa in sospeso nell’aria e ci fosse bisogno di lanciare qualche parola per far scoppiare le bolle di sapone del dubbio che fluttuavano per la stanza." pag. 41-42
Profile Image for Niklaus.
497 reviews21 followers
April 29, 2018
Non ho mai amato il noir e la giallistica scandinava, anzi non li ho trovati una facile prodotto di marketing per chi si alimenta nell'idea che sia ovvio contrapporre il solare mediterraneo al tenebroso nord. Sarà che avendo vissuto per tre anni in Danimarca so bene che gli scandinavi sono ben più solari (e felici) di noi.
Questo premesso, il libro della Jónsdóttir l'ho iniziato a leggere proprio perché nulla aveva a che vedere con atmosfere criminali. Una storia di 4 giovani donne la cui vita si interseca temporaneamente per passaggi dal Reykjavík Café nel loro travagliato passaggio di una fase delicata della propria vita. Non che sia una scelta narrativa originale e tanto meno strana (Reykjavík è di fatto una città in cui è facile incontrarsi) ma nonostante la banalità del pretesto, il libro è ben scritto e non fa rimpiangere la scelta. Niente di memorabile sia chiaro, ma in fondo anche a questo servono i libri, a fare passare qualche ora altrove.
Profile Image for Laviz.
23 reviews
September 3, 2021
Protagoniste di questo romanzo sono,Hervör, Karen¸ Mia e Silja, quattro donne alla soglia dei trent’anni alle prese con problemi sentimentali. Non si conoscono, tranne Karen e Silja la cui storia si intreccia nel corso del libro, né tantomeno sono simili fra loro, ma hanno come punto di ritrovo comune il Reykjavik Cafè, locale accogliente dove non solo trovano conforto dal freddo gennaio islandese, ma anche dalle delusioni alle quali la vita le sta sottoponendo.
All’apparenza, leggendo la trama e i primi capitoli sembra un libro leggero, ma in realtà è il racconto di quattro donne tristi, incupite dalle delusioni, molto spesso ubriache e che si rovinano la vita con rapporti avvilenti con uomini eterni peter pan, incapaci di instaurare un rapporto maturo.
Si percepisce un senso di rimpianto e di continua attesa di un cambiamento che però sembra non arrivare mai, fino al finale, ahimè, affrettato e così banale che mi ha lasciata un pochino interdetta.
Al di là della prevedibilità e, a parer mio, la poca caratterizzazione dei personaggi, ho trovato questo romanzo scorrevole e piacevole da leggere sotto l’ombrellone, immaginando di trovare un po’ di refrigerio, immergendomi nel freddo islandese.

2,5/5
Profile Image for Xhuana.
13 reviews1 follower
December 12, 2025
3.5. Lettura carina, confortante e leggera.
Ho letto questo libro con l'erronea convinzione che mi sarei ritrovata in uno o più personaggi, in quanto donna nella parte medio-finale dei 20 anni. Nonostante il realismo delle vicende e dei personaggi, non mi sono mai sentita così lontana dalle storie di altre donne, però mi sono rispecchiata nelle insicurezze relazionali di Karen (nonostante io non condivida il suo stile di vita). Ben descritta l'ambientazione nei mesi invernali in un café islandese, leggere questo libro mi ha dato l'impressione di tenere una bella tazza di tè caldo tra le mie mani, immergendomi nelle storie dei personaggi.
Profile Image for Debs.
145 reviews10 followers
March 18, 2021
Non so cosa dire. Mi è piaciuto questo si, ma quanto? Non moltissimo. Ho fatto fatica a passare da una storia all'altra perché a volte non ricordavo le vicende della persona, e ho trovato esasperante il ribadire la necessità di un buon caffè in ogni pagina. Un altro limite sono stati i nomi, spesso non capivo se si trattasse di un uomo o una donna (limite mio ci mancherebbe).
Infine le 4 storie credevo fossero molto più intrecciate, in realtà le protagonista si incrociano e hanno delle persone in comune, ma niente di più. Forse avevo troppe aspettative, resta comunque un grande NI.
Profile Image for Carmen Distratto.
99 reviews20 followers
November 30, 2025
I do not have any particular thought about this book. It is an easy reading, not especially deep or thought-provoking.
The only thing I didn't like at all is the translation. I don't know Icelandic, but I know a good translation when I see it and this isn't one.
The style was too pedantic and, as a 30-year-old Italian speaker, I can say that no one speaks like that at this age. It reminded me of those boring translations from Latin we had to do while in high-school.
Anyway, if you want to read it, it's not obnoxious.
Profile Image for Maria Teresa.
749 reviews60 followers
December 20, 2017
Delusione.
Quattro donne alla soglia dei trent’anni alle prese con problemi lavorativi e di coppia.
Il libro è pieno di luoghi comuni e banalità quasi imbarazzanti, e il finale ovviamente scontato.
Al terzo capitolo già mi veniva voglia di saltare le pagine tanto sapevo che non mi sarei persa nulla.
L'ho finito solo perché sono in ferie e ho tempo, e mi spiaceva per i soldi che ho sprecato.
154 reviews1 follower
October 31, 2025
Four women approaching their thirties drift through Reykjavik’s long winter, occasionally crossing paths in a café where one of them works. The setting feels underused, the cultural nuances too local to fully engage outsiders. The narrative lacks cohesion, and the abrupt ending seems more accidental than deliberately open-ended.
Profile Image for Anna.
63 reviews
December 22, 2025
Mi aspettavo una storia completamente diversa, ma la trama mi ha comunque tenuto incollata alle pagine. E alla fine del libro posso dire che queste quattro ragazze e le loro vicende mi mancheranno tanto. Unica pecca, forse, è che non tutte le storie delle protagoniste sono state approfondite in uguale misura.
Profile Image for Guðmundur.
174 reviews
November 29, 2017
Really well written novel that manages to visualize peoples daily routine in winter Reykjavík.

Seen through the eyes of four characters, as different as they are interesting, the story ties up to a lovely and believable conclusion.

Looking forward to see what this author has in her store next.
Profile Image for Simanò.
80 reviews19 followers
May 17, 2018
Ah, la noia. Oh, la noia di leggere qualcosa scritto da qualcuno che non sa scrivere. Che doveva fare un altro lavoro punto e basta. Infatti fa la giornalista, e che si concentrasse un po' su quello, perché di talento per la narrativa non ne ha. Nella maniera più assoluta.
Profile Image for Ree.
106 reviews52 followers
November 10, 2016
3.5 stars

First of all, don't believe the blurb (at least of the German version). It is very misleading. It sells this book as chick lit and implies a story that does not happen in this book. Whoever wrote the blurb did not read the same book that I read.

"Ganze Tage im Café" is not chick lit, it is a book much more in the tradition of Nick Hornby or David Nicholls. It is about four people and their life struggles. These four people happen to be women and their struggles are mostly concerned with heartbreak and men - maybe a premise for chick lit, but it is not executed in this way. Jónsdóttir created relatable, three-dimensional characters like you could easily encounter in real life. Their stories are told separately via chapters alternating in view of point, connecting through various other characters while the four women (Hervör, Karen, Silja, Mía) barely have any interactions with one another. I loved this aspect: how these lives were interconnected in several ways without the characters realizing it. It was like a mini puzzle where you recognized a person or an incident from a previous chapter and could fill in the bigger picture piece by piece. And it kept you guessing how someone might fit into another person's life. It was also very well done, because the reader was given just enough information to identify a character in the different setting without it being too in your face.

Another aspect that I loved was that, though the plot points center on romantic relationships, all four women have important relationships with other people (parents, grandparents, siblings, friends) that are integral to their lives and are acknowledged as that. Too often I find that secondary characters are merely stand-in paper cutouts to enable the protagonist to talk about that other protagonist. There is no true emotional relationship between them and interactions are usually very one-sided (where the protagonist laments whatever is going on with them and the other person has any other concerns than whatever the protagonist is lamenting). This was, for the most part, not the case here - dammit, I just realized while writing this that some character interactions are actually a little one-sided... hm, not gonna dwell on it.

And one last aspect that I loved, was a sort of commentary on human perception: the main characters do not meet often, but when they do they have a skewed perception of each other. They see the other person as a perfect, happy human being who's got everything going for themselves. While the reader knows of course that they're all screwed up and their lives rather bleak at the moment. I think that is something of which we should remind ourselves: everybody struggles with something, everybody has troubles. Sometimes it might not seem that way, but you're not alone with your doubts and problems in life. And just as you might see someone and wonder how they've got it all so together, they might look at you and wonder the same. The picture we portray for the outside does not always contain the whole reality.

Okay, back to the review (this was supposed to be a quick one, don't know where all these words are coming from). This could easily have been a 4 or 4.5 stars for me if it hadn't been for the following aspects:

- The ending: too quick and to happy-ending-ish. Suddenly everything is looking up and everybody is moving on with their lives. That mostly concerns Silja's and Hervör's storylines. And seriously, that lottery win? SERIOUSLY? That was just so convenient. Not that she doesn't deserve it, she really does, but couldn't it have been a little less? A little more realistic?

- The characterizations of the good guys: they're lovely, sweet, caring, and honestly all that I'm looking for in a guy. But they were all basically the same, interchangeable. They do have traits to distinguish themselves (Liam is British, Aron a national handball star, Georg a shoe fetis hist), but these are things that you are told about and do not show in their actions and were therefore forgettable. It wouldn't have made a difference to pair Hervör with Aron instead of Georg and Silja with Georg instead of Liam, for example.

- The crying: I get that these characters went through a lot and that crying is the appropriate reaction. It just went on a bit long for my taste. If at least one of the characters had pushed herself earlier, stopped with the self-pity and the unhealthy self-doubt and brooding, rediscovered her confidence and self-love... Hervör is closest to this, and the other ones had moments of that as well, but it could have been more pronounced. Just to widen the spectrum of shown behaviour. Add some diversity.

In sum, it was a lovely, down-to-earth, often melancholic (but not depressing) read about life and it's ups and downs (mostly downs though) that ends on a positive note. Recommended. Especially if you love Iceland.


And who wouldn't love this?
Profile Image for Carmen Fasitta.
20 reviews
February 25, 2018
La storia di 4 giovani donne in difficoltà con le loro relazioni amorose. Una serie di luoghi comuni con personaggi poco caratterizzati. Libro a tratti noioso
Profile Image for Wasp.
2 reviews8 followers
March 5, 2022
Carino, una lettura leggera e scorrevole ma non in modo troppo superficiale, è quel tipo di libro perfetto per ricominciare a leggere dopo un periodo di pausa ✨
Displaying 1 - 30 of 64 reviews

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