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Libri contro sigarette
Non vi sono al mondo creature più strane degli amanti dei libri. I lettori li scrutano tra gli scaffali con occhiate lupesche e sornione; li maneggiano come sibille, fanno orecchie alle pagine, sottolineano tutto. I librai, nascosti dietro il loro bancone, vigilano su di loro come i guardiani di un tempio. I recensori li santificano o li gettano nel rogo. I professori li declamano con fare religioso. Gli incauti li usano per mettere in equilibrio il tavolo della cucina.
Il mondo dei libri, e dunque della letteratura, è un grande circo di vizi, manie, abbandoni estatici, dispute e delusioni. Ma è anche molto altro: le ossessioni della letteratura sono sempre sintomo di malattie ben più luminose: slancio politico, autocoscienza, memoria, desiderio di mondi sconosciuti, più giusti, più equi. George Orwell, genio multiforme e amante dei libri in tutte le possibili incarnazioni, affida a queste pagine le sue riflessioni di giovane libraio scoraggiato, di critico letterario disilluso e di uomo adulto segnato da un’infanzia dominata da lotte di classe e un’educazione crudele.
Tra le parole di questi saggi – tra lettori smarriti, propagande inefficaci, e figure opache di un’epoca non così lontana – si cela un invito necessario: rimettere in discussione il modo in cui guardiamo il mondo.
Il mondo dei libri, e dunque della letteratura, è un grande circo di vizi, manie, abbandoni estatici, dispute e delusioni. Ma è anche molto altro: le ossessioni della letteratura sono sempre sintomo di malattie ben più luminose: slancio politico, autocoscienza, memoria, desiderio di mondi sconosciuti, più giusti, più equi. George Orwell, genio multiforme e amante dei libri in tutte le possibili incarnazioni, affida a queste pagine le sue riflessioni di giovane libraio scoraggiato, di critico letterario disilluso e di uomo adulto segnato da un’infanzia dominata da lotte di classe e un’educazione crudele.
Tra le parole di questi saggi – tra lettori smarriti, propagande inefficaci, e figure opache di un’epoca non così lontana – si cela un invito necessario: rimettere in discussione il modo in cui guardiamo il mondo.
144 pages, Paperback
Published June 16, 2025
About the author
George Orwell
1,419 books53.6k followersEric Arthur Blair was an English novelist, poet, essayist, journalist and critic who wrote under the pen name of George Orwell. His work is characterised by lucid prose, social criticism, opposition to all totalitarianism (both fascism and stalinism), and support of democratic socialism.
Orwell is best known for his allegorical novella Animal Farm (1945) and the dystopian novel Nineteen Eighty-Four (1949), although his works also encompass literary criticism, poetry, fiction and polemical journalism. His non-fiction works, including The Road to Wigan Pier (1937), documenting his experience of working-class life in the industrial north of England, and Homage to Catalonia (1938), an account of his experiences soldiering for the Republican faction of the Spanish Civil War (1936–1939), are as critically respected as his essays on politics, literature, language and culture.
Orwell's work remains influential in popular culture and in political culture, and the adjective "Orwellian"—describing totalitarian and authoritarian social practices—is part of the English language, like many of his neologisms, such as "Big Brother", "Thought Police", "Room 101", "Newspeak", "memory hole", "doublethink", and "thoughtcrime". In 2008, The Times named Orwell the second-greatest British writer since 1945.
Orwell is best known for his allegorical novella Animal Farm (1945) and the dystopian novel Nineteen Eighty-Four (1949), although his works also encompass literary criticism, poetry, fiction and polemical journalism. His non-fiction works, including The Road to Wigan Pier (1937), documenting his experience of working-class life in the industrial north of England, and Homage to Catalonia (1938), an account of his experiences soldiering for the Republican faction of the Spanish Civil War (1936–1939), are as critically respected as his essays on politics, literature, language and culture.
Orwell's work remains influential in popular culture and in political culture, and the adjective "Orwellian"—describing totalitarian and authoritarian social practices—is part of the English language, like many of his neologisms, such as "Big Brother", "Thought Police", "Room 101", "Newspeak", "memory hole", "doublethink", and "thoughtcrime". In 2008, The Times named Orwell the second-greatest British writer since 1945.
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