Gabriel è un giovane chirurgo di Buenos Aires, che ha costruito la sua identità sul rigore della sala operatoria e su una relazione clandestina con una donna sposata. Quando un intervento di routine finisce inspiegabilmente in tragedia, il suo equilibrio incrollabile va in frantumi. Sospeso dal lavoro e schiacciato dal senso di colpa, si ritrova all’improvviso senza bussola. Spinto dal bisogno di fuggire da una vita che non riconosce più, decide di seguire l’unico legame con il suo passato, le radici della madre. Dalla frenesia dell’Argentina, si ritrova proiettato nel cuore di una Sardegna selvaggia e autentica, lontano dai riflettori del turismo. Intraprende così un cammino solitario tra sentieri antichi e tradizioni ancestrali, dove l’incontro con una cultura che profuma di terra e silenzi lo costringerà a mettere a nudo le proprie fragilità. In questo viaggio attraverso l’isola e dentro sé stesso, Gabriel capirà che, per tornare a guarire gli altri, deve prima imparare a ricucire le sue ferite.
Un romanzo breve che esplora come il fallimento possa trasformarsi nel seme di una rinascita, scoprendo che l’amore e l’appartenenza hanno forme che non aveva mai osato immaginare.
Costantino Pischedda, classe 1972, vive a Torino; è sposato e ha due figli. Ha conseguito studi tecnici che lo hanno portato a lavorare nel campo della progettazione industriale. Lettore onnivoro e appassionato di narratologia, dopo un lungo percorso di studio e la scrittura di diversi racconti, pubblica Vento di Sardegna, il suo romanzo d’esordio. Tra le sue altre passioni spiccano il Tai Chi, i treni e il turismo lento.
"Vento di Sardegna" è un romanzo che colpisce per la sua autenticità. Mi ha convinto molto l’alternanza tra i capitoli ambientati in Argentina e il ritorno alle radici nell'isola: questo contrasto geografico riflette perfettamente il conflitto interiore di Gabriel, un protagonista che deve fare i conti con il proprio fallimento professionale e umano. Il punto di forza del libro è senza dubbio lo spessore psicologico dei personaggi: Gabriel e Valentina sono estremamente realistici, lontani dai cliché e descritti con le fragilità tipiche di chi cerca una seconda possibilità. Una lettura profonda sulla rinascita e sull’identità, che consiglio vivamente a chi cerca una storia di formazione matura e coinvolgente. Da leggere!
Il libro scritto da Costantino Pischedda mi ha permesso di vivere un'emozionante avventura in una terra che, molto probabilmente, è la culla dei miei antenati. Insieme a Gabriel ho conosciuto e sentito un posto meraviglioso, un po' "fuori dal mondo" ma pieno di vita. Con uno stile pulito e conciso, l'autore riesce a farci immergere nella realtà di un paesino immaginario, ma che racchiude tutte le caratteristiche dell'indomita e resiliente Sardegna. L'incontro con Valentina, in un paesino vicino a Marras, porterà il giovane medico a riconsiderare le sue convinzioni e considerazioni sulle origini materne. Da qui, pian piano emergono le dinamiche familiari non proprio idilliache, soprattutto col padre. Poi ci sono riflessioni sull'ipocrisia di un sistema (non solo sanitario) che "quantifica" il valore di una persona. Oserei dire che l'improvvisa fermata del suo pellegrinaggio è stata utile per il suo risveglio personale, ma anche di chi interagisce con Gabriel. Mi ha toccato profondamente il trauma di Valentina e ho apprezzato la delicatezza con quale è stato raccontato. Essendo io una lettrice che va a caccia di emozioni mi ritengo molto soddisfatta di come mi ha fatto sentire questa storia. Grazie alle descrizioni ho avuto modo di realizzare un quadro molto dettagliato nella mia testa. Persino l'aspetto dei personaggi o il loro inserimento durante gli eventi in corso mi ha dato il modo di sentirmi parte attiva, come spettatore esterno. Questo libro di esordio è, a mio avviso, molto promettente. Mi piacerebbe tantissimo leggere qualsiasi altra cosa riuscirà (se vorrà) pubblicare. È uno stile che conquista e coccola, una lettura che accompagna e insegna. Lo consiglio a chi ama storie di vita ordinaria che sono piene di sfide e lezioni da appendere.
🏞️Ho concluso qualche giorno fa questo breve romanzo di @costantino.pischedda che mi ha fatto rivivere con ancora più intensità i profumi e i ricordi della Sardegna in cui vivo. Sì, perché spesso, nella frenesia della vita e della città, ci si dimentica dei sapori autentici e delle meraviglie che la nostra amata terra sa donarci.
🏞️ È così che Costantino e il suo protagonista Gabriel, dopo un terribile evento, partono dall’Argentina e ci prendono per mano, accompagnandoci in un viaggio che sa di caduta, immersione nel proprio io e profonda rinascita. Un viaggio alla ricerca delle sue radici sarde, che Gabriel compie percorrendo a piedi il Cammino di Santu Jacu, un itinerario spirituale e culturale che attraversa la Sardegna per circa 1600 km, nato nel 2009 e ispirato al celebre Cammino di Santiago.
🏞️ Tra fermate previste e soste improvvise, Gabriel imparerà ad ascoltarsi, grazie anche all’accoglienza dei locali che incontrerà lungo il percorso: persone semplici e autentiche, capaci di lasciare in lui semi profondi di riflessione, necessari per rinascere e riprendere in mano la propria vita.
🏞️ Nulla, in questo libro, viene lasciato sospeso. La trama è lineare, intensa, ben costruita, e i personaggi sono vivi, credibili, caratterizzati con cura. Non mi è difficile rivedere, nei paesi che Gabriel attraversa, la stessa gente che ha dato origine ai miei natali in un piccolo paese della Sardegna.
🏞️ Di questo romanzo ho apprezzato tutto: la lunghezza, la sincerità, l’assenza di fronzoli. Perché la Sardegna non ha bisogno di essere abbellita: è già ricca di cultura, tradizioni e verità.
Che dirvi allora? Se passate in Sardegna, vi aspetta il Cammino di Santu Jacu (per info @il_cammino_di_santu_jacu ) , la degustazione di tante pietanze e dolci buonissimi come le pardulas, e l’accoglienza forte e calorosa dei sardi. ❤️
Grazie a Costantino per questa bellissima collaborazione 🌻
Recentemente ho letto questo libro e devo dire che mi è piaciuto molto, mi ha sorpreso positivamente. La storia segue le vicende di Gabriel, un protagonista con cui è facile entrare in empatia fin dalle prime pagine. Tutto inizia quando a Gabriel succede un evento particolare e lo spinge a mettere tutto in pausa. Per ritrovare un po' se stesso e staccare dalla solita routine, decide di partire per la Sardegna. Non va lì per una vacanza qualsiasi, ma per intraprendere il Cammino di Santu Jacu. La parte del viaggio in Sardegna è descritta benissimo: ti sembra quasi di essere lì con lui tra i paesaggi selvaggi e i sentieri meno battuti. Mi è piaciuto molto come viene affrontato il tema del viaggio inteso non solo come spostamento fisico, ma come un modo per riflettere e superare i propri limiti. È una storia che fa riflettere su quanto sia importante ogni tanto fermarsi e cambiare prospettiva per capire cosa vogliamo davvero. In conclusione, lo consiglio assolutamente a chi cerca una storia di rinascita e avventura. Non è il solito racconto noioso, ma un percorso che ti coinvolge fino alla fine.
Ho apprezzato molto la lettura di Vento di Sardegna, in particolare per la bellezza delle descrizioni paesaggistiche. l'autore riesce a dipingere i luoghi con grande maestria. la narrazione scorre bene, anche se alcuni aspetti della trama e dei personaggi non vanno troppo in profondità, probabilmente per scelta dell'autore. nel complesso resta comunque una lettura molto piacevole e ben scritta.
Vento di Sardegna è un romanzo breve molto piacevole e scorrevole. Si legge con facilità in quanto la trama è molto lineare. Ha una sottotrama rosa interessante con degli spunti originali. Consigliato!