Come un clown, maschera comica per eccellenza che dietro il sorriso cela una profonda malinconia, Fabio Balsamo – personaggio poliedrico la cui comicità affonda le sue radici nella formazione di attore drammatico – diventa personificazione di quell’arte sottile di ridere del mondo nascondendo la propria tristezza. Ed è proprio da questa tensione tra riso e dolore che nasce il cuore del libro. A partire da qui, l’autore costruisce una raccolta di riflessioni intime e personali – spesso tragicomiche, sempre sincere – che attraversano temi eterogenei e profondamente umani. Ne emerge uno sguardo inedito sulla vita, sulla propria visione del mondo, sulla città di Napoli, sulla sua gente, sugli incontri e sulle assenze che hanno segnato il suo percorso artistico ed esistenziale. Il libro si sviluppa come una concatenazione volutamente irregolare di capitoli un mosaico narrativo che comprende un’intervista «spezzata», simulazioni di lettere indirizzate all’amata, al padre, al figlio, favole surreali su animali scomparsi, riflessioni sulla nostalgia e sul tempo, regolata dal concetto di distanza. Il risultato è un insieme di testi intensi e sorprendentemente armonici nella loro frammentarietà, capaci di alternare ironia e profondità, leggerezza e introspezione. Pagine che restituiscono la complessità di un interprete capace di abitare tanto il comico quanto il non solo attore, ma uomo sensibile, inquieto, curioso, dalle mille, meravigliose sfaccettature.
Le 5 stelle sono dovute anche e soprattutto ad aver sentito gli autori presentare il libro. È un libro molto confidenziale che parte dalle fragilità che tutti abbiamo e che Balsamo trasmette molto bene a partire dalla sua storia. Ho sentito alcune cose di me in questo libro, ma penso che tutti possano sentirle.
Buono lo primo! C’é tutto. Il comico, l’essere umano, il professionista. Sempre sul filo tra verità e recitazione. Conosci un po’ più Fabio Balsamo e un po’ più Fabio dei The Jackal.