Stonemoore. Un mondo colpito da una misteriosa malattia mortale e schiacciato dall'indifferenza del governo. Un'antica pergamena e segreti che chiedono di essere svelati. Una giovane donna, bloccata tra le spire dei suoi demoni, che si troverà a mettere in discussione tutto ciò che conosce, per salvare tutto ciò che le resta. In un viaggio tra manoscritti scomparsi, villaggi fiabeschi e magie assopite nel tempo, Lara dovrà affrontare se stessa, potenti nemici nascosti nell'ombra, e il più temuto dei rivali: il Destino.
Se dovessi scegliere una parola con cui definire questo romanzo, penso che userei “autentico”. La protagonista, Lara, è autentica in tutto e per tutto: con le sue insicurezze, le sue manie, il suo amore incondizionato per l’adorabile nonna. È un libro che scorre rapidamente, una tazza d’acqua calda dopo l’altra, mettendo a nudo la natura umana al di là della storia fantastica. A emergere, infatti, secondo me non è tanto la magia o il terribile governo, quanto l’importanza dei rapporti umani, la fatica che spesso si fa a trovare la forza di andare avanti e il valore dell’amicizia. È un romanzo dai contenuti forti, che tratta temi importanti con delicatezza e rispetto. Un capitolo in particolare, anche se l’evento era già stato in qualche modo prospettato, mi ha fatto male ma c’è anche tanto amore tra queste pagine e mi è sembrato di sentire la voce dell’autrice in ogni frase, in ogni battuta. Sono proprio contenta di avere questo volume nella mia libreria.
𝑆𝑡𝑜𝑛𝑒𝑚𝑜𝑜𝑟𝑒: un continente evoluto in cui si diffonde una misteriosa malattia chiamata Oblio, mentre il governo resta indifferente e una strana pergamena appare dal nulla. Lara scoprirà presto che, per rimettere in equilibrio il mondo, dovrà affrontare qualcosa di ancora più difficile: sé stessa. Tra paure, traumi e scelte inevitabili, sarà costretta a prendere in mano il proprio destino. ----------- 𝐴𝑚𝑜𝑟 𝐹𝑎𝑡𝑖 è il primo romanzo di Andrea e, per me, è stato una vera sorpresa: una lettura capace di coccolarmi, trascinarmi e persino commuovermi.
Lara non è la classica protagonista a cui siamo abituati: è fragile, imperfetta, piena di problemi, e il suo percorso non nasce da un desiderio eroico, ma dall’amore per sua nonna Anna, ed è questo che rende tutto incredibilmente più autentico.
La prima parte del romanzo è più lenta, ma necessaria e si concentra sul rapporto che Lara ha con sua nonna e con se stessa, costruendo pian piano le basi per introdurre gradualmente l’elemento fantasy. Il sistema magico non è complesso, ma funziona bene e affascina grazie ai Daimones, entità legate all’anima degli umani e rappresentate da animali. Avete visto il lupo in copertina? Lui è Milo… e sì, lo amerete.
Ma dove entra in gioco il destino? Tutto ha inizio quando Lara trova, nel suo libro preferito, una pergamena con scritto Amor Fati. Da quel momento parte una ricerca della verità che cambierà ogni cosa.
Un destino crudele, rimasto in disparte per troppo tempo, che può essere riscritto… ma solo da chi avrà il coraggio di affrontarlo davvero.
Il romanzo è popolato da personaggi splendidi, uno più amabile dell’altro. Il senso di found family è fortissimo, di quelli che fanno scendere la lacrimuccia 🥹 e si intreccia con un messaggio potente di ribellione dolce, necessaria e determinata. Non sarei io se non trovassi qualche pecca: mi sarebbe piaciuto un maggiore approfondimento sulle religioni e sulle entità superiori appena accennate, così come sulla tecnologia avanzata, che viene nominata ma non esplorata fino in fondo.
Detto questo, per essere un self-published, la cura e l’editing sono davvero notevoli cosa non affatto scontata perciò faccio i complimenti all’autrice. Spero che questa recensione vi invoglio a leggere questa bellissima storia, che vi faccia sentire amati e che vi spinga ad amarvi anche da soli.
“Amor Fati” e quell’amore contemplativo che non vuole arrivare alla fine.
Ci sono libri che divori in una notte, e poi ci sono libri che rallenti apposta. Non perché siano pesanti. Non perché facciano fatica a prenderti. Ma perché, pagina dopo pagina, inizi a sentire il bisogno di restarci dentro ancora un po’. Amor Fati di Andrea Audrey per me è stato esattamente questo: un amore contemplativo.
Uno di quei romanzi che non ti spingono a correre verso il finale, ma a permanere nelle emozioni, nei dialoghi, nei silenzi e perfino nelle fragilità dei personaggi. Ambientato nel mondo di Stonemoore, segnato da una malattia che consuma ricordi, da un governo indifferente e da un destino che sembra già scritto. Il romanzo intreccia fantasy e dolore umano con una delicatezza rara. Ma la cosa che mi ha colpita davvero non è stata tanto la componente fantastica. È stata Lara.
Perché Lara non è costruita come la classica eroina. È ansiosa, fragile e spesso spaventata. Combatte continuamente contro i propri pensieri, contro il dolore, contro quella sensazione di non essere abbastanza forte per affrontare ciò che ha davanti. Eppure continua ad andare avanti, ed è proprio questo a renderla vera. Affronta il mondo una posizione di vulnerabilità costante. Cade, si spezza, mette in discussione ciò che conosce… ma sceglie comunque di affrontarlo. Il suo percorso non parla di perfezione, ma di consapevolezza. Di accettazione e di identità. C’è poi un’altra cosa che mi ha colpita profondamente: lo stile di scrittura.
Audrey riesce a costruire una narrazione estremamente immersiva senza mai appesantirla. La sua prosa è delicata, fluida, ma allo stesso tempo molto emotiva e visiva. Non ha bisogno di grandi artifici per trascinarti dentro una scena, perché spesso basta il modo in cui Lara osserva il mondo per farci entrare direttamente nella sua testa. Anche nei momenti più semplici si percepiscono l’ansia, l’incertezza, la paura di sbagliare, quel continuo sentirsi fuori posto che la accompagna per gran parte del romanzo. E proprio per questo ogni ambiente, dialogo o scoperta sembrano avere sempre un peso emotivo reale. Ci sono frasi che non colpiscono perché “ad effetto”, ma perché arrivano nel momento giusto e riescono a tradurre emozioni molto umane in modo disarmante. Come questa:
“Sapeva bene che la realtà non era fatta di segni del destino. La vita era semplicemente esistenza. Per alcuni significava qualcosa; per coloro che avevano talenti, fortune, passioni o grandi vocazioni. Altri invece, capitavano in quel mondo per sbaglio. A lei era chiaro di trovarsi lì per sbaglio, doveva accettare che il destino fosse intoccabile, spesso più malevolo che benevolo, e che si limitava a compiersi a prescindere dalla volontà dei singoli.”
Fin dalle prime pagine, Lara viene messa davanti a una convinzione profondamente dolorosa: quella di sentirsi una persona capitata nel mondo “per sbaglio”, qualcuno destinato soltanto a subire gli eventi invece che a cambiarli. Ed è proprio per questo che il suo percorso mi ha colpita così tanto. Credo che il romanzo riesca a fare qualcosa di molto difficile: parlare di sofferenza psicologica, lutto, memoria e perdita senza mai trasformare il dolore in spettacolo. C’è rispetto in queste pagine. C’è umanità. Anche il messaggio legato al destino mi ha lasciato qualcosa addosso. Perché il libro sembra chiederti continuamente se il destino sia davvero qualcosa di già deciso… oppure qualcosa che esiste solo quando trovi il coraggio di andargli incontro. Non basta aspettare la propria strada. Bisogna sceglierla. Attraversarla. Permetterle di raggiungerci. E forse è proprio qui che il titolo Amor Fati acquista senso.
Ho amato anche il modo in cui il romanzo costruisce i legami: le amicizie, le famiglie scelte, le persone che diventano casa anche senza condividere il sangue. In un fantasy dove esistono magia, daimon e misteri, la parte più forte resta comunque quella umana. E penso che sia questo il motivo per cui ho letto questo libro così lentamente. Volevo restarci dentro. Volevo prendermi il tempo di ascoltare davvero la voce dell’autrice tra le righe, nei dialoghi, nella malinconia delicata che attraversa il romanzo dall’inizio alla fine.
A chi lo consiglierei? A chi cerca un fantasy diverso dal solito, più intimo e umano, dove la parte emotiva conta quanto, se non più, dell’azione. A chi ama le storie che parlano di identità, perdita, crescita personale e salute mentale con delicatezza. A chi si affeziona ai personaggi fragili, imperfetti e profondamente umani. Ma soprattutto lo consiglierei a chi sente il bisogno di leggere un libro che non abbia fretta di stupire a tutti i costi, ma che scelga invece di restare vicino al lettore, pagina dopo pagina. Perché Amor Fati non è il tipo di storia che si consuma velocemente. È il tipo di storia in cui si rimane.
Romanzo d’esordio di Andrea Audrey, si è rivelato un vero comfort reading. Una storia che avvolge il lettore e regala una sensazione di calore dall’inizio alla fine.
Lo stile è scorrevole e coinvolgente, perfetto per gli amanti di autori come Rebecca Ross e TJ Klune. Durante la lettura sembra quasi di vedere un film, grazie alle descrizioni vivide e alla capacità dell’autrice di rendere ogni scena estremamente immersiva.
Il tutto è accompagnato da meravigliose vibes autunnali e invernali: atmosfere che sanno di tè e cioccolata calda, perfette per chi ama le storie che fanno sentire a casa.
Ho apprezzato molto anche il modo in cui vengono trattate tematiche importanti come il DOC e la depressione, affrontate con grande sensibilità e delicatezza.
Una lettura che consiglio a chi ama storie accoglienti, evocative e che restano nel cuore anche dopo l’ultima pagina🤍
Un libro che cura e guarisce. Un viaggio profondo, ricco, intenso. Lara viene analizzata in ogni sua sfumatura. Un ambiente gotico, onirico e anche un po’ dark academia. Una scrittura avvolgente, scorrevole. Una ragazza, un destino, una pergamena, l’Oblio. Tante metafore e bellezza in questa storia; una ventata di novità per la proposta fantasy. 🖤
Lara è una giovane donna brillante e curiosa, ma che abita in una bolla fatta di insicurezze, disturbi ossessivi compulsivi e pensieri intrusivi che condizionano la sua vita. Vive a Stonemoore da diversi anni e, dopo aver perso troppo presto sua madre, è cresciuta grazie alle cure della sua dolcissima nonna Anna, che Lara teme di perdere dopo che anche lei ha mostrato i primi segnali della maledetta malattia che sta infestando lo stato: l’Oblio. Dovendosi destreggiare tra lavoro e salute della nonna, Lara cercherà aiuto in Peter, un vecchio amico di famiglia che abita a Orion, affinché lei possa continuare a lavorare senza troppe preoccupazioni. E quando perderà il lavoro, per essersi fidata del suo collega Wes, non le resterà che rifugiarsi anch’essa da Peter e stare vicino alla nonna sempre più assente e smarrita. Ma strani avvenimenti si aggiungeranno alle sue preoccupazioni. Una pergamena con un riferimento a Destino, libri di storia con richiami a degli esseri chiamati “daimon”, appunti di una lingua sconosciuta, una profezia che sembra parlare di lei e di un mondo che non crede possa esistere. Lara si troverà a dover affrontare una realtà che le farà mettere in discussione tutto, che la spronerà a lottare per i più deboli e a scontrarsi con un governo eretto sulla menzogna e che basa il suo potere sul soffocamento del suo popolo.
Un titolo di esordio, quello di Andrea Audrey, che si snoda dolcemente, in modo lento e placido, accompagnandoci piano in un mondo che ha tantissimo potenziale. Forse troppo per cercare di concentrarlo in un solo volume, limitando la storia e arrivando ad affrontare troppi temi in poco spazio. Centrale è il tema della salute mentale, legato agli attacchi di panico e ai DOC di Lara. Avendo affrontato un percorso psicologico, mi ci rivedo molto negli schemi e nelle associazioni che diventano quasi cliniche, schematizzate e sono il “modus operandi” dei pazienti che applicano alla lettera gli strumenti che gli vengono trasmessi. Lara è una persona profondamente fragile, che arriva a toccare il fondo ma che riesce a risalire a galla, davvero in tutti i sensi. Chiudo gli occhi e, per me, questa giovane donna ha le sembianze della sua autrice e la stessa verve. Nonostante Lara perda praticamente tutti i suoi legami di sangue, ritrova in Peter, Claudia, Wes e i daimon, una famiglia in cui ricostruire la casa che ha perduto. Ho apprezzato che con Wes non ci sia un rapporto puramente amoroso, ma che si crei una sorta di legame di fiducia, di supporto che, a volte, supera l’amore. Milo è, invece, il personaggio che non ti aspetti, perfetto sostegno della protagonista perché la completa lì dove lei vacilla, la sprona a non arrendersi, arrivando anche a sbatterle in faccia verità che non è pronta ad affrontare. Ho apprezzato tantissimo lo stile di scrittura di Andrea, che è molto trasognato, accogliente, fiabesco e, come l’attitudine di Lara, è in grado di farci provare emozioni davvero intense e forti. Un fantasy dalle atmosfere calorose, avvolgenti e invitanti, in cui ci viene mostrato che alcune battaglie non hanno bisogno della violenza per essere vinte.
C'è molto cuore in questo romanzo, e non è scontato: è un romanzo scritto perché doveva essere scritto, per l'autrice in primis, e rispetto sempre il ruolo che l'arte ha per chi la produce, perché riconosco io stesso che i libri che scrivo servono a me per primo.
Tuttavia, nel momento in cui un libro viene pubblicato, non può essere valutato solo per la funzione che ha avuto per il suo autore. Deve parlare anche ai lettori. E qui, per me, sono sorti i problemi.
Comincio con quello che mi è piaciuto senza se e senza ma: i protagonisti. I loro disturbi e le loro problematiche sono tratteggiati in modo perfetto, che porta il lettore a empatizzare con loro. Ne sente l'enormità, ne sente il disagio che ne deriva, tocca con mano che cosa significhi averli e che cosa significhi stare male. Sono personaggi cui è impossibile non volere bene e per cui è impossibile non desiderare un esito positivo.
Il compito dei personaggi è in pratica far scoprire al mondo l'esistenza della magia per fare un colpo di stato ed eliminare il dispotico governo attuale. Il dispotismo è a onor del vero più raccontato che mostrato, ma almeno non vengono mostrate cose che indicano il palese contrario, quindi me lo faccio andare bene. Perché nessuno l'ha mai fatto prima? Perché esiste una profezia che annuncia che la magia sarà rivelata solo al momento giusto dalla persona giusta, e Lara si identifica progressivamente con le caratteristiche di questa persona giusta.
Il che suona strano. Se io infrango la profezia, non succede nulla. E allora perché non c'è una sedicente persona giusta ogni quarto d'ora? Perché i maghi stessi del Concilio non fingono di essere le persone giuste per arginare il pericolo della profezia? Intortando un po' il popolo, cosa che fanno quotidianamente, non dovrebbe essere un problema mantenere il potere nonostante la rivelazione. Tant'è vero che, anche quando Lara rivela la verità al mondo, non basta quello per incriminare il Concilio.
Per me questo è un buco logico bello potente, e purtroppo non è l'unico. Anni che esiste l'Oblio, la malattia che colpisce gente indiscriminatamente, e serve Lara per rendersi conto che l'assenza di magia ne è la causa? Peter non si è mai accorto di nulla? O il Concilio, se è per questo. Ok, è assodato che il Concilio dica di fare qualcosa per contrastare l'Oblio e invece non faccia niente, ma è possibile che si siano battuti le mani sulle orecchie per anni dicendo se non sento non è vero? Che senso ha? Al massimo avrebbe più senso che abbiano fatto le loro ricerche, abbiano scoperto la causa, e deciso di non rivelare niente. Ma mi sembra scemo non fare nulla, se non altro perché, per quanto ne sanno, potrebbero essere loro le prossime vittime.
Tra l'altro, una volta scoperta la causa, diventa evidente che fingersi i destinatari della profezia sia estremamente vantaggioso.
A proposito del Concilio, il sistema di preferenze e nepotismo che regna a Stonemoore è reso molto bene. Il rapporto tra Lara e il professore, e il modo diverso in cui lui tratta lei e Wes, funziona in maniera interessante e non caricaturale.
L'unico personaggio che non mi è piaciuto è Milo. A parte che Milo non a parer mio è un gran nome per uno spirito della natura specchio dell'anima della protagonista, ma comunque l'ho trovato una pessima spalla comica, se non altro perché condivide i ricordi di Lara, dovrebbe sapere come comportarsi.
(Oltre al fatto che soffre il mal d'auto. E qua mi chiedo: ma quindi Milo è un animale anche biologicamente, non solo nell'aspetto? Quindi che cosa lo rende particolare, il poter parlare? Ma tanto con la magia si può parlare con gli animali, Wes lo fa. Quindi che cos'ha di davvero peculiare nel suo essere spirito della natura specchio dell'anima della protagonista?)
Il worldbuilding non mi è stato chiaro mai del tutto, tant'è vero che a un certo punto ho pensato che la storia fosse ambientata in una versione alternativa della Terra. Siamo a Stonemoore, che è un supercontinente fantasy, però in passato sono esistiti i Latini e Lara vede più volte delle chiese gotiche, che possono esistere solo implicando l'esistenza del cristianesimo e della nostra storia dell'arte. Mi ha confuso. La mia conclusione è che siamo in un mondo fantasy ma sono state utilizzate parole che rimandano a concetti culturali nostri, il che non torna neanche ammettendo una translation convention. Se si vogliono delle chiese gotiche in un mondo senza il cristianesimo, la strada è una sola: mostrare che si tratta di chiese gotiche senza chiamarle così.
Ci sono alcuni problemi formali con l'impostazione dei dialoghi e con l'uso delle virgole. Di per sé sarebbero solo formalità, ma compaiono spessissimo, e questo, per la mia sensibilità di pignolo precisino, è un po' troppo, e mi ha distratto dalla storia molto più del dovuto.
Il finale ci sta. Mette la giusta tensione, risolve tutti i nodi della trama e i personaggi ricevono i payoff corretti. Ha però secondo me un problema strutturale: Lara è inutile. Il grosso lo fa Wes. Wes affronta suo padre, Wes diffonde i file che incriminano il Concilio e sempre Wes è quello che vi ha accesso. Intanto la domanda sorge spontanea: perché Wes non ha fatto tutto questo prima? Perché ha aspettato? Non c'è davvero una ragione.
In tutto questo, quello che fa Lara è fare un comunicato. Non solo una cosa che poteva fare chiunque, ma neanche davvero necessaria per la risoluzione della trama. Si poteva anche semplicemente far arrestare il Concilio e fine. Il colpo di stato sarebbe stato portato a termine comunque.
Mi spiace quindi che questo romanzo sia un po' un'occasione mancata, ma sono soddisfatto di averlo letto, soprattutto perché mi ha permesso di interagire con l'autrice, che ho tenuta aggiornata durante la lettura, una persona piacevole e gentile che ha sopportato le mie osservazioni pignole senza mandarmi mai a quel paese e, che a giudicare da quello che scrive, mi è apparsa una persona bella, oltreché degna, come ho avuto modo di osservare in passato. Sono felice di aver avuto modo di entrare nel mondo che ha deciso di mettere su carta, a prescindere dal risultato finale.
Amor Fati di Andrea Audrey è stata una bellissima sorpresa: l’ho adorato. Non sono particolarmente a mio agio con il fantasy e non è un genere che frequento spesso, ma questo libro è riuscito a conquistarmi completamente.
C’è un mondo magico, ci sono intrighi di potere, segreti da nascondere e altri da svelare, ma *Amor Fati* è molto più di questo. Sotto la componente fantasy trovano spazio tematiche importanti e molto umane come la salute mentale, l’amicizia, la giustizia, la depressione, il DOC, il lutto e l’amore. È proprio questa combinazione ad avermi conquistata: la storia riesce a tenere la mente impegnata e incuriosita grazie al mondo e agli intrighi, ma allo stesso tempo porta a riflettere e a entrare in contatto con le emozioni dei personaggi.
Ci sono stati diversi momenti in cui mi sono ritrovata con gli occhi lucidi — maledetto capitolo 26! — e altri in cui non ho potuto fare altro che sorridere e ridere. In particolare, Milo resterà sicuramente uno dei miei personaggi preferiti in assoluto. È riuscito a regalarmi alcuni dei momenti più divertenti e leggeri della storia e, proprio per questo, è diventato uno di quei personaggi a cui ci si affeziona inevitabilmente.
Ho apprezzato molto anche la scrittura di Andrea: è scorrevole, chiara e riesce a raccontare bene le sensazioni e le emozioni dei suoi personaggi senza risultare pesante. Mi sono sentita accompagnata nella storia con naturalezza, riuscendo a seguire sia la parte più fantastica sia quella più emotiva.
Credo che consiglierei *Amor Fati* proprio a chi, come me, non è particolarmente avvezzo al fantasy e vorrebbe provare ad avvicinarsi al genere. Ma lo consiglierei anche a chi il fantasy lo ama già, perché penso che le tematiche affrontate siano un bellissimo valore aggiunto rispetto al mondo magico costruito dall’autrice.
Insomma, è stata una lettura che mi ha fatto emozionare, ridere, riflettere e affezionare ai suoi personaggi. E quando un libro riesce a fare tutto questo, per me ha davvero qualcosa di speciale.
Una fiaba da 4.5 stelle, un inno all'essere imperfetti, ma non per questo meno speciali, e soprattutto con un pizzico di magia nel cuore.
“Amor Fati” è un cozy fantasy leggero ma non superficiale, che si legge davvero come una favola incantevole e a tratti malinconica; è una storia bellissima e profonda sulla salute mentale, sul lutto e sulla vita, sull'accettare le proprie difficoltà e particolarità, aprire il cuore al mondo e al prossimo, fare del bene e portare giustizia. Mi sono molto divertito a seguire Lara, un personaggio con cui ho empatizzato tantissimo, una ragazza che avrei voluto stringere forte forte tra le braccia, e ho amato il fatto che la vera spinta di determinazione a cambiare (o quantomeno a costringersi ad essere forte e agire nonostante l'ansia e la paura) venga proprio dal bisogno di fare qualcosa per gli altri, per la propria città.
Attorno a lei, un cast di personaggi che devo dire essere non scontati, tra famigliari di Lara e persone adulte e/o anziane a farle da guida, e animali parlanti (super adorabili e soprattutto linguacciuti ed esilaranti). Spicca, ovviamente, anche Wes su cui l'autrice ha deciso di puntare il fattore amicizia e supporto, rispetto alla vena romance, altra scelta non scontata e una ventata d'aria fresca soprattutto per la genuinità del rapporto.
La storia è tranquilla, procede lentamente, calma e pacata, ma non per questo noiosa o insipida... Anzi è proprio una storia di biblioteche, manoscritti, rivelazioni, scoperte e dialoghi a cuore aperto.
Auguro dall'autrice di continuare con la scrittura, perché c'è del potenziale meraviglioso tra queste pagine, anche come stile di scrittura e di narrazione, una voce davvero unica e particolare, fresca e giovanile ma al tempo stesso poetica.
Titolo: Amor Fati Autore: Andrea Audry C. E: Self Publishing
Lara è una giovane storica che lavora nella biblioteca universitaria, per mantenersi. Da anni combatte contro ansia e depressione, soprattutto da quando ha perso sua madre, a causa di una misteriosa malattia che colpisce senza apparente motivo persone di ogni età: "l'Oblio". Purtroppo, questa malattia affligge anche sua nonna, che rappresenta il suo unico punto di riferimento. La patologia induce un deterioramento sia fisico che mentale, facendo sparire le persone dentro e fuori, eliminando ricordi e vitalità. Proprio in quel frangente spunta dal nulla un'antica pergamena che sembra palesarsi unicamente alle donne della sua famiglia. Solo due parole scritte: "Amor Fati". L'antica lingua dei popoli del passato la spingerà a indagare su manoscritti, miti e leggende sulla magia degli antichi abitanti del continente. Antichi rimedi medici, appunti scritti in codice, un amico a supportarla e un passato da riportare alla conoscenza di tutti, dopo essere stato nascosto da un governo corrotto. Un libro che tiene incollati alle pagine e ti spezza il cuore quando finisce. Intenso, emozionante, coinvolgente, delicato ed elegante. Esplora le emozioni umane in ogni sua forma rendendolo un testo toccante per chiunque. Scritto in maniera eccellente, ha tutto ciò che serve per diventare un'ossessione. Valutazione: ⭐⭐⭐⭐⭐ Spicy: No Erotic Emozione: 💘💘💘💘💘 Recensione a cura di Daniela Apicella (Apy).
Quante volte leggiamo di eroine senza macchia e senza paura? Troppe. Lara, la protagonista di “Amor Fati” di Andrea Audrey, è invece rotta, spaventata, soffre di ansia e di disturbo ossessivo compulsivo. Ed è proprio questo a renderla perfetta. L’autrice ci regala un debutto sorprendente in cui l’elemento fantastico diventa una meravigliosa metafora della guarigione interiore. Il continente di Stonemoore è afflitto dall’Oblio, un morbo che consuma i ricordi, e sullo sfondo si muove un governo cinico e manipolatore. In questo scenario Lara dovrà affrontare un vero e proprio viaggio catartico, accompagnata dal suo Milo con cui avrà dei battibecchi esilaranti, e da un gruppo di comprimari (Wes, Peter, Claudia) che arricchiscono tantissimo la trama. Ma il vero gioiello del romanzo è la sua delicatezza: la relazione tra Lara e la nonna vi spezzerà il cuore e lo rimetterà insieme. La prosa è costellata di frasi da segnare e rileggere. Un fantasy intimo, diverso dal solito, che mi ha sorpresa ed emozionata dall’inizio alla fine. Bravissima Andrea!
Questo è il primo libro di Andrea Audrey, ci tengo a sottolinearlo perché le auguro tanti altri libri belli come questo. Mi sono innamorata di tutti i personaggi, davvero ognuno di loro ti entra nel cuore, come l’ambientazione. C’è tanto dell’autrice in questo libro e viene trasmesso ai lettori, ho avuto i brividi, mi sono arrabbiata o pianto e riè. Non è solo un Fantasy, è personale. Si parla di lutto (e davvero bene), fragilità, disturbi e terapia. Lara è fragile, ha i suoi demoni che combatte, ma non da sola, ha le persone che le vogliono bene a supportarla. Merita di essere letto e elaborato, prenderà uno spazio nel vostro cuore. Menzione d’onore per Milo, non sia mai che si offenda. @LettriceStanca
✨ Un fantasy diverso da tutti gli altri. ✨ Leggi qui la recensione completa https://www.lamagiadellepaginestampat... In un mondo malato di oblio, una ragazza spezzata dai suoi demoni (depressione, ansia, DOC) parte alla ricerca di un’antica pergamena e, soprattutto, di se stessa. Amor fati non è il solito fantasy con l’eroina perfetta: è una storia calda, profonda e incredibilmente sincera. Tra daimon saggi e sarcastici, legami che diventano famiglia e il coraggio di accettare i propri mostri, questo libro vi abbraccerà forte. L’ho divorato in due giorni e mi ha lasciato dentro una speranza bellissima: possiamo convivere con le nostre ferite e comunque scegliere il nostro destino. ❤️
Uno dei libri più toccanti che io abbia mai letto. Storia davvero bella e per niente scontata. Un fantasy fuori dalle righe in cui non abbiamo una protagonista super figa che sa tutto lei o un personaggio secondario audace e senza macchia. Abbiamo persone vere con fragilità vere che affrontano i problemi della vita come la sanità mentale. Davvero Consigliatissimo a chiunque abbia voglia di qualcosa di diverso con una penna leggera e super piacevole !!!