Un esordio illuminato e travolgente. Una storia che parla di ostinazione, di libertà, e di quanto sia immensa e spaventosa la vita, soprattutto se sei un'adolescente costretta in un paese che ti opprime e vivi un rapporto tormentato con tua madre. Se devi piangere - ed è una cosa che può capitare a tutti, anche a una come Nico - allora meglio farlo nei cessi, che lì non ti vede nessuno. E se c'è una cosa che fa piangere Nico è quella lì, la donna con cui vive e che dice di essere sua madre. Ma qualcosa non torna, perché quella lì prima le voleva bene e dopo, all'improvviso, ha iniziato a trattarla male. Quando poi in paese arriva il circo, con loro c'è una donna. Nico non ha dubbi, è lei la sua vera madre, l'hanno rapita e sostituita, e ora vuole scappare con lei, conoscere la verità. La verità sui suoi tredici anni, sui suoi amici, sul posto in cui vive. Certo, c'è Cosimo, il suo migliore amico, per lui si taglierebbe un braccio, e c'è Angelina, la sorella di Cosimo, che studia filosofia nella grande Torino e canta Leonard Cohen e i Velvet Underground, ma come convincerli che la donna tra le roulotte del circo è la sua vera madre?
Ho appena finito "Il cielo è nero la terra blu", ed è un libro bellissimo. Il libro ritrae benissimo una specifica realtà adolescenziale e provinciale, ti fa arrabbiare e sperare intensamente come solo a 12 anni si può fare, e ci si affeziona sin dalle prime pagine a Nico e Cosimo. La seconda parte l'ho divorata. Il finale è come ricevere un abbraccio dopo una brutta giornata, ed è quindi una cosa stupenda.
continua questo mio involontario scandaglio degli esordi del 2026. non ne ho mai letti così tanti di così alto livello in così breve tempo. prima o poi dovrò scriverci qualcosa di strutturato. questo lo ho letto dopo la presentazione dell'autrice con la settevolpi in montagnola, attratto dal punto di partenza della storia: una bambina crede che sua madre non sia più sua madre, sostituita da un'altra persona. scenario da incubo, che mi ha ricordato You are not my mother (uno dei miei film horror preferiti degli ultimi anni, che questi giorni sto inutilmente cercando di ritrovare in rete). come un incubo e un sogno si sviluppa questo libro, costruito intorno all'io narrante dell'arguta protagonista tredicenne -- ahilei fin troppo sveglia per la sua età. è un mondo dolorosissimo, che pure lei riesce a vivere con stupore e fame di vivere. se fosse stata mia compagna di classe alle medie io e nico saremmo stati migliori amici. oltre a lei, i personaggi respirano anche con poche pennellate, senza compiacenze. notevole lo stile, che mi ha ricordato quella sorta di oralità della scuola emiliana (sebbene il libro sia ambientato intorno torino). i temi sono tanti, ma ciò che conta mi pare di averlo detto. libro bello
Scrivere un romanzo dal punto di vista di un adolescente è probabilmente il progetto più ambizioso che una scrittrice, o un scrittore, possa affrontare in età adulta. Senza parlare poi di trovare un linguaggio che riesca a riflettere armonicamente i processi mentali di quell’età così difficile. Ecco, Rossella Sorbara ci riesce a pieno con maestria. Quel “non lo dico per lamentarmi” che scandisce i pensieri della protagonista, e voce narrante, è la cifra di un linguaggio al tempo stesso leggero e concreto che crea un serie di personaggi indimenticabili e tutto il loro complicato universo emotivo. Assolutamente consigliato.
Un esordio straziante, una famiglia disfunzionale raccontata in prima persona dalla tredicenne Nico, che, complici gli strascichi di fantasia che ci si porta dietro dall’infanzia alla prima adolescenza, per spiegarsi il cambio di personalità e l’improvvisa violenza della figura materna si convince che sua quest’ultima sia stata sostituita da una circense.