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Felice per quello che sei: Confessioni di una buddista emotiva

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"Quando mi hanno proposto di scrivere un libro sul Buddismo la prima sensazione è stata una grande gioia. Subito dopo sono arrivati tutti i dubbi. Come potevo io, una narratrice di storie, raccontare un pensiero così vasto e profondo come il Buddismo? Forse potevo basarmi su testi già scritti da altri, oppure raccontare la mia esperienza, quello che credo di avere compreso nei miei sedici anni di pratica? Potevo tirare dentro tutte le storie ascoltate dai praticanti, o riflettere su cosa significa per me essere buddista, il posto che questa disciplina occupa nella mia vita? Forse, mi sono detta, un punto di partenza potrebbe essere questo, provare a raccontare cos'è il Buddismo a chi non ne sa niente partendo dalla mia storia e da quella di tanti amici che hanno trasformato le loro sofferenze e inadeguatezze grazie all'incontro con la pratica e il pensiero buddista. Ecco, per me forse questa è la maniera più diretta e sincera di offrire ai miei lettori un'occasione di avvicinarsi alla grande saggezza del Budda per trovare la felicità dentro la propria vita. Spero di incoraggiare chi mi leggerà, e chiedo scusa da subito per tutti i miei limiti e le mie approssimazioni!" Rossana Campo

90 pages, Kindle Edition

First published September 1, 2012

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Rossana Campo

33 books21 followers

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Profile Image for Hermione Black.
534 reviews3 followers
October 12, 2020
Gift

Questo libro ha tanto l’aria di essere il regalo perfetto che può fare un buddista a qualcuno che secondo lui dovrebbe diventarlo ma che magari pur professando un certo interesse risulta ancora fermo in un certo scetticismo: eccomi qua. Questo libro mi è stato regalato proprio da un amico buddista ma non penso che un buddista già convinto abbia la necessità di leggere una cosa del genere… A dir la verità mi è rimasto un po’ secco come libro nel senso che non ho percepito la passione dell’autrice per questa sua disciplina, chiamiamola la disciplina della meditazione e del ripetere costantemente la frase: Nam-myho-renge-kyo. Sono molto scettica per natura ma penso di ritenermi anche abbastanza convincibile cosa che questo libro comunque non è riuscito a fare, non mi ha convinto. Sono scettica anche per quanto riguarda il buddismo in sé ma con buddismo intendo questo qui moderno e occidentale. Però non voglio certo stare qui a dire che è impossibile trovare giovamento nel recitare una frase ma siamo davvero convinti che si tratti di buddismo? La soggezione ha un ruolo importante nelle religioni e anche se il buddismo non si professa tale si comporta come se fosse, essendo mistico e spirituale. Siamo davvero convinti che ripetere questa frase considerata la base di un tipo di buddismo mi permetta di trovare in me una certa forza e capacità di indirizzare tutti i miei problemi verso la soluzione e risolverli? Non potrebbe essere allora qualsiasi frase, una qualsiasi serie di parole che ci ipnotizza quasi e ci permette di riflettere come fa questo buddismo? Concentrarsi su se stessi, analizzare i problemi respirando e trovando la calma e quindi la capacità di essere più obiettivi, questo mi si propone quando si parla di Nam-myho-renge-kyo. Sembra più che altro un esercizio di concentrazione per sbollire… Non sembra che ci sia tutta quella connessione con l’universo. Sembra quasi che si voglia abbinare un esercizio non spirituale (calmarsi) a qualcosa di mistico in cui si va a connettere tutto l’universo e addirittura la possibilità di vite passate e teorie proprie di una cultura che non ci appartiene e che, a mio avviso, qui stona. L’autrice ha detto più e più volte che il buddismo va bene per tutti e che si adatta alla vita moderna ma secondo me si continua a fare confusione tra spiritualità e una semplice meditazione vista come tecnica di fermarsi per cercare un modo di affrontare qualsiasi problema in cui viene inserito anche qualcosa di religioso. Sono convinta che i risultati ottenuti con questa pratica possono essere conseguiti anche pronunciando un’altra parola perché ritengo che sia tutto insito nella meditazione ovvero nel cercare una pace interiore per poi illuminare una speranza. Non bisogna però essere troppo faciloni, a volte le speranze non ci sono, per quanto ti calmi. È un po’ come quando qualcuno dice di aver visto un miracolo, ci crede veramente perché è suggestionato infatti non sta dicendo una bugia per lui è la verità… Non voglio comunque essere critica in modo eccessivo anche perché si tratta solo di aiutare le persone a sentirsi meglio e se vogliono credere in qualcosa di più della semplice fisicità del cervello che respirando e calmandosi lavora meglio va bene, bisogna tener presente che si dice sempre che con calma si riesce a trovare soluzioni che nel panico e nella frustrazione non si troverebbero mai… Dopotutto si vuole solo aiutare la gente, e qualsiasi mia critica rischia di essere eccessiva e superflua.

Per quanto riguarda il libro in sé mi è mancata proprio la passione per questa cosa, qualsiasi essa sia, della scrittrice che invece occupa molto spazio e pagine per raccontarmi la vita di Budda… Avrei preferito forse qualcosa di più concreto e personale soprattutto nel momento in cui si è professata una scrittrice… non ho niente da ridire al buddismo occidentale anche se ritengo che sia veramente diverso dal concetto che aveva in mente quel monaco giapponese Nichiren Daishonin che ha stilato per primo la frase Nam-myho-renge-kyo che ancora viene utilizzata… Mi fa pensare un po’ a un concetto forse un po’ troppo impertinente: è come se la Chiesa stesse ancora cercando le streghe! Comunque per concludere su una cosa siamo d’accordo, il mondo sarebbe davvero un posto migliore se molti praticassero quello che qui definiscono buddismo anche se secondo me non lo è. Però è vero, a volte quando i problemi non sono troppo vorticosi nella mente fermarsi ad analizzarli, tirare un sospiro e calmarsi può davvero aiutare, quindi ben venga Nam-myho-renge-kyo, se vi aiuta.
Profile Image for Cristi Zani.
33 reviews13 followers
December 6, 2012
Bello. Mi piace, perché è un libro che mi posso andare a rileggere quando ne ho bisogno e credo che lo terrò a lungo sulla scrivania. Di piacevole, chiara, e amichevole lettura, è stato come scorrere sul desiderio di comunicare calore da parte tua, di comunicare pensieri positivi e costruttivi. E' stato facile farsi contagiare da questa generosa condivisione. Penso che non si scriveranno mai abbastanza libri, non si racconteranno mai abbastanza storie che parlano della bellezza dell'individuo, del suo potenziale, e della sua importanza nel mondo grande insieme agli altri individui e a tutti gli esseri. Della potenza che tutti possiamo trovare dentro noi. Apprezzo molto, cara Rossana, la maniera dolce e forte in cui ci metti davanti al nostro significato. E' come se ci dicessi, Coraggio! Siamo qui per vivere, non per esistere soltanto! E che il buddismo ci può concretamente aiutare in questo, a sentirci meglio, fiere di noi stesse. E' un libro affettuoso, che sprona con voce sapiente e mai bacchettona o altezzosa. Ci parli, senza sensi di colpa o complessi di superiorità, di alcuni tuoi momenti personali, giorni buoni e giorni meno buoni. Cosi non ci sentiamo sole. La grossa ficata sono le storielline buddiste che tiri fuori per illustrare i concetti piú difficili, soprattutto quella del guerriero Tigre di Pietra. Spero di poter diventare il guerriero Tigre di Pietra tutte le volte che sarà necessario.
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