PRIMA DELLE MAFIE GLOBALI C'ERA LA VECCHIA MALA. TORNA IN UNA NUOVA EDIZIONE IL LIBRO CHE L'HA RESA LEGGENDA.
“La frontiera era la terra della mia anima. L’unico luogo che mi faceva sentire vero e felice."
Marco Buratti, detto l’Alligatore, è uno dei personaggi più memorabili della crime fiction italiana. Massimo Carlotto lo ha disegnato intingendo la penna in un romanticismo crepuscolare, fatto di notti insonni e cuori stanchi. Ex cantante blues, ex detenuto, investigatore senza licenza, bevitore di calvados, uomo fuori posto in un Paese che ha fatto dell’ipocrisia una professione, Buratti è diventato un mito. Accanto a lui, da undici romanzi e da trent’anni a questa parte, c’è sempre stato l’indimenticabile Beniamino Rossini, la spalla perfetta, l’uomo d’azione che porta al polso una teoria di uno per ogni conto saldato. Vecchio contrabbandiere, conoscitore di rotte illegali e di regole non scritte, Rossini è quello che sa come muoversi quando la strada finisce, che riconosce l’odore della trappola prima che scatti e che, se decide di stare dalla tua parte, lo fa senza condizioni. Ma questa è solo metà della storia. Perché Beniamino non è nato dentro un romanzo. Lui è esistito davvero. Carlotto lo ha conosciuto. Sono diventati amici. Fratelli. E la sua esistenza è stata più complicata e avventurosa di qualsiasi trama noir. Spallone al confine con la Svizzera, capitano di navi cariche di sigarette nel Mediterraneo, rapinatore gentile, contrabbandiere nell’Adriatico al tempo della guerra in Jugoslavia, Beniamino ha fatto quindici anni di carcere tra un’evasione e l’altra. È cresciuto nella miseria del dopoguerra, in una Milano affamata. Ha imparato presto che la legge protegge chi ha già tutto e schiaccia chi non ha niente. Ha ingannato le guardie e violato dogane, conosciuto l’amore sbagliato e l’amicizia vera. Dell’amicizia è stato un partigiano rigoroso. La terra della mia anima è il canto basso e struggente di una malavita che non esiste più. Un’epica di confini attraversati nelle tenebre, di sigarette tra le labbra e legami che valgono più della vita stessa perché il tradimento pesa come una condanna eterna e la lealtà è l’unica ricchezza che non si può rubare. Così, mentre i “regolari” predicano la morale e praticano la sopraffazione, uomini come Rossini finiscono per incarnare una delle rare possibilità di vivere con guardandosi allo specchio senza mai abbassare gli occhi.
Massimo Carlotto began his literary career in 1995 with the noir novel The Fugitive, a fictionalized account of his time on the run. In 1998 he published Le irregolari, the semi-autobiographical novel on the Argentine military regime of the Seventies. In 2001 he released Arrivederci, amore ciao, which was adapted into a movie in 2005. In 2004 he published Death's Dark Abyss, a nihilistic noir on the theme of revenge.
Ritratto duro, essenziale senza alcun intento autoassolutorio della vita di un criminale che ha avuto molte possibilità di cambiare strada perdendole quasi tutte. Ne viene fuori un Beniamino non troppo diverso da quello dei libri di Carlotto. L'amicizia con lo scrittore viene descritta nelle ultime pagine con pudore. La storia di Beniamino è anche la storia non racconata del nostro paese, la storie dei reietti, dei corrotti, della violenza che sceglie sempre strade nuove per esplodere. Sincero, una vita noir.