Quando Dante Torre arriva tra le colline del Piemonte per una consulenza ai Servizi, non si aspetta di trovare qualcosa che lo riguarda così da vicino. Dentro una chiesetta, riemersa dai resti di una frana, viene scoperto un cadavere rimasto intrappolato sotto le rocce per decenni. Disegnato sul muro, c'è un loto stilizzato: il segno di un possibile omicidio rituale. Ma la verità è ancora più sconvolgente. Il corpo è di Alba, il primo amore di Dante, la donna che anni prima lo aveva accolto nella comunità Tarayoga, aiutandolo a ricominciare dopo l'orrore del Silo. Prima che possa avvicinarsi alla verità, qualcuno, però, tenta di ucciderlo: un camion lo sperona. Per lui non ci sono dubbi. C'è un "demone" che vuole fermarlo. Intanto in Francia l'ex vicequestore Colomba Caselli abita con Glenn, che le offre il suo incondizionato amore e una vita ricca e spensierata. Ma se ti sei occupata di criminali e assassini, è difficile lasciarsi il passato alle spalle. Soprattutto se al tuo fianco c'è sempre stato un socio brillante come Dante. Quando la notizia del suo incidente la raggiunge, Colomba lascia da parte i dubbi e parte al volo per cominciare con l'amico, vivo per un soffio, un'indagine impossibile. Insieme scoprono che la morte di Alba non è un caso isolato. Uno dopo l'altro, gli ex membri della comunità stanno morendo in circostanze sospette. Una scia di sangue riporta Dante nei ricordi più oscuri, e li trascina entrambi in una spirale dove ogni mossa può essere letale.
È nato a Cremona nel 1964. Diplomatosi alla scuola alberghiera di San Pellegrino terme, ha svolto numerosi mestieri – dal cuoco al facchino al rappresentante – prima di cominciare l’attività di giornalista freelance per varie testate, tra cui il quotidiano il manifesto.
Militante per anni del movimento dei centri sociali, con i quali ha collezionato botte e denunce sino al 1994, è stato tra gli autori di "Antologia Cyberpunk" (Shake edizioni), e nel 1996 ha pubblicato "Italia Overground" (Castelvecchi), saggio sull’Italia delle controculture. Nel 1999 ha esordito nella fiction con "Attenti al Gorilla" (Piccola Biblioteca Oscar), dove ha fatto la sua prima comparsa l’alter ego dello scrittore, ex leoncavallino che soffre di sdoppiamento della personalità, buttafuori sui generis, costretto dalle circostanze e da un personalissimo senso della giustizia a trasformarsi in detective senza licenza. A questo titolo hanno fatto seguito "La cura del Gorilla" (Einaudi Stile Libero Noir, 2001) e "Gorilla Blues" (Mondatori 2002).
E' presente in varie antologie di noir italiano, tra cui "Italia odia" (Piccola Biblioteca 2001) e "Il giallo e l’impegno" (Micromega 2002). Ha scritto anche una decina di sceneggiature per fumetti e il romanzo per ragazzi "Ciak si indaga" (Disney 2003). I suoi libri sono stati pubblicati con successo in Francia e in Germania. Attualmente è il direttore editoriale dei Gialli Mondatori e della Colorado Noir.
Seguo da sempre, dai tempi del gorilla, lo scrittore Sandrone Dazieri (si può dire che siamo invecchiati insieme…) del quale credo di aver letto tutto quello che ha prodotto. Negli ultimi 10 anni, mi sono appassionata alla serie incentrata sui personaggi di Dante Torre e Colomba Caselli, due personaggi strani che hanno in comune un passato terribile e traumi psicologici importanti. Anche quando, come in quest’ultimo libro, i due personaggi sembrano aver trovato un equilibrio e Colomba addirittura un compagno di vita meraviglioso, esiste per entrambi un richiamo potente a sconfiggere gli emissari del male che si aggirano nel nostro mondo. Quest’ultimo libro è uno dei più belli della serie, si svolge nel mondo delle sette più o meno religiose e ancora di più nel mondo di chi queste sette le studia con lo scopo di appropriarsi dei meccanismi manipolatori che normalmente le governano. È un libro dal ritmo incalzante, appassionante, anche il meccanismo del giallo è decisamente sorprendente, con un finale inaspettato.
Lo ammetto: amo in modo folle Dante, con tutte le sue fissazioni, i problemi che si porta da un passato traumatico, la follia geniale, l'incoscienza e un cuore enorme, grande quanto una "torre" che sfiori il cielo.
Questo è il quinto libro che vede protagonisti Dante e Colomba e credo sia tra i più belli in assoluto.
Il passato di Dante torna a fare capolino, con particolari che hanno sorpreso Colomba e non solo lei. Io stessa ho potuto vedere l'ennesima, incredibile, sfumatura di questo personaggio che me lo ha fatto amare ancora di più.
Un perfetto equilibrio tra flashback sul passato e avvenimenti nel presente, tra le storie personali di ogni personaggio e la parte thriller.
Un ritmo incredibile, una struttura thriller talmente perfetta da avermi lasciata a bocca aperta alla fine (e non è così semplice sorprendermi vista la quantità di gialli e thriller che leggo da sempre.) Un'immersione totale nel mondo delle "religioni alternative", che a volte diventano vere e proprie sette, tra serial killer, complotti e servizi segreti (con tutte le loro "compartimentazioni") in una corsa sfrenata per l'Italia e un volo anche fino a Barcellona (volo si fa per dire, visti i problemi di claustrofobia di Dante.)
Dante e Colomba sono personaggi con così tanti strati, traumi, forze e fragilità da renderli realissimi. Avrei voluto abbracciarli più di una volta, ma anche prenderli ad amorevoli schiaffoni in alcuni momenti.
In questo libro, poi, ha avuto un ruolo maggiore anche Bart e ammetto che mi è sempre piaciuta per la sua schiettezza e per come sappia accogliere sia Dante che Colomba. Diretta e senza fronzoli, come ogni brava medica legale che si rispetti.
Glenn è il personaggio che fino alla fine non sai se volergli bene (perché in fin dei conti è un brav'uomo) o prenderlo a calci ed è giusto che sia così e che scateni queste reazioni contrastanti in chi legge.
Ora ho una sola domanda per l'autore, anzi due:
1. Ci sarà ancora un altro libro, vero? (Il più presto possibile, spero) 2. La vogliamo dare almeno una gioia al povero Dante?!? 😶💔🥹
Sandrone Dazieri si è dato alla lirica? Libro ostico, a volte dispersivo. Se rimaniamo ai protagonisti: Dante Torre è uno psicopatico a cui va sempre bene tutto. Gioca a fare il claustrofobico ma poi si infila in un’Alpine, l’auto sportiva più angusta in cui si possa viaggiare, e correre, naturalmente. Dotato di un intuito sovrumano riesce a cavarsi d’impaccio in qualsiasi situazione; Colomba Castelli invece è un’ex poliziotta genialoide piena di risorse e praticamente immortale; dal lato umano ogni tanto si concede un bel po’ di sesso naturalmente con un signore giovane, ricchissimo, bellissimo e inquieto. Si muovono in un universo di servizi deviati, agenti più o meno segreti, poliziotti ottusi o cattivi che hanno come unico scopo quello di insabbiare ogni cosa brutta o bella, comoda o scomoda non si sa perché. Questi signori agiscono con risorse praticamente illimitate, su auto di grossa cilindrata che ingoiano tonnellate di carburante correndo dalla Catalunya a Roma, passando per la Francia e naturalmente da Torino. Non si sa chi paghi il carburante. E gli va sempre bene tutto. A latere si muovono altri personaggi fantastici, volta a volta qualcuno risulta neurologo ma subito dopo psichiatra, come se fosse la stessa cosa, con competenze e conoscenze inimmaginabili e smisurate anche se si muovono al di fuori degli ambienti accademici o scientifici. C’è un medico legale che ha conoscenze in ambito universitario come neppure un primario a fine carriera; poi naturalmente conosce anche metà dei giudici del nord Italia. Beh, ma che succede? Non è molto chiaro. Molti morti, alcune sette in equilibrio fra il satanismo e la perversione che perseguono ideali olistici e/o di bene supremo. In chiusura c’è anche un lieto fine quasi patetico.
Che dire, ogni avventura di Dante e Colomba mi prende, mi coinvolge, se leggo la sera mi distrugge il sonno, mi cambia l'umore...Sono lì a sentire l'aroma dei caffé di Dante, l'adrenalina di Colomba e per questo romanzo ritrovarsi a vivere una storia così complessa è stata una bella sferzata di energia. Mi piace tanto come scrive Dazieri, fin dai tempi del Gorilla trovo i suoi personaggi molto ben costruiti e profondi nella loro irrequieta ricerca che difficilmente troverà un risultato, se non altre avventure in cui si cacceranno loro malgrado.
MOMENTO MOMENTO MOMENTO MOMENTO Mi state dicendo che i colpevoli sono una vecchia letteralmente demente e un uomo violento dai comportamenti infantili???? E SONO RIUSCITI A FAR PASSARE TUTTI GLI OMICIDI COME INCIDENTI O SUICIDI?????
MI STO TRATTENENDO ALTRIMENTI DIVENTEREI VOLGARE
Che delusione, volevo una lettura leggera per l’estate invece ho scelto un libro di merda
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Non siamo ancora ai livelli della serie del Gorilla ma con questo nuovo episodio delle avventure di Dante e Colomba Dazieri sembra liberarsi dalle americanate delle ultime uscite. Si tratta di un thriller ben costruito, avvincente, con poche esagerazioni. Molto gradevole.
Anche se il Gorilla continua a essere il mio personaggio preferito, ammetto che Dante e Colomba non mi dispiacciono. Questa avventura è meno "un'americanata" e l'ho apprezzata molto di più (poi sulla credibilità delle situazioni possiamo parlarne per ore ;) ).
I libri di Dazieri per ora non mi hanno mai deluso e questo non fa eccezione, giallo ben scritto e ben strutturato ....e poi ci sono le vicende di Dante e Colomba. Consigliato, godibilissimo come opera a sé stante ma varrebbe la pena de leggersi in ordine cronologico i libri della serie
La vita ricomincia, indifferente, con i suoi aerei che partono in orario e gli amanti che restano a terra a guardarli andare via, sperando, contro ogni logica, in un ritorno.
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Un cadavere riemerge da una frana. Un simbolo inciso sul muro. Per Dante Torre è un ritorno nell’incubo: la vittima è Alba, il suo primo amore, legata alla comunità Tarayoga.
Da qui parte un’indagine che scava nella manipolazione, nei traumi e nelle ombre che non smettono di reclamare spazio.
"La mossa del granchio" è uno dei capitoli più intensi della serie: ritmo serrato, psicologia profonda, un finale che lascia il segno