Jump to ratings and reviews
Rate this book

Ed è un poco la notte e un poco l'alba

Rate this book
«Scappa, Serafina.»
È con queste parole che l’anziano Geremia, in un pomeriggio caldo di sole, mi mette in allarme. Ma ancora non posso immaginare che questa terra sta per mutare volto e temperamento, forse per sempre. Nella Zona libera della Carnia, finora, la guerra è stata una tempesta distante, che ha strappato gli uomini dai nostri paesi ma non ha ancora lacerato del tutto gli animi. Quello in arrivo è però un vento nuovo e spaventoso, che soffia da Est e porta sconvolgimenti.
E da oltre il grande fiume giungono infine carovane di cavalieri delle steppe, con copricapi di pelliccia e lunghe spade ricurve, che entrano nelle nostre case prendendone possesso. La nostra terra è la loro terra promessa, questa non è un’invasione ma un insediamento.
Io, che da sempre abito un luogo di confine, chiamata a custodire i respiri e a evocarli; io, che da sempre ho in me il cuore delle donne che mi hanno preceduto e il soffio della donna che voglio essere; io vivo con sgomento questi giorni fatti di fuochi da campo accesi sulle assi dei pavimenti lustri, di animali riparati nelle cucine, di saccheggi e violenze. Ma vedo anche la meraviglia dei cammelli che pascolano nei campi, lo stupore fanciullesco degli invasori nel salire su una bicicletta, le danze russe nelle piazze, alla luce di antichi fuochi, le loro donne guerriere, i canti liturgici ortodossi, lo splendore delle icone.
Io, che sono ombra, non posso più stare al liminare: devo farmi luce, in questa lunga notte, per trovare l’alba.»

Con Ed è un poco la notte e un poco l’alba, Ilaria Tuti disvela la compassione nella barbarie, l’incontro nello scontro, l’esodo nell’invasione e, infine, la speranza nella tragedia. Racconta l’incontro tra due popoli che sulla carta dovevano sottomettere e soccombere, e che infine hanno imparato a conoscersi, trovando in ciascuno un riflesso dell’altro. E ci mostra che è possibile superare ciò che sembra insuperabile, sopravvivere allo sconvolgimento del proprio mondo, perdere ogni cosa e ricominciare. È possibile perché non lo ha fatto qualche eroe immaginario, lo hanno fatto i nostri anziani, continuando a cercare la vita dove sembrava essere rimasta solo cenere.

320 pages, Kindle Edition

Published June 16, 2026

Loading...
Loading...

About the author

Ilaria Tuti

28 books627 followers
Ilaria Tuti lives in Gemona del Friuli, in the province of Udine. She has a degree in economics, has always had a passion for painting, and freelances for a small independent publisher in her spare time. She won the 2014 Gran Giallo Città di Cattolica literary prize for her short story “The Pagan Child.” Flowers over the Inferno is her debut novel.

(source: Amazon)

Ratings & Reviews

What do you think?
Rate this book

Friends & Following

Create a free account to discover what your friends think of this book!

Community Reviews

5 stars
11 (55%)
4 stars
5 (25%)
3 stars
3 (15%)
2 stars
1 (5%)
1 star
0 (0%)
Displaying 1 - 4 of 4 reviews
Profile Image for Come Musica.
2,156 reviews674 followers
June 21, 2026
Ilaria Tuti torna in libreria con un nuovo romanzo storico, ambientato nel Friuli del 1944, durante uno degli episodi più drammatici e meno ricordati della Seconda Guerra Mondiale: l’arrivo dei Cosacchi nella Carnia.

La Carnia non è solo una terra di confine, ma è anche un personaggio vivo, dove storia, natura e mistero si intrecciano.

Al centro della storia c’è Serafina, nata durante una tempesta da una madre morta di parto e cresciuta dalla nonna Silva, custode di antichi saperi e di una pietà considerata stregoneria. Serafina vive ai margini del paese, libera, solitaria, legata alla montagna e ai suoi riti; crescendo, diventa una giovane donna dal carattere forte e complesso, custode di antiche tradizioni e di segreti.

“Serafina abbassò gli occhi. Non sapeva perché si stesse intestardendo. Era la spinta della lepre, era la cocciutaggine del corvo, era la cautela della lupa”

La sua esistenza “di confine” viene sconvolta dall’arrivo dei cosacchi, percepiti come barbari e lupi. L’occupazione porta violenza, paura e convivenza forzata.

La guerra trasforma persone e relazioni, ma Serafina sceglie di restare e resistere come le donne della sua terra.

Col tempo, lo sguardo cambia: i nemici rivelano fragilità, nostalgia, umanità. Non più bestie, ma esseri feriti dalla storia. In questo spazio liminale, tra vita e morte, fede e scienza,

Intorno a Serafina si intrecciano le vite di famiglie, partigiani, soldati e civili travolti dall’occupazione cosacca, tra violenza, rituali, paure ancestrali e una resistenza silenziosa ma tenace.

Il romanzo diventa così un omaggio alla Carnia e alla sua memoria dimenticata, un racconto attualissimo sulla pietà come forma di amore e cura anche dentro la guerra, dove la luce dell’alba convive sempre con l’ombra della notte.

In questo romanzo, guerra, superstizione, maternità, perdita e speranza si mescolano in modo potente, consegnando al lettore la possibilità di riconoscere l’altro come simile, oltre i confini e i pregiudizi.
197 reviews11 followers
Review of advance copy
May 29, 2026
Ilaria tuti ha una capacità unica: ti fa entrare nella storia fino a farti sentire la fame, il freddo, la paura, la gioia, la speranza. Ogni pagina è un’esperienza sensoriale: cammini nella neve, senti il gelo che taglia la pelle, ridi, piangi e speri. La sua prosa è precisa, scolpita più che scritta e ti scava dentro con una eleganza che non lascia scampo.
Non è un libro che si legge soltanto: è un libro che si attraversa. E quando lo chiudi, ti accorgi che questo non è un romanzo. E’un pezzo di storia romanzata che andava raccontata.
385 reviews
Review of advance copy received from Altro
May 24, 2026
Storia poco avvincente e senza ritmo salvata da un finale un poco più avvincente. Di certo non all'altezza dei precedenti libri
Displaying 1 - 4 of 4 reviews