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La cura

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Toccante e lieve, intimo e pieno di umanità, questo libro racconta come prendersi cura degli altri sia l'unico modo per prendersi cura di sé. Perché anche nella fragilità e nei guasti la vita non smette di incantarci, di rivelarci nuovi mondi.

«Alla fine di una lunghissima disciplina di terapia e rigore qualcosa devo aver capito meglio. Forse, siccome il dolore arriva da solo e comunque arriva sempre, non ne serve altro. Al contrario. Serve bellezza, per affrontare tutto questo dolore. Servono leggerezza, un poco di allegria. Il carburante per viaggiare nel buio».


Un giorno d'agosto una donna si prepara a stare via per un po'. Lascia una lettera di istruzioni ai figli, perché anche in sua assenza possano trovare le cose che non trovano mai. Per esempio i doposci. Non è la stagione dello sci, ma chissà quando lei potrà tornare. Questa è la sua storia. Non è il diario di una malattia, ma la testimonianza esatta che nessuno si salva da solo. A risuonare in queste pagine sono le voci degli altri. La voce di Angelina, che ha il piglio di una capobanda e tratta le altre pazienti con tenerezza. La voce del Professore, cresciuto in un paesino dell'Aspromonte e diventato un luminare, che non dimentica le sue origini. La voce di un infermiere che impiantandoti un port endovenoso ti chiede quale sia la tua canzone preferita, e te la canta. In questa sinfonia di voci ci sono risate e stupore, sopracciglia tatuate e purè di carote, sigarette fumate di nascosto e pennarelli che disegnano sul corpo, madri che si preoccupano dei piedi freddi e uomini che conoscono la «logistica dell'amore». Ci sono l'intelligenza e la sensibilità di una scrittrice che ribalta ogni stereotipo, sulla malattia come sulla cura, e che è troppo curiosa delle persone per non raccontarle, perché sa che solo attraverso le storie altrui scopriamo la nostra.

145 pages, Kindle Edition

Published May 5, 2026

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About the author

Concita De Gregorio

50 books102 followers
Nata a Pisa nel 1963, da madre spagnola (di Barcellona) e padre toscano, è cresciuta a Livorno. In questa città studia al Liceo Classico Niccolini Guerrazzi; successivamente consegue la laurea all'Università di Pisa in Scienze Politiche. Frattanto inizia la professione nelle radio e TV locali toscane, entrando a Il Tirreno nel 1985, dove, per otto anni, lavora nelle redazioni di Piombino, Livorno, Lucca e Pistoia.
Nel 1990 approda a la Repubblica, dove si è occupata di cronaca e politica interna.
Nel luglio 2008 è al centro di una curiosa polemica. La rivista Prima Comunicazione rende note le anticipazioni di una sua intervista in cui ammette di aver accettato la proposta del neo editore de l'Unità, Renato Soru, di diventare direttrice del quotidiano fondato da Antonio Gramsci; nella stessa intervista Concita De Gregorio espone le linee guida della sua direzione. La notizia suscita clamore in redazione: il comitato di redazione protesta contro la via dell'«annuncio del cambio di direttore attraverso intervista». Il 22 agosto 2008 viene ufficializzata la nomina a direttrice de l'Unità, carica che ha ricoperto fino al 7 luglio 2011,quando ritorna a la Repubblica.
È sposata con il giornalista Alessandro Cecioni, ed è madre di quattro figli maschi.

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Community Reviews

5 stars
27 (31%)
4 stars
36 (41%)
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16 (18%)
2 stars
7 (8%)
1 star
1 (1%)
Displaying 1 - 10 of 10 reviews
Profile Image for Seregnani.
855 reviews40 followers
June 2, 2026
« Un attimo prima era il tempo di prima. Un attimo dopo, il tempo di dopo.
Prima era quest'anno che mi metto a dieta. Perdo almeno cinque chili e faccio ginnastica. Mi taglio i capelli, corti dietro e lunghi davanti.
Dopo era otto chili in meno e tutti i capelli persi. Molto magra, bene, anche se non intendevo questo. Bisogna concentrarsi anche sugli aspetti positivi delle cose. Ora mi entrano le taglie da modella delle svendite.
La parrucca è stupenda, non ho mai avuto capelli cosí belli. Sembri quelle delle pubblicità degli shampoo, mi ha detto Amore.
Amore non lo so come si chiama, è alto due metri è pieno di tatuaggi è calvo, è il titolare del negozio di parrucche. È il negozio che si chiama cosí.».

5 ⭐️ Concita in questo libro si racconta.
Si perché parla proprio di lei, di una donna che si prepara a stare via per un po di tempo.
Lunedì dovrà operarsi e allora prepara una lunga lista delle cose che i figli potrebbero non trovare in casa. Ribadendo che tornerà subito.
Dalla malattia imparerà: che lamentarsi non serve a niente se non a far star peggio le persone accanto a te, che avrà necessità di
incontrare i figli anche quello che vive in Australia perché sarà meglio di una medica, che i pazienti sono tanti e tutti uguali (senza sopracciglia e con i cappelli in testa).
Dimenticatevi un libro che parla solo e unicamente della sua malattia, assolutamente no. É un racconto con all’interno altri racconti, di persone che incontra, che combattono, che si curano. Parlando anche di momenti di felicità che ha vissuto e, sottolineo, parlane anche ironicamente e prendendosi in giro più volte nel corso del libro.
Concita ha una forza incredibile.
La sua cura è la musica, le ha salvato la vita.

Come dice Ada,la protagonista di una delle storie, le ferite ci sono e non dobbiamo fare finta di non vederle perché servono a ricordare ossia a riportare al cuore e ricreare, con pazienza.

Dare cinque stelle è riduttivo, per favore abbiatene CURA e leggetelo.
Profile Image for Maddalena.
94 reviews14 followers
May 30, 2026
È il primo libro di Concita De Gregorio che leggo. Mi è piaciuto molto perchè racconta degli episodi, degli incontri, dei fatti della propria vita dopo la scoperta di avere un tumore e durante il percorso di cura.
Non c'è un filo conduttore ma ogni capitolo sembra un piccolo racconto fatto e finito in sè e per questo può risultare molto frammentario.
Le parti più descrittive si alternano a parti più riflessive, intime, delicate e riservano delle pillole da custodire. L'autrice riesce a tratteggiare benissimo alcune persone che incontra in questa nuova fase della propria vita (dalla mitica Angelina ad Ada alla psicoterapeuta ecc) e dalla condivisione della malattia ne scaturisce un legame profondo, empatico e curativo.
2 reviews
May 27, 2026
Incredibile come, pur vivendo esperienze diverse, arriviamo a sviluppare pensieri simili, esperienze che sembrano condivise nello stesso momento e nella stessa situazione. L’autrice racconta frammenti, non una storia necessariamente consequenziale nei capitoli che si susseguono, ma questa esperienza è così. Nella memoria compaiono ricordi, episodi, persone, eventi, anche semplici frasi o sensazioni, tra una terapia e un controllo, un momento di lucidità e il dolore che annebbia il cervello. Ma “la cura” in questa esperienza è fondamentale. La percezione di essere al centro della cura è ciò che dà speranza e forza di andare avanti.
E la cura ricevuta si restituisce, in un ciclo di speranza, forza, accudimento e guarigione. La cura ha tante sfumature, e l’autrice ha il potere di farcele comprendere tutte.
“È tanto capiente quanto prezioso il tempo di dopo”, e questo libro è una piccola gemma che lo impreziosisce ulteriormente.
Profile Image for Eleonora Mora.
215 reviews5 followers
May 28, 2026
“La cura è premura, è controllo, è ordine. E’ un compito per chi la offre e per chi la riceve. È un viaggio, prima ancora che una meta. Sostituisce l'amore quando manca. Genera dipendenza.”

Un breve romanzo con uno stile molto particolare. La scrittrice ripercorre il periodo in cui la malattia l’ha colpita.
Lo fa raccontando di se’, dei suoi pensieri ma anche delle persone che incontra nel suo percorso di cura e che l’hanno aiutata, in modi diversi, a superare i momenti più difficili.
Profile Image for La_fede_legge.
373 reviews10 followers
May 13, 2026
In questo breve romanzo viene esaltata l'importanza della 'presenza degli altri' nei momenti di difficoltà e di malattia. Attraverso numerose voci narranti, la narratrice racconta l'esperienza della propria malattia sottolineando l'importanza di alcune figure a lei più o meno vicine che, in un qualche modo, hanno agevolato il suo personale percorso di cura.
Nonostante comprenda il potenziale del romanzo, non ho apprezzato molto lo stile di scrittura e la modalità narrativa che, talvolta, ho trovato un po' caotica e confusionaria. Il tutto ha reso la lettura del romanzo un po' lenta e a tratti un po' noiosa.
Profile Image for Martola.
99 reviews12 followers
May 11, 2026
"Il tempo di dopo è più corto ma più largo. Come una borsa molto capiente. Si abbassa, si gonfia ai lati. Ci stanno dentro molte più cose di quelle che pensavi. Devi solo scegliere bene cosa metterci. Ma molto, molto bene, perché è tanto capiente quanto prezioso, il tempo di dopo."

"Preferisco stare nel corpo come è diventato, stare molto semplicemente nelle cose che succedono senza fingere che non sano successe. Fingere a uso di chi, poi? Certo non per me, che conosco bene la realtà. Per gli altri? Quali altri? In quale teatro dovrei mettermi in scena come voglio sembrare e non sono?"
Profile Image for Marina.
359 reviews5 followers
May 31, 2026
Un diario personale che ha al centro la cura, intesa come quella legata alla malattia ma anche quella dell’amicizia, dei legami familiari e del curarsi del mondo e dell’altro. I vari capitoli risultano quasi brevi racconti a sé con protagonisti o aneddoti specifici, che sono lettere di persone che scrivono all’autrice, incontri tra le corsie ospedalieri e riflessioni. Sicuramente un libro per riflettere su ciò che può essere la malattia per chi la vive, senza la retorica bellica con cui troppo spesso la si racconta.

⭐️⭐️⭐️1/2
Profile Image for Kia.Coma.
8 reviews
May 19, 2026
Questo libro secondo me è un po' confusionario.
Displaying 1 - 10 of 10 reviews