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La cura

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Toccante e lieve, intimo e pieno di umanità, questo libro racconta come prendersi cura degli altri sia l'unico modo per prendersi cura di sé. Perché anche nella fragilità e nei guasti la vita non smette di incantarci, di rivelarci nuovi mondi.

«Alla fine di una lunghissima disciplina di terapia e rigore qualcosa devo aver capito meglio. Forse, siccome il dolore arriva da solo e comunque arriva sempre, non ne serve altro. Al contrario. Serve bellezza, per affrontare tutto questo dolore. Servono leggerezza, un poco di allegria. Il carburante per viaggiare nel buio».


Un giorno d'agosto una donna si prepara a stare via per un po'. Lascia una lettera di istruzioni ai figli, perché anche in sua assenza possano trovare le cose che non trovano mai. Per esempio i doposci. Non è la stagione dello sci, ma chissà quando lei potrà tornare. Questa è la sua storia. Non è il diario di una malattia, ma la testimonianza esatta che nessuno si salva da solo. A risuonare in queste pagine sono le voci degli altri. La voce di Angelina, che ha il piglio di una capobanda e tratta le altre pazienti con tenerezza. La voce del Professore, cresciuto in un paesino dell'Aspromonte e diventato un luminare, che non dimentica le sue origini. La voce di un infermiere che impiantandoti un port endovenoso ti chiede quale sia la tua canzone preferita, e te la canta. In questa sinfonia di voci ci sono risate e stupore, sopracciglia tatuate e purè di carote, sigarette fumate di nascosto e pennarelli che disegnano sul corpo, madri che si preoccupano dei piedi freddi e uomini che conoscono la «logistica dell'amore». Ci sono l'intelligenza e la sensibilità di una scrittrice che ribalta ogni stereotipo, sulla malattia come sulla cura, e che è troppo curiosa delle persone per non raccontarle, perché sa che solo attraverso le storie altrui scopriamo la nostra.

145 pages, Kindle Edition

Published May 5, 2026

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About the author

Concita De Gregorio

51 books107 followers
Nata a Pisa nel 1963, da madre spagnola (di Barcellona) e padre toscano, è cresciuta a Livorno. In questa città studia al Liceo Classico Niccolini Guerrazzi; successivamente consegue la laurea all'Università di Pisa in Scienze Politiche. Frattanto inizia la professione nelle radio e TV locali toscane, entrando a Il Tirreno nel 1985, dove, per otto anni, lavora nelle redazioni di Piombino, Livorno, Lucca e Pistoia.
Nel 1990 approda a la Repubblica, dove si è occupata di cronaca e politica interna.
Nel luglio 2008 è al centro di una curiosa polemica. La rivista Prima Comunicazione rende note le anticipazioni di una sua intervista in cui ammette di aver accettato la proposta del neo editore de l'Unità, Renato Soru, di diventare direttrice del quotidiano fondato da Antonio Gramsci; nella stessa intervista Concita De Gregorio espone le linee guida della sua direzione. La notizia suscita clamore in redazione: il comitato di redazione protesta contro la via dell'«annuncio del cambio di direttore attraverso intervista». Il 22 agosto 2008 viene ufficializzata la nomina a direttrice de l'Unità, carica che ha ricoperto fino al 7 luglio 2011,quando ritorna a la Repubblica.
È sposata con il giornalista Alessandro Cecioni, ed è madre di quattro figli maschi.

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189 (44%)
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98 (22%)
2 stars
18 (4%)
1 star
3 (<1%)
Displaying 1 - 30 of 48 reviews
Profile Image for Seregnani.
914 reviews44 followers
June 2, 2026
« Un attimo prima era il tempo di prima. Un attimo dopo, il tempo di dopo.
Prima era quest'anno che mi metto a dieta. Perdo almeno cinque chili e faccio ginnastica. Mi taglio i capelli, corti dietro e lunghi davanti.
Dopo era otto chili in meno e tutti i capelli persi. Molto magra, bene, anche se non intendevo questo. Bisogna concentrarsi anche sugli aspetti positivi delle cose. Ora mi entrano le taglie da modella delle svendite.
La parrucca è stupenda, non ho mai avuto capelli cosí belli. Sembri quelle delle pubblicità degli shampoo, mi ha detto Amore.
Amore non lo so come si chiama, è alto due metri è pieno di tatuaggi è calvo, è il titolare del negozio di parrucche. È il negozio che si chiama cosí.».

5 ⭐️ Concita in questo libro si racconta.
Si perché parla proprio di lei, di una donna che si prepara a stare via per un po di tempo.
Lunedì dovrà operarsi e allora prepara una lunga lista delle cose che i figli potrebbero non trovare in casa. Ribadendo che tornerà subito.
Dalla malattia imparerà: che lamentarsi non serve a niente se non a far star peggio le persone accanto a te, che avrà necessità di
incontrare i figli anche quello che vive in Australia perché sarà meglio di una medica, che i pazienti sono tanti e tutti uguali (senza sopracciglia e con i cappelli in testa).
Dimenticatevi un libro che parla solo e unicamente della sua malattia, assolutamente no. É un racconto con all’interno altri racconti, di persone che incontra, che combattono, che si curano. Parlando anche di momenti di felicità che ha vissuto e, sottolineo, parlane anche ironicamente e prendendosi in giro più volte nel corso del libro.
Concita ha una forza incredibile.
La sua cura è la musica, le ha salvato la vita.

Come dice Ada,la protagonista di una delle storie, le ferite ci sono e non dobbiamo fare finta di non vederle perché servono a ricordare ossia a riportare al cuore e ricreare, con pazienza.

Dare cinque stelle è riduttivo, per favore abbiatene CURA e leggetelo.
Profile Image for Come Musica.
2,180 reviews679 followers
July 20, 2026
Dopo aver partecipato alla serata conclusiva del Festival delle Letterature a Roma (dal 19 al 21 giugno 2026 presso lo Stadio Palatino all'interno del Parco Archeologico del Colosseo, con il titolo "Sconfinare"), con l’intervento magistrale di Concita De Gregorio (immensa!!!), ho avvertito il bisogno urgente di leggere il suo ultimo libro “La cura”.

Non è un diario clinico della malattia, ma una testimonianza corale e umana su cosa significhi prendersi cura e essere curati. Attraverso frammenti narrativi, Concita De Gregorio dà voce a pazienti, medici, infermieri e sconosciuti incontrati durante il percorso di cura, trasformando l’esperienza personale in una riflessione profonda sulle relazioni.
Il libro ribalta gli stereotipi sulla malattia: niente retorica bellica o del “dono”, ma attenzione alla fragilità, all’ascolto, alla “logistica dell’amore” e al potere terapeutico degli incontri quotidiani. La cura è vista come un atto reciproco, politico e vitale: «prendersi cura degli altri è l’unico modo per prendersi cura di sé».

“In questo tempo di dopo, alla fine di una lunghissima disciplina di terapia e rigore, qualcosa devo aver capito meglio. Forse, azzardo: siccome il dolore arriva da solo e comunque arriva sempre, non ne serve altro. Al contrario. Serve bellezza, per affrontare tutto questo dolore. Servono leggerezza, un poco di allegria. Il carburante per viaggiare nel buio.”
Profile Image for Maddalena.
96 reviews17 followers
May 30, 2026
È il primo libro di Concita De Gregorio che leggo. Mi è piaciuto molto perchè racconta degli episodi, degli incontri, dei fatti della propria vita dopo la scoperta di avere un tumore e durante il percorso di cura.
Non c'è un filo conduttore ma ogni capitolo sembra un piccolo racconto fatto e finito in sè e per questo può risultare molto frammentario.
Le parti più descrittive si alternano a parti più riflessive, intime, delicate e riservano delle pillole da custodire. L'autrice riesce a tratteggiare benissimo alcune persone che incontra in questa nuova fase della propria vita (dalla mitica Angelina ad Ada alla psicoterapeuta ecc) e dalla condivisione della malattia ne scaturisce un legame profondo, empatico e curativo.
Profile Image for Eleonora Sono Io.
169 reviews8 followers
June 6, 2026
Un ascolto un po’ confusionario, ammetto di essermi più volte persa.
Un racconto molto personale sulla cura a tutto tondo.
Nonostante l’argomento sensibilissimo, mi sarei aspettata un po’ di più.
219 reviews9 followers
June 10, 2026
Concita, che dono anche questo. Grazie.
Vorrei essere tua amica.
Profile Image for Chiaripu.
148 reviews1 follower
July 3, 2026
Ho cominciato questo libricino un po' per caso e devo dire che è stata una bellissima sorpresa. Tra l'altro avevo finito un paio di giorni prima "Il senso di una fine" di Barnes e ciò che accomuna entrambi i libri è proprio il tema del tempo. Sempre declinato in modo diverso ma in entrambi i casi è stato uno spunto per diverse riflessioni.
Qui ho amato tanto il racconto scritto in modo lieve e delicato, con quel pizzico di brutale realtà e concretezza che può caratterizzare un momento di malattia.
Un mix di ricordi ed emozioni, del presente, del passato. Perché c'è un tempo del prima e un tempo del dopo.

"La malattia è un faro, si accende e illumina la scena, i dettagli, gli angoli, le ombre. Non puoi più fingere di essere chi vorresti sembrare, nessuno può più, tutta quella luce non da scampo."
Te lo ricordi tu il compleanno del tuo primo ragazzo? Ecco, vedi.
Non ci si congeda mai dalla propria giovinezza.

"Sbaglia ancora, sbaglia meglio" Diceva Beckett. Ho visto che ci hanno fatto le magliette motivazionali.
Poi invece ho comprato quella che dice: "ricordati di respirare" e l'ho tenuta per me.
Ricordati di respirare. Si dico proprio a te. Ti vedo. Chiudi gli occhi per qualche istante, respira. Ci sono.

"Il lutto ha i suoi tempi, non si possono accelerare, bisogna percorrerli."
Esiste un tempo del prima e un tempo del dopo. Che sia per un incidente, una perdita, un ritrovamento di qualche diamante prezioso. A volte è una data che segni nel calendario e se inizialmente ti sembra che il mondo ti possa crollare addosso; o magari ti senti vibrare come non succedeva da tempo, il tempo del dopo, anno dopo anno, riesce a restituirti parti di te che avevi interrato, ti senti un po' a nudo, alla ricerca di nuove consapevolezze. Di nuove poesie.
Perché poi "C'è la musica nei giorni difficili, quando tutto sembra troppo, insensato, incomprensibile.
Nella mia casa d'infanzia c'era sempre musica.
La musica della mia vecchia casa è un repertorio antico, frutto di studi faticosi. Scale, arpeggi, Heller, Czerny, esercizi per sciogliere la mano. Agilità, precisione, esattezza e velocità. Come in mare, quando si alza il vento e sei a vela. Servono agilità, precisione, esattezza, un po' di buona sorte anche. Magari un giorno una barchetta a vela e un giro distante o vicino, con un po' di buona sorte e vento a favore.
Per tuffarsi negli abissi di un oceano anima.
Hello down there
The morning made of singers
In the air
Keeping the midnight stars
Held high
We are captains of the sky
Waving goodbye

E poi, in certi passaggi "La sinistra è pigra, bisogna sorvegliarla a vista e spronarla sempre - mi dice- sedendosi al piano. Certo, se non sei mancina."
Quanto mi ci rivedo. Quanti esercizi e quanta scuola. Quanta bellezza racchiusa in tutte quelle note di poesia. Quanto sacrificio e quanto metodo. Quanta passione ancora da scoprire. Un legame che solo col tempo rivelerà pienezza incomparabile. La musica che ci accompagna nei momenti più intensi, belli, felici, tristi, intimi e rende tutto così personale. Unico.
"La musica, che è come il mare, cura tutto.
È musica il fiato, la voce, il beep di una macchina che monitora il battito del cuore.
Ogni conversazione è un concerto. È musica il silenzio senza il quale non ci sarebbe suono."

Stare a tempo è il segreto della vita. E imparare a danzare nella musica della quotidianità e del tempo di prima e del tempo del poi, non è mai così scontato. Che poi il tempo di adesso dove lo vogliamo mettere? A volte musica è il silenzio di brevi momenti di pace. Al riparo dal vociare continuo di bimbi che domandano il perché di tutto perché stanno scoprendo la vita.
Perché dei dischi rotti e incantati ne vogliamo parlare?!
Stare a tempo è un esercizio di equilibrismo, un giocoliere su una ruota sola che fa danzare 3 piccoli preziosi birilli.
Un tempo lento e paradossalmente velocissimo. Al ritmo di racconti e storie ripetute in loop. Diventa uno stare a tempo in un tempo che varia con il passare delle stagioni e delle nuove dimensioni. Come i migliori brani di musica, il cambio di tempo da sempre quel tocco in più al brano. Verrà un tempo anche per una passeggiata serale illuminata da una luna pazzesca.

"È musica il respiro che quando lo ascolti nel silenzio, suona, e quando cessa, è uguale al silenzio assoluto che si fa un attimo dopo il concerto. Quel silenzio che segnala la fine, anche solo un istante, quello che precede un applauso.
Il respiro, lo sorvegli perché non cessi nei neonati. È musica il battito del cuore, è musica la voce. Quel segno irrevocabile della propria identità. Quanto darei per sentire ancora la tua voce.
Tutto raccoglie la voce, uno strumento unico al mondo. Il tuffo al cuore di sentire alle spalle una voce inattesa. La bellezza di riascoltare nelle registrazioni la voce di chi non c'è più.
È musica il mare, specie nel profondo.
È l'ultima cosa che dimentichi la musica, ci precede e ci sopravvive. Ci aspetta, quando ce ne andiamo, ci saluta."

Ed è proprio vero che nelle malattie della memoria è la musica che, chi non ricorda più niente, ricorda ancora. Che sia una canzone di infanzia, un disco amato in gioventù, riesce a riaccendere parti della memoria dimenticate e inabissate. Sono lì, non più disperse, non più nell'oblio ma pronte ad essere di nuovo rispolverate come quando si apre un angolo chiuso di una vecchia casa, la polvere è lì ma tutto è ancora presente, intatto. Tutto vivo come prima. Ancora lì che vibra.

Ci sono tante cose che ho imparato su quella tastiera e probabilmente tante le ho dimenticate. E chissà quante ne imparerò nei prossimi anni. È buffo pensare a quando si imparava a memoria, un po' si aveva il terrore di estraniarsi talmente tanto da dimenticare l'automatismo acquisito. Che poi, suonare a memoria in inglese: "to play by heart ". Con il cuore ❤️ perché in fin dei conti è sempre tutta una questione di CUORE.

Che giro tutte queste parole. Sono solo alcune parti del libro su cui mi sono soffermata di più nei miei brevi e intermittenti momenti di evasione, ma è bello quando un libro, piccolo corto lungo che sia ti fa fare anche solo qualche piccola riflessione. Per me, consigliato 😊
2 reviews
May 27, 2026
Incredibile come, pur vivendo esperienze diverse, arriviamo a sviluppare pensieri simili, esperienze che sembrano condivise nello stesso momento e nella stessa situazione. L’autrice racconta frammenti, non una storia necessariamente consequenziale nei capitoli che si susseguono, ma questa esperienza è così. Nella memoria compaiono ricordi, episodi, persone, eventi, anche semplici frasi o sensazioni, tra una terapia e un controllo, un momento di lucidità e il dolore che annebbia il cervello. Ma “la cura” in questa esperienza è fondamentale. La percezione di essere al centro della cura è ciò che dà speranza e forza di andare avanti.
E la cura ricevuta si restituisce, in un ciclo di speranza, forza, accudimento e guarigione. La cura ha tante sfumature, e l’autrice ha il potere di farcele comprendere tutte.
“È tanto capiente quanto prezioso il tempo di dopo”, e questo libro è una piccola gemma che lo impreziosisce ulteriormente.
Profile Image for Eleonora Mora.
226 reviews7 followers
May 28, 2026
“La cura è premura, è controllo, è ordine. E’ un compito per chi la offre e per chi la riceve. È un viaggio, prima ancora che una meta. Sostituisce l'amore quando manca. Genera dipendenza.”

Un breve romanzo con uno stile molto particolare. La scrittrice ripercorre il periodo in cui la malattia l’ha colpita.
Lo fa raccontando di se’, dei suoi pensieri ma anche delle persone che incontra nel suo percorso di cura e che l’hanno aiutata, in modi diversi, a superare i momenti più difficili.
Profile Image for Libriandcoffee.
83 reviews4 followers
June 25, 2026
“In questo tempo di dopo, alla fine di una lunghissima disciplina di terapia e rigore, qualcosa devo aver capito meglio. Forse, azzardo: siccome il dolore arriva da solo e comunque arriva sempre, non ne serve altro. Al contrario. Serve bellezza, per affrontare tutto questo dolore. Servono leggerezza, un poco di allegria. Il carburante per viaggiare nel buio.”
Profile Image for Frabe.
1,215 reviews61 followers
July 19, 2026
“La cura” d’un “brutto male” comprende anche riflessioni ed esperienze personali divulgate, dunque potenzialmente utili per tutti.
Profile Image for Marisa  Meduri.
48 reviews
July 25, 2026
Bello a tratti, a volte mi è sembrato ridondante e a volte bellissimo in alcune narrazione in cui chi fa cura non può mon riconoscersi
Profile Image for Davide.
430 reviews59 followers
July 8, 2026
La cura di Concita De Gregorio mi ha chiamato per settimane dagli scaffali in vetrina delle librerie mentre io cercavo quasi di sfuggirgli per paura di rivivere qualcosa che si cerca di dimenticare, anzi no, di assorbire. Quando però l’ho trovato su Storytel, letto da lei, allora ho ceduto. Ed ho fatto bene.
La cura è un racconto senza filtri del tumore che ha travolto l’autrice e delle nuove situazioni in cui si è trovata coinvolta, senza che nessuno glielo chiedesse.
La malattia è così: quando arriva ci impone dei nuovi modi di pensare, di agire, di contare il tempo e di relazionarsi con gli altri. Non è mai facile abituarsi e forse non ci si riesce fino in fondo. Ci si plasma sulla malattia, qualsiasi essa sia.
La narrazione è libera, tocca vari temi, alcuni più delicati, altri più frivoli e meno d’impatto.
L’inizio però è un vero pugno nello stomaco. La chiusura anche.
De Gregorio legge il suo stesso lavoro in maniera magnifica, dandogli un peso e un valore aggiunto che non si può valutare.
Molteplici sono le citazioni che mi sono segnato.
Qualcuna ve la lascio qui sotto. Scusate la punteggiatura: le ho trascritte mentre ascoltavo.

«Un attimo prima era il tempo di prima, un attimo dopo, il tempo di dopo.»

«Ma sappi che lamentarti fa solo stare peggio le persone attorno a te e non ti fa stare meglio. Quasi nulla di quello che ti succede nella vita dipende da te. Ma sempre, invece, dipende da te come reagire.»

«La cura è premura. È controllo, è ordine. È un compito per chi la offre e per chi la riceve. È un viaggio prima ancora che una meta.»

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Profile Image for Mariarosaria Mirto.
106 reviews
June 12, 2026
📖 La cura di #concitadegregorio ⭐️⭐️⭐️⭐️
165 pag.
Nonostante questo libro sia breve é capace di raccontare qualcosa che spesso sfugge quando si parla di malattia: la cura non è fatta solo di farmaci, interventi, radioterapia o visite mediche. La cura sono anche le persone.

Un libro molto scorrevole e mai pesante, l'autrice racconta incontri, relazioni e momenti che mostrano quanto sia importante sentirsi accompagnati nei periodi più difficili della vita. Medici, infermieri, familiari, amici e perfino sconosciuti possono diventare parte di quella rete che aiuta a rimanere in piedi quando tutto sembra vacillare.

Ho apprezzato moltissimo il modo in cui la De Gregorio parla della malattia senza ricorrere all'idea della "guerra" o della "battaglia". La De Gregorio ricorda che ammalarsi non è una colpa e che chi non ce la fa non ha combattuto meno degli altri. È un messaggio umano e rispettoso.

È un libro ben scritto e accessibile a tutti. Lo consiglierei soprattutto a chi sta affrontando un percorso oncologico, ma anche a familiari e amici che desiderano comprendere meglio quanto possano essere importanti la vicinanza, l'ascolto e l'amore.

Alla fine della lettura resta una convinzione semplice...e veritiera: nessuno si salva davvero da solo.
Profile Image for Silvia - Libriexpress -.
120 reviews15 followers
July 31, 2026
Non avevo mai letto nulla di Concita De Gregorio.

Non avevo aspettative, non avevo pregiudizi legati al suo lavoro di giornalista; per me la sua pagina era una lavagna completamente bianca. E forse è stato un bene, perché incontrare un’autrice per la prima volta attraverso un libro così nudo, così privato, è stato come ricevere una confidenza sussurrata da una persona che ti prende per mano e non ti lascia più.

La prima cosa che mi ha travolto è stata l’onestà millimetrica delle sue parole. L’inizio ti arriva addosso come un pugno nello stomaco: non ci sono filtri, non c'è lo scudo della finzione letteraria. C’è il corpo che si guasta, la paura, la diagnosi.

Eppure, proprio quando pensi che il dolore diventerà troppo pesante da sopportare, la sua scrittura compie una magia. Si solleva. Diventa leggera, luminosa, quasi poetica.

Ho amato profondamente il modo in cui rifiuta la retorica della malattia come una "guerra". Non ci sono guerrieri in queste pagine, non ci sono battaglie da vincere per forza dimostrando un coraggio sovrumano.

C’è solo la vita che accade, con tutta la sua fragilità.

Questo libro mi ha fatto capire che il "tempo del dopo", quello che si apre quando sperimenti la paura di perdere tutto, è un tempo prezioso: ti costringe a fare pulizia, a eliminare il rumore di fondo, l'inutile, il superfluo.

Resta solo l'essenziale: la ricerca ostinata della bellezza e del calore umano.

Per me questo testo è stato una rivelazione. Mi ha commosso, mi ha fatto riflettere e ha dato riprova del fatto che prenderci cura degli altri è, in fondo, l'unico modo che abbiamo per salvare noi stessi, perché quando la vita ti toglie tutto e ti riduce all'osso, ti accorgi che l'egoismo non serve a niente e la solitudine fa solo paura.

L'unica cosa che ti tiene in piedi, che dà un senso al fatto di essere ancora qui, è il legame con gli altri.
Profile Image for Libriletti.
376 reviews75 followers
August 1, 2026
8

Questo libro è un'autobiografia che racconta una malattia, ma non si sofferma tanto sul dolore fisico, quanto sul modo in cui questa modifica le relazioni, cambia la percezione del tempo, mette a nudo fragilità e ridisegna il rapporto con gli altri e con se stessi. Ho apprezzato molto questa scelta narrativa.

Ne nasce una bellissima riflessione profonda sulla cura, che non è solo quella dei medici, ma anche quella fatta di presenza, ascolto, gesti quotidiani e affetti.

La scrittura di Concita De Gregorio è semplice, scorrevole e riesce ad accompagnare il lettore in riflessioni profonde senza mai risultare pesante. Alcuni pensieri sembrano dare voce a emozioni che si conoscono già, altri aprono prospettive nuove e fanno riflettere su aspetti che difficilmente ci si trova a considerare prima. Non offre risposte, ma invita a uno sguardo diverso, più consapevole e umano.
Profile Image for Chiara  (wander_book_lust).
263 reviews4 followers
July 1, 2026
Ho pianto per ogni singolo capitolo. Ma non con gli occhi appena lucidi, proprio singhiozzando!
Ho avuto la fortuna di scegliere l’audiolibro, letto dalla stessa Concita, che ha una voce meravigliosa e incantevole. Ho pianto in fila al supermercato, sulla metro, sdraiata al mare. Senza vergogna e senza ritegno, incurante di chi mi vedesse e di cosa potessero pensare.
Perché in ogni singola pagina ho ritrovato mia madre, mia nonna, mio fratello, mio padre, mio figlio.
È stato come tornare a casa, quando non sapevo neanche di essermene andata.
Non è un libro sulla malattia, è un libro sulla vita, su questo viaggio incredibile che è il percorso di ogni essere umano, attraverso l’incontro e lo sguardo con l’altro.
Lo regalerò a chi voglio bene.
Incredibile.
Profile Image for La_fede_legge.
383 reviews10 followers
May 13, 2026
In questo breve romanzo viene esaltata l'importanza della 'presenza degli altri' nei momenti di difficoltà e di malattia. Attraverso numerose voci narranti, la narratrice racconta l'esperienza della propria malattia sottolineando l'importanza di alcune figure a lei più o meno vicine che, in un qualche modo, hanno agevolato il suo personale percorso di cura.
Nonostante comprenda il potenziale del romanzo, non ho apprezzato molto lo stile di scrittura e la modalità narrativa che, talvolta, ho trovato un po' caotica e confusionaria. Il tutto ha reso la lettura del romanzo un po' lenta e a tratti un po' noiosa.
Profile Image for Lucrezia.
92 reviews23 followers
June 15, 2026
“Un attimo prima era il tempo di prima e un attimo dopo il tempo di dopo”.

La cura è una percorso fatto di tante piccole cose, di tante persone, di momenti in cui sembra migliorare e momenti in cui sembra sprofondare di nuovo tutto. La cura non è solo fatta di medicinali, è fatta di ciò che ogni giorno viviamo e di chi ci troviamo a fianco, a viverla con noi. È una montagna russa. È sperare di non essere mai soli ad affrontarla.

Un libro toccante, come tutti quelli letti fino ad ora di questa autrice. Avrei voluto approfondire alcune parti e lasciarne indietro altre ma non è la mia storia ed è giusto che la si racconti così.
Profile Image for Marzia.
35 reviews
July 17, 2026
Il libro mi è piaciuto molto, mi sono trovata ad empatizzare anche se non ho mai vissuto un'esperienza di questo tipo. L'autrice affronta uno scorcio di vita legato a una malattia importante — capace di distruggere l'esistenza — in maniera leggera e delicata, ma comunque profonda. La narrazione non si lascia mai andare al vittimismo o al compatimento, rimanendo invece briosa e positiva, e comunicando così la grande forza d’animo che della scrittrice che riesce a essere curiosa e attenta alle vite dei personaggi che incontra durante il suo percorso, suggerendo come l’attenzione verso gli altri aiuti a alleggerire il proprio carico
Profile Image for Martola.
104 reviews10 followers
May 11, 2026
"Il tempo di dopo è più corto ma più largo. Come una borsa molto capiente. Si abbassa, si gonfia ai lati. Ci stanno dentro molte più cose di quelle che pensavi. Devi solo scegliere bene cosa metterci. Ma molto, molto bene, perché è tanto capiente quanto prezioso, il tempo di dopo."

"Preferisco stare nel corpo come è diventato, stare molto semplicemente nelle cose che succedono senza fingere che non sano successe. Fingere a uso di chi, poi? Certo non per me, che conosco bene la realtà. Per gli altri? Quali altri? In quale teatro dovrei mettermi in scena come voglio sembrare e non sono?"
Profile Image for Marina.
361 reviews5 followers
May 31, 2026
Un diario personale che ha al centro la cura, intesa come quella legata alla malattia ma anche quella dell’amicizia, dei legami familiari e del curarsi del mondo e dell’altro. I vari capitoli risultano quasi brevi racconti a sé con protagonisti o aneddoti specifici, che sono lettere di persone che scrivono all’autrice, incontri tra le corsie ospedalieri e riflessioni. Sicuramente un libro per riflettere su ciò che può essere la malattia per chi la vive, senza la retorica bellica con cui troppo spesso la si racconta.

⭐️⭐️⭐️1/2
Profile Image for Francesco.
82 reviews1 follower
July 27, 2026
La vita di prima, la vita di dopo. Il romanzo attraversa una storia individuale, personale, che diventa la storia di tutti. Concita De Gregorio ha una dote rara: rendere universale il singolare, raccontare il particolare per portarlo al mondo. È così che il dolore ti tocca, così che ti tocca anche quello che dal dolore germoglia: a partire dai dettagli quotidiani della malattia quello che sboccia è la speranza. Un libro necessario: aiuta a comprendere che l'unica strada possibile è quella della cura, di sé e dell'altro, senza la quale non ci può essere fiducia, ma solo rassegnazione.
Profile Image for Veronica.
127 reviews
June 23, 2026
Nel tempo ho maturato la ferma convinzione che se la sofferenza renda “duri” è stata sprecata. In queste pagine il dolore è presente costantemente ma viene guardato con occhi che cercano bellezza. Questo libro non insegna nulla di nuovo ma fa sì che ciò che già sappiamo ci si palesi alla mente: non si combatte si va semplicemente avanti. Essere umani nel dolore significa affidarsi, fidarsi ma anche ascoltarsi e decidere. Il corpo sa. Penso sia una enorme verità.
Profile Image for Chiara.
58 reviews4 followers
June 30, 2026
Una lettura con pagine davvero molto belle, scritte con la sensibilità e l’eleganza che contraddistinguono Concita De Gregorio. Alcuni passaggi mi hanno emozionata e fatto riflettere, ma nel complesso il libro mi è sembrato poco compatto: più una raccolta di frammenti e pensieri che una narrazione capace di tenere insieme tutti i pezzi. Ho avuto la sensazione di alternare capitoli coinvolgenti ad altri che mi hanno lasciata più distante.
Profile Image for Maddalena.
14 reviews
July 27, 2026
Concita ti lascia dare un'occhiata in un momento della sua vita.
La cura è lasciarsi voler bene, è cogliere il bello nei momenti in cui risulta più inatteso. Siamo tutti fragili, ogni uno a modo nostro, ma nelle fragilità possiamo trovare la bellezza di uno sguardo, di una giornata di sole, di un brano..tutti esempi di cura. Questo libro ti lascia sorprendere e curare dalle piccole cose, il gioco sta nel sapersi rendere conto di queste.
Profile Image for Letizia Ds.
18 reviews
July 3, 2026
E' un libro che scorre. Corrono storie di gente accomunata dalla lucidità del "tempo di dopo". Dal senno di poi. Corrono dialoghi non esplicitati ortograficamente eppure chiarissimi. E' un libro dai silenzi ponderati e gesti intrisi di quotidianità . E' un libro dove la malattia non viene mai nominata; non ve ne è bisogno. La cura vien già scandita in abbondanza.

(pp-144-145: meravigliose)
46 reviews
June 16, 2026
Ricco di spunti, di storie di vita, femminista nelle considerazioni, questo romanzo vuole essere leggero nella sua gravità, ma talvolta risulta un po’ patetico e scontato. Certamente è vero che prendersi cura degli altri è l’unico modo per prendersi cura di sé.
Profile Image for Cecilia Colombani.
160 reviews1 follower
June 29, 2026
Forse lo stile non mi ha fatto impazzire ma questo libro trasuda intimità, amore, vita e verità. Sì… Anche se non amo un certo tipo di sentimentalismo perché sono una brutta persona, anche se non è una prosa che io ritengo geniale mi ha toccato molto e trasmesso luce.
Displaying 1 - 30 of 48 reviews