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Il giardino dei piccoli addii
Sul tetto di un condominio di una piccola città, all'interno di un meraviglioso giardino, si nasconde un luogo speciale: un santuario shintoista dedicato al distacco. Le divinità a cui è consacrato aiutano i visitatori a lasciar andare ciò che pesa sul cuore, dal dolore per un amore finito, a un rimpianto, a un ricordo infelice. A custodire questo angolo sospeso è Tori, che vive nel condominio insieme a Mone, bambina rimasta orfana e accolta come una figlia, pur senza legami di sangue. In questo luogo di quiete gli abitanti del palazzo e del quartiere passano, si fermano, raccolgono i pensieri, mentre le loro vite si sfiorano e si intrecciano. Tra loro ci sono Rou, proprietario di un bar itinerante, che offre conforto agli avventori nonostante la pena che si porta dentro; Momoko, sballottata tra le aspettative della madre e il ricordo di un amore perduto troppo presto; e Motoi, un trentenne che cerca faticosamente di scoprire una strada nuova dopo avere lasciato il lavoro. Insieme formano una famiglia fuori dagli schemi, teneramente imperfetta, unita dal bisogno di affetti sinceri e dalla libertà di amare e abitare il mondo a modo proprio. Con la grazia sommessa della narrativa giapponese contemporanea, un romanzo sul potere delle relazioni, sulla rinascita, sul coraggio dei piccoli addii. Perché i fiori, per poter sbocciare ancora, devono prima appassire.
Kindle Edition
Published May 5, 2026
About the author
Yuu Nagira
67 books52 followersAssociated Names:
* 凪良 ゆう (Japanese)
* Yuu Nagira (English)
* นางิระ ยู (Thai)
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* นางิระ ยู (Thai)
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Community Reviews
Displaying 1 - 13 of 13 reviews
June 28, 2026
Una chicca trovata in biblioteca per caso.
Quattro storie tutte collegate da un santuario su un tetto di un condominio.
Personaggi molto ben fatti e un ambientazione giapponese davvero niente male.
Quattro storie tutte collegate da un santuario su un tetto di un condominio.
Personaggi molto ben fatti e un ambientazione giapponese davvero niente male.
July 28, 2026
Ogni estate porta con sé qualcosa da custodire e qualcosa da lasciare andare.
E Il giardino dei piccoli addii di Yuu Nagira, l’uscita più recente della collana Kimochi di Rizzoli, lo racconta benissimo.
Sul tetto di un condominio si nasconde un piccolo santuario shintoista dedicato alle divinità del distacco: un luogo dove chi arriva non chiede di cancellare il passato, ma di trovare la forza per sciogliere ciò che continua a pesare sul cuore. Un amore finito, un rimpianto, un ricordo doloroso: ogni visita diventa l’occasione per fare un passo avanti.
Intorno a questo giardino si intrecciano vite molto diverse tra loro. C’è chi sta cercando una nuova direzione, chi convive con una perdita, chi prova a ricostruire sé stesso.
E, quasi senza accorgersene, nasce una famiglia che va oltre i legami di sangue: fatta di affetti scelti, amicizie sincere, differenze accolte, solitudini abbracciate senza vergogna e persone che imparano a sostenersi a vicenda.
Con la sua scrittura delicata, Yuu Nagira ci ricorda che lasciar andare non significa dimenticare, ma creare lo spazio necessario perché qualcosa di nuovo possa finalmente fiorire.
E Il giardino dei piccoli addii di Yuu Nagira, l’uscita più recente della collana Kimochi di Rizzoli, lo racconta benissimo.
Sul tetto di un condominio si nasconde un piccolo santuario shintoista dedicato alle divinità del distacco: un luogo dove chi arriva non chiede di cancellare il passato, ma di trovare la forza per sciogliere ciò che continua a pesare sul cuore. Un amore finito, un rimpianto, un ricordo doloroso: ogni visita diventa l’occasione per fare un passo avanti.
Intorno a questo giardino si intrecciano vite molto diverse tra loro. C’è chi sta cercando una nuova direzione, chi convive con una perdita, chi prova a ricostruire sé stesso.
E, quasi senza accorgersene, nasce una famiglia che va oltre i legami di sangue: fatta di affetti scelti, amicizie sincere, differenze accolte, solitudini abbracciate senza vergogna e persone che imparano a sostenersi a vicenda.
Con la sua scrittura delicata, Yuu Nagira ci ricorda che lasciar andare non significa dimenticare, ma creare lo spazio necessario perché qualcosa di nuovo possa finalmente fiorire.
July 11, 2026
"«La felicità non ha una forma prestabilita.» […] non avere forma è bello, perché significa essere liberi."
Tra le corsie dell'ospedale in cui lavoro, mi capita quotidianamente di osservare corpi che cercano faticosamente di rialzarsi. In questo delicato romanzo di Yuu Nagira, invece, sono le anime a dover reimparare a camminare. Il giardino dei piccoli addii ci accoglie in un anomalo santuario shintoista, un angolo verde sospeso sul tetto di un condominio, consacrato ad aiutare i visitatori a recidere i legami negativi per liberarsi dai pesi del cuore.
Con la grazia sommessa e tipica della narrativa giapponese contemporanea, l’autrice esplora le vite degli inquilini del palazzo. Nei libri che leggo mi ritrovo spesso a indagare il dramma personale e il solipsismo; qui Nagira compie un’operazione complementare, mostrando come la vulnerabilità condivisa possa ricucire le ferite. La forza del testo risiede nell’umanità dei protagonisti: dal barista itinerante Rou a Momoko, sballottata dalle aspettative materne, fino a Motoi, in convalescenza dalla depressione. E poi c’è Tori, sacerdote improvvisato che accoglie la piccola orfana Mone costruendo una famiglia teneramente imperfetta ma unita oltre i vincoli di sangue. Pur apprezzando questa empatia, devo muovere un appunto: avrei voluto un approfondimento maggiore proprio sulla voce di Tori. Pur essendo una figura centrale, nella parte conclusiva la sua evoluzione sembra subire un’accelerazione eccessiva, lasciando la netta sensazione che si sia corso un po’ troppo su di lui. Oltre a questa lieve frettolosità finale, la prosa indugia a tratti in una quiete contemplativa che potrebbe rallentare il ritmo per chi ama trame più sincopate.
Ciononostante, emerge una riflessione preziosa che risuona come un monito per la nostra quotidianità ossessionata dalla performance: "il troppo stroppia". Nagira ci ricorda che "serve la giusta misura in ogni cosa".
È una lettura che ci insegna che, proprio come un corpo necessita di cure per riabilitarsi, anche il nostro spirito ha bisogno di imparare "il coraggio dei piccoli addii", lasciando appassire ciò che fa male per sbocciare di nuovo.
Tra le corsie dell'ospedale in cui lavoro, mi capita quotidianamente di osservare corpi che cercano faticosamente di rialzarsi. In questo delicato romanzo di Yuu Nagira, invece, sono le anime a dover reimparare a camminare. Il giardino dei piccoli addii ci accoglie in un anomalo santuario shintoista, un angolo verde sospeso sul tetto di un condominio, consacrato ad aiutare i visitatori a recidere i legami negativi per liberarsi dai pesi del cuore.
Con la grazia sommessa e tipica della narrativa giapponese contemporanea, l’autrice esplora le vite degli inquilini del palazzo. Nei libri che leggo mi ritrovo spesso a indagare il dramma personale e il solipsismo; qui Nagira compie un’operazione complementare, mostrando come la vulnerabilità condivisa possa ricucire le ferite. La forza del testo risiede nell’umanità dei protagonisti: dal barista itinerante Rou a Momoko, sballottata dalle aspettative materne, fino a Motoi, in convalescenza dalla depressione. E poi c’è Tori, sacerdote improvvisato che accoglie la piccola orfana Mone costruendo una famiglia teneramente imperfetta ma unita oltre i vincoli di sangue. Pur apprezzando questa empatia, devo muovere un appunto: avrei voluto un approfondimento maggiore proprio sulla voce di Tori. Pur essendo una figura centrale, nella parte conclusiva la sua evoluzione sembra subire un’accelerazione eccessiva, lasciando la netta sensazione che si sia corso un po’ troppo su di lui. Oltre a questa lieve frettolosità finale, la prosa indugia a tratti in una quiete contemplativa che potrebbe rallentare il ritmo per chi ama trame più sincopate.
Ciononostante, emerge una riflessione preziosa che risuona come un monito per la nostra quotidianità ossessionata dalla performance: "il troppo stroppia". Nagira ci ricorda che "serve la giusta misura in ogni cosa".
È una lettura che ci insegna che, proprio come un corpo necessita di cure per riabilitarsi, anche il nostro spirito ha bisogno di imparare "il coraggio dei piccoli addii", lasciando appassire ciò che fa male per sbocciare di nuovo.
July 1, 2026
IL GIARDINO DEI PICCOLI ADDII - Yuu Nagira
Sono tanti i temi importanti in questo libro, affrontati con delicatezza:
l'adozione, l'omosessualità, la perdita, l'assenza, la famiglia, l'apparenza agli occhi del mondo, cosa rappresenta una donna senza figli, i pregiudizi, la depressione dopo un evento traumatico, il modo di affrontarlo, l'adattamento, il disagio di fronte alla famiglia e agli amici. Situazioni che spesso ci si ritrova ad affrontare impreparati, ci si sente smarriti, incapaci di trovare soluzioni, da un lato il desiderio di seguire le proprie inclinazioni, i propri desideri, di realizzarsi come si vuole, dall'altro il pregiudizio, l'aspettativa delusa, l'insuccesso, il non saper essere come vogliono gli altri. Si trovano compromessi e le conseguenze per alcuni sono devastanti, non c'è soluzione. Ci sarà sempre una dicotomia: due parti come rive di un fiume, distanti ma connesse, opposte ma comunicanti. Leggere questo libro è riflettere sulla condizione dell'incomunicabilità quando ci si trova di fronte a chi decide cosa è giusto e cosa è sbagliato, l'incauto meccanismo che genera infelicità, disagio e insoddisfazione. Di fronte al bivio c'è sempre l'indecisione, difficile scegliere soprattutto quando una scelta si fa per far felici gli altri. Forse imparare ad accettare con gentilezza aiuterebbe la convivenza, i rapporti, l'esistenza.
Sono tanti i temi importanti in questo libro, affrontati con delicatezza:
l'adozione, l'omosessualità, la perdita, l'assenza, la famiglia, l'apparenza agli occhi del mondo, cosa rappresenta una donna senza figli, i pregiudizi, la depressione dopo un evento traumatico, il modo di affrontarlo, l'adattamento, il disagio di fronte alla famiglia e agli amici. Situazioni che spesso ci si ritrova ad affrontare impreparati, ci si sente smarriti, incapaci di trovare soluzioni, da un lato il desiderio di seguire le proprie inclinazioni, i propri desideri, di realizzarsi come si vuole, dall'altro il pregiudizio, l'aspettativa delusa, l'insuccesso, il non saper essere come vogliono gli altri. Si trovano compromessi e le conseguenze per alcuni sono devastanti, non c'è soluzione. Ci sarà sempre una dicotomia: due parti come rive di un fiume, distanti ma connesse, opposte ma comunicanti. Leggere questo libro è riflettere sulla condizione dell'incomunicabilità quando ci si trova di fronte a chi decide cosa è giusto e cosa è sbagliato, l'incauto meccanismo che genera infelicità, disagio e insoddisfazione. Di fronte al bivio c'è sempre l'indecisione, difficile scegliere soprattutto quando una scelta si fa per far felici gli altri. Forse imparare ad accettare con gentilezza aiuterebbe la convivenza, i rapporti, l'esistenza.
September 4, 2026
Una carezza per l'anima. Piacevoli racconti dei vari personaggi che si intersecano. Lettura molto piacevole
June 27, 2026
🌱A book that came to me just in time as I've been falling more in love with stories about found family🌱
Lately I've found myself reading more of the 𝘧𝘰𝘶𝘯𝘥 𝘧𝘢𝘮𝘪𝘭𝘺 trope. A few years ago, I probably would've reached straight for an epic fantasy or a spicy romantasy as a way to escape reality. Fantasy will always be my favorite, but recently I've been reflecting more on my own personal relationships with my family, friends, and boyfriend. So I think that is why I've started appreciating soft stories like this.
There are different perspectives that are interconnected in this book. A storyline that was my favorite was about the young woman who continued visiting the grave of her first love year after year. The part where the brother of the dead first love portrayed her as someone who remembered the smallest things about her brother was very heartwarming. I think the novel was a good reminder for me that family is not defined by blood but by the way you care and support for each other.
Lately I've found myself reading more of the 𝘧𝘰𝘶𝘯𝘥 𝘧𝘢𝘮𝘪𝘭𝘺 trope. A few years ago, I probably would've reached straight for an epic fantasy or a spicy romantasy as a way to escape reality. Fantasy will always be my favorite, but recently I've been reflecting more on my own personal relationships with my family, friends, and boyfriend. So I think that is why I've started appreciating soft stories like this.
There are different perspectives that are interconnected in this book. A storyline that was my favorite was about the young woman who continued visiting the grave of her first love year after year. The part where the brother of the dead first love portrayed her as someone who remembered the smallest things about her brother was very heartwarming. I think the novel was a good reminder for me that family is not defined by blood but by the way you care and support for each other.
September 13, 2020
登場人物それぞれが魅力的で、関係性が素敵。なんか希望が湧いてくる温かくて優しい話だった。
December 11, 2023
Hay tuyệt
November 22, 2025
縁切りマンションに住む住人とその関係者?にまつわるお話だった!
これをよんですごく感動した!とかはないけど綺麗な話で人生いろいろあるよなーって感じた?笑笑うまく言語化できないけど面白いし心温まるお話でした!
これをよんですごく感動した!とかはないけど綺麗な話で人生いろいろあるよなーって感じた?笑笑うまく言語化できないけど面白いし心温まるお話でした!
July 5, 2026
Splendido, ricco di sentimenti che si intrecciano, di emozioni che si afferrano. L’ho adorato. Scorrevole e per niente banale.
June 4, 2026
🌸IL GIARDINO DEI PICCOLI ADDII
di Yuu Nagira
Ed. Rizzoli
✨Un luogo speciale all' interno di un giardino, un santuario Shintoista dedicato al distacco.
Un posto in cui lasciare andare tutto ciò che risulta negativo e che pesa nel cuore.
Ritrovare la quiete, la serenità.
Un piccolo angolo gestito da Tori, che vive con la piccola Mone rimasta orfana.
Quante anime passano per questo luogo speciale: Rou, Momoko,Motoi ognuno con la propria storia , con le proprie fratture e fragilità.
Ma qui si sentono tutti accolti ,come in una grande famiglia, confortati dal calore di un affetto sincero, la volontà di aiutarsi.
Adoro queste storie che trasudano un pensiero, una filosofia giapponese, dalla spiccata sensibilità verso le relazioni, alla scoperta di se stessi, della propria libertà, evidenziando il coraggio di rifiorire.
Una scrittura dolce e toccante, che profuma di semplicità e guarda dentro
l' anima.⭐⭐⭐⭐⭐
di Yuu Nagira
Ed. Rizzoli
✨Un luogo speciale all' interno di un giardino, un santuario Shintoista dedicato al distacco.
Un posto in cui lasciare andare tutto ciò che risulta negativo e che pesa nel cuore.
Ritrovare la quiete, la serenità.
Un piccolo angolo gestito da Tori, che vive con la piccola Mone rimasta orfana.
Quante anime passano per questo luogo speciale: Rou, Momoko,Motoi ognuno con la propria storia , con le proprie fratture e fragilità.
Ma qui si sentono tutti accolti ,come in una grande famiglia, confortati dal calore di un affetto sincero, la volontà di aiutarsi.
Adoro queste storie che trasudano un pensiero, una filosofia giapponese, dalla spiccata sensibilità verso le relazioni, alla scoperta di se stessi, della propria libertà, evidenziando il coraggio di rifiorire.
Una scrittura dolce e toccante, che profuma di semplicità e guarda dentro
l' anima.⭐⭐⭐⭐⭐
May 23, 2026
Le vite di vari personaggi ruotano e si intrecciano attorno a questo santuario, il Santuario della Separazione, che si trova immerso in un giardino sul tetto di un palazzo di una cittadina fuori Tokyo.
Lettura rapida e molto scorrevole, dove viene approfondito ogni personaggio, la sua relazione con gli altri e il suo evolversi, e soprattutto il ruolo di questo santuario.
Lettura piacevole.
Lettura rapida e molto scorrevole, dove viene approfondito ogni personaggio, la sua relazione con gli altri e il suo evolversi, e soprattutto il ruolo di questo santuario.
Lettura piacevole.
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