Librarian Note: There is more than one author by this name in the Goodreads database.
Han Kang ( 한강) was born in 1970 in South Korea. She is the author of The Vegetarian, winner of the International Booker Prize, as well as Human Acts, The White Book, Greek Lessons, and We Do Not Part. In 2024, she was awarded the Nobel Prize in Literature "for her intense poetic prose that confronts historical traumas and exposes the fragility of human life."
Premessa che lei per me genio indiscusso e questo libro lo avrei comprato in ogni caso…però…davvero 12€ per 60 pagine di libro? Una rapina Comunque la storia è molto tenera, la scrittura è poetica senza risultare retorica o ridondante, un bel racconto di realismo magico.
Non sono pugliese, ma voglio comunque avvalermi di un grosso-grasso MEH come incipit della mia review ignorante.
MEH! Iniziamo con un dato di fatto: La scatola delle lacrime è una favola breve, inedita e… a tratti dimenticabilissima.
Sì, lo so… il nome dell’autrice fa vibrare in noi le corde della riverenza e non è facile ammettere che, così com’è somministrata la storia in Italia (libricino Adelphi timidamente illustrato, di 66/68 pagine), non vale assolutamente la pena acquistarlo all’immodesta cifra di 12 euro.
Avrebbe potuto invece impreziosire una raccolta di storie simil realismo magico? Certamente.
Si sarebbe potuto pescare meglio nel ricco paniere di Han Kang e farla uscire insieme ad altre 2/3 sue perle? Chiaro.
E invece no. Eccoci qua.
Con una favola che non è tanto più di quello annunciato in quarta dalla sinossi.
Una bambina molto emotiva, appellata da tutti “Lacrimona”, decide di unirsi al viaggio di un uomo che colleziona, vende e scambia lacrime, da trasformare poi — mediante un non precisato processo — in cristalli di vari colori che trasporta nella sua anonima valigetta nera.
Con lui c’è un uccellino dalle ali blu che non trova bene il suo appiglio metaforico, né memorabile all’interno della vicenda. Sta la solo a svolazzare, dentro e fuori dalla giacca, ma almeno è figo in copertina.
I due vanno da un vecchio che vuole acquistare lacrime, pagandole con la sua casa, poiché si ritiene incapace di piangere da troppo tempo.
Ecco che, di lì a poco, parte un’ingarbugliatissima situazione alle prese con delle misteriose “lacrime ombra”, che niente aggiungono o tolgono alla chiarissima morale finale: piangere ed emozionarsi fa bene al cuore… e pure al portafogli, perché, da quanto ho capito, ste lacrime il mercante le vende proprio care 🤣
Voto: 2—
This entire review has been hidden because of spoilers.
Han Kang ci dimostra che, per scrivere qualcosa che ci tocchi nel profondo, non c’è bisogno di 1000 pagine, ne bastano 60.
Al di là della dolcezza della storia e del piccolo insegnamento adatto a tutte le età, il messaggio principale che ritengo doveroso sottolineare è l’importanza della gestione delle emozioni attraverso il pianto.
Qui ci viene mostrato come un piccolo aneddoto possa celare dietro di sé tanto dolore quanto insegnamento. Le “lacrime ombra”, ad esempio, sono qualcosa di veramente potente, la nostra ombra che piange al posto nostro, proprio come quando si suol dire “piangi dentro”.
Esprimere le proprie emozioni non significa vergognarsene e, soprattutto, non vuol dire reprimerle, perché questo porterebbe all’effetto opposto: estraniarsi da sé stessi e allontanare chi ci ama davvero, mostrando una parte di noi che non è reale. Un muro costruito unicamente per difendere la nostra parte più vera, più vulnerabile, più sensibile.
Tutto questo perché, da bambini ma anche da adulti, ci è stato detto troppe volte: “non piangere”, come se la sensibilità fosse sinonimo di debolezza.