Io ho letto moltissimo Carlotto e all'epoca che lo leggevo mi piaceva, cioè non troppo, ma mi piaceva. Notavo lo stesso qualcosa che non mi andava, ma soprassedevo e andavo oltre.
Questa volta invece non ce l'ho fatta. Carlotto ufficialmente non mi piace più. Ora, non dico di essere arrivato ai livelli di una fidanzata che prima ti piace tanto, ma poi noti che sbaglia il congiuntivo. Però quasi. Anche perché Carlotto mi piaceva ma mica come mi può piacere una fidanzata. E anche perché, tra i due, quello che sbaglia i congiuntivi fossi io.
1) La trama è banalotta. Ma di solito a noi ce ne frega poco della trama, basta che la storia sia scritta bene oppure faccia da filo conduttore per descrivere un posto, un'epoca, una persona. Ma se il posto è abusato, l'epoca è conosciuta, le persone sono macchiette, allora la trama debole si nota subito. E non va bene.
2) I rapinatori? Marsigliesi. La riccona? Svizzera. I criminaloni cattivoni? Serbi. Il professorino universitario sinistrino? Romano. E con la barbetta incolta. Diciamo che potremmo passare sopra un sacco di cose, ma i rapinatori marsigliesi proprio no. Capisco che Carlotto ha letto Izzo, però basta. Ok? C'era quel tizio che nel decalogo per scrivere un libro giallo aveva implorato di non mettere nessun personaggio cinese. Ecco, io aggiornerei: nessun marsigliese, soprattutto se rapinatore.
3) La criminalità di adesso cattiva, senza principi, senza rispetto, non come quei bei delinquentoni di una volta, tutti rapine e contrabbando eticamente accettabili, che mica spacciano la droga e i bambini e le donne non si toccano. Non ne posso più. Il discorso signora mia, qua una volta era tutta campagna, ma dove andremo a finire di questo passo? declinato in salsa banditesca è parecchio insopportabile. Un giorno mi toccherà spiegare a Carlotto e Hobsbawm che i banditi romantici non sono mai esistiti. Sempre che non cambi idea nel frattempo. Io, non Carlotto. E nemmeno Hobsbawm. Pace all'anima sua.
4) I buoni che sono buoni. I cattivi che sono cattivi. I buoni che magari non vincono sempre, ma però lo capisci che moralmente hanno vinto. E i cattivi che anche se se la sfangano lo sai che sono cattivi e signora mia prima o poi vedrà che fine fanno. Devo dire la verità: non mi piacciono neanche i libri dove i buoni poi si dimostrano cattivi e viceversa. Colpi di scena troppo banali per il nostro palato fine. E allora? E allora non saprei, forse mi piacciono i libri dove ci sono persone un po' belle un po' brutte, un po' buone un po' cattive, un po' geni un po' mediocri, un po' tonti e un po' intelligenti.
5) La copertina. Io sono una persona superficiale e valuto i libri dalla copertina. Questa è molto brutta.
6) I dialoghi. Sempre la stessa storia: non è per niente facile scrivere dialoghi credibili, per niente per niente, mentre è facilissimo scovare dialoghi imbecilli. E notare frasi tipo questa: Mai fidarsi di una banda di gangster serbi, soprattutto se sei uno straniero. A me fa ridere. E mi ricorda quest'altra frase: Un bel giorno senza dire niente a nessuno me ne andai a Genova e mi imbarcai su un cargo battente bandiera liberiana. Feci due volte il giro del mondo e non riuscii mai a capire che cazzo trasportasse quella nave, ma forse un giorno lo capii: droga!. Bisogna stare attentissimi all'effetto bandiera liberiana.
7) mi metterò a urlare: voglio una donna! Come quel personaggio di Fellini. Si chiama Ciccio Ingrassia, non personaggio di Fellini. Toccatemi tutto, ma non Franco e Ciccio, da soli o in compagnia.
8) ...avevano capito l'importanza dell'imprenditoria biologica e producevano vini e formaggi di ottima qualità. Che palle, pure la morale Natura Sì ci mancava.
Insomma, viene quasi da pensare che Carlotto reciti la parte dello scrittore impegnato che denuncia i mali del nostro mondo, ma lo faccia senza voglia e senza impegno, ricorrendo a tutti gli stereotipi che raccatta tra i bidoni della spazzatura dei maîtres à penser. Che frase che mi è uscita. Chiudo qua, ogni altra parola sarebbe superflua. I bidoni della spazzatura dei maîtres à penser. È che sono già sposato, altrimenti cuccavo sicuro. Raccattare tra i bidoni della spazzatura dei maîtres à penser... però!