In ogni epoca il tradimento è stato considerato il crimine peggiore. Questo libro ricostruisce la storia del tradimento «moderno», quello che s’impone attorno alla metà del Settecento e si diffonde con le rivoluzioni americana e francese, quando si perfeziona una concezione del tradimento politico come rottura del patto che unisce tutti i cittadini alla propria patria. Ma chi è davvero un traditore quando si combatte per l’indipendenza del proprio paese o quando si vuole rovesciare un governo e cambiare radicalmente lo stato? Dalla rivoluzione americana alla Grande Guerra, un’affollata galleria di casi, tratti sia dalla storia europea sia da quella di Stati Uniti, Giappone, Argentina, Messico, sia dalla storia della colonizzazione in Cina, Sudafrica, India.
Marcello Flores D'Arcais (Padova, 1945) è uno storico italiano. Autore di apprezzate pubblicazioni, si è occupato principalmente della storia del comunismo, del XX secolo, del genocidio degli Armeni durante la Prima Guerra Mondiale, dei diritti umani e delle vittime di guerre.
Ho letto questo volume su consiglio della mia relatrice per costruire l'ultimo capitolo della mia tesi. Confesso che, alla vista della mole, mi sono un po' spaventata sul momento e a spingermi a cominciarlo senza aspettare troppo è stata più che altro la scadenza di consegna. Non avrei potuto essere più contenta!
Il contenuto è spiegato già nel titolo: una storia culturale e politica del concetto del tradimento. Siamo in epoca moderna e contemporanea, con un balzo temporale che collega il 1776 al 1914, due date simbolo per la storia del diritto e della legislazione a livello mondiale. Partiamo dalla prima rivoluzione in senso moderno e arriviamo allo scoppio del primo conflitto mondiale. L'autore non lesina certo sulle parole e affronta questo secolo e mezzo denso di avvenimenti senza tralasciare i diversi aspetti che compongono la vita civile.
Non solo da un punto di vista politico, ma anche letterario e "privato", domestico, Flores prende il concetto del tradimento e lo declina attraverso il tempo. Cosa costituisce il tradimento? Ciò che esso implica a fine Settecento è ritrovabile anche a inizio Novecento? Cosa cambia nel tempo e perché cambia? Sono queste le domande a cui Flores risponde. Mi rendo conto che si tratta di un argomento molto specifico, ma Flores non è - per fortuna - un tuttologo. Attraverso i grandi tradimenti e i processi, attraverso la letteratura (pensiamo a La lettera scarlatta) e attraverso le questioni private e familiari si può osservare un avanzamento in linea retta di quella che è la concezione di tradimento, che a partire dalla Rivoluzione Americana non sarà più la stessa dalle due parti dell'Atlantico. Insieme a questi due grandi poli attrattivi, poi, si può indagare il tradimento nelle diverse parti del mondo e Flores balza da un luogo all'altro in ordine temporale in modo coeso, per nulla confusionario.
Lo stile è a sua volta molto scorrevole. Mi è capitato di leggere saggi storici rivolti esclusivamente a lettori del settore, che davano per scontate determinate cose e dunque non erano alla portata di ogni lettore. Personalmente trovo che Traditori sia perfettamente fruibile da chiunque sia interessato all'argomento, anche da chi non è del mestiere, e che anzi la divisione dei capitoli in base a un ordine cronologico, temporale, sia perfetta perché consente di affrontare il periodo preferito o necessario al proprio studio.
Sono 20 euro ben spesi, un acquisto che rifarei assolutamente perché, al di là della tesi, mi ha effettivamente aiutata ad approfondire un tema a me molto caro. Si tratta di un volume che probabilmente rileggerò o consulterò in futuro, quindi ottimo da conservare nella mia libreria! Quattro punti su cinque, molto ben meritati.
Un bel libro che inquadra secondo una innovativa visione l'avventura di Spartaco come un pezzo della guerra condotta dagli italici in generale per ottenere i diritti civili dei Cittadini fin dai tempi dei Gracchi