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Gli anni in bianco e nero

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Nella sartoria della famiglia Elia, il tempo scorre al ritmo lento dell’ago e del filo, scandito dai divieti del padre, che teme la libertà delle figlie perché, nel Salento degli anni ’60, come nel resto d’Italia, le donne devono restare al loro posto. Eppure, in quelle quattro ragazze, qualcosa preme per uscire: la musica ribelle di Giovanna, i romanzi di Jane Austen in cui Ada si rifugia, la volontà di Maria di non accontentarsi e, soprattutto, la sete di immagini di Mimì, la più giovane, che, dalla cabina di proiezione del Cinema Apollo, mentre vede i film di Fellini e Visconti, scopre che la realtà può essere montata diversamente. E decide che sarà lei a tenere la macchina da presa.
Così, mentre tutt’intorno si accendono le lotte operaie e le occupazioni studentesche e si formano i primi gruppi femministi, dentro casa Elia si combatte una rivoluzione silenziosa per riuscire a chiamare per nome il desiderio e la violenza, il diritto al lavoro e quello al piacere. E Mimì filma tutto. Non cerca la bellezza, cerca la verità: riprende le sorelle che danno vita a un’impresa quasi impossibile, gli sguardi e i gesti impercettibili ma rivelatori, un matrimonio «normale» eppure pieno di incertezze. Con forbici e determinazione, realizza un film che nessuno le ha chiesto di girare. Perché raccontare è resistere. Perché raccontando si può cambiare la vita, la propria ma anche quella degli altri. Perché tutti noi abbiamo vissuto anni in bianco e nero con la speranza di farli diventare un film a colori.

416 pages, Paperback

Published May 26, 2026

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Francesca Giannone

10 books247 followers

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5 stars
24 (60%)
4 stars
12 (30%)
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2 (5%)
2 stars
2 (5%)
1 star
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Displaying 1 - 13 of 13 reviews
Profile Image for Micol inbookland.
86 reviews4 followers
May 27, 2026
Se potessi dargli 6⭐️, lo farei.
Sono certa che questo sarà uno dei libri più belli dell’anno e niente mi farà cambiare idea. Meraviglioso.

La storia delle sorelle Elia mi ha travolta e mi ha fatta sentire parte della loro famiglia e delle loro speranze.
Impossibile non affezionarsi a loro, non emozionarsi di fronte alle piccole conquiste e non inorridire di fronte agli abusi e alle ingiustizie che, purtroppo, hanno da sempre fatto parte della vita di tutti gli esseri umani,
ma ancora di più della vita delle donne.

Ho terminato le ultime pagine piangendo, così profondamente addolorata e commossa, da aver perso la capacità di esprimere a parole quanto io abbia amato questa storia e le sue coraggiose protagoniste.
Francesca Giannone non delude mai, questo lo sapevo, ma non mi sarei mai aspettata che riuscisse ad emozionarmi ancora di più. Il suo migliore romanzo.
Profile Image for Come Musica.
2,145 reviews667 followers
May 31, 2026
“Potete litigare con i padri, i fratelli, gli amanti, ma tra sorelle no.”

Dal film Diamanti di Ferzan Özpetek

Francesca Giannone ritorna il libreria con “Gli anni in bianco e nero”, una storia corale ambientata nel Salento degli anni ’60, un’epoca di grandi cambiamenti in cui l’Italia inizia a colorarsi di modernità.

Protagoniste sono quattro sorelle — quattro ragazze piene di sogni, ambizioni e contraddizioni — che cercano il proprio destino in una società ancora profondamente ancorata alle tradizioni.

Attraverso le loro vite, Francesca Giannone dipinge un affresco vivo e commovente di un’Italia in transizione: le speranze, le rinunce, i primi amori, le lotte per l’indipendenza e i sacrifici necessari per dare un colore più vivo alla propria esistenza.

Con la scrittura calda, fluida e profondamente empatica che la caratterizza, l’autrice racconta una storia di donne determinate, di legami familiari indissolubili e di quel desiderio ostinato di futuro che ha segnato un’intera generazione. Il mio amato Salento fa da sfondo maestoso: il mare, la terra rossa, i colori intensi e i contrasti di un Sud che cambia.

Francesca Giannone ci lascia un messaggio: i sogni, anche nei periodi più “in bianco e nero”, possono accendere di colore la vita.

“Mi avvicino alla porta del vagone e, di colpo, percepisco che non soltanto in valigia, ma anche dentro di me, porto ognuna delle mie sorelle. Sento che, come «preso» e «perso», sono composta dai medesimi segni. Sono fatta di Maria e del suo orgoglio; di Giovanna e del suo spirito ribelle; di Ada e del suo sguardo riflessivo.
Sono loro, più io.
E allora penso che ciascuna è fatta di tutte le donne che l’hanno preceduta, e al contempo sarà parte di quelle che le succederanno.
Questo senso di appartenenza, tenace come le radici di un ulivo secolare che resiste a dispetto delle intemperie, mi infonde la forza di spiccare il volo.”
Profile Image for leggere.con.leggerezza.
152 reviews77 followers
June 4, 2026
Le protagoniste di 𝗚𝗹𝗶 𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗶𝗻 𝗯𝗶𝗮𝗻𝗰𝗼 𝗲 𝗻𝗲𝗿𝗼
sono le sorelle Elia, molto diverse tra loro, unite però dallo stesso desiderio di trovare il proprio posto nel mondo.

Mimì e Maria sono i personaggi più simili e che più incarnano il desiderio di emancipazione.

📽 Mimì sogna il cinema e vorrebbe diventare regista come Fellini, studia in città, si sente spesso fuori posto tra i compagni borghesi e trova nel cinema il sogno di una vita diversa.
Maria lavora nella sartoria di famiglia e si prepara al matrimonio con Michele, mentre Giovanna la sorella ribelle, creativa e anticonformista, vive un amore impossibile con Luigi, ostacolato dalle differenze politiche e dall’opposizione del padre.
Ada invece è la più sognatrice, diversa dalle altre sorelle, si rifugia tra i libri, nell’immaginazione e in un segreto inconfessabile.

🧵 Accanto a loro c’è la madre, colonna silenziosa della famiglia, che sopporta un matrimonio con un marito padrone e violento.

Ambientato nel Salento degli anni ’60, il romanzo racconta un’Italia sospesa tra tradizione e cambiamento, tra patriarcato, famiglia e tensioni politiche dell’epoca. Ma soprattutto parla di emancipazione femminile, sogni negati, libertà, sorellanza e del coraggio di scegliere la propria strada.

🪡 Mi sono immedesimata molto in Maria e Giovanna e nel loro desiderio di costruirsi qualcosa di proprio, staccandosi dall’attività di famiglia.
Forse perché è un sogno che, in qualche modo, ho vissuto anch’io e che infine ho realizzato.

🎞 Ho amato anche tutta l’atmosfera degli anni ’60, tra cinema, musica e nostalgia.

Ma ciò che mi ha colpita di più è stata la condizione femminile.
L’Italia in cui vivono le sorelle Elia è un Paese dove l’adulterio veniva punito solo se commesso da una donna, dove non esistevano né divorzio né aborto, dove un uomo poteva essere assolto dopo una violenza sposando la vittima e dove la patria potestà apparteneva soltanto al padre.
Le donne di quell’epoca — le nostre nonne, le donne che ci hanno preceduto — spesso non hanno avuto la possibilità di scegliere davvero la propria vita.
.
Ed è impossibile leggere questa storia senza pensare a quanto, per loro, la libertà fosse qualcosa da conquistare ogni giorno.
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Con 𝗚𝗹𝗶 𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗶𝗻 𝗯𝗶𝗮𝗻𝗰𝗼 𝗲 𝗻𝗲𝗿𝗼 Francesca Giannone torna a raccontare famiglie, sogni e donne che cercano il proprio posto nel mondo,
sullo sfondo di un Salento intenso e pieno di cambiamenti.
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Della stessa autrice ho letto il meraviglioso 𝐿𝑎 𝑝𝑜𝑟𝑡𝑎𝑙𝑒𝑡𝑡𝑒𝑟𝑒 e 𝐷𝑜𝑚𝑎𝑛𝑖, 𝑑𝑜𝑚𝑎𝑛𝑖.
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Bellissimo ❣️
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⭐️⭐️⭐️⭐️✨️4,8/5
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Profile Image for Maria Vittoria.
7 reviews
June 1, 2026
I libri della Giannone sono tutti abbastanza simili l’uno all’altro (si potrebbe dire che letto uno li hai letti tutti), soprattutto nelle ambientazioni sempre nella sua amata Puglia negli anni 50-60 del secolo scorso.
Detto questo, sono tutti romanzi meravigliosi tra i quali mi è veramente difficile scegliere un migliore e un peggiore perciò che continui così!!! Ogni scrittore è giusto che scriva di quello che sa e la Giannone riesce ogni volta a creare storie meravigliose dalle quali a fine libro si dura fatica a staccarsi.

In questo nuovo romanzo (che ricorda molto una versione italiana di Piccole Donne) i temi principali sono sicuramente le condizioni che le donne dovevano subire a quei tempi (che poi si parla di nemmeno 70 anni fa…), violenza fisica ed economica, lotte di classe, ecc. Sicuramente tra i tre romanzi della Giannone (pur essendo il ruolo della donna sempre stato un tema centrale) questo è il più politicamente impegnato.
Nonostante i temi importanti, riesce sempre a mantenere un tono di leggerezza e delicatezza di fondo, che rende il libro scorrevolissimo e davvero piacevole nella lettura.

Venendo alle note dolenti, ho riscontrato principalmente due difetti nel libro:
1. il villain del romanzo (ovvero Pantaleo) non è stato secondo me costruito benissimo. Non si è avuto il coraggio di renderlo davvero un vero villain, a volte tendendo a giustificarlo. Forse qui, a mio modesto parere, sarebbe servito un po’ più di coraggio…
2. Molti aspetti del romanzo non sono stati chiariti approfonditamente (Pantaleo era buono prima della guerra, ma la sorella dice di no, i parenti di Michele della tabaccheria sono davvero dei poco di buono e, sul finale, chi consegna la busta?).

Ciò nonostante, ogni libro della Giannone è come un caldo abbraccio dal quale si dura davvero fatica a staccarsi.
Profile Image for Eleonora Mora.
215 reviews5 followers
June 1, 2026

La penna di questa scrittrice riesce sempre ad emozionarmi.

Quattro sorelle che vivono nel sud Italia negli anni sessanta del Novecento.
Sono anni di grandi cambiamenti. Le donne iniziano a voler affermare la loro indipendenza, a combattere per avere più libertà di decidere e di scegliere.
Maria, Giovanna, Ada e Domenica mi sono rimaste nel cuore.
Ognuna di loro combatte una battaglia personale contro la mentalità retrograda della società dell’epoca e in particolare del loro padre.
La sua visione è ancora antica: le donne passano dal padre al marito e non hanno per lui potere decisionale…
Ma il loro coraggio e la capacità di restare unite le aiuterà a realizzare i loro progetti di vita. Questo costerà tanta fatica. Fondamentale sarà l’aiuto della loro mamma una grande donna anche lei per me.
Consigliato!
Profile Image for Ilaria Quercia.
436 reviews117 followers
June 2, 2026
Una lettura che mi ha riportato, inevitabilmente, a Cinema Paradiso e Piccole Donne. Al centro ci sono quattro sorelle, ciascuna costruita con cura attorno a una specifica sfaccettatura dell'umano.
Maria è la concretezza: sceglie sentimenti meno travolgenti ma autentici, capaci di restituire sicurezza. Giovanna è ribelle, eppure il suo lato romantico finisce per prevalere. Ada, la più riservata, si rivela la figura più sorprendente: custode di una profonda sofferenza in un mondo non ancora pronto per lei, compie scelte spiazzanti e di un affetto raro. Infine Mimì, la più piccola, una Jo March che sogna la regia in un'epoca in cui l'unico riferimento dietro la macchina da presa era Lina Wertmüller.
In una famiglia di sarte, Giovanna e Maria fondano un atelier che è un atto di resistenza contro la moda dozzinale dei grandi magazzini, un'idea modernissima per l'epoca. Ada si fa invece portavoce del "gruppo Cassandra", cercando uno spazio di parola in una società fortemente maschilista. Ognuna, a modo suo, insegue il proprio destino con determinazione esemplare.
Se le figure della madre e della zia Emilia splendono pur rimanendo sullo sfondo, i personaggi maschili, al contrario, deludono quasi tutti: il padre, Luigi, e Giulio su tutti. Persino Vincenzo, che sembrava potersi distinguere, alla fine ripiega sulla comodità delle proprie certezze borghesi. L'unica eccezione è Michele: forse fa un po’ la figura del fesso, ma la sua generosità genuina, unita a un fare amorevole e attento, finisce per conquistare il cuore di chi legge.
Non manca, tuttavia, qualche riserva. Il finale si chiude in modo un po' troppo ordinato: tutti i nodi si sciolgono perfettamente, e questa impeccabilità toglie un pizzico di verità al vissuto della storia. Ma il limite più grande risiede nel contesto: mi sarei aspettata una Puglia più presente, più "pesante". Il clima politico e sociale del Sud in quegli anni aveva un peso specifico che qui, purtroppo, resta troppo sullo sfondo. Nel complesso, un romanzo corale decisamente riuscito, capace di far affezionare a ogni personaggio.
11 reviews
June 4, 2026
“Gli anni in bianco e in nero” di Francesca Giannone
Mi è entrato sottopelle, ha scosso i miei sentimenti e ha colorato il tempo della lettura di sfumature intense, indimenticabili. Ambientato nell'Italia degli anni '60 - un'epoca di boom economico, di rivoluzioni musicali, di cinema e di grandi speranze - il libro ci porta nel Salento, all'interno della sartoria della famiglia Elia. Qui il tempo sembra scorrere immobile, scandito dai divieti e dalla mentalità patriarcale di un padre che teme la libertà e l'indipendenza delle sue figlie.
Leggere questo romanzo significa accettare di farsi travolgere. Pagina dopo pagina, si avverte una strana e bellissima sensazione di vertigine emotiva; il cuore si gonfia, colmo di una nostalgia dolce e di una partecipazione quasi fisica alle vicende dei protagonisti. L'autrice non si limita a descrivere un'epoca o a tratteggiare dei personaggi: li rende carne, sangue, respiro. Ci si ritrova a ridere con loro, a soffrire per i loro silenzi, a sperare nei loro riscatti.
È impossibile non notare i numerosi riferimenti a Piccole Donne di Louisa May Alcott, libro a cui, secondo me, la Giannone si è ispirata.
In Piccole donne ogni sorella rappresenta un modo diverso di essere donna, sospesa tra i desideri personali e i doveri dell'epoca. Nel libro della Giannone ritroviamo questa stessa coralità femminile. Le sue donne sono capaci di gesti di un'intraprendenza e di un coraggio straordinari, ma sono anche abitate da profonde contraddizioni: cercano l'indipendenza eppure restano fatalmente legate a tradizioni e sentimenti che le incatenano; mostrano una corazza d'acciaio all'esterno, ma nascondono fragilità ed esitazioni che le rendono incredibilmente umane e vicine a noi.
La Giannone conferma la sua straordinaria capacità di intrecciare il microcosmo dei legami familiari con il macrocosmo della storia d'Italia. La sua scrittura è calda, avvolgente, ricca di dettagli visivi e sensoriali che richiamano la sua formazione legata al mondo del cinema.
Profile Image for Cristina.
233 reviews
June 5, 2026
Ho appena finito il nuovo libro di Francesca Giannone e devo dire che l’ho letto tutto d’un fiato.

Dei tre romanzi che ha scritto finora, questo è quello che mi è arrivato più dritto al cuore. Per me è il suo libro migliore.

Attraverso le storie delle sorelle Maria, Giovanna, Ada e Mimì, l’autrice costruisce un affresco emozionante di una famiglia, delle sue gioie, dei suoi dolori e delle scelte che segnano una vita. Ognuna delle quattro sorelle affronta il proprio percorso in modo diverso, ma ciò che le unisce è un legame profondo che resiste al tempo, alle difficoltà e ai cambiamenti.

È una storia di amore, amicizia, sorellanza e del coraggio di inseguire i propri sogni, ma soprattutto è un romanzo che racconta con grande sensibilità l’affetto, la complicità e la forza dei rapporti tra donne.

Mi ha emozionata profondamente e mi ha conquistata dalla prima all’ultima pagina. Un libro che consiglio di cuore.
Profile Image for Mela Ferrentino.
124 reviews1 follower
June 4, 2026
Stupendo.
Divorato, una storia avvincente e ben scritta. Ho amato le protagoniste femminili...le ambientazioni, le emozioni che mi ha trasmesso.
Da leggere!
Profile Image for Federica Pulella.
29 reviews1 follower
June 4, 2026
Stupendo, mi ha ricordato un po' piccole donne, mi sono commossa per le vicende delle quattro sorelle Elia ❣️
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