Onora i tuoi figli
Un bel libro sul senso di colpa e su come addomesticarlo, che ho cominciato a leggere quasi per caso, e poi non sono più riuscito a mollare (ma tanto non è molto lungo), Scritto da uno psicologo di scuola junghiana, ma non esclusivista né separatista, in linguaggio molto semplice e comprensibile, fa scoprire come il senso di colpa si formi generalmente nella più tenera età per mancato rispetto di regole che il bambino non conosce e non capisce, portando, in alcuni casi, a traumi e cristallizzazioni molto difficili da gestire anche in età adulta. Dalla stessa fonte nasce anche il concetto di “preccato originale” che non appartiene solo alla civiltà giudaico-cristiana, ma anche a molte altre. Inoltre, il terrore dell’esclusione, dell’annichilamento e della morte che il senso di colpa portà spesso con sè - e, senza bisogno di dirlo, attaccandosi spesso a fatti non gravi o del tutto immaginari - è un portato della paura archetipa della separazione e dell’abbandono dell’uomo primitivo da parte del gruppo di cui faceva parte,come condanna per averne violato le regole, cosa che ovviamente significava la morte (meccanismo che si ripropone anche nel rapporto genitori-figlio nella primissima infanzia). Il libro si diffonde in modo particolare sui traumi e sui guasti che possono derivare da un’educazione sbagliata o superficiale e disattenta. Non metto in discussione il fatto che la sua lettura possa fare molto bene a molte persone, tuttavia c’è un po’ il rischio che essa diventi un po’ un mettere le crocette vicino a tutti i concetti espressi e diventi un gioco del “celo”, “m’amanca”, ma pesantissimo viste le sofferenze e le conseguenze che sono in gioco. Sarebbe bene leggerlo solo se si sta facendo un qualche genere di percorso di psicoterapia o assimilati, o almeno se si può contare su un amico/a particolarmente dotato nell’ascoltare e nel coccolare. Voglio comunque riportare qui le parole fortissime che concludono il libro. “Una cosa è l’amore, un’altra è il rispetto. Siamo ancora troppo impregnati di una cultura che nasce dalla spinta inconscia a usare gli altri più che ad amarli. Questa cultura potrebbe avere come archetipi tutti gli dei dell’Olimpo, e così come contiene i privilegi del più forte, contiene anche la subordinazione acritica dei bambini al volere degli adulti, è la stessa cultura che fa dire a Dio, nella Bibbia: ‘Onora il padre e la madre’ e non anche: ‘Onora i tuoi figli’”.