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Ingranaggi umani

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Quattro vite si muovono nello stesso mondo senza toccarsi davvero, incastrate in abitudini che chiamano normalità. Ognuno ha costruito il proprio equilibrio su ciò che evita: domande scomode e desideri mai ammessi. Tuttavia certi pensieri non restano sepolti per sempre. Tornano. Insistono. E quando la superficie si incrina, ciò che emerge non è la libertà, è il prezzo da pagare per ciò a cui hanno rinunciato. Le loro esistenze si riflettono, si disturbano e si mettono a nudo. Perché a volte la vera difficoltà non è cambiare vita… ma accorgersi di non averla mai vissuta davvero.

169 pages, Kindle Edition

Published April 24, 2026

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Laura Castellani

19 books1 follower

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Community Reviews

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Displaying 1 - 8 of 8 reviews
Profile Image for Francesca☀️ Sunshjne.
16 reviews
May 27, 2026
Ho avuto il piacere di poter leggerlo in anteprima con la CE che mi ha inviato la copia ARC.

Ingranaggi umani è un libro particolare che ti porta a riflettere su come ogni individuo vive la vita e come, a volte, semplicemente accetta quello che gli altri gli impongono addosso. Abbiamo 4 protagonisti, di cui non sappiamo il nome e solo qualche informazione come cosa fanno nella vita o con chi sono sposati. Sembra quasi che non abbiano nulla in comune eppure il filo conduttore di questi personaggi è il luogo in cui lavorano. Tutti e quattro lavorano nello stesso ufficio e si conoscono a vicenda, giudicandosi come li giudicano tutti gli altri.

Ma, vi chiederete, in che senso non conosciamo i loro nomi? Beh li conosciamo come il Normodotato, la Sibilatrice, lo Zerbino e il Resiliente.

Questa storia inizia con Normodotato che vive la sua vita come gliel’hanno affibbiata, gli altri lo definiscono così e a lui sta bene. Ha sposato la donna che si aspettavano sposasse, fa un lavoro che nemmeno gli piace perché lì lo hanno assunto e passa ogni giorno a vivere una vita in cui non si sente speciale, non si sente il protagonista ma è quella che si aspettano abbia e lui la prende così com’è senza mai cambiare nulla. Non è felice, si accontenta di quello che ha e vorrebbe morire eppure ogni volta che è quasi lì per farlo trova sempre una scusa per evitare la morte, tornando alla sua vita insignificante. La Sibillatrice viene chiamata così perché vive dei pettegolezzi, si insinua nelle orecchie dei suoi colleghi e mette in giro voci per sentirsi importante, perfetta come si descrive. Nessuno è come lei, nessuno può essere lei che si costringe ad una vita di rinunce e sacrifici pur di non sentirsi mai al di sotto di nessuno. Non ha un compagno, nessuno sarebbe all’altezza. Non mangia niente, il corpo deve rimanere perfetto. Tutto quello che la gratifica è essere odiata perché crede di essere migliore, insinuarsi tra gli altri ed elevarsi. Lo Zerbino, come dice il nome stesso, si presta per poter entrare nelle grazie del capo ed è consapevole di come lo vedono tutti. Eppure a lui non interessa, lui vuole arrivare in alto e ogni giorno offre caffè, lusinga il capo, fa quello che vuole la moglie, ascolta i figli di cui in realtà gli interessa ben poco. Si prende meriti non suoi, perché anche se il lavoro lo fanno gli altri a lui interessa solo mostrare che a testa bassa ha fatto tutto e che facendo il lecchino otterrà quello che vuole. Gratifica gli altri non perché li apprezza davvero ma perché così può ottenere quello che vuole. Alla fine abbiamo il Resiliente, che è il capo ufficio. Con lui abbiamo dei dialoghi diretti, i soli all’interno di tutto il libro, e mostra com’è vivere la sua vita. Si presuppone che sia una persona che riesce ad affrontare tutto, che sia sempre positiva anche nei momenti peggiori eppure è solo. Non ha nessuno, è abitudinario e non cambia mai nulla della sua vita. Ha comprato una bara in anticipo, va sempre negli stessi ristoranti e anche se odia tutte le persone con cui lavora non fa niente per liberarsene. È consapevole di come vengano dipinti gli altri tre protagonisti, li vede per quello che sono e non comprende il loro stile di vita. Eppure, nonostante tutto questo, nonostante sia un “resiliente” alla fine è il solo che la rivolta drastica la fa davvero, trascinando nella sua follia e nel suo desiderio di morte e superiorità tutto l’ufficio e quelle persone che reputa insopportabili.

A fronte di ciò posso dirvi che questo libro mi ha fatta pensare molto, certi passaggi mi hanno davvero colpita in modo profondo. Come vive la vita una persona non possiamo saperlo, gli affibbiamo etichette e giudichiamo in base ai comportamenti senza mai pensare a chi c’è dietro. A cosa prova la persona che stiamo etichettando. Si rivede nel giudizio degli altri? Se ne frega? Sta bene con sé stessa? Non ci è dato saperlo, perché non siamo dentro quelle persone eppure ci riserviamo il diritto di definirli per come ci appaiono. È stata una lettura istruttiva e intensa, mi ha lasciato delle riflessioni davvero belle e ho apprezzato molto anche il modo di scrivere della scrittrice, di cui è la prima opera che leggo.

In ogni caso vi assicuro che questo libro è una perla da non perdersi e che ne vale la pena dargli un’opportunità!
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Unico  Mattia .
47 reviews
June 6, 2026
Un libro che racconta di quattro storie simili ma diverse. Quattro persone che vivono una vita infelice, non voluta e causa di dolore.

Abbiamo un Normodotato, che come nome già è strano. Lui vive una vita normale, con una routine normale. La sua prigione è proprio questo: una routine che lo dovrebbe proteggere dalla vita che non ha scelto, ma che nella realtà lo mantiene in vita come un respiratore artificiale. La sua è la storia che ho sentito di più, ma anche quella che sembrava avere maggiori riempitivi, parti poco utili alla comprensione del personaggio e situazioni ripetitive.

Abbiamo la Sibillatrice, maniaca del controllo e del gossip sfrenato. Ambisce al potere distruggendo gli altri. Vive una vita rigida e composta da privazioni. Che sia questa la motivazione della sua cattiveria? È quella con i tempi più forti che potevano essere esplorati, ma che, purtroppo, sono stati giusto scalfiti.

Poi passiamo allo Zerbino, il nome è tutto un programma. La sua aspirazione è il potere, ma al contrario della Sibillatrice, non cerca di distruggere direttamente, ma di mostrare quanto lui sia meglio usando remissività. È il personaggio che nel complesso risulta meno interessante, con poco se non nulla da raccontare se non poche riflessioni che comunque colpiscono nel profondo.

E infine, abbiamo il Resiliente. Ironico visto che è l'unico a non resistere fino alla fine. Forse, però, la sua resilienza sta nel scegliere il momento giusto per mettere in atto il suo piano. Il suo atto finale è la prova che poteva andare avanti, ma che il momento giusto era uno solo e che la sua morte, insieme a quella dei colleghi, non poteva essere rimandata. Mi sarebbe piaciuto conoscere di più di lui, dei suoi passato, delle sue sofferenze, del perché ha scelto quella strada.

In generale ho apprezzato questo libro, ma ho avuto l'impressione che ci potesse essere di più da dire in alcune storie, meno in altre.

Infine vorrei fare un appunto sullo stile. Alcuni termini vengono un po' troppo ripetuti, secondo me, e ciò potrebbe spezzare la narrazione.
This entire review has been hidden because of spoilers.
1,039 reviews29 followers
April 25, 2026
Tic tac, tic tac la vita scorre….
Tic tac…non si sa nemmeno come…
Come ingranaggi perfetti le vite dei quattro personaggi condividono gli stessi ambienti senza mai conoscersi veramente….
Ma le vite che stanno vivendo sono veramente vite che vale la pena di essere vissute?…
Un senso latente di straniamento, di un’apparenza che copre la vera natura di ognuno di loro, mai apparsa, mai svelata ma sempre nascosta e pronta a farsi sentire per capire finalmente come fare per vivere davvero…
Una collezione dolorosa e sincera di una mancanza che si fa vuoto, di tragedie che esprimono sofferenze e di allontanamenti che sanno di solitudine, sguardi persi in chi non vede o non vuole vedere, esistenze che si consumano senza trovare un senso nella vita….
Un libro che mi ha colpito profondamente per come è stato trattato il tema della solitudine, della inadeguatezza, della solitudine….
Uno stile scarno, diretto, quasi ironico, ma di un’ironia amara, che in fondo cerca dolcezza ma trova solo indifferenza….
L’autrice è riuscita a creare con le sue parole un palcoscenico su cui si muovono figure che sono solo l’ombra di esseri umani, negativi di una pellicola che non è stata sviluppata….
Un’autrice che ha creato un mondo che così lontano dal nostro poi non è e questo dà tanto ma proprio tanto su cui pensare….
Personaggi multi sfaccettati che riempiono le pagine e che le fanno volare verso una conclusione che solo così poteva essere….
Una lettura coinvolgente e profonda…da leggere e condividere….
Profile Image for Lucrezia Castello.
440 reviews21 followers
April 27, 2026

All'apparenza storie sconnesse, ma che al loro interno nascondono pezzetti di vita intrecciati, di disagi e di pensieri intrusivi di cui nessuno parlerebbe mai, se non al limite della sopportazione👀

I nostri protagonisti non hanno una vera identità, ma dei soprannomi azzeccati al loro portamento quotidiano nella società e nella vita privata.

La scrittura è quello intermezzo tra flusso di coscienza e cascate di parole di una persona neurodivergente che mette nero su bianco ciò che vive ogni giorno, e come la vive in prima persona, ma con POV in terza persona.

Mi sono rivista soprattutto nel primo personaggio, il Normodotato, con i suoi mille tentativi di cambiare rotta, di provare cose nuove, smettere di accontentarsi; ma per poi finire col procrastinare quando una sola quest non è stata portata a termine prima di arrivare al finale che, ovviamente, non si può proseguire senza aver eseguito tutti i passaggi.

Non è una lettura da prendere sotto gamba: va assaporata, capita, studiata e compartimentalizzata per ogni storia a sé.

Mi ha vagamente ricordato un romanzo dalle stesse sfumature, "Il Sid e la sua Tribù", ma con un unico personaggio, con un'identità definita, che si metteva sempre in discussione, sia sulle proprie scelte che sulle conseguenze che porteranno queste ultime, a lui e a chi gli sta intorno.

Da leggere almeno una volta!
Profile Image for Effy.
67 reviews
April 21, 2026
*Copia inviata in anteprima dalla casa editrice!*

Quattro vite.
Quattro solitudini diverse.
Un solo spazio che le tiene insieme, senza unirle davvero.

Ingranaggi umani di Laura Castellani ci porta dentro la mente dei suoi protagonisti, facendoci scivolare tra pensieri che diventano, a tratti, soffocanti, intimi e quasi scomodi.

Quattro vite che si sfiorano, si incrociano, ma restano distanti.
Legate da qualcosa di tangibile, cioè lo stesso ufficio, e da qualcosa di emotivamente più profondo: la solitudine malcelata.

Una solitudine che cambia forma, che si adatta e si nasconde.
E che, forse, basterebbe poco per spezzare.
È uno di quei libri che non si limita a raccontare, anzi ti costringe a guardare sotto la superficie, a chiederti quanto di tutto questo ci appartenga davvero.

Quanto spesso viviamo accanto agli altri senza vederli davvero?
E quanto siamo, senza accorgercene, parte degli stessi meccanismi dei protagonisti?

Una lettura breve, ma densa. Da assaporare piano, lasciando spazio interiore alle domande che fa sorgere.


Grazie a Delrai Edizioni per avermi inviato la copia digitale del romanzo e anche a Laura Castellani per averlo scritto.
81 reviews
May 24, 2026
Non un libro facile, a volte un po’ pugno nello stomaco, ma che aiuta a capire i pensieri delle persone con cui si condivide solo il lavoro.
Si scopre la parte più profonda delle persone, i loro pensieri e le loro paure.
Profile Image for Annarita_booklover.
363 reviews6 followers
June 2, 2026
3.5

Ho scelto di leggere questo romanzo incuriosita dalla trama e sono stata molto colpita dal messaggio che lancia questo romanzo.
I quattro protagonisti sono delle persone comuni, le stesse che potremmo incontrare ogni giorno e che, per un motivo o per un altro, ignoriamo.
Lavorano nello stesso ufficio e hanno tutti delle aspettative. Per raggiungere i propri scopi non si fanno scrupoli a calpestare gli altri. Questa ambizione lavorativa cela un "problema" comune: la solitudine.
Il Normodotato, la Sibillatrice, lo Zerbino e il Resiliente sono persone guidate da un forte spirito di rivalsa e covano una rabbia che ho trovato un po' eccessiva.
L'autrice ha molto enfatizzato le ossessioni di cui ognuno dei protagonisti è affetto.
La narrazione degli stati d'animo risulta perfetta, almeno all'inizio, poi tende a essere un po' ripetitiva: ho trovato due storie molto simili e quella della Sibillatrice un po' sommaria.
Personalmente avrei preferito una maggiore interazione tra i protagonisti così da capire meglio le dinamiche che li porta a odiarsi nonostante la poca conoscenza che dimostrano di avere l'uno per l'altro.
Plow Twist finale totalmente inaspettato da parte di un personaggio come il Resiliente.
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