Jump to ratings and reviews
Rate this book

Ciechi al buio

Rate this book
In quest’opera che intreccia vita, amore e guerra, la narratrice, una ragazza afgana cresciuta in Iran, racconta la storia della sua famiglia, attraversata da un confine geografico e culturale che è a tratti una cicatrice. Scegliere tra due patrie, specie se una è irrimediabilmente segnata dalla guerra, è un sacrificio insostenibile: si continua a essere estranei da ogni parte, si è migranti anche da sedentari, perché si smette di appartenere a un luogo. Tra la malattia di un padre che è acuita dall’instabilità geopolitica e le ferite invisibili che il comunismo ha lasciato su afgani e iraniani, un amore inopportuno, la tratta degli immigrati e l’incomunicabilità che sa farsi dogana, cresce nella protagonista il bisogno di determinarsi, non solo come donna, ma anche come intellettuale e cittadina. Un affresco nitido della condizione di chi nasce e vive nel Medio Oriente contemporaneo.

131 pages, Kindle Edition

Published April 17, 2026

1 person is currently reading
12 people want to read

About the author

Aliyeh Ataei

8 books10 followers

Ratings & Reviews

What do you think?
Rate this book

Friends & Following

Create a free account to discover what your friends think of this book!

Community Reviews

5 stars
1 (10%)
4 stars
3 (30%)
3 stars
2 (20%)
2 stars
0 (0%)
1 star
4 (40%)
Displaying 1 - 4 of 4 reviews
Profile Image for Freca - Narrazioni da Divano.
408 reviews23 followers
May 3, 2026
"Alla fine di ogni racconto, si presume che il motivo che ha spinto l'autrice a scrivere sia ormai chiaro. Il mio sono state le tombe, nient'altro the un incessante ritorno alle tombe, a quel che resta della dignità di un popolo."

Quando ero alle medie mio nonno mi regalava spesso libri, e più di una volta erano saggi sulla condizione femminile in Medio oriente, per l'anniversario quest'anno mio marito ha ripreso questa tradizione, una coincidenza che scalda il cuore.

Questo è un libro da comprare, perché deve essere letto, oggi più che mai quando la stampa ci mostra come siamo tornati indietro di decine d'anni, nulla abbiamo imparato e ripetiamo errori e orrori del passato prossimo, e poi riposto per poter essere ripreso in mano al bisogno.

Un testo sul confine e sulle persone di confine, divise fra due nazionalità e private della patria, non geografica ma culturale, le radici a cui tornare per sentirsi a casa, costrette a guardare davanti perché dietro c'è solo macerie e distruzione e porta al crollo di chi è costruito senza la possibilità di vere fondamenta, di cui è stata privata. L'approccio narrativo non è occidentale, non è una visione con le nostre lenti ma interna e legata alla sua percezione della realtà magari per noi assurda: ed è questo il pregio di questo libro, che ribalta l'analisi dei nostri giornali, infatti noi da lontano abbiamo una percezione generica, un grande calderone dove buttiamo dentro tutto ma ci sfuggono sfumature e dettagli che possono sembrare stridenti ma riportano la complessità e tridimensionalità di una situazione in divenire, non dicotomica con un prima e un dopo perché seppure il mondo procede, dimentica o reclude come storia il passato, lo lascia indietro in una pagina di un manuale e ti dice non è più per chi lo ha vissuto ci sono momenti che sono eterno presente, allungano loro ombra e sono la lente tramite cui leggere tutto.

La scrittura è giusta, la fine è semplicemente poesia che diventa accusa, ed è rivolta a noi, spettatori inerti, ignavi che commentano dai loro comodi salotto ma ciechi alla parte pulsante, persi nella teoria dove la vita è una pedina sulla bilancia, al pari degli indici economici e degli equilibrio politici.
L'accusa finale è il culmine di tutta la sofferenza che niente potrà guarire, e la condanna a essere ombre di morti che ritornano a vivere è una flebile giustizia anche se solo poetica.
Una testimonianza vibrante e un urlo disperato che non finisce di risuonare.

La struttura è frammentata, racconti che si richiamano e incorniciano vari eventi della vita della narratrice, non ci sono titolo ma piccole riflessioni ad inizio di ogni capitolo che racchiudono il senso profondo di ciò che seguirà. Ogni evento mette in luce un aspetto della vita privata che viene stravolta nella storia e come si cerchi di sopravvivere alla morte incessante.

"È il mio cuore il paese più straziato"
Profile Image for Franci.
23 reviews1 follower
April 25, 2026
La vita dell’autrice è narrata per frammenti, tutti accomunati da un’unica domanda: che cos’è un confine? In particolare, ci conduce nella vita dei suoi familiari, che si muovono lungo il confine tra Iran e Afghanistan, sempre accompagnati da una sensazione di precarietà. Li dove il confine è una ferita aperta.

⭐️⭐️⭐️
Profile Image for Davide.
66 reviews2 followers
May 5, 2026
Bello quanto crudo!
Una rappresentazione che mancava di una delle numerosissime soglie che troviamo nel mondo.
Displaying 1 - 4 of 4 reviews