Con questo suo primo romanzo, Luciana Littizzetto ci racconta un tempo, nella vita di ogni donna, friabile e vivo, e lo attraversa con leggerezza e ironia: una storia luminosa in cui è facile riconoscersi, capace di farci sorridere e, insieme, di muovere con intelligenza e grazia le nostre emozioni. Tre donne, un baretto di fiducia e una chat che non conosce tregua. Ogni settimana, tra caffè con acqua calda a parte e confidenze, Lola, Maura e Ida tornano lì, come se fosse il modo più semplice di non perdersi. Lola sta per compiere sessant'anni e si sente sbiadire, incastrata tra un passato che non ha ancora smesso di fare male e un presente che sembra aver perso colore. Maura fa i conti con un matrimonio che si trascina per abitudine più che per slancio e con quei sogni che, negli anni, ha dovuto mettere da parte. Ida, invece, con il suo mix di ottimismo e spregiudicatezza, non chiede il permesso a nessuno: vive, sbaglia, ricomincia. Ad accomunarle, un'inquietudine sottile: la sensazione che i giochi non siano ancora fatti, che sogni e desideri possano ancora trovare spazio. Ma come? Forse, a volte, basta soltanto avere fiducia e imparare a lasciarsi trovare dalle cose belle. E così, dentro quel tempo sospeso, qualcosa comincia a muoversi nei modi più imprevedibili: un incontro inatteso, una possibilità che si affaccia insperata, il passato che torna a bussare aprendo a un futuro ancora tutto da immaginare. Sullo sfondo di una Torino vibrante che si fa complice silenziosa, Lola, Maura e Ida si trovano così davanti a ciò che sono state e a quello che potrebbero ancora essere, in equilibrio tra rimpianti e slanci, paure e improvvise aperture, mentre riaffiora, forte, la sensazione di essere vive. Con questo suo primo romanzo, Luciana Littizzetto ci racconta un tempo, nella vita di ogni donna, friabile e vivo, e lo attraversa con leggerezza e ironia: una storia luminosa in cui è facile riconoscersi, capace di farci sorridere e, insieme, di muovere con intelligenza e grazia le nostre emozioni.
Figura di spicco della comicità italiana, è anche attrice, scrittrice e speaker radiofonica. Dopo il diploma in pianoforte al conservatorio e la laurea in lettere, ha insegnato lettere e educazione musicale. Nel contempo, ha seguito i corsi di recitazione dell’Istituto d’arte e spettacolo sotto la guida di Arnoldo Foà e ha poi iniziato l’attività di doppiatrice, attrice e autrice di spettacoli di cabaret. Nel 1991 vinse il festival di cabaret Bravograzie e l’anno successivo entrò a far parte del cast del programma di Rai3 Avanzi; nello stesso anno l’attrice comica è stata fra gli ospiti fissi della trasmissione di Bisio e Athina Cenci Cielito lindo andata in onda su Rai3 (in cui presentava il personaggio di Sabrina). Dal gennaio del 1995 ha partecipato con Oreste de Fornari e Gloria de Antoni a Letti gemelli e anche a Tv cumprà con Ivo Garrani e Michele Mirabella; nel 1997 alla trasmissione di Italia1 Facciamo cabaret e poi a Ciro, il figlio di Target. Nel 1997 è avvenuto anche il suo debutto cinematografico con il film di Davide Ferrario Tutti giù per terra tratto da un romanzo di Giuseppe Culicchia. Nello stesso anno ha interpretato anche Tre uomini e una gamba, nel 1999 E allora mambo, nel 2001 Ravanello pallido (di cui è stata anche sceneggiatrice). In televisione, dopo alcune apparizioni come ospite, è diventata inviata speciale di Mai dire gol in occasione dei Mondiali di calcio 98 e con l’inizio della stagione 1998-99 ha fatto parte integrante dello show fino al 2000, anno in cui è diventata ospite fissa del programma di Rai2 Quelli che il calcio… nell’ultima stagione condotta da Fabio Fazio. Dopo aver fatto parte del cast di Mai dire domenica, dal 2005 diventa la presenza domenicale del programma di Rai3 Che tempo che fa, condotto da Fabio Fazio, il quale la vorrà accanto anche in Quello che (non) ho (La7-2012) e nei Festival di Sanremo del 2013 e 2014. Numerose sono anche le sue trasmissioni radiofoniche: l’hit parade radiofonica con Chiambretti, Single su Radio2 nel 1997, Titanic(a) ancora su Radio2. Attualmente su Radio DeeJay, insieme a Vic, conduce La Bomba.
Questo è il primo romanzo della Lucianina. È una vicenda estremamente divertente, simpatica e frizzante. Si seguono le vite di tre amiche, ormai alla soglia dei sessant’anni, impegnate a farsi largo tra spasimanti, lavoro, figli e dalle assurdità della vita. Sono tre personaggi a cui non ci si può non affezionare, perché sono molto realistici e umani. Tre amiche che quasi vorresti avere nella tua vita. Lo spirito goliardico ed irriverente della Luciana emerge in ogni riga, ma riesce a comunicare anche una profonda tragicità dell’esistenza. Infatti, quando mettiamo da parte noi stessi per colpa della paura, che nasce in seguito alle nostre esperienze passate, non facciamo altro che smettere di vivere. È un’idea, questa, che si ritrova per tutto il romanzo. Sì, è una storia leggera, ma anche profonda. Anzi, i due aspetti sono bilanciati perfettamente. Lo stile è quello classico della Littizzetto: asciutto, divertente, impreziosito da riferimenti culturali, ma anche tenero e delicato. È un libro estremamente consigliato per quei momenti in cui si ha bisogno di leggere una storia che faccia piegare in due dal ridere e che faccia da compagnia per qualche giorno.
Appena ho saputo dell’uscita del primo romanzo di Luciana Littizzetto ho sperato in una storia indimenticabile e ricca di ironia, invece, purtroppo, non è andata così. Tre amiche da una vita alle prese con le gioie, poche, e i dolori, tanti, della vita e soprattutto della menopausa. La voce della Littizzetto si sente moltissimo: battute e dialoghi nel suo stile. Quello che mi è mancato tantissimo in questo romanzo è la Littizzetto intelligente e profonda. Quella che ti porta a riflettere, a farti domande, a vedere le situazioni da un altro punto di osservazione. Un esordio molto promettente, ma sviluppato in modo superficiale. Un potrei ma non voglio.
Voto 4,5 . Roby - per RFS . Ben trovate care Fenici, oggi vi vorrei parlare di Il tempo del la la la di Luciana Littizzetto.
Il libro è il primo vero e proprio romanzo della comica, non è una raccolta di sketch ma il racconto di tre amiche quasi sessantenni alle prese con i problemi della vita.
Le protagoniste sono Ida, Lola e Maura, tre donne con caratteri completamente diversi che si supportano e sopportano come solo le vere amicizie sanno fare: Ida è avventurosa e estroversa, Maura è sposata ma il rapporto con il marito è sempre più freddo e Lola ha costruito una corazza intorno al suo cuore e preferisce vivere di abitudini per non soffrire.
Lo stile è colloquiale, scorrevole e, ovviamente, molto ironico, nel modo tipico della Littizzetto ma ai momenti divertenti si alternano quelli più personali e riflessivi, quelli dove la nostalgia e la malinconia la fanno da padrone. Resta il racconto di tre donne quasi sessantenni, si parla dei problemi legati alla menopausa, al non vedersi più desiderabili, ai figli che si allontanano e ai genitori anziani da seguire; lo stile è leggero e ironico ma gli spunti di riflessione non mancano assolutamente, soprattutto se non si è più giovanissimi.
Torino è la quarta protagonista della storia, l’amore dell’autrice per la sua città è palpabile e vi garantisco che fa delle descrizioni che sono dei meravigliosi quadretti, senza dimenticare tutta una serie di piemontesismi che farciscono il racconto e che la contraddistinguono, cosa che, essendo sua conterranea, apprezzo particolarmente, ma state tranquilli se non conoscete il dialetto c’è sempre la traduzione/spiegazione della scrittrice.
Un libro delizioso, divertente talvolta malinconico, leggero e profondo…credo che sia apprezzato in maniera particolare da un pubblico un po’ più grande ma è adatto per tutte le età.
E' un libro strano. E' un libro che sembra senza trama. All'inizio ho fatto fatica perchè non c'è un filo unico che parte da un punto A per arrivare ad un punto B. Non c'è uno scopo nella storia ma tutto alla fine ruota attorno al compleanno di una delle protagoniste senza però mettere in secondo piano le storie personali degli altri personaggi. Non è un libro a senso unico ma con mille deviazioni con l'obiettivo, a parer mio, di fare una foto di una certa parte di società (over 50/60) e delle visione che si genera a quell'età nelle persone.
E' un libro leggero, nè comico nè drammatico che però ti lascia quella leggerezza che forse dovremmo sentire tutti i giorni nella nostra vita. Alla fine del libro avresti quasi voglia di incontrare Ida, Maura e Lola perchè di fatto è un po' come se le conoscessi molto bene.
“Magari mi trovo semplicemente in un periodo la la la... riflette. Sai le canzoni che ogni tanto, a metà di un verso, di colpo restano senza parole e fanno "la la la" o "tata ta ta ta" o "du du du"...? Forse perché l'autore in quel punto non ha proprio trovato quelle giuste. O gli è mancata la rima. E dire che fin lì era tutto perfetto, tutto procedeva alla grande, c'era persino della poesia, e poi... il nulla. Vuoto totale. Quindi che fa il cantante? Prende tempo. Lalleggia. Ecco, io la penso così. Credo anche io di essere in un periodo della vita la la la… sospeso.”
C’è un tempo per i ciucci, uno per i vestitini lilla coordinati e poi c’è il tempo del "la la la" 🧸✨
#ilNostroSegnalibro profuma di estate, di olio di mandorle, di sogni e di quella sana ironia che ti salva le giornate. Mentre Flora sperimenta i suoi primi look (e ammettiamolo, questo completino lilla è adorabile!), io ho passato i pochi minuti liberi dal doppio/triplo lavoro a riflettere con il primo romanzo di #lucianalitizzetto
Leggere con una neonata in casa è uno sport estremo. Ma le vicende di Lola, Maura e Ida mi hanno ricordato che i bilanci esistenziali, le “liste delle buone intenzioni” e le crisi d'identità non risparmiano nessuno, nemmeno chi non ha le occhiaie che arrivano alle ginocchia come le mie. 👶🏻
Satira tagliente sulla terra di mezzo dove ti chiedi chi sei diventata tra una chat di mamme e una lista della spesa. Perché ammettiamolo: quando la tua giornata è scandita da orari militari e minuscole scarpette bianche, ridere dei piccoli eroismi quotidiani è l'unico modo per non finire a parlare da sola con il passeggino.
Leggero? Sì. Superficiale? Manco per niente. Il promemoria perfetto per ricordarci che, anche quando siamo sommerse dai doveri, abbiamo il sacrosanto diritto di mantenere un briciolo di sana, vecchia anarchia mentale. ✨📖
Romanzo d'esordio senz'altro promettente anche se ci sono potenzialità per me rimaste inespresse. Un libro leggero, dalla forte caratura comica, e questo era prevedibile, ma che vuole anche portare un messaggio: quello di ascoltare se stessi, di non lasciarsi sopraffare dall'immobilità ma di cercare, sempre, un modo per essere felici, anche un passettino alla volta. Credo però al tempo stesso che questo aspetto potesse essere indagato con un po' più di profondità; insomma, lo spessore delle riflessioni emerge un po' a tratti ma non in maniera tale da caratterizzare appieno il libro. Detto ciò, una menzione a parte per il ruolo di Torino, città magica la cui bellezza, insieme al piemontese, ha per me dato tanto al romanzo. Resta una lettura scorrevole e piacevole, che tiene compagnia e che fa riflettere. Buon romanzo d'esordio
Divertentissimo!!!! Brava, Lucianina, che dai tempi dei manuali dei gambi di sedano, sei passata al primo romanzo: sincero, ironico, esilarante, sulla speciale amicizia tra tre sessantenni torinesi ... diversissime in tanti aspetti ma che si adorano, aiutano, incoraggiano e proteggono. L' ho letto in tre sere ma poi ne ho registrato stralci di capitoli per inviarli alle amiche: perché in Ida, Maura e Jole c'è un pezzetto di tutte noi! Prima di farlo girare, prestarlo o regalarne copie...me lo porto agli aperitivi, cene e feste con le amiche...vale sempre leggerne un pezzetto e farsi due risate!
Questo libro mi è piaciuto tantissimo, è divertente, ricco di curiosità interessanti e scritto davvero bene, ho adorato l'uso delle similitudini, che anche a me che piace scrivere, le uso spesso, quindi ho apprezzato molto. Inoltre ho apprezzato le caratteristiche dei personaggi e spesso è come se si sentisse proprio la voce dell'autrice stessa, ma del resto si è visto quanto è brava Luciana Littizzetto a scrivere le letterine a ctcf che doveva proprio scrivere questo libro e ci vedrei benissimo anche un film.
Ottima lettura, inizia un po’ un punta di piedi, si sente la voce dell’autrice. Pian piano che si addentra al libro si sente che la scrittrice è più a suo agio e diventa più caldo e morbido ma sempre simpatico con una buona dose di ironia.
Adoro la Littizzetto, scrive bene e ha il suo stile, però devo dire che il racconto è carino, ma mancano i colpi di scena. Storie di vita normale raccontata bene. Mi piacciono di più i libri con più vita.
Non è esattamente un imperdibile. La trama è scarna e citofonata. Ma la Littizzetto non tradisce mai. Alleggerisce sempre. Strappa un sorriso. Ci ricorda che prima o poi il la la la finisce per tutti
Un romanzo leggero, divertente e allo stesso tempo ricco di emozioni. Attraverso le storie di tre amiche, il libro parla di amicizia, cambiamento e della capacità di ricominciare anche quando sembra difficile. Ho apprezzato l'ironia e lo stile scorrevole che rendono la lettura piacevole dall'inizio alla fine.