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Your last words

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Jax è un agente dell’MI6.
Il suo scopo è sempre stato condurre i suoi uomini, finché una missione non ha cambiato tutto.
Da quel giorno, dentro di lui qualcosa si è spezzato.
Continua a fare il suo lavoro, ma la sua mente è diventata un campo di battaglia privo di silenzio.
Eppure, in quel caos, c’è un’immagine che non lo abbandona mai.
Una donna rannicchiata in una stanza. Immobile. Gli occhi fissi nei suoi.
È lì che il suo mondo si è fermato.

Sarabi era il migliore agente dell’MI5 della sua generazione.
Finché non è stata rapita.
L’hanno lasciata nel silenzio, nel buio, in un corpo che non le apparteneva più.
Poi una voce ha infranto quell’oscurità e l’ha strappata dal buio.
Due anni dopo, sta ancora cercando di rimettere insieme i pezzi. Per questo decide di tornare alla fattoria con sua nonna, a quella casa costruita insieme che ancora conserva il ricordo di chi era.
È lì, in un campo di denti di leone e con un diario misterioso, che sente di nuovo quella voce.
E il mondo ricomincia a girare.

458 pages, Kindle Edition

Published July 17, 2026

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About the author

Deborah P. Cumberbatch

16 books125 followers
Deborah P. Cumberbatch è sempre stata dipendente da tre elementi: caffè, pizza e libri.

Lettrice compulsiva, è ossessionata dalle parole e dalla magia che possono creare con il loro semplice intrecciarsi: ha un amore incondizionato per qualunque buon libro, sono sempre stati un porto sicuro in mezzo al caos della vita.
La lettura e la scrittura hanno sempre avuto il sapore di casa per lei. Il suo modo per respirare.

Cresciuta con la Disney, ha fatto suo il mantra del creatore di universi che le ha insegnato a nonarrendersi mai: “Se puoi sognarlo, puoi farlo. Ricorda sempre che questa intera avventura è partita

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5 stars
164 (52%)
4 stars
90 (29%)
3 stars
44 (14%)
2 stars
8 (2%)
1 star
4 (1%)
Displaying 1 - 30 of 74 reviews
Profile Image for julie ★.
277 reviews59 followers
July 13, 2026
‧˚꒰୭ 💞˚. your last words ౿ 5 stars
⤿ finish date: july 11th!
‌‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌
«Ti va di essere un po’ meno persi?»
«Insieme?»
«Insieme».



Your last words mi ha preso alla sprovvista. Non mi aspettavo una lettura che mi catturasse così tanto. è intensa, autentica, vera. è uno di quei libri che ti penetra profondamente nell'anima, con una grazia discreta ma al tempo stesso con un'energia travolgente. Si tratta di un intreccio complesso e ricco di sfumature. È il racconto del dolore che si trasforma in una rinascita, un viaggio che esplora l'amore in tutte le sue forme, ma non manca di affrontare anche la tematica della perdita. È una voce che riemerge potente dopo un lungo e assordante silenzio. Questa è una storia che racchiude in sé altre storie, un viaggio emotivo che ti porta a scomporti e poi a ricostruirti lentamente, offrendo nuova luce a ogni nuovo capitolo.

In Jax e Sarabi ho colto fragilità e coraggio, dolore e rinascita. Esistono storie che meritano di essere raccontate e la loro, strettamente collegata a quella di Gwen e Roth, è proprio una di quelle.

E vi assicuro con la massima sincerità che arrivata quasi alla fine avrei desiderato che questa storia non avesse mai una conclusione. Fin dal primo capitolo ho percepito che sarebbe stata una di quelle storie. Quelle che ti lasciano un'impronta indelebile. Quelle che, semplicemente, rimangono impresse per sempre.
Profile Image for Rosanna Mostaccio.
110 reviews1 follower
August 19, 2026
Libro finito, posso dire che nn avevo molte aspettative su questo libro nn conoscendo bene l'autrice ma mi sono assolutamente ricreduta questo libro ti e tra nel profondo ti lacera l'anima e poi Tecla ricuce.Posdo dire che la storia tra Jak e Sarabi mi ha preso din dalla prima pagina ho sentito tutta la sofferenza di loro due in ogni pagina e la storia di Gwen e Roth e stata una storia dentro la storia anch'essa fatta di sofferenza nn entro nei dettagli perché dovete leggere assolutamente questo libro e veramente bellissimo ho dato 4,75 ⭐⭐⭐⭐ stelle tutte meritate
Profile Image for RaffaellaReads.
531 reviews71 followers
July 17, 2026
⭐️⭐️⭐️⭐️,5

Virginia Woolf diceva che non è la meta quello che conta, quanto il viaggio. È questo la parte importante in ogni storia, poiché l’importante non è dove arrivi, ma come ci arrivi. Il percorso. Il modo in cui lo affronti.
E penso che questa definizione, questo pensiero, si possa applicare a questa storia. Questa storia rappresenta il percorso di due persone spezzate, segnate, traumatizzate. La vita, il lavoro che hanno scelto di fare, gli si è rivolto contro ed è proprio nelle circostanze peggiori che i loro due percorsi, che le loro due vite si incontrano. Si incrociano. Doveva essere solo un qualcosa di temporaneo, una ragazza trovata in una stanza, è salvata. Lui è un soldato, lei un’analista dell’intelligence. Ma quell’incontro, quegli occhi spaventati e terrorizzati, dopo due anni ancora perseguitano il soldato.
Ma non sono solo quegli occhi puri, pieni di dolore e paura a perseguitarlo ma sono anche le sue colpe, le vite che lui è convinto di essersi portato, di cui era responsabile. È mosso dalla rabbia verso se stesso, dal senso di colpa, tanto da annegare il tutto nell’alcol ed è non riuscire più a guardare il suo riflesso allo specchio da circa due anni. Si è totalmente isolato e lasciato andare tanto che i suoi superiori hanno messo in dubbio la sua capacità di affrontare una nuova missione. Ed è proprio da questo momento che inizia il suo percorso. Sa di avere il problema, sa che non sta affrontando il tutto nel migliore dei modi, ma è certo che sia quello di cui che lui meriti. Fino a quando i suoi migliori amici decidono che è arrivato il momento che le cose cambino: deve rimettere in sesto la sua vita e hanno perciò deciso di mandarlo per due mesi in una fattoria, ad aiutare una signora nella ristrutturazione. Credono sia perfetto e adatto alla sua situazione. Si deve rimettere in sesto, è arrivato il momento e non solo perché rischia di essere dichiarato non idoneo per la nuova ammissione ma anche perché ha toccato ormai il fondo. Ciò che non si aspettava però era che arrivato in quel posto, lontano da qualsiasi cosa, si imbatte in quegli occhi che lo perseguono da due anni.
Era l’ultima persona che pensava di trovare lì, in cui si sarebbe imbattuto nuovamente ed è proprio la purezza e l’ingenuità di quella ragazza che lo spingono a volersene andare immediatamente, a non voler rimanere in quel posto e rischiare di rovinare anche lei. La fattoria rappresenta la gita al faro per Virginia Woolf.
La fattoria è un percorso che affronta il nostro protagonista per arrivare all’accettazione di sé, della sua situazione. Siamo abituati a vedere come i protagonisti di questo genere di romance soffrano di stress da disturbo post traumatico, e in questo libro il percorso che compiono entrambi i protagonisti e un qualcosa di travolgente, di struggente, con tante paure, tanti dubbi. Ma è anche un qualcosa di inevitabile. Vuole starne lontano, non vuole contaminarla eppure allo stesso modo non riesce a non tenerla d’occhio, a non cercarla. Ciò di cui però non si rende conto e quanto sia l’unico a sapere davvero come comportarsi con lei, quanto poter dire, quanto potersi avvicinare, quanto spazio lasciarle. Non si rende conto di quanto in realtà se ne prenda cura eppure ogni sorriso, ogni minimo segno che lei fosse a suo agio con lui, è una piccola vittoria, ma la battaglia dentro di lui continua a persistere. Perché i demoni non sono facili da scacciare soprattutto quando ti perseguitano negli incubi, soprattutto quando lei stessa ti ricordi la tua ammissione più brutta. Eppure quella che doveva essere solo una settimana sono diventate due settimane, e quelle che devono essere due settimane sono diventati due mesi. È un percorso lento e frastagliato. L’avvicinamento fra i due corrisponde a un passo avanti del protagonista. Perché come se accettasse a poco a poco se stesso, accettasse che lei mi voglia stare vicino. È estremamente protettivo nei confronti di quella ragazza che ha salvato due anni prima e farà di tutto per proteggerla e farla sentire al sicuro. Ma farà di tutto anche per renderla più sicura di sé, per farla tornare a poco a poco quella ragazza che era prima. A piccoli passi. Penso che sia la storia del protagonista che quella della protagonista ti lasci in un segno. Sono personaggi estremamente umani e estremamente reali in tutte le loro crepe, in tutti i loro difetti e le loro paure. Riesce a sentire il loro dolore, riesce a sentire la loro speranza. Conti con loro questo percorso. Emotivamente sei totalmente coinvolto. Capisci la rabbia verso se stesso del protagonista. Quanto si senta responsabile di ciò che è successo due anni prima, come non riesca a guardarsi allo specchio. I suoi demoni tormentano, ci vive costantemente eppure quella fattoria e quelle due donne sembrano creare un balsamo temporaneo per le sue ferite. Perché se una ragazza come lei vuole stare con lui, in sua compagnia, si sente protetta forse può lasciarsi andare a poco a poco pure lui. Ma lasciare andare i propri demoni, e le proprie colpe non sarà facile e sarà solo quanto è sul punto di perdere realmente tutto che capisce. Capisce che forse l’amore è quello che ti può salvare . che forse sono le persone che hai accanto che ti possono aiutare, che ti possono dare la forza. Lui si è sempre identificato con il suo lavoro, e ha sempre avuto paura che senza qualche immissione non sarebbe stato più nessuno. Ed è proprio per questo che era pronto ad abbandonare tutto tornare alla sua vita. Lei era troppo per lui, non se la meritava eppure, quando si ritroverà di fronte alla reale scelta, capirà cosa è realmente importante e che forse non c’è neanche bisogno di rinunciare a tutto.
Profile Image for BooksnSummer.
299 reviews26 followers
July 27, 2026
Jax è un agente dell’MI6 che, dopo una missione finita nel peggiore dei modi, continua a svolgere il suo lavoro portandosi dentro ferite che non smettono mai di sanguinare.
Sarabi è un’ex agente dell’MI5, sopravvissuta a un rapimento che l’ha segnata nel corpo e nell’anima.
Le loro vite si intrecciano per caso, per ritrovarsi dopo due anni, ancora feriti da ciò che hanno vissuto.

Deborah è stata davvero brava ad affrontare una tematica delicata come il disturbo da stress post-traumatico, mostrando quanto possa essere devastante per chi ha vissuto esperienze estreme, soprattutto in ambito militare.
Non si limita a raccontare il dolore ma ne esplora anche le conseguenze, i silenzi e il difficile percorso verso la guarigione.

Un altro aspetto che mi è piaciuto tantissimo (e non mi aspettavo di trovare!) è stata la storia del diario e il ruolo fondamentale che ha avuto all’interno del romanzo.
Il passato raccontato tra le sue pagine si intreccia con il presente dei protagonisti, andando a raccontare due storie all’apparenza diverse ma molto simili tra di loro.
Sarabi troverà in Gwendolin una figura a cui aspirare per la sua forza e la sua storia.

Jax e Sarabi sono personaggi imperfetti, segnati dalle loro esperienze ma, proprio per questo, autentici.
Non avevo dubbi che Deborah sarebbe riuscita a lasciare il segno pure questa volta 💛
Profile Image for Andre.
203 reviews28 followers
July 23, 2026
5 ⭐️ 3 🌶️ 3 😱

Deborah ha scritto un romanzo intenso, bellissimo, e profondamente emotivo.
Racconta la storia di due anime spezzate.
Jax, un agente dell MI6, si è ritrovato a salvare una ragazza in una casa abbandonata che è stata maltrattata per mesi da un gruppo di neonazisti.
Questa ragazza è Sarabi, la donna che alla fine con la sua forza sarà in grado di salvare il suo cuore.
Perché Jax a causa del suo lavoro vive la sindrome del disturbo post traumatico, ed è sempre in balia di incubi che gli ricordano quello che ha vissuto nelle sue missioni.
Mentre Sarabi non è più in grado di provare niente dopo questa tremenda esperienza, solamente la paura.

Per un puro caso del destino, saranno costretti a vivere insieme in una piccola fattoria nelle campagne dell’Inghilterra per riuscire a salvare le loro anime.
Perché sì, uno sarà la salvezza dell’altra.

Il cammino di queste due persone è essenzialmente straordinario e toccante, profondo e intenso.
Jax, che uomo! Ho amato veder disintegrare la corazza di quell’uomo a suon di dolcezza; perché Jax sa fin dal primo sguardo che Sarabi è la sua dea, la sua musa, la sua donna.
Ha voluto avvicinarsi a lei con delicatezza e incanto, senza spaventarla mai.
Sarabi vive con la nonna Bibi, che è una maestra di vita, una compagna, una splendida presenza nella sua vita.
Grazie a Jax riuscirà a sentire ancora, a provare ancora quei sentimenti e quelle passioni che le erano state portate via con la forza.

Tra di loro si sviluppa un rapporto dolce e profondo, ma anche molto sensuale: le scene intime tra questi protagonisti sono cariche di sensualità e trasporto.
Vedere come Jax adora e venera il corpo di Sarabi è una soddisfazione per il cuore; la loro intesa è profonda anche a letto, è puro trasporto e bisogno interiore.
Insieme hanno saputo spegnere le loro paure e accendere una nuova vita fatta di libertà e consapevolezza.

Potrei parlare per ore di questo testo, senza mai fermarmi, posso solo dirvi di leggerlo con attenzione per assaporare la scrittura poetica di Deborah che però ti graffia, ti aggradisce e ti fa sobbalzare il cuore per poi restituirtelo ancora più pieno.

Il secondo cinque stelle di questo anno.
Profile Image for Giulilobooklover.
222 reviews10 followers
May 29, 2025
Non è facile trovare le parole giuste per parlarvi di questa storia. Ci provo, anche se ammetto che Your Last Words è stata una lettura così intensa, così profonda, che ho paura di non riuscire davvero a renderle giustizia.

È una di quelle storie che ti arrivano dentro, silenziosamente, ma con una forza dirompente. È tante cose tutte insieme.
È dolore, è rinascita. È amore, ma anche perdita. È una voce che torna a farsi sentire dopo troppo silenzio.
È una storia nella storia, un percorso emotivo che ti scompone per poi ricomporti, pagina dopo pagina.

Racchiude così tanto che fermarla in una definizione mi sembra quasi riduttivo.
Ma se dovessi scegliere una sola parola per descrivere ciò che ho provato leggendo… sarebbe questa…..Immenso.


Il silenzio. Poi, all’improvviso, una voce.
Una voce che le restituisce ogni parola che le era stata strappata.
Due anni immersi nell’oscurità, nel vuoto, in un dolore che sembrava non avere fine.
Ma a volte basta poco per riaccendere la luce.
Un libro che parla direttamente all’anima, una casa che profuma d’amore e accoglienza, un campo di denti di leone che sussurra promesse di rinascita…
E un uomo. Spezzato, sì, ma capace di salvarla quando nemmeno lei sapeva più come fare.
È lui, Jax, l’unico ad averla davvero sentita.
L’unico che ha ascoltato quel grido soffocato nel silenzio.
L’unico che ha saputo vedere la donna nascosta dietro la frattura.
E pezzo dopo pezzo, l’ha aiutata a ritrovarsi.

Jax e Sarabi sono rimasti intrappolati in un tempo sospeso, bloccati a due anni prima, nel momento esatto in cui le loro vite si sono incrinate.
Da allora, niente è stato più lo stesso.

Lui l’ha vista. L’ha salvata.
E da quel giorno, non è più riuscito a dimenticare quegli occhi pieni di paura, di dolore, ma soprattutto di una silenziosa richiesta d’aiuto. Non conosceva nemmeno il suo nome, ma quella donna gli è rimasta impressa nell’anima.


Sarabi, invece, ha imparato a temere ogni contatto umano. Ha lottato per risalire dal baratro, aggrappandosi con tutte le forze a quel poco che le era rimasto.
Una casa di campagna, una nonna amorevole e il suo cane lupo, che è diventato la sua ombra silenziosa e fedele.
Pezzo dopo pezzo, ha provato a ricostruirsi. A ritrovare una traccia della donna che era un tempo.
Non immagina che la sua vita sta per essere stravolta di nuovo.
Non sa che quell’uomo che, due anni prima, l’ha riportata in vita… sta per tornare.

Perché Sarabi, quando vede Jax, torna a vivere.
E Jax, quando rivede Sarabi, ricomincia finalmente a respirare.

Complice un libro misterioso, nascosto da chissà quanto tempo nella soffitta polverosa della vecchia casa, Jax e Sarabi iniziano a intrecciare le loro vite in modo inaspettato.
Quello che inizia come una semplice scoperta si trasforma in qualcosa di molto più profondo.

Tra sguardi rubati e silenzi densi di significato , capaci di dire più di mille parole, più di mille carezze , nasce una complicità fatta di piccoli gesti, di fiducia costruita con pazienza, giorno dopo giorno.
Una fiducia che sa di promessa.
Di rinascita.
Di qualcosa che va oltre il tempo e il dolore.

E mentre si ritrovano immersi nella storia di Gwen e Roth, che li unisce più di quanto potessero immaginare, io mi sono ritrovata con loro, completamente rapita.
Perché tra quelle pagine, tra quelle emozioni, ho perso un pezzo del cuore… e l’ho lasciato lì, con loro.

Jax e Roth sono semplicemente perfetti, ciascuno a modo suo.
Uomini diversi, ma uniti da una stessa forza. L’amore.
Un amore talmente profondo da spingerli a mettere da parte sé stessi, da essere pronti a sacrificare tutto pur di salvare chi amano.
Non eroi senza macchia, ma uomini veri, imperfetti, che scelgono l’amore anche quando fa male.

Sarabi e Gwen, invece, sono due guerriere.
Donne che la vita ha provato a spezzare, a mettere a tacere.
A cui hanno tolto la voce… ma non del tutto.
Perché la loro forza più grande sta proprio lì, in quel silenzio che urla.
Nella capacità di farsi sentire anche senza parole, di lasciare il segno con uno sguardo, con un gesto, con la sola presenza.

In loro ho visto fragilità e coraggio, dolore e rinascita.
E la certezza che ci sono storie che meritano di essere ascoltate.

Debora è riuscita a commuovermi profondamente, con la potenza delle sue parole e l’intensità dell’amore che ha saputo raccontare.
Attraverso i suoi personaggi spezzati, fragili, ma con un universo intero dentro, mi ha trafitto il cuore.
Due anime che portano addosso le cicatrici del passato, due storie che si intrecciano come fili di uno stesso destino, legate da qualcosa che va oltre il dolore e oltre il tempo.

Ho pianto. Tanto.
Pagina dopo pagina, ho lasciato che l’emozione mi travolgesse, che ogni frase mi scivolasse dentro come un sussurro impossibile da ignorare.

E posso dirvelo con tutta l’onestà del mondo…avrei voluto che questa storia non finisse mai.
Perché già dal primo capitolo avevo capito che sarebbe stata una di quelle.
Quelle che ti restano addosso.
Quelle che, semplicemente, non si dimenticano.


E adesso, vorrei concludere con una domanda che nonna Bibi faceva sempre, una di quelle che ti restano dentro anche dopo aver chiuso il libro…
“Per cosa sei grata, Giulia?”

Sono grata per aver incrociato questa storia nel mio cammino.
Per averla letta, vissuta, sentita sulla pelle.
Perché alcune storie non sono solo pagine da sfogliare…..
E questa… questa è una di quelle.
Profile Image for Celeste.
208 reviews1 follower
August 5, 2026
Your Last Words è la storia di Sarabi, ex agente dell’MI5 che ha passato l’inferno, ma che è riuscita a uscirne, anche grazie a due meravigliosi occhi azzurri appartenenti all’agente Jax dell’MI6, che durante una missione l’ha salvata. È la storia di due anime che, già dal primo sguardo, sapevano che la loro vita non sarebbe mai più stata la stessa.

Il romanzo mi è piaciuto anche se l'ho trovato un po' troppo stucchevole a volte. Quando Jax è costretto a prendersi una pausa dal lavoro, senza saperlo si ritrova a vivere nella stessa fattoria di Sarabi e della sua Bibi, la nonna. Qui è impossibile fuggire, impossibile nascondere i sentimenti e forse l’unico modo per i due di ritrovare la via di casa è quello di diventare una piccola squadra.

Parallelamente alla storia dei protagonisti abbiamo delle parti di un misterioso libro che raccontano la storia d’amore tra una ragazza vissuta ai tempi della Seconda guerra mondiale e un ufficiale delle SS. Questa parte non me l’aspettavo e mi è piaciuta molto, anche perché, in un certo senso, riflette poeticamente la storia tra i due protagonisti.

La narrazione si evolve in maniera molto lenta e graduale, nonostante il loro legame sia già ineluttabile fin dal prologo. Jax è protettivo nei confronti di Sarabi e la cosa più bella è che l’unica cosa che desidera è vederla sorridere di nuovo. D’altro canto, Sarabi si sente al sicuro e libera di respirare solo al fianco di Jax, la prima persona che le permetterà, piano piano, di superare i suoi demoni e le sue paure.

Forse l'unico difetto del romanzo è che alcune volte la narrazione si perdeva in metafora un po' troppo astruse e poetiche, tralasciando un po' la concretezza del rapporto tra i due protagonisti che si è evoluto abbastanza di botto tralasciando poi la parte del "nemico".
Nonostante questo è un libro oggettivamente molto bello e soprattutto che affronta tematiche molto difficili in maniera molto sensibile, per questo l'ho apprezzato molto.

Jax e il suo piccolo colibrì sono una di quelle coppie che mi hanno fatto credere nell’amore vero, quello che riesce a sfidare persino la morte, quello che non importa quante vite passino, in qualche modo trova sempre la strada per tornare a casa.
Profile Image for versidicarta.
408 reviews46 followers
June 4, 2025
«Ti va di essere un po’ meno persi?»
«Insieme?»
«Insieme».

“Your last words” è un libro stupendo, un mix perfettamente equilibrato di azione, colpi di scena, profonde riflessioni, passione e tantissime emozioni.

I trope sono:

🖤 Military romance
🪽 Forced proximity
🖤 Age gap
🪽 Emotional scars
🖤 Touch her and d1e

Jax è il tipo di uomo che riempie lo spazio con la sua sola presenza. Alto, affascinante, misterioso, è un agente dell’MI6. Addestrato per combattere e guidare i suoi uomini, imperscrutabile. Attento. Non un errore, non un attimo di esitazione. Ma Jax è anche l’unico uomo con cui Sarabi non si sente in pericolo. L’unico in grado di vederla, di farla sentire viva. Il militare che l’ha salvata dopo una prigion1a.

Jax è la foresta intera che protegge il colibrì. Un colibrì fragile, ma anche tanto forte, solido e tenace. Lui riesce a vedere oltre, a percepire tutto quello che gli altri non hanno mai nemmeno saputo cercare. Perché Sarabi gli dona il suo silenzio, per scoprire che sapeva ascoltarlo. Comprenderlo, e farlo suo. Sarabi è un dente di leone che danza col vento. È un pezzo di cielo rubato. Svuotato dalla v1olenza. Dal dolore. Dall’ingiustizia. Perché, dal giorno della sua prigionia, lei ha smesso di sentire. Ha smesso di vivere. Le hanno tolto il tempo, il nome, le hanno tolto le parole.

I frammenti della sua esistenza si scontrano con quelli di Jax. E combaciano perfettamente. Combaciano così tanto da poter guarire, da poter rifiorire. Nell’incertezza, nel caos, nel disordine, l’animo di Sarabi trova finalmente un senso tra le braccia dell’uomo che l’ha salvata anni prima. Due giovani vite spezzate, due destini svuotati che però riescono a ricomporsi, a ritrovarsi. Perché anche Jax ha i suoi tormenti, vive costantemente con gli incubi che non gli danno tregua, ma negli occhi caldi di Sarabi, in un solo istante che dura in eterno, trova la propria pace. Ho amato questa storia. La scrittura poetica, scorrevole, magnetica e profonda di Deborah.

La storia parallela del libro di Gwen e Roth mi ha coinvolta tantissimo, ho pianto, ho avuto i brividi ma ho anche riflettuto. Perché i temi affrontati sono tanti, e tutti importantissimi. Il senso di giustizia, l’uguaglianza, le persecuzioni per il colore della propria pelle. Grazie di cuore, Deborah, grazie davvero per avermi voluta al tuo fianco e per averci regalato un lieto fine che è molto più di ciò che sembra.🖤
Profile Image for FraKindleandKids.
82 reviews9 followers
June 7, 2025
Il potere delle parole. Il potere dei desideri.
Il potere dell amore. Il potere del destino.
Lui, Jax, è un uomo a metà. Un agente dell' M16 che nn riesce più a guardarsi più allo specchio. Condannato a rivivere tutte le atrocità che ha visto e non è riuscito a impedire. Lui che crede di non meritare nulla : solo solitudine. Solo senso di colpa.
Lei, Sarabi, è spezzata, persa . Non trova più la luce. Vive nel buio .. il buio dello stanzino dove è stata segregata e seviziata per 55 giorni. Rivive quell'incubo ancora e ancora. Non riesce a ritrovare se stessa , non riesce più a fare le cose che un tempo la facevano sentire viva . Trema , non parla . Non vuole essere toccata .Non riesce nemmeno a fare una passeggiata da sola senza ricadere nel buio di quei 55 giorni.
Ma a volte , ci sono incontri e ci sono occhi che, in un attimo, riescono a rimetterti al mondo. Ti aggiustano , ti completano e diventano l'unico cielo che ti fa sentire a casa , protetta e capita .
È proprio questo che è successo.. passo dopo passo , sguardo dopo sguardo, silenzio dopo silenzio.
Ci sono mani che ti spezzano e ci sono mani, invece, che ti rimettono insieme.. come le tessere di un puzzle.
E "La storia dentro la storia"? Sì.
Un diario dimenticato, la storia di Gwen e Roth. La loro storia .. l'inizio di tutto. Non Ve ne parlerò. Non rovinerò questa magia. Perché è questo il fulcro di tutto...magia e amore anche dove c'è solo sofferenza e ingiustizia.
Questo libro mi ha travolta.
La scrittura di Deborah mi ha rapita .
Questa storia mi ha semplicemente fatta innamorare. E piangere..e innamorare di nuovo.
E se un libro mi fa piangere.. be', è IL MIO LIBRO ❣️
Questo libro è, per me, uno di quei libri che arriva nel momento giusto. Uno di quei libri che non si dimenticano e che rimane incastrato tra i sospiri e le lacrime.
<>
Profile Image for A clockwork reader.
42 reviews
September 9, 2025
3,5⭐️ una trama davvero bella e originale, una scrittura molto scorrevole e immersiva, Deborah non mi ha assolutamente delusa.

Ammetto inizialmente di aver riscontrato qualche difficoltà con l’instant love da parte del protagonista maschile, in quanto non mi reputo una fan di questo trope, inoltre in alcune scene mi sembrava un po’ forzato e affrettato, ma proseguendo con la lettura i personaggi hanno iniziato ad acquistare corpo venendo approfonditi sempre di più poco alla volta, fino ad arrivare a conoscerli completamente e ad apprezzarli appieno, con i loro traumi e le loro sfaccettature.

La parte finale della mia recensione vorrei dedicarla a Roth e Gwen, che per quanto mi riguarda, sono i protagonisti assoluti di questo libro, li ho amati sin dall’inizio e ho pianto all’epilogo, non aggiungo altro per evitare spoiler.

Una storia toccante che va assolutamente letta, anche per i bellissimi messaggi che nasconde e poi possiamo dirlo? Finalmente una storia d’amore sana e non ai limiti della tossicità.
67 reviews
August 20, 2026
Jax Jax Jax ce un piccolo mondo pronto ad esplodere dentro di te e lei è l' unica con cui vale la pena farlo! Questo libro parla di rinascita,in una fattoria,tra campi di denti di leone e staccionate bianche. Ne vale la pena❤️
Profile Image for wafuyunosakura (Alessia).
107 reviews32 followers
August 3, 2025
Amato alla follia ⏳🤍

Questo libro ha un pezzo del mio cuore.
Deborah sa già tutto.
Così come Jax e Sarabi, Gwen e Roth.

Li vedo. Li sento. Sono importanti.
Grazie, semplicemente grazie 🫂🤍
Profile Image for Edvina _dada_em_.
130 reviews2 followers
May 26, 2025
La difficoltà nel parlare di questo romanzo non sta solo nel fatto che mi è piaciuto davvero molto, no, ma sta soprattutto nel fatto che è un qualcosa di unico, non solo la storia di due persone ma è una storia nella storia.
Deborah ha creato un collegamento tra passato e presente, un intreccio di destini come io non avevo mai visto.

"Ci sono io adesso. Non vado da nessuna parte." Non esiste un altro posto. Non ne esisterà mai un altro.
Io mi trasformo in polvere sotto il suo sguardo.

Jax salva Sarabi durante una missione e da lì, le loro vite si intrecciano in modo indissolubile.
Il nostro soldato è un uomo che si è dedicato anima e cuore al suo lavoro per cui nutre una forte passione oltre a una forte dipendenza e tutto questo lo ha consumato lentamente portandolo nel baratro: Jax, infatti, soffre di PTSD anche se non vuole ammetterlo o forse nemmeno lui si rende conto della gravità della cosa.
La nostra protagonista fa parte dello stesso mondo di Jax, ma dopo una lunga prigionia a seguito di una missione il suo mondo è completamente cambiato: quell'ultima missione l'ha segnata segnata a tal punto, che Sarabi porta con sè delle cicatrici così profonde che avere rapporti umani, al di fuori di quello con sua nonna, è quasi impossibile.

Ma Jax non ha dimenticato Sarabi dopo averla salvata.
E Sarabi non potrà mai scordare il soldato che l'ha portata via dal suo incubo più brutto.

Costretto dai suoi più cari amici, Jax verrà inviato nella fattoria della nonna di Sarabi per prendersi un periodo di pausa dal suo lavoro e sarà qui che ritroverà lei, la donna che ha liberato.

"Riconoscerei l'uomo fermo a qualche metro da me anche bendata. Anche persa. Anche in una notte senza stelle."

Come ve li descrivo i momenti tra questi due? Non si può, davvero non si può. Jax e Sarabi sono due anime così spezzate che davvero ho dubitato fosse possibile superare gli ostacoli che li dividevano; se non avessi letto ciò che ho letto non avrei mai creduto possibile che tra loro riuscisse a nascere qualcosa... ed è questo che mi ha tenuta incollata alle pagine: la necessità di sapere come Deborah avrebbe gestito due personaggi così estremamente compromessi.

E santo cielo, santo cielo che ha creato!

Un storia nella storia: Deborah ha creato una storia sì, scritta in un libro, un libro misterioso.
Questo. E' stato questo che ha fatto da collante tra Jax e Sarabi! Vi starete chiedendo se sono impazzita: no, non lo sono! Mi spiego meglio.
Sarabi e Jax creano una sorta di legame che li porta a ritrovarsi allo stesso posto e alla stessa ora per leggere questo misterioso libro.

"Il posto dei libri è lo sguardo delle persone, la loro casa sono le nostre mani che sfogliano le pagine."

E mentre evolve la storia su quel manoscritto, evolve il rapporto tra i nostri protagonisti e oh miei dei come evolve!

La cosa pazzesca di tutto ciò è che ci troviamo a leggere due storie parallele che piano piano arriviamo a capire essere legate. Non voglio dire di più, perchè credo che questo romanzo debba essere letto e basta, soprattutto per comprendere il legame tra la storia e la storia nella storia. Ma io sono rimasta stupita dalla complessità della trama e dagli intrecci creati e soprattutto dagli argomenti che vengono piano piano toccati.

In primis Deborah ci fa sognare: la nonna di Sarabi ci dona un sacco di storie su cui riflettere e dalle quali trarre spunto per viaggiare con la fantasia. E' un personaggio fondamentale ai fini della narrazione, perchè è lei per prima che invita Jax a restare nella fattoria e non scappare a gambe levate.

"Non sempre possiamo scegliere il luogo che ci salverà l'anima, Jax. A volte è lui che ci chiama a sè, senza darci la possibilità di scegliere."

E poi l'autrice ci invita a riflettere su argomenti quali razzismo, nazismo e salute mentale ma anche abusi e violenza fisica. Anche se Deborah non entra mai nei particolari, ci fa comprendere le dinamiche e le brutture vissute da chi fa parte di questa storia. E ce lo fa capire con tutte quelle che sono le conseguenze e le difficoltà di cui vi ho appunto accennato inizialmente.

E ci dona la speranza, la scintilla, quel piccolo bagliore che ci fa desiderare di poter tornare ad avere una vita "normale". Jax e Sarabi sono cura l'uno per l'altro, un passo alla volta, un sospiro dopo l'altro, una pagina dopo l'altra. Si osservano da lontano, si parlano, si studiano, si conoscono. Stravolgono il loro presente e le proprie paure, che sfidano con le unghie e con i denti, per arrivare ad avvicinarsi.

Lei con il suo sguardo lo riporta in vita, è il suo piccolo colibrì che da' ritmo al suo cuore.

"Adesso capisco qual è il ritmo a cui batte il mio cuore. Il frullio d'ali di un colibrì. E' assordante. Lo sento dappertutto".

Lui è il soldato che le ha permesso di continuare a vivere ed è l'uomo che la porterà a tornare a credere in sè stessa. Lui è il suo scudo contro il mondo.

"Lo sento. Lo sento più della notte. Più della musica del fiume. Più dei denti di leone che ondeggiano con la brezza tiepida."

Jax e Sarabi sono due anime perse, due anime in pezzi che si ricompongono un pezzetto alla volta, insieme.

"Ti va di essere un po' meno persi?" "Insieme?" "Insieme" le prometto, sfiorandola di nuovo. Morendo di nuovo. Respirando di nuovo. "Solo io e te." "Sì."

Inutile dire che potrei mettere mille e una citazioni per permettervi di comprendere l'intensità del rapporto di questi due e forse non basterebbero. La verità è che l'autrice ha gestito ogni cosa con i giusti tempi e il giusto peso, senza rendere la storia opprimente (che poteva diventare così, stante le tematiche), ma dosando tutto quanto in modo incredibile: l'intensità della storia nella storia che cresce al ritmo della storia principale, le difficoltà dei due protagonisti che si sgretolano passo dopo passo in modo naturale e ben cadenzato al pari dei cambiamenti che avvengono nella storia che leggono.
Il romanzo è denso di uno slow burn che è un crescendo che tiene col fiato sospeso e impedisce di staccarsi dalle pagine, ma non è mai eccessivo o fuori posto.

"Tu spegni tutto il casino che ho in testa"
"Tu, invece, riesci ad accendere di nuovo ogni cosa"

Ho apprezzato veramente ogni cosa: le fragilità dei protagonisti, il loro punto d'incontro, il loro avvicinamento e poi il loro scoprirsi. Mi sono spesso chiesta come sarebbe stata la svolta spicy, essendo uno dei trope del romanzo, temendolo anche, date le grandi difficoltà in cui vertono Jax e Sarabi ma Deborah mi ha stupita con effetti speciali e fuochi d'artificio. Tranquilli, perchè lo spicy presente nel libro non è eccessivo e fuori contesto come purtroppo ultimamente accade nei romance, ma è un arrivo naturale e inevitabile stante lo slow burn di cui vi parlavo sopra e santo cielo che meraviglia ci dona Deborah! Non si può davvero dire a parole, ma l'intensità degli attimi tra i due protagonisti sarà capace di togliervi il sonno e la ragione ve lo assicuro!

"Soffiaci, piccolo colibrì. Voglio mangiarti mentre sei circondata dal tuo desiderio. Così non lo dimenticherai, ogni volta che sarai qui."

Una menzione d'onore la devo fare a tutti i personaggi secondari che ho trovato ben incastrati nella storia e, nonostante le poche apparizioni, ben caratterizzati.

Deborah ha creato due storie uniche, intrecciate dal destino in modo indissolubile. E' stato emozionante e commovente leggere questa storia. Mi ha toccata profondamente, perchè quando si parla di destino e di anime che si ritrovano perchè legate oltre ogni cosa, mi sento profondamente coinvolta. E' una tematica che mi ha sempre affascinata e dalla quale vengo sempre conquistata. Quanto poi è gestita così bene, resta indelebile nella memoria.

"Finchè respiro. Ti terrò al sicuro finchè mi resterà fiato in corpo, piccolo colibrì e anche oltre. Non importa quanto tempo passi o dove saremo. Ti troverò anche in capo al mondo."

"Me lo ha detto anche Wanny. Mi ha detto che per essere arrivato alla fattoria ero alla ricerca di qualcosa. "
"Che cosa?"
"Te"
"Quindi mi stavi cercando?"
"Da tutta la vita"

Niente da dire sulla scrittura. Il libro alterna i pov dei due protagonisti oltre ai capitoli in cui leggiamo la storia del libro che lega Jax e Sarabi. Il ritmo è un crescendo come dicevo e quindi anche la narrazione, man mano che andiamo avanti, diventa sempre più incalzante.

Insomma, mi sembra, come sempre, di non essermi risparmiata con le parole, sperando di aver reso un po' di merito a questo romanzo che mi ha fatto emozionare profondamente.
Una storia toccante, intensa, appassionata di due anime che insieme si trovano e si ricompongono.

"E io mi aggrappo a lui, perchè a volte due persone a pezzi riescono a incastrarsi alla perfezione."

Mi sento in dovere di complimentarmi per la copertina che trovo spaziale: cela al suo interno tutti gli elementi chiave della storia ed è una delle copertine più belle e più adatte al romanzo che contiene.
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132 reviews6 followers
May 24, 2025
𝑯𝒐 𝒕𝒓𝒐𝒗𝒂𝒕𝒐 𝒊𝒍 𝒎𝒊𝒐 𝒎𝒊𝒓𝒂𝒄𝒐𝒍𝒐 𝒔𝒖 𝒖𝒏𝒂 𝒑𝒆𝒍𝒍𝒆 𝒅𝒊 𝒄𝒊𝒐𝒄𝒄𝒐𝒍𝒂𝒕𝒂 𝒇𝒂𝒕𝒕𝒂 𝒅𝒊 𝒄𝒊𝒄𝒂𝒕𝒓𝒊𝒄𝒊 𝒊𝒏𝒗𝒊𝒔𝒊𝒃𝒊𝒍𝒊 𝒆 𝒄𝒉𝒆 𝒑𝒐𝒓𝒕𝒂 𝒊𝒍 𝒑𝒓𝒐𝒇𝒖𝒎𝒐 𝒅𝒆𝒍𝒍’𝒆𝒔𝒕𝒂𝒕𝒆.

𝑸𝒖𝒆𝒔𝒕𝒂 è 𝒍𝒂 𝒔𝒕𝒐𝒓𝒊𝒂 𝒅𝒊 𝒖𝒏 𝒔𝒐𝒍𝒅𝒂𝒕𝒐 𝒔𝒑𝒆𝒛𝒛𝒂𝒕𝒐 𝒆 𝒅𝒊 𝒖𝒏𝒂 𝒓𝒂𝒈𝒂𝒛𝒛𝒂 𝒂𝒍𝒍𝒂 𝒓𝒊𝒄𝒆𝒓𝒄𝒂 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒔𝒖𝒂 𝒗𝒐𝒄𝒆…
Cari 𝑱𝒂𝒙 & 𝑺𝒂𝒓𝒂𝒃𝒊 oggi sono qui a parlare di voi, o meglio a cercare di trasmettere a colore che devono ancora conoscervi quello che mi avete trasmesso durante la lettura di 𝒀𝒐𝒖𝒓 𝑳𝒂𝒔𝒕 𝑾𝒐𝒓𝒅𝒔, ma credo che per comprendere e comprendervi al meglio uno deve immergersi a capofitto fra le pagine di questo capolavoro creato dalla mia amata Deb. Spero quindi di riuscire a trasmettere a coloro che al momento ci stanno dedicando del tempo tutto quello che mi avete lasciato e che custodirò preziosamente.

Verso 𝑱𝒂𝒙 & 𝑺𝒂𝒓𝒂𝒃𝒊 ho sentito un vero e proprio richiamo sin da quando conoscevo solo i loro nomi, l’idea, e’ come se ci fossimo scelti o magari chi lo sa incontrati addirittura in un’altra vita.

Jax e Sarabi si incontrano sul campo, lui agente dell’MI6 trova lei agente dell’MI5 e le salva la vita, due anni dopo si ritrovano immersi in una fattoria che gli permette di (ri)vivere per la prima volta, e complice un libro ritrovato in una soffitta polverosa, sempre in punta di piedi danno vita alla loro storia.
Jax e Sarabi sono due anime spezzate, due fenici che devono risorgere dalle proprie ceneri.
Da due anni, lo stesso incubo li va a trovare la notte rendendoli inermi, asettici, spezzati. Jax e Sarabi devono ritrovare la propria voce e per farlo devono ritrovare quel bagliore di luce che risiede ancora in loro, ma che ha timore di svelarsi di nuovo. Seppur dispersi Jax e Sarabi si ritrovano a percorrere la stessa strada, e come una squadra ricominciano da capo, divenendo uno la bussola dell’altro, Jax diviene il focolare della speranza di Sarabi, colui che rispetta i suoi silenzi, i suoi tempi e che la protegge proprio come fece la notte del suo ritrovamento.

Sarabi e’ una donna a cui hanno tolto la voce e a cui hanno spezzato le ali, annega nel dolore e nella paura, capace solo di aggrapparsi alla sua fedele Lupa, non riesce a fidarsi di nessuno se non di sua nonna Wanny, ma quando ritrova in una polverosa soffitta il libro di Gwendolin, trova nella protagonista di quel volume una fedele alleata, grazie a lei ha uno scopo per tornare a galla, torna a dare voce a se stessa ma anche a quella guerriera a cui la voce l’hanno strappata.
Jax è al suo fianco, e proprio come la sua lupa le copre le spalle, la protegge e la rispetta. Il loro rapporto comincia con sguardi rapidi e fugaci, si studiano a distanza, non la perde mai di vista e soprattutto rispetta i suoi tempi. Ma quel libro incuriosisce entrambi che diventa il legame che gli dà appuntamento ogni notte e li porta via dagli incubi. Jax è un uomo attento, nelle vene gli scorre il sangue del soldato e dell’eroe, accetta e aiuta ad abbattere quelle paure che Sarabi si porta dietro il terrore, ma grazie alla vicinanza rispettosa di Jax riesce a lasciarsele indietro dando spazio alle carezze, ai sorrisi, a quei baci che diventano essenziali come l’aria. Tutto questo però Jax se lo guadagna grazie al suo rispetto e alla sua pazienza, é l’unico a vederla per ciò che è, la sente ma soprattutto e’ l’unico che l’attende.
Jax e Sarabi si prendono lo spazio di cui necessitano, e dopo essere stati in silenzio trovano di nuovo la loro voce, ricominciano ad amare e ad amarsi. E tutto ciò lo devono a Gwen e Roth, i protagonisti del loro appuntamento serale, i protagonisti a cui regalano un lieto fine, i personaggi che gli permettono non solo di avvicinarsi ma anche di interrogarsi e di trovare le risposte che cercano. Grazie a loro tornano a respirare e vivere d’amore. E se all’inizio vivono essenzialmente di sguardi rubati, silenzi che urlano un grido di supporto man mano che riescono ad essere il collante per rimettere insieme i pezzi del loro cuore e della loro anima dividono una supernova pronta ad esplodere e fondersi per ritrovare quella linfa vitale che pensavano essere perduta.

Your Last Words è una storia di rinascita ma anche di fragilità che lascia spazio alla forza, un amore che resiste al tempo, e che cura le ferite.
Ho amato ogni protagonista di questa storia tant’è che quando leggevo di uno sentivo l’esigenza di tornare dall’altro sentendone la mancanza. Il libro che Deborah ha scritto crea dipendenza, non riuscivo a staccarmi e soprattutto non pensavo ad altro, e tuttora mi capita di tornare con la mente e con il cuore da Jax, Sarabi, Gwen… Deborah ha fatto un lavoro antropologico immenso sia per quanto riguarda l’Africa che le sue tradizioni o leggende, mi sono sentita catapultata in un luogo magico raccontato dalla sua penna graffiante e toccante allo stesso tempo. Deborah sei stata capace di toccare le corde del mio cuore con un’estrema delicatezza, ma hai fatto in modo che ogni istante mi si tatuasse nell’anima. Sono certa che questo romanzo lo rileggerò all’infinito, avrei voluto che non finisse mai, e sono certa che sarà una di quelle storie che tramanderò nel tempo e di cui ricorderò ogni dettaglio. E’ unica, una poesia senza tempo, una narrazione fiabesca, ambientata fra le criniere dei cavalli e i campi di dente di leone: Sarabi, Jax vi prometto che ogni volta ne dovessi trovare uno esprimerò un desiderio e penserò a voi, alla vostra forza, alla vostra unione e alla vostra voglia di combattere. Farò tesoro dei vostri insegnamenti e vi prometto che non mi farò mai strappare la voce! Urlerò finché avrò fiato per voi, per Gwen…

Sarabi e Jax hanno bisogno di ricostruire la fiducia verso ciò che li circonda, fanno una crescita personale e di coppia strabiliante, e facendo leva sulla vicinanza dell’altro riescono ad abbattere i propri demoni, escono dal guscio, e per rendere giustizia a Gwen e Roth.
Ricuciono le loro anime, gettando le fondamenta in quella fattoria che li ha visti rifiorire, e mentre Sarabi sboccia e si ritrova come donna e come agente, facendo squadra con il suo Jax, lui ritrova il suo scopo di vita: combattere per se, per Sarabi, proteggendola e dando vita alla loro famiglia che profuma di biscotti al miele, splende come una stella luminosa ed è fatta di semplicità, amore e ardore. I due anni che lo vedevano inermi e bloccati, divengono un solo lontano ricordo, uno scoglio superato, disintegrato.. Jax e Sarabi si sono percepiti a vicenda, lui l’ha sentita e la sentirà sempre prima di tutti, ma quelle urla ora si sono trasformate in risate, gemiti, gorgoglii e suoni che profumano di felicità.

Cara Deb ora scrivo direttamente a te: sono grata di averti incontrata sul mio cammino, ringraziarti per tutto ciò che mi hai fatto provare con e durante questa lettura non sarà mai abbastanza. Come un libro ha unito Sarabi e Jax, un libro ha unito noi due, e io mi sento profondamente legata a questa storia perché mi ha fatta sentire fortunata. La tua scrittura è come te: attenta, originale, frizzante, poetica e ti ho rivista tanto perché dentro queste parole non c’è solo la Deb autrice, ma c’è anche la Deb lettrice e soprattutto la Deb profonda, spirituale ed empatica. Sei stata coraggiosa, hai scelto di dare voce a chi ingiustamente non ha potuto urlare, gridare al mondo la sua unicità e il suo valore, tu sei riuscita a liberare coloro che della libertà sono stati privati. E ora che sono liberi sono certa che Jax, Sarabi e tutti i protagonisti di Your Last Words rimarranno impressi e faranno la storia nella storia.
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52 reviews1 follower
August 10, 2025
“𝖮𝗀𝗇𝗂 𝗅𝗂𝖻𝗋𝗈 è 𝗉𝗅𝖺𝗌𝗆𝖺𝗍𝗈 𝖽𝖺𝗅𝗅𝖾 𝖺𝗇𝗂𝗆𝖾 𝖽𝗂 𝗍𝗎𝗍𝗍𝗂 𝖼𝗈𝗅𝗈𝗋𝗈 𝖼𝗁𝖾 𝗁𝖺𝗇𝗇𝗈 𝖺𝗏𝗎𝗍𝗈 𝗅𝖺 𝖻𝖾𝗇𝖾𝖽𝗂𝗓𝗂𝗈𝗇𝖾 𝖽𝗂 𝗂𝗇𝖼𝗈𝗇𝗍𝗋𝖺𝗋𝗅𝗈 𝗌𝗎𝗅𝗅𝖺 𝗅𝗈𝗋𝗈 𝗌𝗍𝗋𝖺𝖽𝖺. 𝖭𝗈𝗂 𝖼𝗋𝖾𝖽𝗂𝖺𝗆𝗈 𝖽𝗂 𝗉𝗈𝗌𝗌𝖾𝖽𝖾𝗋𝗅𝗂, 𝗆𝖺 𝗂𝗇 𝗋𝖾𝖺𝗅𝗍à 𝗌𝗈𝗇𝗈 𝗅𝗈𝗋𝗈 𝖺 𝗉𝗋𝖾𝗇𝖽𝖾𝗋𝖾 𝗎𝗇 𝗉𝖾𝗓𝗓𝗈 𝖽𝗂 𝗇𝗈𝗂 𝖼𝗁𝖾 𝗇𝗈𝗇 𝗋𝗂𝖺𝗏𝗋𝖾𝗆𝗈 𝗂𝗇𝖽𝗂𝖾𝗍𝗋𝗈. 𝖵𝗂𝗏𝗂𝖺𝗆𝗈 𝗇𝖾𝗅𝗅𝖾 𝗉𝖺𝗀𝗂𝗇𝖾 𝖼𝗁𝖾 𝗅𝖾𝗀𝗀𝗂𝖺𝗆𝗈, 𝖾 𝗅𝖺 𝗉𝖾𝗋𝗌𝗈𝗇𝖺 𝖼𝗁𝖾 𝗅𝖾 𝗅𝖾𝗀𝗀𝖾𝗋à 𝖽𝗈𝗉𝗈 𝖽𝗂 𝗇𝗈𝗂 𝖺𝗏𝗋à 𝗉𝖾𝗋 𝗌𝖾𝗆𝗉𝗋𝖾 𝗎𝗇𝖺 𝗉𝖺𝗋𝗍𝖾 𝖽𝗂 𝗇𝗈𝗂 𝖽𝖾𝗇𝗍𝗋𝗈 𝖽𝗂 𝗌é. 𝖰𝗎𝖾𝗂 𝗅𝗂𝖻𝗋𝗂 𝗌𝗈𝗇𝗈 𝗌𝗍𝖺𝗍𝗂 𝗎𝗇𝖺 𝖼𝖺𝗌𝖺 𝗉𝖾𝗋 𝗆𝗈𝗅𝗍𝖾 𝗉𝖾𝗋𝗌𝗈𝗇𝖾 𝗉𝗋𝗂𝗆𝖺 𝖽𝗂 𝗇𝗈𝗂 𝖾, 𝖿𝗈𝗋𝗌𝖾, 𝗌𝗈𝗇𝗈 𝗅𝖺 𝖼𝖺𝗌𝖺 𝖼𝗁𝖾 𝗍𝗎 𝖺𝖽𝖾𝗌𝗌𝗈 𝗌𝗍𝖺𝗂 𝖼𝖾𝗋𝖼𝖺𝗇𝖽𝗈, 𝖺𝗇𝖼𝗁𝖾 𝗌𝖾𝗇𝗓𝖺 𝗌𝖺𝗉𝖾𝗋𝖾 𝖽𝗂 𝖺𝗏𝖾𝗋𝗇𝖾 𝖻𝗂𝗌𝗈𝗀𝗇𝗈.”

Questo è esattamente ciò che è accaduto a me, mi sono imbattuta in un libro che non sapevo di aver bisogno. Your Last Words non è solo una storia d’amore e di rinascita, è un viaggio dentro le ferite e le cicatrici che la vita lascia e nella forza silenziosa che serve per ricominciare.
E’ veramente difficile per me riuscire a parlarvi di questa storia perchè non mi sono limitata a leggerla, l’ho vissuta come se le pagine si fossero aperte e mi avessero trascinata nei luoghi, nei silenzi, nelle paure e nei respiri dei protagonisti.
Deborah, attraverso la sua scrittura, ti prende per mano e ti porta dentro la mente e il cuore dei personaggi, facendoti sentire ogni loro esitazione, ogni battito mancato, ogni ferita che ancora sanguina. Ho acquistato questo libro senza sapere cosa aspettarmi, a stento avevo letto la trama. Ne sono stata attirata sin da subito, mi sono sentita chiamare ed io … ho semplicemente ascoltato.

Jax è un agente dell’MI6, durante una missione s’imbatte in un corpo dilaniato dai soprusi e quando la donna alza lo sguardo al suono della sua voce e lui incontra i suoi occhi dal colore dell’ambra, non gli resta che inginocchiarsi e giurarle che niente e nessuno le avrebbe più fatto del male.
Il ricordo di lei e di quello che ha vissuto insieme ai suoi compagni non lo fanno più vivere in pace e viene costretto a un congedo temporaneo forzato.
Sarabi e’ sopravvissuta a cinquantacinque giorni di prigionia ma troppi sono i traumi che le impediscono di condurre una vita normale. Non riesce a dimenticare per quanto si sforzi con tutta sé stessa ma nell’inferno in cui la sua mente è rinchiusa c’è un volto che ricorda perfettamente, ed è l’unico che ancora, seppur siano passati due anni dall’accaduto, riesce a donarle un senso di protezione, di calma, di fiducia.
Nessuno dei due poteva immaginare però che quell’incontro, quei occhi avrebbero cambiato per sempre la loro esistenza.
Jax e Sarabi sono due anime segnate dal dolore e che si ritroveranno quasi per caso, o forse per destino, di nuovo insieme, in un luogo che diventa rifugio ma anche specchio delle loro fragilità.

“𝖭𝗈𝗇 𝗌𝖾𝗆𝗉𝗋𝖾 𝗉𝗈𝗌𝗌𝗂𝖺𝗆𝗈 𝗌𝖼𝖾𝗀𝗅𝗂𝖾𝗋𝖾 𝗂𝗅 𝗅𝗎𝗈𝗀𝗈 𝖼𝗁𝖾 𝖼𝗂 𝗌𝖺𝗅𝗏𝖾𝗋à 𝗅’𝖺𝗇𝗂𝗆𝖺, 𝖺 𝗏𝗈𝗅𝗍𝖾 è 𝗅𝗎𝗂 𝖼𝗁𝖾 𝖼𝗂 𝖼𝗁𝗂𝖺𝗆𝖺 𝖺 𝗌𝖾’, 𝗌𝖾𝗇𝗓𝖺 𝖽𝖺𝗋𝖼𝗂 𝗅𝖺 𝗉𝗈𝗌𝗌𝗂𝖻𝗂𝗅𝗂𝗍à 𝖽𝗂 𝗌𝖼𝖾𝗀𝗅𝗂𝖾𝗋𝖾.”

Con una dolcezza disarmante Jax cercherà in tutti i modi di avvicinarsi a Sarabi e riportarla alla vita facendola tornare a sorridere. Lei, affronterà ogni paura per lui e per fargli capire che è perfetto così com’è, che non c’è nulla di sbagliato in lui, che non è il mostro che crede di essere.

“𝖳𝗎 𝗌𝗉𝖾𝗀𝗇𝗂 𝗍𝗎𝗍𝗍𝗈 𝗂𝗅 𝖼𝖺𝗌𝗂𝗇𝗈 𝖼𝗁𝖾 𝗁𝗈 𝗂𝗇 𝗍𝖾𝗌𝗍𝖺.”
“𝖳𝗎, 𝗂𝗇𝗏𝖾𝖼𝖾, 𝗋𝗂𝖾𝗌𝖼𝗂 𝖺𝖽 𝖺𝖼𝖼𝖾𝗇𝖽𝖾𝗋𝖾 𝖽𝗂 𝗇𝗎𝗈𝗏𝗈 𝗈𝗀𝗇𝗂 𝖼𝗈𝗌𝖺.”

Ho amato il modo in cui l’autrice descrive certi momenti di silenzio tra loro, silenzi che non sono vuoti ma pieni di cose non dette, di sguardi che raccontano più di mille parole. Si parla di perdita, di paura, di memorie che non smettono di bruciare, ma anche di resilienza, di quel coraggio silenzioso che nasce quando non si ha altra scelta se non andare avanti.
Ho amato la figura della nonna di Sarabi, una donna forte, saggia, una presenza fondamentale per entrambi i protagonisti che aiuterà a far luce nel cuore e nell’anima dei nostri protagonisti.

E poi c’è il diario, quella che a me piace definire la “storia nella storia” ambientata durante la Seconda Guerra Mondiale, che accompagnerà Jax e Sarabi in un viaggio indimenticabile. Qui la narrazione diventa un pugno e una carezza allo stesso tempo. Ho sentito l’odore acre della polvere, il freddo nelle ossa, il sapore della paura che non ti lascia nemmeno quando pensi di essere al sicuro. Ma ho sentito anche il calore delle mani che si cercano, la luce improvvisa di un sorriso in mezzo alla disperazione.
Il legame tra le vicende del presente e quelle del passato è costruito con un incastro perfetto creando un filo emotivo che non si spezza fino all’ultima pagina.
Ho vissuto le emozioni di ogni personaggio sulla pelle: il cuore che accelera, il nodo in gola, la sensazione di trattenere il fiato in attesa di ciò che poteva accadere. E quando la connessione tra passato e presente si è rivelata, è stato come vedere due fili separati intrecciarsi in un’unica trama, creando un legame che mi ha commossa in modo profondo e sconvolgente. Più volte mi sono ritrovata a chiudere il libro, guardare l’immagine di quella clessidra rotta, stringerla al cuore e sul finale, cercare di contenere le lacrime che inesorabilmente continuavano a scorrere.
Questo libro non si limita a raccontare una semplice storia. Ti costringe a fermarti, a sentire, a riflettere, a portarti oltre i confini di quelle pagine e a rimanere lì, in quel campo di denti di leone, a vivere, a sperare e a pregare che nessuno dimentichi.
Sì, perché questa storia è stata scritta per non dimenticare e io non dimentico.
Siate parte dell’esercito di Gwen.
Ricordate, non dimenticate.
MAI.

“𝖢’è 𝖺𝗇𝖼𝗈𝗋𝖺 𝖻𝗂𝗌𝗈𝗀𝗇𝗈 𝖽𝗂 𝗅𝗈𝗍𝗍𝖺𝗋𝖾. 𝖢𝗂 𝗏𝗎𝗈𝗅𝖾 𝖼𝗈𝗋𝖺𝗀𝗀𝗂𝗈 𝗉𝖾𝗋 𝗇𝗈𝗇 𝖺𝗋𝗋𝖾𝗇𝖽𝖾𝗋𝗌𝗂. 𝖢𝗂 𝗏𝗎𝗈𝗅𝖾 𝗎𝗇𝖺 𝖿𝗈𝗋𝗓𝖺 𝗌𝗍𝗋𝖺𝗈𝗋𝖽𝗂𝗇𝖺𝗋𝗂𝖺 𝗉𝖾𝗋 𝖿𝖺𝗋 𝗌𝖾𝗇𝗍𝗂𝗋𝖾 𝗅𝖺 𝗉𝗋𝗈𝗉𝗋𝗂𝖺 𝗏𝗈𝖼𝖾. 𝖨𝗈 𝗍𝗂 𝗌𝖾𝗇𝗍𝗈 𝖺𝗇𝖼𝗈𝗋𝖺. 𝖦𝗋𝖺𝗓𝗂𝖾 𝗉𝖾𝗋 𝖺𝗏𝖾𝗋𝗆𝗂 𝗋𝗂𝖼𝗈𝗋𝖽𝖺𝗍𝗈 𝖽𝗂 𝖾𝗌𝗌𝖾𝗋𝖾 𝖼𝗈𝗋𝖺𝗀𝗀𝗂𝗈𝗌𝖺.”

Mia cara Deborah, per me sei stata una delle sorprese letterarie più belle di questo anno. Grazie per questa storia, per questo amore che continuerà a vivere in un campo di denti di leone con il tempo che ha appena ricominciato a scorrere e per avermi fatto guardare il cielo e dire: “E’ proprio qui che dovevo essere.”
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845 reviews20 followers
June 6, 2025
𝐑𝐞𝐯𝐢𝐞𝐰 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐲 𝐘𝐨𝐮𝐫 𝐥𝐚𝐬𝐭 𝐰𝐨𝐫𝐝𝐬 di Deborah P. Cumberbatch
✨INDIMENTICABILE ✨

Che Deborah fosse brava lo sapevo già , ma che riuscisse per l’ennesima volta a insinuarsi sotto pelle già dal prologo,beh,a questo non mi abituerò mai.

“𝐐𝐮𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐞̀ 𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐮𝐧 𝐬𝐨𝐥𝐝𝐚𝐭𝐨 𝐬𝐩𝐞𝐳𝐳𝐚𝐭𝐨 𝐞 𝐝𝐢 𝐮𝐧𝐚 𝐫𝐚𝐠𝐚𝐳𝐳𝐚 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐫𝐢𝐜𝐞𝐫𝐜𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐮𝐚 𝐯𝐨𝐜𝐞.”

Per chi ha letto la dilogia 𝐋𝐢𝐞 𝐝𝐞𝐭𝐞𝐜𝐭𝐨𝐫𝐬,ha già incontrato l’agente dell’MI6, Jax Alexander Telford ,nei corridoi della Holland Investigations ( se non l’avete letta,correte subito a farlo non ve ne pentirete),ma dalla sua ultima missione non è più lo stesso uomo.

“𝐏𝐨𝐢 𝐥𝐚 𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚 𝐬𝐢 𝐚𝐩𝐫𝐞.𝐄 𝐢𝐨 𝐦𝐮𝐨𝐢𝐨. (…) 𝐌𝐢 𝐝𝐢𝐬𝐢𝐧𝐭𝐞𝐠𝐫𝐨 𝐝𝐢 𝐟𝐫𝐨𝐧𝐭𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐝𝐨𝐧𝐧𝐚 𝐢𝐧𝐜𝐚𝐭𝐞𝐧𝐚𝐭𝐚… 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐬𝐚𝐫𝐚̀ 𝐥’𝐢𝐦𝐦𝐚𝐠𝐢𝐧𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐫𝐞𝐠𝐧𝐞𝐫𝐚̀ 𝐧𝐞𝐢 𝐦𝐢𝐞𝐢 𝐢𝐧𝐜𝐮𝐛𝐢.”

Quando dopo due anni sempre nei corridoi della Holland incrocia nuovamente gli occhi di Sarabi ,firma la sua condanna.

“𝐍𝐨𝐧 𝐜𝐫𝐞𝐝𝐞𝐯𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐬𝐬𝐞 𝐞𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐥𝐨𝐫𝐞:𝐞̀ 𝐰𝐡𝐢𝐬𝐤𝐲 𝐟𝐮𝐬𝐨 𝐚𝐥 𝐟𝐮𝐨𝐜𝐨 ,𝐞̀ 𝐚𝐦𝐛𝐫𝐚 𝐥𝐢𝐪𝐮𝐢𝐝𝐚 𝐬𝐨𝐭𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐚 𝐚𝐥 𝐭𝐫𝐚𝐦𝐨𝐧𝐭𝐨…, 𝐨𝐜𝐜𝐡𝐢 𝐯𝐢𝐝𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐚𝐩𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞𝐧𝐞𝐫𝐞 𝐚 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐦𝐨𝐧𝐝𝐨,”

Sarabi dalla prigionia ne esce profondamente spezzata.
Segnata dall’agorafobia e dalla ripugnanza a qualunque tocco umano,sotto consiglio di Thomas torna alla fattoria nelle Costwolds,insieme alla nonna per cercare di ritrovare se stessa, ma ancora non sa che nel suo percorso di guarigione non sarà sola ,perché destino vuole che Jax,il militare che l’ha tratta in salvo bussi alla porta della fattoria.

“𝐉𝐚𝐱 𝐓𝐞𝐥𝐟𝐨𝐫𝐝𝐞̀ 𝐮𝐧 𝐮𝐨𝐦𝐨 𝐭𝐚𝐜𝐢𝐭𝐮𝐫𝐧𝐨, 𝐦𝐚 𝐥𝐞 𝐬𝐮𝐞 𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐩𝐚𝐫𝐥𝐚𝐧𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐮𝐢 𝐭𝐫𝐚𝐬𝐦𝐞𝐭𝐭𝐨𝐧𝐨 𝐞𝐦𝐨𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐦𝐞𝐠𝐥𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐮𝐧𝐪𝐮𝐞 𝐚𝐥𝐭𝐫𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐨𝐥𝐚 𝐩𝐨𝐭𝐫𝐞𝐛𝐛𝐞 𝐦𝐚𝐢 𝐝𝐢𝐫𝐞.”

Jax e Sarabi.
Il lupo e il suo piccolo colibrì.
Un uomo che ha perso se stesso e non riesce più a specchiarsi,costantemente
In preda agli incubi.

Una giovane donna stanca di continuare a perdersi,di non provare nessuna emozione e che sente la paura strisciare sottopelle

Una storia,la loro, scritta nelle stelle che viaggia nel tempo,tra culture diverse portando con sé un messaggio potente: l’amore non guarda al colore della pelle,alla lingua o classe sociale,l’amore guarda al cuore.

“𝐓𝐢 𝐫𝐢𝐭𝐫𝐨𝐯𝐞𝐫𝐞𝐢 𝐚𝐧𝐜𝐨𝐫𝐚 𝐬𝐞 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐬𝐬𝐢 𝐭𝐨𝐫𝐧𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐧𝐝𝐢𝐞𝐭𝐫𝐨.𝐋𝐨 𝐫𝐢𝐟𝐚𝐫𝐞𝐢 𝐚𝐥𝐭𝐫𝐞 𝐦𝐢𝐥𝐥𝐞 𝐯𝐨𝐥𝐭𝐞.𝐒𝐞𝐧𝐳𝐬 𝐦𝐚𝐢 𝐩𝐞𝐧𝐭𝐢𝐫𝐦𝐞𝐧𝐞.𝐌𝐚𝐢.”

Deborah ha un talento che pochi hanno,trasforma le emozioni in parole,parole che graffiano, tolgono il fiato e in alcuni momenti riducono il cuore in brandelli,ma allo stesso tempo di ricucirne i pezzi.
Troppe volte poi mi sono chiesta perché nel cuore dell’uomo si insinua la cattiveria.

La storia di Jax e Sarabi,così come quella di Gwen e Roth racchiusa in un piccolo libricino, che sarà da guida in questo viaggio di guarigione per i due protagonisti, interroga le nostre coscienze,
e lascia sgomenti,ma allo stesso tempo ci mostra come l’amore ,quello vero,non ha paura di sacrificarsi per l’altro.

“𝐓𝐮 𝐬𝐞𝐢 𝐢𝐥 𝐦𝐢𝐨 𝐝𝐨𝐧𝐨.𝐒𝐞𝐢 𝐢𝐥 𝐦𝐢𝐨 𝐦𝐢𝐫𝐚𝐜𝐨𝐥𝐨.”

In queste pagine passato e presente si intrecciano,sotto un cielo stellato dando vita a una storia che profuma di riscatto ,resilienza ma anche di rinascita e nuove possibilità.

Con la delicatezza che dà sempre la contraddistingue,Deborah ci parla del disturbo da stress post traumatico di cui soffre Jax, o della paura di Sarabi del tocco umano.

Come dicevo all’inizio non ero pronta a questa storia,non ero pronta a perdermi in un campo di denti di leone o sotto il cielo stellato della fattoria.
Non ero pronta a sentire la storia di Gwen e Roth ,così come non era pronta a Jax e Sarabi,eppure nonostante le lacrime versate,i respiri trattenuti e la consapevolezza che difficilmente troverò le stesse emozioni in un’altra storia,io sono pronta a rifare questo viaggio finché sarò in vita.

Sono grata a Deborah,per avermi ricordato che siamo tutti dei piccoli colibrì in cerco del proprio albero su cui creare un nido ,per sentirsi al sicuro.
Io l’ho trovato da oltre 30 anni,così come Sarabi l’ha trovato in Jax

“𝐓𝐮 𝐬𝐞𝐢 𝐩𝐞𝐫𝐟𝐞𝐭𝐭𝐚 𝐜𝐨𝐬𝐢̀ 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐬𝐞𝐢, 𝐧𝐲𝐨𝐭𝐚. 𝐒𝐞𝐢 𝐢𝐥 𝐜𝐨𝐥𝐢𝐛𝐫𝐢̀ 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐟𝐨𝐫𝐞𝐬𝐭𝐚, 𝐜𝐨𝐧 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐞 𝐥𝐞 𝐭𝐮𝐞 𝐜𝐢𝐜𝐚𝐭𝐫𝐢𝐜𝐢 𝐞 𝐥𝐚 𝐭𝐮𝐚 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚. 𝐍𝐨𝐧 𝐝𝐞𝐯𝐢 𝐧𝐚𝐬𝐜𝐨𝐧𝐝𝐞𝐫𝐥𝐞. 𝐒𝐨𝐧𝐨 𝐥𝐢𝐭𝐢 𝐚𝐝 𝐚𝐯𝐞𝐫𝐭𝐢 𝐫𝐞𝐬𝐚 𝐜𝐡𝐢 𝐬𝐞𝐢…”

Fatevi un bel regalo,leggetelo!
Profile Image for Jelena :).
87 reviews5 followers
September 26, 2025
È un grido e un sussurro.
È una cicatrice che pulsa.
È la carezza che arriva dopo il dolore.
È il silenzio che non significa assenza, ma resistenza. È la dimostrazione che anche quando tutto sembra perduto, una voce può tornare a vibrare, e far rinascere.

Leggere questa storia significa entrare in un viaggio fatto di ferite e di guarigione, di paura e di coraggio, di tenerezza e di tempesta. Significa lasciarsi spogliare dalle proprie difese per sentire davvero. Perché Deborah non scrive soltanto, Deborah respira nei suoi personaggi. E noi, insieme a loro.

L’anima di Sarabi è un campo di battaglia. Due anni trascorsi nell’oscurità, senza voce, senza tempo, privata della fiducia e della leggerezza che una volta la abitavano. Sarabi vive aggrappata alla sua lupa fedele e all’amore di una nonna che è rifugio e radice, ma dentro di lei il vuoto è ancora enorme. Fino a quando lo incontra di nuovo.

Jax.
Un uomo temprato dall’addestramento, dalle missioni, dalla disciplina. Agente dell’MI6, lucido, preciso, imperscrutabile. Ma anche lui è ferito. Anche lui vive di incubi che lo inseguono ogni notte. Dietro quella corazza di forza c’è un cuore che ha imparato a proteggersi, ma che non ha mai dimenticato lo sguardo di una donna salvata due anni prima. Quell’istante gli è rimasto inciso nell’anima, e ora che il destino gliela riporta davanti, Jax non può che riconoscerla: è lei, la sua pace, la sua tempesta.

Quando i loro mondi si incontrano di nuovo, qualcosa accade: il tempo sospeso ricomincia a scorrere. Jax e Sarabi si riconoscono come due metà ferite della stessa storia. Non c’è bisogno di parole: bastano gli sguardi, i silenzi, i piccoli gesti. Lui la protegge senza invaderla, la sostiene senza forzarla, le restituisce lentamente la voce che le era stata tolta. Lei, a sua volta, diventa per lui respiro, tregua, la certezza che anche chi porta sulle spalle il peso della guerra può trovare un luogo in cui fermarsi.

Il loro legame non nasce dall’urgenza, ma dalla pazienza. È un amore che si costruisce come una casa: mattone dopo mattone, gesto dopo gesto. Ed è per questo che è vero, che è reale, che lascia il segno.

E poi c’è il libro nascosto che hanno trovato Bibi e Sarabi, quello che lega le loro anime a un’altra storia, quella di Gwen e Roth.
Una donna e un uomo che sembrano respirare le stesse emozioni, le stesse lotte, lo stesso dolore e la stessa sete di libertà. Gwen e Sarabi si specchiano l’una nell’altra: guerriere a cui è stata tolta la voce, ma che continuano a gridare nel silenzio. Roth e Jax, uomini che scelgono l’amore nonostante la paura, pronti a sacrificarsi pur di proteggere.

Queste due storie non si affiancano soltanto: si intrecciano, si fondono, diventano riflessi l’una dell’altra. E in quel parallelismo, Deborah affronta temi universali: la giustizia negata, la persecuzione, il razzismo, il diritto di essere liberi.

E io, come lettrice, non sono rimasta spettatrice. Sono stata dentro a quella fattoria che odora di rifugio e speranza. Ho respirato il profumo dei denti di leone che danzano nel vento, simbolo di rinascita. Ho sentito le mani di Sarabi tremare e la forza silenziosa di Jax proteggerla. Ho camminato accanto a Gwen, ho ascoltato il battito d’amore di Roth, ho pianto con loro, ho sorriso con loro.

Perché questo libro non si limita a raccontare. Ti trascina, ti inghiotte, ti restituisce. Ho pianto tanto, pagina dopo pagina. Ho provato rabbia, dolore, struggimento. Ma anche pace, calore, gratitudine. E quando sono arrivata alla fine, ho avuto la certezza che fosse una di quelle storie che non se ne vanno. Una di quelle che restano dentro, che ti richiamano a sé anche quando provi ad andare avanti.

La scrittura di Deborah è incanto puro. Poetica, intensa, a volte graffiante, a volte delicata come una carezza. Ogni frase ha il potere di scivolarti dentro e piantare radici. È impossibile leggere senza sentire. È impossibile restare indifferenti.

Your Last Words è dolore che diventa amore, è silenzio che diventa voce, è oscurità che si apre alla luce. È un romanzo di rinascita e di fragilità, di forza e di bellezza. È un viaggio dentro l’anima umana, dentro quello spazio fragile e potentissimo in cui si decide se soccombere o rialzarsi.

Se devo scegliere una parola per racchiudere tutto ciò che ho provato, quella parola è una sola: Immenso.
Perché immenso è il dolore raccontato. Immenso è l’amore che nasce dal rispetto e dalla pazienza. Immensa è la scrittura che lo sorregge. Immensa è la traccia che lascia dentro di noi.

E quando penso a Jax e Sarabi, a Gwen e Roth, non riesco a considerarli personaggi di carta. Perché vivono. E continueranno a vivere, dentro chiunque abbia avuto il privilegio di incontrarli.
Profile Image for lalettricesilenziosa.
205 reviews10 followers
June 14, 2025
Deborah, io non so se un grazie possa bastare, però ci provo e ti dico grazie. Grazie per averci donato Jax e Sarabi. Grazie per averci donato Wanny, la sua saggezza e le sue prelibatezze. Grazie per la storia, anzi per il ricordo di Gwen, ricordo doloroso ma assolutamente necessario. Grazie per esserti addentrata in un mondo estremamente complesso ed averlo esposto in maniera eccelsa.
Inizio così la recensione di Your last words, un romanzo che mi ha conquistata dalla dedica, così bella e significativa. Proseguendo poi con la playlist, l’accompagnamento ideale alla storia di Jax e Sarabi.

L’agente Telford, Jax, è uno dei migliori, se non il migliore, in campo. Trasferitosi a Londra dall’Irlanda per poter studiare e successivamente arruolarsi all’MI6, dai diciotto anni ha vissuto di missioni, strategie, guerre. I suoi occhi hanno perso la luce della giovinezza, la spensieratezza, lasciando spazio a orrori indescrivibili e cicatrici talvolta invisibili e difficilmente sanabili. Il suo cuore è diventato duro, inarrivabile. Durante una missione, insieme alla sua squadra, si addentrano in un rudere abbandonato, sarà proprio lì che Jax crollerà, il suo animo si distruggerà in mille pezzi, la corazza si spaccherà.
La causa? Gli occhi spenti di una donna in schiavitù, privata non solo dei suoi indumenti, ma anche e soprattutto della sua dignità.
Sarabi era un’analista della MI5. Era, prima di essere presa in ostaggio e spogliata di tutto, del suo nome, del suo lavoro, della sua identità. Sarabi è bellissima, un miracolo, come racconta sempre sua nonna Wanniya, Wanny. E’ forte anche quando sente che lasciarsi andare è la scelta migliore. Ma è anche tanto stanca, stanca di non riuscire ad essere più la donna di prima, stanca di non provare nulla, stanca di lottare contro i suoi mostri. E’ stanca di non poter usare la sua voce.
Due personalità complesse, due anime rotte, distrutte, fatte a pezzi, con pochissime possibilità di essere sanate. Eppure il miracolo si compie, in una fattoria inglese che ha bisogno di cure ed amore proprio come loro. Jax è arrabbiato, rifiuta quella situazione che gli è stata in un qualche modo imposta. Eppure si da del tempo, complice il senso di protezione nei confronti di quella ragazza così esile, fragile, dai grandi occhi scuri.

E poi c’è la storia di Gwen e Roth, una storia che si sviluppa di pari passo insieme a quella dei due protagonisti. La storia di un amore impossibile, in tempi di guerra, in mezzo agli orrori. La storia di due persone destinate ad odiarsi ed invece si amano contro tutto e tutti. La storia di una donna forte, una combattente e di chi invece ripudia la divisa che indossa.
Deborah è stata magistrale nel descrivere queste due storie, nel raccontarle tutte in un unico momento, in un costante viaggio tra passato e presente. Perchè Gwen e Sarabi sono estremamente simili, nel loro dolore, nella loro forza, nel loro essere guerriere.

Your last words è stato una bomba assordante, esplosa senza timer di preavviso. Proprio come l’amore tra i due protagonisti, un amore travolgente, bellissimo, una passione irrefrenabile. Allo stesso tempo un amore fatto di piccoli gesti, di spazi lasciati, di parole non dette e sguardi che dicono più di conversazioni intere. Un amore fatto di protezione, di presenza costante anche nei momenti in cui sembrerebbe non essere necessaria. Un amore dolce, profondo, che sa di rinascita, che lenisce le ferite come il migliore ed il più potente antidoto. Un amore fatto di scelte, scelte compiute ogni giorno, ogni ora, ogni minuto che passano insieme.
L’amore che da voce anche chi voce non ne ha.
Perchè Sarabi lo vede e lo sente, anche quando Jax non riesce a vedere se stesso, anche quando gli incubi e le urla che gli fanno perdere il sonno sono più assordanti del silenzio. Jax è presente, anche quando Sarabi lo rifiuta e combatte per poter rimanere sola, nella sua zona di confort, nella sua bolla.

Lo stile è lineare, ironico e frizzante quando serve, profondo nei momenti cruciali. Una lettura intensa, fatta di descrizioni perfette nei minimi particolari, di viaggi in tempi e terre lontani ed emozioni che il lettore prova insieme ai protagonisti.
Your Last Words è un romanzo fatto di voci, di speranza, di rinascita, di amore ma anche di guerra, dolore e sofferenza.

Quindi si, grazie Deborah, grazie per tutto, per questa storia fantastica. Per l’amore che hai trasmesso, di cui ci hai resi testimoni. Grazie per aver dato voce a queste anime spezzate con tanta, tantissima voglia di ricucire le ferite e vivere. Grazie per aver dato voce a nonna Wanny, personaggio di cui, mi permetto di dire, tutti abbiamo bisogno. Grazie per la tua empatia, la tua dolcezza ed il tuo coraggio nel parlare di fragilità in un modo mai banale e mai pesante.

Cara Gwen,
riposa adesso, la tua voce è arrivata lontano.
Profile Image for Romanticamente Fantasy.
8,246 reviews244 followers
July 21, 2026
Reny - per RFS
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Dopo essere stata letteralmente stregata dai primi due libri della serie Steel Reapers, in attesa del terzo volume che confido arriverà presto, Deborah P. Cumberbatch torna con questo romanzo autoconclusivo, in cui ci racconta la storia di Jax Telford e Sarabi Nyagawa. Entrambi agenti dell’intelligence inglese, li avevamo già incontrati nelle storie sopracitate: Jax, infatti, è cresciuto a Steelridge ed è legato da una fraterna amicizia ai due fratelli MacReary, Rowan e Rhyson, rispettivamente comandante e sergente alle armi degli Steel Reapers, club di bikers che dovete assolutamente conoscere, qualora non lo aveste ancora fatto! Lui, durante un raid, trova e libera Jarabi da una prigione in cui ha languito per mesi, trattata peggio che un animale dal suo carceriere, e dal primo istante in cui la prende tra le braccia sente che il suo destino è segnato. Lo stesso è per lei, il ricordo di quella voce e di quelle braccia forti sono l’unico appiglio a cui si aggrappa per non impazzire nei due anni successivi. L’uomo, reduce da una missione fallita per cui non riesce a perdonarsi, si sta lasciando andare, stordendosi con alcool e autocommiserazione. I due amici biker lo obbligano a una vacanza forzata che, segno del destino, è presso la fattoria in cui si sono trasferite Sarabi e la sua adorata nonna.

Quel luogo sarà la salvezza per entrambi, il lavoro manuale, l’aria salubre, la dolcezza e la saggezza di Wanniya, tutto contribuisce a tenere a bada i demoni che li consumano.

Il trauma di Sarabi è stato così devastante che ancora non riesce a sopportare il contatto umano, oltre la nonna, accetta la vicinanza solamente della sua lupa Humiya. Ma per Jax sente un’attrazione che trascende ogni paura. Lui non si sente degno, vorrebbe fuggire, eppure resta ancorato giorno dopo giorno a quella nuova serena quotidianità. Li unisce un appuntamento serale in cui iniziano a leggere insieme un diario scovato da Sarabi anni prima in Germania.

Le persone si prendono il potere che noi gli concediamo, ma ci sono alcune cose che non possono essere prese. Viviamo in un mondo in cui credono di possedere il mio corpo, la mia mente e persino i miei sogni, ma non concedo loro la mia anima. (Tratto dal diario di Gwendolin)

E così, immersi di sera nella storia di Gwendolin e Roth, iniziano di giorno a scrivere la loro. Piccolissimi passi che, piano piano, guariscono l’animo di entrambi, danno fiducia a lei e speranza di redenzione a lui, con una narrazione che non perde mai d’intensità, che ci regala due personaggi unici, pieni di cicatrici, che sono balsamo l’uno per l’altra. Jax è quasi commovente nel suo voler essere la roccia a cui Sarabi possa appoggiarsi e dietro a cui possa ripararsi, senza pretendere nulla per sé.

Siamo pelle, fiato, battiti. Incastrati in qualcosa che va oltre ogni definizione, all’interno di una casa che sembra proteggerci, come se ci stesse aspettando.

Una storia in cui il presente di Jax e Sarabi si intreccia con il passato di Gwen e Roth, e ciò che è stato diventa speranza per ciò che deve ancora venire, e dove la saggezza dell’anima antica di Wanniya è presenza indispensabile.

Mi sono imbattuta per caso in questa autrice circa un anno fa, ma è immediatamente diventata una delle mie preferite. Che scriva di rudi biker o di anime spezzate e tormentate, le sue trame non concedono scampo, la caratterizzazione dei suoi personaggi è così perfetta che non si vorrebbe mai arrivare alla parola fine. Quindi grazie Deborah, per quest’altra piccola parte di te che hai voluto donare alle tue lettrici.
Profile Image for Chiara Verzulli.
Author 18 books11 followers
August 7, 2026
Cari lettori, esistono storie che non si limitano a essere lette, chiedono di essere ascoltate, sussurrate, vissute e infine, perché no, anche gridate. Your last words di Deborah P. Cumberbatch, edito Queen Edizioni, è proprio questo.
È un viaggio tra le macerie del trauma alla ricerca di quel fiore delicato ma ostinato che rappresenta la speranza.

“Si impara a sopravvivere, così da rendere le cicatrici meno visibili, si impara a trovare la speranza lì dove si annida la paura.
Si impara ad andare avanti, nonostante tutto.”

Jax Alexander Telford, comandante dell’MI6, trova Sarabi Nyagawa incatenata nell’oscurità di un covo neonazista. Questo primo incontro, fatto di sguardi e promesse di protezione, segna l’inizio di un legame indissolubile.

Due anni dopo, il destino – o forse il bisogno reciproco di salvezza – li riunisce in una fattoria nelle Cotswolds.
Entrambi sono reduci di guerra: Jax è un soldato spezzato, che affoga nell’alcol e incapace di guardarsi allo specchio; Sarabi è una giovane donna che lotta contro l’agorafobia e il silenzio assordante in cui il trauma ha cercato di seppellirla.

“Ripeto ogni giorno le stesse azioni, vivo le stesse emozioni, resto sempre in spazi sicuri. Mi sono rifugiata nell’apatia da tanto, tantissimo tempo, ed è questo che mi ha permesso di sopravvivere.”

Mi ha colpito un aspetto del libro: la scelta di alternare i punti di vista senza mai farli combaciare del tutto. Esempio di ciò è la scena del salvataggio che viene raccontata due volte, restituendo due mondi sensoriali opposti. Per Jax è il momento della propria disintegrazione professionale e umana; mentre per Sarabi è l’istante in cui il buio, che l’ha avvolta fino a quel momento, finalmente si spezza.
Questo scarto di percezione mostra come nella vita non c’è una realtà oggettiva da raccontare, ma sempre e solo due modi di sopravvivere a essa.

Il vero centro della storia non è la relazione romantica, ma la lotta per riappropriarsi della propria voce.
Sarabi arriva alla fattoria come un fantasma, scollegata dal proprio corpo e dalla propria storia; la sua rinascita passa dalla riscoperta dei nomi che altri le hanno dato con amore – Nyota, stella, per nonna Wanniya; Sarabi, miracolo, per sua madre. È un’identità che si ricostruisce attraverso lo sguardo di chi la ama.

“Non ho paura di ammettere che Jax Telford sia ormai in luoghi che credevo di non possedere più, come quel punto alla bocca dello stomaco dove adesso avverto tanti minuscoli bruchi che si preparano alla metamorfosi.”

Dal canto suo, il personaggio di Jax è costruito su una malinconia dovuta al proprio danno morale; l’incapacità di guardarsi allo specchio, l’uso dell’alcol come reset, un’iper-vigilanza che trasforma persino un vicino con una torta in una minaccia da neutralizzare, è tutto ciò che rappresenta quest’uomo tormentato in questo momento.
Una cosa che mi ha colpita è che Jax non celebra mai il risultato conquistato da Sarabi, ma lo sforzo, che è qualcosa di invisibile, intangibile ma fondamentale per portarla alla guarigione.

“«Tu spegni tutto il casino che ho in testa», le confesso con voce roca. Quasi stracciata.
«Tu, invece, riesci ad accendere di nuovo ogni cosa», sussurra.”

È un romance che racconta il trauma senza sfruttarlo, e la guarigione senza banalizzarla.
È una lettura che lascia il segno; non promette un ritorno al “prima”, ma la possibilità, faticosa e reale, di scrivere un capitolo nuovo.
Consigliato per chi apprezza le storie in cui il vero atto d’amore è il rispetto del confine dell’altro, non il superarlo.
Profile Image for Giusy  Luca.
953 reviews5 followers
June 9, 2025
Sarabi e Jax sono ormai anni che non vivono ma sopravvivono alla tempesta che hanno dovuto affrontare.
Sarabi non vede una luce in fondo al tunnel, arranca portandosi addosso delle ferite troppo profonde per nasconderle. Un uccellino terrorizzato aggrappata con il suo esile becco a una quotidianità che la riempie di apatia, l'unico stato in cui riesce a trovare il suo rifugio.

Ripete ogni giorno le stesse azioni e vive le stesse emozioni, fin quando non incontra Jax, l'unico che riesce a farla sentire al sicuro, anche quando il mondo sembra stia per crollare. L'unico che riesce a farla stare bene.

La prima volta che lo ha visto si è sentita come un piccolo colibrì indifeso, in presenza di un grande albero, ma ogni uccellino ha bisogno di un albero per creare il suo nido e così sentirsi al sicuro, Jax è l'unico posto dove un colibrì come lei vorrebbe mai posarsi.

«Vivi. Vivi anche se hai paura. Vivi soprattutto se hai paura. Perché non c’è arma migliore per sconfiggerla.»

Jax è alla ricerca di un miracolo che riesca a farlo uscire dall'inferno che si porta addosso e che lo tiene sveglio la notte incubo dopo incubo. L'incontro con Sarabi è proprio quello di cui ha bisogno per uscire dal suo stato di apatia, lei è ipnotica, la donna più bella su cui abbia posato il suo sguardo e, anche se sa che è l'uomo sbagliato per lei non può far altro che viverla e respirarla con tatto e delicatezza, senza imporsi, senza spaventarla ma rispettando i suoi tempi, tutto pur di vederla sorridere, tutto per renderla felice, perché in fondo lei è il suo capitano e lui non può che obbedire ai suoi ordini. In lei ha trovato il suo miracolo su una pelle di cioccolato fatto di cicatrici invisibili che porta il profumo dell'estate. 

Ho finito questo libro con un magone in gola e le lacrime agli occhi, nonostante conosca ormai la penna di Deborah riesce ancora a stupirmi con la sua delicatezza, il modo che ha di scrivere una storia di fantasia e renderla vera trattando temi molto delicati come il PTDS, il razzismo, il nazismo, la violenza, gli abusi con tatto senza appesantire il racconto e far vivere i suoi personaggi come se fossero reali. Pagina dopo pagina mi sono immersa nella lettura, ho ammirato la vasta distesa di bocche di leone, respirato l'odore dei campi e la brezza della notte sotto un cielo coperto di stelle.

«Amati senza limiti, così da poter amare allo stesso modo. Sii la mia stella sulla Terra, il mio miracolo e, quando lascerò questo mondo, tu cercami nel cielo. Cercami nel vento che soffia ogni mattina all’alba, cercami in ogni fiore che sboccia o fulmine che squarcia il velo. Cercami in tutto quello che per te sarà meraviglioso, perché mi assicurerò che tu non smetta mai di sorgere. Sii coraggioso, mio piccolo e coraggioso colibrì.»

È stata bravissima ad intrecciare le vite dei personaggi collegando passato e presente e scrivendo una storia nella storia in grado di tenermi ancorata alle pagine e farmi emozionare come non mi è mai capitato prima. 
Un personaggio degno di una menzione speciale è Bibi la nonna di Sarabi mi ha affascinata con i suoi racconti su cui bisogna riflettere molto.

Ci sono altri personaggi che mi hanno incuriosita e visto che Deborah con Jax non mi ha delusa spero che arrivino pure le loro storie un giorno.

Ringrazio l'autrice per la copia ARC
Profile Image for Sogniappesi.
196 reviews8 followers
August 4, 2026
Vi capita mai di essere certi che certe storie, certe letture, siano capaci di squarciarvi il cuore sin dalle prime battute?
Your last word è u a di queste certezze! Perché questa storia ti lascia dipendente dalle sue parole, ti annichilisce, riesce a riempirti il cuore di emozioni infinite e tanto intense che pensi di non aver più spazio dentro di te per contenerle.
Questo libro racconta la fine di una battaglia e l’inizio di una guerra contro se stessi. Quello che è il dopo di un trauma che ha lasciato cicatrici indelebili. Dove ogni giorno lotti per rimanere a galla nonostante le paure, gli incubi, il dolore, il non sentirsi se stessi dentro un corpo che continua ad essere il tuo.
È la storia di Jax e Sarabi, entrambi agenti dell' M16 e dell'M15, entrambi reduci da eventi che hanno distrutto la loro persone lasciando macerie attorno a se.
Entrambi spezzati, legati da un destino sconosciuto. Insieme sono luce in un mondo spento da troppo tempo, un miracolo, o forse destino, o semplicemente l’inizio di un amore che si ripete, che si racconta, che diventa storia e si intreccia al passato.
Dopo due anni il destino vuole che queste due anime si rincontrano a Upper Slaughter, nella fattoria di Sarabi e Bibi,la sua adorata nonna. In quel posto che è stato sempre casa, dove Sarabi prova a guarire e ritrovare la sua normalità. Jax si ritroverà tra quelle terre, congedato dal lavoro per un periodo, con la speranza di smettere di annegare, di precipitare in quel vuoto che è diventato normalità.
Trovarsi davanti quegli occhi che sono riusciti a tenerlo in vita per il tempo di un battito di ciglia e che non ha mai dimenticato in tutto questo tempo, sarà tornare a respirare!
Jax e Sarabi sono anime spezzate che saranno cura l’uno dell’altro. È stato stupendo leggere ogni passo, ogni incertezza, ogni sguardo, ogni singolo avvicinamento che porterà entrambi a non poter fare a meno l’uno dell’altro.
Ma se Sarabi, nonostante la paura costante dona la sua fiducia a questo uomo spezzato, Jax con il timore costante di ferirla, tenta sempre di tenerla lontana, prendendosi comunque cura di lei, con piccoli gesti che sciolgono il cuore.
Un presente che si intreccia al passato, un diario, una storia che spezza e che urla di essere raccontata. L’autrice scrive di tutto questo e di molto altro, con delicatezza, ma, incisiva in ogni frase, scrive per farsi sentire, per lasciare il segno, per ricordarti che nonostante un mondo che va in malora, non bisogna mai perdere la speranza, la forza di rialzarsi sempre, il bisogno di raccontare la propria storia.
Jax, Sarabi, Bibi, Humiya (fedele lupacchiotto), Gwen, Roth, Imogen, sono personaggi che restano dentro, scavandosi un posto nel tuo cuore.
Ne ho amato ogni parola, ogni dettaglio, ogni gesto, così semplice, naturale, protettivo…è come dar la mano loro e seguirli in quel percorso che sarà la loro rinascita, il loro ritrovarsi.
In una fattoria che fa da sfondo a questa storia meravigliosa ricca di significato, tra denti di leone che sigillano un amore fragile ma resiliente, non puoi non rimanerne affascinata…
E potrei continuare ore e ora a parlare di questa storia, dei personaggi, delle loro fragilità, di quello che mi ha trasmesso , delle emozioni provate e dei mille significati e insegnamenti che mi ha donato.
È pura perfezione in tutte le sue sfumature.
Profile Image for al.
35 reviews
July 19, 2026
La storia di Jax e Sarabi è per tutte quelle persone che ogni giorno lottano contro i demoni che vivono nella loro testa, contro i fantasmi del passato, contro il proprio riflesso allo specchio.
È per tutti coloro che vengono sentiti, ma non ascoltati. Per tutte le persone che hanno perso la voce urlando, ma che comunque, non sono riuscite nel loro intento.

Non è una semplice storia d’amore, le storie di Deborah non lo sono mai: è in grado di raccontare gli aspetti più intrinsechi e contorti della mente umana con una delicatezza che rende la sua penna riconoscibile.

Come sempre quando si tratta dei libri di Deborah, faccio fatica a mettere per iscritto ogni singola emozione che ho provato.

Jax e Sarabi sono due personaggi specchio: l’uno riflesso nelle cicatrici dell’altro. La loro storia d’amore nasce ancora prima che loro se ne rendano conto, quando tutto è in macerie e sopravvivere è più semplice di vivere.

Entrambi spezzati, entrambi senza speranza, ma tra i cocci di una vita spaccata a metà, un campo di denti di leone e una storia narrata sotto un portico, qualcosa comincia a sbocciare: la rinascita.
Tra silenzi che fanno rumore, leggende e cicatrici, Jax e Sarabi ricominciano a respirare.

Un libro ritrovato per caso che racconta la storia di Gwendolin e Roth, così simili a Jax e Sarabi da sembrare loro in un tempo ormai passato. Un racconto intenso, crudo, reale. Un amore che non dovrebbe esistere, ma che comunque trova il modo di farsi largo tra le macerie di una vita costretta a essere vissuta al buio e nella paura.

I parallelismi tra le storie sono incredibili, ti tengono incollata alle pagine e non puoi fare a meno di dire: “solo un altro capitolo, poi vado a dormire”. Ma non è mai solo un capitolo, perché Deborah con la sua scrittura ti prende per mano e ti accompagna per tutto il libro, facendoti conoscere i personaggi, facendoti entrare nella parte più nascosta della loro mente. La parte contorta, spaventata.

Le storie di questi quattro personaggi lasciano un messaggio che spero tutti possano apprendere e rendere proprio: la luce arriva quando meno ce lo aspettiamo. La si può trovare in un libro, in un fiore, in una torta dal gusto terribile ma fatta con le proprie mani, che ha il sapore delle risate. La luce può essere una persona che ti prende per mano e ti porta fuori dal buio che ha preso il controllo di te stesso.

Terminato un altro viaggio nel mondo di Deborah mi rendo conto che le sue storie mi fanno tornare a essere una lettrice alle prime armi: le farfalle allo stomaco, l’adrenalina di scoprire un libro nuovo con la consapevolezza che si prenderà una parte di me, le lacrime agli occhi e i brividi sulla pelle. Ogni volta che inizio un suo libro, ho la certezza di star per vivere un’esperienza unica, nuova, originale.

Grazie per aver dato voce a tutti noi che non si sono mai sentiti ascoltati, grazie per averci fatto sentire dei colibrì. Spicchiamo il volo insieme, che ne pensi?💛

Se vorrete leggere YLW (altamente consigliato dalla sottoscritta), abbiate coraggio: urlate fino a perdere la voce, lottate con le unghie e con i denti. Un giorno arriverà qualcuno pronto ad ascoltarvi e a vincere con voi le vostre battaglie. Possiate innamorarvi su un campo di denti di leone, possiate essere ogni giorno grati per qualcosa di diverso.
Profile Image for fabbricantedilibri.
268 reviews
June 25, 2025
«𝑸𝒖𝒂𝒏𝒕𝒂 𝒎𝒆𝒓𝒂𝒗𝒊𝒈𝒍𝒊𝒂 𝒅𝒆𝒗𝒆 𝒆𝒔𝒔𝒆𝒓𝒄𝒊 𝒏𝒆𝒍 𝒎𝒐𝒏𝒅𝒐 𝒔𝒆 𝒊𝒍 𝒔𝒐𝒍𝒆 𝒓𝒊𝒆𝒔𝒄𝒆 𝒂 𝒕𝒓𝒐𝒗𝒂𝒓𝒆 𝒐𝒈𝒏𝒊 𝒈𝒊𝒐𝒓𝒏𝒐 𝒖𝒏𝒂 𝒓𝒂𝒈𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒑𝒆𝒓 𝒔𝒐𝒓𝒈𝒆𝒓𝒆?»

Svegliarsi (ammesso che si riesca a dormire), alzarsi, mangiare, lavarsi, compiere un’azione che per qualsiasi persona può essere banale, scontata, può diventare la cosa più difficile del mondo quando il mondo lo odi, oppure odi te stesso.

A volte pensi avere tutto sotto controllo, di essere circondato dall’amore, dagli amici, di avere un lavoro che ami, che ti soddisfa, di avere una casa, di avere tutto ciò che ti serve. Ma basta un attimo, un errore di calcolo, un piccolo cambiamento, e all’improvviso tutto ciò che avevi non ti serve più, non te ne fai niente, perchè inizi a vivere di incubi.

Sarabi è stata rapita e rinchiusa per 55 giorni e, quando viene ritrovata, c’è ormai poco da salvare, di lei non è rimasto più niente se non un corpo vuoto, inutile, perché è così che lei si sente: sporca, arrabbiata, impaurita, sola.
Jax è colui che l’ha trovata, anche se adesso, due anni dopo, tutto si sente, tranne che un salvatore. Jax non riesce più a dormire, non riesce più a pensare lucidamente, vive di sensi di colpa e anche lui, come Sarabi, si sente solo un guscio vuoto che si muove e cammina per inerzia.

Due anime simili, due anime ferite, con tormenti diversi ma comunque tormentate, possono salvarsi a vicenda? Uno sguardo, un gesto, un attimo di silenzio condiviso, possono salvare un cuore? Possono salvare una vita? O servirebbe piuttosto un 𝓂𝒾𝓇𝒶𝒸𝑜𝓁𝑜?

Eppure un miracolo può essere un sorriso che nasce su un viso rimasto serio per troppo tempo, o una passeggiata in centro dopo anni di solitudine. Un miracolo può essere un abbraccio, una stretta di mano. Un miracolo può essere riuscire a guardarsi allo specchio. Jax e Sarabi sono pieni di cicatrici, visibili e invisibili, ma giorno dopo giorno riescono a farsi talmente tanto bene a vicenda che sembra incredibile anche a loro. Perché quando due anime sono destinate a trovarsi, è inevitabile riconoscersi al primo sguardo, al primo contatto. E, anche se a volte pensiamo di conoscere ogni cosa, di essere gli artefici del nostro destino e che il futuro è nelle nostre mani, c’è qualcosa che è più grande di noi, un filo che ci muove, come se fossimo pedine, e che ci porta a fare delle scelte, che ci porta dritti verso un’unica direzione.

“𝘊𝘪 𝘴𝘪𝘢𝘮𝘰 𝘴𝘰𝘭𝘰 𝘤𝘦𝘳𝘤𝘢𝘵𝘪 𝘢𝘯𝘤𝘰𝘳𝘢, 𝘢𝘯𝘤𝘰𝘳𝘢 𝘦 𝘢𝘯𝘤𝘰𝘳𝘢 𝘱𝘦𝘳 𝘵𝘳𝘰𝘷𝘢𝘳𝘤𝘪. 𝘙𝘪𝘯𝘤𝘰𝘳𝘴𝘪 𝘯𝘦𝘪 𝘴𝘰𝘨𝘯𝘪 𝘦 𝘯𝘦𝘨𝘭𝘪 𝘪𝘯𝘤𝘶𝘣𝘪, 𝘯𝘦𝘭𝘭𝘦 𝘵𝘦𝘮𝘱𝘦𝘴𝘵𝘦 𝘦 𝘯𝘦𝘪 𝘴𝘪𝘭𝘦𝘯𝘻𝘪. 𝘗𝘦𝘳 𝘳𝘪𝘵𝘳𝘰𝘷𝘢𝘳𝘤𝘪 𝘲𝘶𝘪.”

Your last words non è solo un libro, è più un terremoto e, in quanto tale, è arrivato all’improvviso e mi ha travolta completamente. Mi ha fatto piangere, sorridere, respirare più forte. Mi ha fatto emozionare come solo pochi libri sono in grado di fare. Mi ha ricordato che le ferite non ci rendono deboli, ma solo più umani e che, a volte, è proprio grazie a quelle ferite che l’amore trova uno spazio per entrare.

È il primo libro che leggo di Deborah, e sono pronta a recuperarli tutti. Nel frattempo però, so già che questo è uno dei miei indimenticabili del 2025.
Profile Image for Angie.
210 reviews2 followers
July 23, 2026
Questo libro è primo libro che leggo di Deborah e mamma mia è partito con il botto proprio!
Sarabi è la migliore agente del MI5 della sua generazione fino a quando viene rapita, Jax è l'agente che la trova e le dona una seconda vita.
Il libro parte con Sarabi che sta riprendendo piano piano a "sopravvivere" ma qualcosa sembra essere "rotto" in lei, cerca di provare a vivere ma il ricordo del suo rapimento le ha causato un forte trauma, dopo che il suo dottore le dice che finalmente può farcela decide con sua nonna Wanny di andare a vivere nella loro vecchia fattoria, e nel uscire dall'ufficio del suo psicologo due occhi intesi e una chioma bionda che ricorda bene si palesano davanti a lei, ricordandole il perchè lei sia ancora viva.
Jax dopo la missione di soccorso è diventato un guscio, proprio come Sarabi soppravvive dopo un terribile trauma in cui lui si da la colpa per un evento di cui purtroppo non poteva aver controllo e soffre di PTSD anche se non lo ammette, prima di iniziare una nuova missione deve dimostrare di essere ancora in grado di fare il suo lavoro ed è per quello che prima della missione gli danno 2 mesi di congedo.
Sarabi e Jax sono due mondi che si sono scontrati, ma che mai si sarebbero mai immaginati che il destino avesse in serbo per loro una eventuale collisione, quando per caso gli amici di Jax, lo mandano in una fattoria da quel giorno i loro destini si incrociano e non si separeranno più.
Cosa mi è piaciuto di questo libro, allora facciamo notare che questo libro ha una storia nella storia, ovvero Sarabi scopre un vecchio di diario e durante il corso del libro oltre agli sviluppi della storia tra lei e Jax, veniamo a conoscenza della storia d'amore tra Gwendolin e Roth, non fatevi ingannare perchè la storia all'interno del diario mi farà piangere lacrime amare sopratutto quando si viene a conoscere la fine.
Ma ciò che ho amato veramente è stato Jax, lui è il bookboyfriend per eccelenza nessuno al momento lo batte, ho amato come nonostante lui stesso sia spezzato, la sua prorità è sempre stata Sarabi in particolare lo si vede nelle piccolezze come per esempio nel fatto che all'inizio cerchi di non toccarla o sfiorarla anche solo semplicemente passandosi il cibo a cena per evitare che possa Sarabi sentirsi a disagio, oppure quando non la costringe ad aprirsi a lui, la protegge da lontano anche solo con lo sguardo, come si prende cura di lei e la renda felice e allo stesso tempo la incoraggi a fare i piccoli passi per poter riacquistare la sua libertà, dal portarle il caffè come piace a lei a come la aiuti a superare la staccionata per spronarla ad attraversa il campo di denti di leoni.
E ho amato come Jax sia stato così delicato anche nelle scene spicy dando sempre priorità a ciò che Sarabi volesse mettendosi in secondo piano, ragazze è inutile è impossibile amare questo grumpy dal cuore tenero nonostante sia spezzato.
Per quanto riguarda Sarabi è impossibile non amare la dolcezza di questa ragazza e ho amato in particolare come lei riesca a trovare felicità anche nelle piccole cose di tutti i giorni e che faccia riflettere molto Jax ricordandogli che prima di amare bisogna inanzitutto amare sè stessi.
Questo libro ti attrae all'inizio e poi non ti molla più, tra scene tenere, azione e spicy ti fa incollare dall'inizio alla fine, si sente quanto entrambi soffrano e lottano contro sè stessi per non darla vinta all'oscurità che li attrae, ma sono super contenta e soddisfatta di come poi Jax torni dalla persona che gli ha insegnato a vivere di nuovo e che dire del finale perfetto non poteva essere migliore di così. Assolutamente un libro che è da leggere.
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July 27, 2026
Fascicolo Jax: Evoluzione dei protagonisti ; Fascicolo fiducia

È un military romance intenso in cui amore, fiducia e rinascita si intrecciano fino all’ultima pagina. La storia di due anime profondamente segnate dal passato che, tra missioni, pericoli e cicatrici mai davvero rimarginate, si ritrovano costrette ad affrontare non solo ciò che li circonda, ma anche i propri demoni interiori.

Alcuni personaggi si fanno amare per quello che fanno e altri restano impressi per quello che si portano dentro. Jax appartiene decisamente alla seconda categoria.
Quello che mi ha colpito di più è la sua fragilità nascosta dietro l'immagine dell'uomo addestrato a non vacillare mai. È un protagonista tormentato, consumato dal senso di colpa e dai fantasmi del passato, ma che continua comunque ad andare avanti. Non è l'eroe perfetto: è un uomo spezzato che prova a sopravvivere un giorno alla volta, ed è proprio questo a renderlo così autentico.
Anche Sarabi affronta una battaglia diversa, ma altrettanto dolorosa. Dopo quello che ha vissuto, il suo percorso non è quello di dimenticare, bensì di ritrovare se stessa pezzo dopo pezzo. La sua forza non sta nell'essere invincibile, ma nel trovare il coraggio di ricominciare.
Ed è proprio qui che entra in gioco l'aspetto che più mi ha conquistata della loro relazione: la fiducia. Entrambi portano sulle spalle ferite troppo profonde per affidarsi facilmente a qualcuno, eppure il loro rapporto si costruisce lentamente, senza forzature. Non sono le grandi dichiarazioni a farli avvicinare, ma i piccoli gesti, la presenza costante e la scelta di esserci anche quando il passato continua a fare rumore. Vederli imparare, un passo alla volta, ad abbassare le difese e a lasciarsi conoscere nelle loro fragilità è ciò che rende la loro evoluzione così intensa e autentica.
Un evoluzione lenta, intensa e credibile: prima imparano a fidarsi, poi ad accettare le ferite reciproche, fino a comprendere che non sempre l'amore cancella il dolore... a volte gli insegna semplicemente a fare meno male.
È proprio questa crescita condivisa ad avermi conquistata. Non si innamorano delle versioni migliori di sé, ma di quelle più vulnerabili. E credo che sia questo il messaggio più bello della loro storia: anche quando il passato continua a fare rumore, esiste sempre qualcuno capace di restare.
Verdetto dell’agente: Jax è il tipo di protagonista che lascia il segno. Imperfetto, tormentato e incredibilmente umano. Se amate i personaggi complessi, le seconde possibilità e le storie che parlano di guarigione prima ancora che d'amore, questa missione merita assolutamente di essere portata a termine.
Profile Image for Archivi d'inchiostro  Berta Ross.
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May 26, 2025
il comandante Telford (Jax) che avevo già conosciuto nella dilogia Lie Detectors, è alle prese con una crisi di nervi che lo sta consumando lentamente... I fantasmi del suo passato lo inseguono, così come i pensieri su Sarabi, la ragazza che ha liberato dalla prigionia durante una delle sue pericolose missioni.
È bastato un solo sguardo per crollare sotto il peso di quei due occhi tristi e disperati, e due anni dopo, ritroviamo i nostri protagonisti che cercano di barcamenarsi tra i loro incubi, provando a ricostruire una vita che sembra essere andata in frantumi.

Sarabi è profondamente spezzata dal trauma che ha subíto durante la sua prigionia. Pronta a tornare nella sua vecchia casa di campagna nelle Costwolds, non si aspetta proprio di passare il suo "ritiro spirituale" insieme al comandante che l'ha liberata, quello che lei non è mai riuscita a togliersi dalla testa e che la fa sospirare con un solo sguardo.
I nostri protagonisti si trovano a passare molto tempo insieme, grazie anche ad un libro misterioso che viene trovato dalla stessa Sarabi e che li coinvolge in un'indagine alla ricerca di indizi sulla storia raccontata tra quelle pagine.

Questo romanzo mi ha distrutta dal primo capitolo. Conosco bene la penna di Deborah ma qui, lo ammetto senza il minimo dubbio, si è superata. La profondità di questi due personaggi, le loro cicatrici, il loro rapporto che si costruisce una piccola conquista personale dopo l'altra, i loro dialoghi.
È un libro che esplora i cuori e le emozioni prendendosi il tempo che serve a fare immergere il lettore in quelle stesse emozioni e vi posso garantire che è impossibile non pensare a loro anche durante le pause di lettura. La storia parallela del libro misterioso è il valore aggiunto di YLW, una sorpresa che non mi aspettavo e che mi ha emozionato tantissimo (ci ho lasciato più di una lacrima).Ci sono scene in questo libro che si sono prese diversi pezzi del mio cuore e del mio contegno (a un certo punto ho singhiozzato si) e cosa che mi preme sottolineare, sono presenti messaggi molto importanti e attuali sull' UGUAGLIANZA. Non è la prima volta che Deborah si fa portavoce di messaggi come questo ed è una di quelle cose che mi fa apprezzare ancora di più lei e i suoi libri. Potrei parlare ore di questa storia, del comandante e del suo piccolo colibrì, ma alla fine, vi posso soltanto dire...leggetelo... vi garantisco che ci lascerete un pezzo di ❤️
Profile Image for Alessia (alexa.dreams_).
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June 6, 2025
“C’è della magia in tutte le storie, nyota, e chi conosce il loro significato allora può salvare la propria anima”✨

Le anime che si amano davvero, le cosiddette anime gemelle, sono destinate a riconoscersi e ritrovarsi nel corso del tempo, in ogni singola vita presente, passata e futura. Per qualcuno questa è solo una diceria, una leggenda, ma io ci credo profondamente e proprio per questo la storia di Deborah è stata tanto speciale e sono felice di aver preso il cartaceo quando ancora la stavo leggendo in anteprima sul Kindle, perché ci tengo ad avere questo splendido libro, con le sue illustrazioni favolose e la cover stupenda, e perché il loro amore mi rimarrà dentro per sempre. Jax e Sarabi vanno oltre l’amore fisico. Lui, che la salva in ogni senso, e la riconosce appena la vede. Lei, che si sente a casa fra le sue braccia ma al tempo stesso permette anche a lui di avere un luogo in cui tornare. E in tutto questo, un misterioso libro, una storia che ha attraversato il tempo e sembra capitata fra le loro mani perché possano leggerla insieme, ma anche perché Roth e Gwendolin hanno qualcosa di davvero familiare.

Ho amato tutto, penso davvero che questo libro sia un capolavoro. Il trattare traumi importanti da parte di Deb, come il PTSD (di entrambi i personaggi, anche se per motivazioni diverse), il loro avvicinamento fatto di piccole cose, delle sere passate a leggere insieme il libro di Gwen, con la compagnia di Humiya, la meravigliosa lupa di Sarabi, e di bibi, la nonnina di Sarabi (ci ho tenuto a inserirla nel collage anche se purtroppo non è esattamente come la immaginavo🥹), in una fattoria per ricominciare a vivere sono diventate una bolla in cui non vedevo l’ora di tornare, un luogo protetto.
L’originalità non solo di questo contatto fra presente e passato, con anche un tocco di storia e di vicende realmente accadute nel corso della Seconda Guerra Mondiale, ma anche il mistero estremamente romantico e il PERCHÉ questa storia sia così importante per Jax e Sarabi, perché dovessero leggerla proprio loro, mi ha profondamente commossa, perché una romantica come me non poteva non rimanere affascinata da questa prospettiva.

A tutto questo si aggiunge la profonda ricerca che traspare da tutto il libro, che riguarda non solo la Seconda Guerra Mondiale, ma anche la cultura africana, la lingua swahili, le ricette preparate da bibi e soprattutto le meravigliose leggende che racconta. La nonna è stato uno dei miei personaggi del cuore, con la sua saggezza, le sue storie che portano sempre un grande insegnamento ma soprattutto tanta positività e i suoi occhi che sono capaci di vedere oltre, perché ascoltano direttamente il cuore. Ho amato ogni singola leggenda, ma quella del colibrì più di tutte e ovviamente del dente di leone, che diventerà tanto importante soprattutto alla fine 🎀
E in ultimo, chef kiss per le scene 🔥 che sono ricche di passione ma anche di tutto il loro sentimento e della loro intensità.

Con “Your Last Words” ho pianto, mi sono commossa, ho sentito il cuore battere forte, mi sono sentita coinvolta da entrambe le storie d’amore, ho sofferto e amato con Jax e Sarabi e con Gwen e Roth. La delicatezza, ma al tempo stesso la profondità, nel modo in cui Deborah ha scelto di raccontarli, questi sentimenti così forti, con dei trascorsi così intensi, mi sono rimasti sottopelle e non posso che consigliarvi questo romanzo, se cercate una storia che vi travolga e non vi lasci più andare. Ultima cosa importantissima: se leggerete, riguardate alla fine un’altra volta la splendida copertina… perché nulla è messo a caso ⏳
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