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La vendetta è un ballo in maschera: Un anno con Il conte di Montecristo

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«L’allegria, mi chiedo spesso, non potrebbe essere la migliore delle vendette?» La scommessa è semplice: trascorrere un anno fra le pagine del classico dei classici, “Il conte di Montecristo”. A farci compagnia, tra gli scogli inattesi e le gioie improvvise che irrompono nelle nostre giornate, troviamo Edmond Dantès – l’eroe che da duecento anni trama vendette inesorabili – e il suo incontenibile creatore, Alexandre Dumas, protagonista di una vita romanzesca quanto quella dei suoi personaggi. “La vendetta è un ballo in maschera” è un esordio originalissimo, letterario, capace di appassionare, commuovere e strappare più di una risata nel volgere di poche righe. Francesca Crescentini indaga ciò che accade quando pretendiamo un risarcimento ai disastri che ci toccano. Perché in fondo, anche se è troppo tardi per ottenere giustizia, c’è sempre modo di riparare se stessi.

416 pages, Paperback

First published January 1, 2026

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Francesca Crescentini

30 books75 followers

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26 (2%)
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10 (1%)
Displaying 1 - 30 of 106 reviews
Profile Image for Tiffany Vecchietti.
144 reviews1,873 followers
April 19, 2026
Due anni fa mi sono cimentata nella lettura di uno dei pochi classici che avevo evitato per moltissimo tempo, un po’ per timore, un po’ perché sono sempre stata dirottata su altro, ma soprattutto perché credevo non esistesse alcuno spazio di discussione su Il conte di Montecristo di Dumas (padre, specifichiamo). Tutti concordano sul fatto che sia un capolavoro indiscusso, ma forse è più giusto dire indiscutibile. Comunque, sono riuscita ad aggrapparmi allo slancio di un’edizione a 3€ trovata a un banchetto e la complicità di un audiolibro incredibilmente avvincente, buttandomi tra le sue pagine senza avere molte aspettative, scevra di ogni commento, parere, discussione o sensazione esterna. L’ho macinato quasi in clausura, cercando di sentirla come una lettura solo mia. Poi va be’, non è il libro che è mai solo tuo anche quando ti impegni a renderlo tale.
Così, ho accolto questa pubblicazione di Francesca Crescentini, per noi comuni mortali Tegamini, cuore della comunità librosa online da prima che la comunità librosa online capisse di essere una comunità, come un’operazione bizzarra ma altresì familiare. Un’operazione parallela, in sordina alla mia, l’ha traghettata nel viaggio in cui Edmond Dantes non è più, e per quasi altre 800 pagine diventa Montecristo. Quindi insomma, l’entusiasmo mi ha spinta anche a una gioia sincera di questa sua pubblicazione ma anche a intrufolarmi nell’idea di leggere un classico statuario e portentoso, innestandolo nella vita di una lettrice appassionata. Ecco, non mi aspettavo sinceramente di ritrovarmi a ridere e a piangere nel giro di qualche riga. Mi ha colta di sorpresa.
È un’opera che, per chi segue Francesca nel suo mondo di alias digitale, risulterà familiare, per lingua e approcci. L’umorismo accompagna la lettura del Montecristo, e come ogni lettrice dispersiva ma vorace che si rispetti non si limita a leggerlo, ma ad accompagnarlo con biografie dell’autore, acquisti inconsulti di manga o versioni per bambini, saggi critici e, ma è meglio dire soprattutto, parti della sua storia personale che si intrecciano con questa operazione. Perché se è pur vero che ogni volta che apriamo un libro, la sensazione è quella di cadere dentro le sue pagine e perderci tra quelle riflessioni (quantomeno, quando il libro è in grado di tirare le corde migliori), è altrettanto vero che non può essere separato dalla nostra vita, quella fuori. Quella che purtroppo si inceppa come una stampante in cui la carta si incaglia, e non basta qualche colpo col ginocchio per far ripartire tutto. In questo fluire, il ruolo di una lettrice è diventare ubiqua, presente e assente, ma protagonista di molteplici esperienze e in grado di recitare più ruoli contemporaneamente. Di prestare una parte della propria intelligenza al qui e al di là. Il qui è costellato di eventi personali che arrivano come una sciabolata dietro i talloni, seguite da una gomitata sulle reni, ed è facile soccombere. A volte, però, ci scopriamo un po’ come i personaggi dei libri che leggiamo, o nei quali ci rifugiamo. Non tanto, o per forza, eroine senza macchia o paura, o paladine che vestono alla marinara, ma che giungono alla fine delle proprie apocalissi senza marcire nell’animo. O senza diventare così irriconoscibili da dover vestire i panni di un conte, intessere 1000 e passa pagine intrise di vendetta prima di scoprire che è stato tempo buttato.
“Non c’è niente di più banale e democratico delle disgrazie” E allora quale risarcimento è lecito aspettarsi? Quale parte di noi siamo disposte a perdere? Quale a trovare?
Ecco, questo libro, che libro di lettrice è, si barcamena tra la lettura che dovrebbe forse insegnarti quanto alle sciagure si risponde di petto, affilando la spada o scatenando il piano più rancoroso mai visto, e ci si ritrova invece un po’ a guardarlo con indulgenza, capendo che forse è un’indulgenza che in primis meritiamo di rivolgere a noi stesse.
“Ho fatto bene a pestare i piedi e a sporcarmi di rabbia senza contaminare chi mi cresce accanto.”
Profile Image for Chiara of Green Gables.
265 reviews30 followers
April 18, 2026
La vendetta è un ballo in maschera è un viaggio. Un viaggio in tre direzioni diverse, parallele, ma destinate prima o poi a incrociarsi.

Si viaggia con il Conte di Montecristo, seguendo la sua vendetta attraverso le pagine del suo libro.

Si viaggia con Dumas, dentro la sua vita, il suo ego smisurato, il desiderio mai davvero colmato di essere riconosciuto e apprezzato quanto avrebbe voluto.

Ma soprattutto si viaggia con Francesca, verso una scoperta più profonda: che la vera vendetta non è distruggere chi ci ha ferito, né orchestrare cadute per poi gioirne.

La vera vendetta, forse, è capire che non siamo obbligati a diventare il risultato di ciò che ci è stato fatto, del modo in cui siamo stati cresciuti. Possiamo essere altro. Possiamo essere migliori.

Possiamo sperare.

E forse non esiste vendetta più grande della speranza.
Profile Image for Lychie ♡.
76 reviews4 followers
April 18, 2026
Seguo Francesca Crescentini sui social da oltre dieci anni e poter finalmente leggere un suo libro è stata un’esperienza bellissima.
Durante tutta la lettura ho avuto la sensazione di sentire la sua voce nella testa: era come se fosse proprio lei a raccontarmi le vicissitudini della sua vita, intrecciandole con quelle del Conte di Montecristo e del suo prolifico autore. Tutto si incastra come un puzzle e il risultato è eccezionale. Il problema, semmai, è che una volta finito il libro viene subito voglia di leggerne un altro impostato esattamente nello stesso modo! Attendo e spero.

C’è però una cosa che mi preme dire, anche per rispondere alle stesse domande che mi ero posta quando l’autrice ha annunciato l’uscita del libro su Instagram: è possibile leggere “La vendetta è un ballo in maschera” prima di aver letto “Il Conte di Montecristo”? Sì, è possibile. Ma lo consiglio? No. Io odio profondamente gli spoiler, e questo libro inevitabilmente ripercorre, dall’inizio alla fine, le avventure di Edmond Dantès. Senza entrare troppo nei dettagli, certo, ma abbastanza da permettere di ricostruire l’intera trama.
Personalmente credo che conoscere già tutta la storia di un romanzo prima di leggerlo rovini inesorabilmente parte dell’esperienza di lettura.

Perciò, se non l’hai ancora fatto: DÀI CORAGGIO, vai a leggere il Conte… e poi torna qui per goderti “La vendetta è un ballo in maschera”.
Profile Image for Emma Fantuz.
13 reviews
May 4, 2026
Fiume di lacrime.

Sono sicura che la lettura sia collegata in maniera diretta al mio benessere generale, ma non ho ancora individuato dei nessi causa-effetto precisi. Non mi aspetto che leggere mi faccia stare meglio, suturi una ferita o accenda lampadine che penzolano in scantinati oscuri, ma storicamente ha sempre aiutato. Arrivare in fondo a un libro e poterci pensare su mi regala compiutezza, mi pare di aver fatto "qualcosa", di essermi mossa e di essere arrivata da qualche parte.

Profile Image for Senia ☆ EchoRain87.
259 reviews5 followers
April 19, 2026
Un'analisi bella e coinvolgente di Dumas e del suo Conte di Montecristo, un anno nella vita dell'autrice.
Francesca Crescentini utilizza il suo consueto entusiasmo nel guidarci in questo suo viaggio accademico alla scoperta del Montecristo(quando avrei voluto un'insegnante così appassionata!!), raccontandoci anche la sua vita, in un anno non proprio roseo e felice.
Ho apprezzato tantissimo questo esordio, ma non mi aspettavo niente di meno 🫶🏻
Profile Image for Sara.
10 reviews1 follower
June 27, 2026
Due pagine, piantino. Due pagine, piantino. (...) Due pagine, piantino. Che libro bellissimo.
Profile Image for Maria.
1,253 reviews121 followers
July 27, 2026
Noioso. Non coinvolta. Stile bruttissimo.
Profile Image for Maria Pamela Menale.
146 reviews28 followers
April 19, 2026
"Stai bene, mi chiede mio marito. Sto meglio, gli rispondo io. Con loro, in effetti, è sempre bastato dire la verità."

Grazie, Francesca, per averci ricordato quanto la letteratura può essere "un'ascia per il mare ghiacciato che è dentro di noi.". Grazie per avermi accompagnata di nuovo nel mondo del Montecristo intrecciandolo con quello di Dumas. E grazie perché intrecciandoci anche la tua vita fino a quella bellissima frase finale, mi hai aiutata a districare le mie, di trecce.
Profile Image for _nuovocapitolo_.
1,368 reviews40 followers
August 5, 2026
Conosco Francesca Crescentini da quando era per tutti solo Tegamini, e credo di essere arrivata a lei nello stesso modo in cui lo ha fatto chiunque, cioè attraverso uno schermo. Francesca, in tempi non sospetti dal suo account Snapchat e poi dalle storie Instagram faceva una cosa che a nessun altro è mai riuscita così bene: parlava di libri. C’è una posa, di solito molto sgradevole, di chi parla di letteratura online, comune a chi parla di arte. Le persone si sentono legittimate, dall’alto del loro comodino pieno di classici e ultime uscite, a far sentire inferiori i lettori scarsi, amatoriali, quelli che per capacità o formazione sono rimasti un filo indietro. Da lì nasce un altro atteggiamento altrettanto sgradevole per chi frequenta il contesto dei book lovers in rete: la fomo. Se non hai letto il titolo imperdibile entro due settimane dall’uscita come pensi di sopravvivere nelle cene di quelli che contano? Negli anni ho mollato quasi tutti i creators che parlavano di libri, ma Tegamini no, lei è irrinunciabile. Il motivo è la sua gentilezza estrema, il suo gusto, la bellezza del suo eloquio, la sua curiosità, la sua memoria infallibile - bei tempi quelli in cui un utente chiedeva una buona storia di una famiglia magari ambientata nel sud Italia e nel primo dopoguerra e lei sfornava all’impronta consigli, suggerimenti, titoli e traduzioni con una precisione invidiabile. Negli anni, con la stessa frequenza con cui anche altri, me compresa, ricevevano lo stesso commento, le è stato chiesto a cadenza regolare quando ci avrebbe regalato un suo libro, e lei, che è traduttrice e che con le case editrici ha lavorato già in passato, nicchiava, prendeva tempo, fino a oggi. Per fortuna.

Il libro La vendetta è un ballo in maschera - Un anno con Il conte di Montecristo è arrivato ed è diverso da come io, e credo in molti, lo avrebbero mai immaginato. Francesca cerca un pretesto, forse per dare a se stessa la motivazione di mettere il proprio nome in copertina, e nei libri lo trova: non ha mai letto Il conte di Montecristo, il tomone capolavoro di Alexandre Dumas pubblicato a puntate tra il 1844 e il 1846. Lo sceglie perché parla di vendetta, per riempire un vuoto, per essere risucchiata in una storia megalomane, totale, mentre nella sua vita si coltiva un dolore enorme, la perdita di sua mamma, amatissima, adorata anche da chi abitualmente segue le sue vicende quotidiane sui social. Nella letteratura comprensibilmente cerca riparo Francesca, e lo ottiene, nel metodo di approfondimento e di studio dell’autore, nella narrazione di un altrove di finzione così sofisticato, di una mappa storica così distante da noi, nella concessione di un’impresa galattica come è affrontare un testo del genere al tempo degli 8 secondi di attenzione da scrolling. Ci racconta Edmond Dantès, ci spiega le vicende biografiche di Dumas, ci porta a Parigi, a Marsiglia, ci accompagna in questa piccola e innocente ossessione, ma tra le righe ci lascia vedere il senso di malinconia, di ingiustizia, questa necessità di tenersi a galla nella sofferenza e allora del conte, con tutto il rispetto, ce ne frega molto poco. Ci frega di questa donna, dei suoi due bambini, dei ricordi che ha della madre prima dell’insopportabile malattia, e senza che vi spoileri troppo, del suo essere figlia, madre a sua volta, piccola e grande. Non mi aspettavo questa intimità, eppure Francesca è riuscita a crearla con la misura che la contraddistingue, con la riservatezza garbata che ha sempre mostrato al pubblico, ma facendo un passo in più, forse protetta dalla letteratura, dallo spazio delle pagine in cui, è evidente, si sente a casa. Si scopre, in un modo commovente, e noialtri si tifa per lei e si piange, in questo intervallare alle pagine mitiche delle vicende del conte le sue, le nostre miserie e conquiste così umane, così profondamente normali.

C’è molto in questo libro, molto più di quanto potessi sospettare alla notizia che Tegamini era finalmente una scrittrice. C’è un ottimo lavoro, e quello sì potevamo aspettarcelo. E non sentitevi in difetto se non avete letto Dumas, vi farà venire voglia di farlo (e vi spoilererà qualcosina qui e lì).
Profile Image for Alice Drew.
90 reviews9 followers
July 3, 2026
Premetto che ho acquistato il libro per il puro amore che nutro nei confronti del Conte di Montecristo e forse proprio perché non conoscevo l’autrice ho trovato le digressioni sulla sua vita privata un po’ noiose.
Nel complesso, un libro godibile, però se non avete letto il Conte di Montecristo VI PREGO, LEGGETELO PRIMA e solo dopo tornate su questa lettura! Non lasciatevi intimorire dalle 1000 e più pagine: voleranno, ve lo assicuro.
Profile Image for Federica.
150 reviews3 followers
April 23, 2026
"Questa è la storia di una lettrice normale che cerca di prendersi una rivincita sul tempo e sugli accidenti. Disseminerò qua e là - e un po' è già successo - quello che ho imparato mentre mi davano da mangiare delle zuppe di ceci, in cima a un magnifico poggio percorso dall'ombra veloce delle nuvole."

Le cose che scopriamo di amare ci fanno diventare territoriali o aumentano la nostra generosità?, chiede l'autrice a pag.92, e io, pur pendendo per natura verso la prima risposta, trecentodue pagine dopo mi trovo a concordare con lei quando dice che "si legge per conto proprio, ma il Montecristo è un romanzo che spicca per ospitalità"; e questa, meglio ancora che la definizione di pag.313 "Il libro, forse, sta tutto qui, al confine tra un amore perduto e un odio funesto che reclama giustizia", è la caratteristica che accomuna il romanzo e questo esperimento che con lui e il suo autore è stato fatto.
Per questo, a chi avesse aperto questa recensione chiedendosi "ha senso leggere questo libro se non sono un follower di tegamini?", dopo un istintivo "MA CHE COSA STAI FACENDO SE ANCORA NON LA SEGUI?!"(guarda che crescita del personaggio), rispondo che chiunque ami le storie, anche se non è in cerca di vendetta, amerà ballare con Francesca, Dantès e Dumas, e vedere crescere di pari passo con la sua lettura del romanzo la fiducia della prima nel togliersi la maschera e far sentire la sua parte.
Certo, per me che la conoscevo prima e leggendo ricordavo e ricollegavo a frammenti della sua presenza online il periodo di stesura del libro (ma anche quello dei Grandi Eventi Spaventosi da cui è scaturita) sarà forse più difficile dare una valutazione oggettiva, anche perché avendolo acquistato in libreria non posso basare l'assegnazione delle stelline sulle condizioni dopo il trasporto; ma sul copriletto azzurro come la carta su cui Dumas ha scritto il Montecristo dove poggiava La vendetta durante la lettura, più di una volta ho visto le nuvole bianche.

"Si contengono rancori, bambini, reazioni sincere. Si sta dentro agli ospedali, ai libri, alle galere, agli uffici, alla propria testa. Ma con le storie si attraversano i muri e si fa spazio dove la strada finisce."
Profile Image for Nicole Ikuyo.
67 reviews10 followers
April 30, 2026
Questo libro non è il classico saggio letterario che ti fa sentire in soggezione, ma una vera e propria chiacchierata con quell'amica che ti racconta di fughe rocambolesche dal Castello d'If a nuoto, mentre cerca parallelamente di sopravvivere alla privazione del sonno e ai ritmi caotici della vita familiare.

È straordinario il modo in cui l'autrice riesca a farti sedere a tavola con Edmond Dantès, mescolando l'epica dei grandi temi come la giustizia e la vendetta implacabile con la rassicurante ironia della quotidianità.

Questo libro svela qualcosa, alla fine: i grandi classici non sono testi intoccabili e rigidi, ma organismi vivi, dimensioni che si modellano a seconda di chi li legge, del nostro mood e delle tempeste personali che stiamo attraversando in quel preciso istante.

È una lettura che ti fa guardare a un capolavoro amato con occhi completamente nuovi, dimostrando che a volte, per vivere davvero la grande letteratura, basta farla scendere dal piedistallo e farle spazio sul divano di casa nostra.
Profile Image for Eleonora.
37 reviews1 follower
April 26, 2026
Partivo prevenuta perché Francesca Crescentini mi sta molto simpatica e perché mi piacciono i libri sulla lettura, ma questo l'ho proprio letto con piacere.
Profile Image for Marika Pinto.
217 reviews66 followers
May 11, 2026
Recensione a caldo, appena chiuso il libro.
Molto più bello di quanto mi aspettassi.
Una scrittura bella e scorrevole, un viaggio coinvolgente e anche toccante.
Veramente bello.
Profile Image for Marti.
196 reviews14 followers
September 12, 2026
Io con Il conte di Montecristo non ci ho passato un anno. Non ancora, e non saprei se augurarmi di metterci di meno a leggerlo, o forse no. Però con il libro di Francesca Crescentini ci ho passato un mesetto, su per giù, cioè proprio con la sua voce a leggermelo, intendo, e quando l'ho finito mi è mancato.
Ci devono essere molte cose, nel Conte, io non lo so, non l'ho ancora letto. Però credo che un libro lo faccia in buona parte la voce, e a me mancherà la voce di Francesca, il contrappunto biografico alla Storia e a alla Letteratura, il modo in cui si incastrano e si intrecciano alle nostre vite, dando loro una chiave di lettura, una porta verso l'evasione, in alcuni casi forse addirittura qualcosa di simile alla pace, all'accettazione, alla consapevolezza. Francesca — mi viene da chiamarla così dopo queste cinquecento pagine, un po' alla Salinger se capite cosa intendo — ci ricorda che leggere è un atto di libertà e di presa di posizione, quella dello spazio per sé, se non una stanza almeno un tavolino, che a volte dà un senso al rumore della vita e altre prova ad attutirlo, che ci porta in giro per Parigi o ci fa fare pace con la casa della nostra infanzia, che ci fa amare forse un po' di più la vita, che continua a nutrirsi di sentimenti immensi o minuscoli come qualcosa con le ruote, pagina dopo pagina.

Perché è questo che fa la letteratura nel caos delle nostre vite, si fa ricordare proprio lì in mezzo, si lega agli spazi in cui leggi e a quello in cui non leggi ma ci pensi, oppure anche no, a quello che le succede intorno, sopra, nel mentre, nonostante. E diventa anche un po' nostra.

Ci voleva un'altra voce social nel mondo dei libri? Per una volta, contro qualsiasi pronostico, la risposta per me è un netto sì: Francesca, scrivi ancora, di mattoni e di matti francesi o dei tuoi bimbi, ma scrivi ancora i tuoi libri e poi leggili 🙂
Profile Image for Logolepsy.
351 reviews27 followers
July 14, 2026
3,5 ⭐

Tegamini sa scrivere, questo non lo si può in alcun modo mettere in dubbio.
La sua scrittura è fresca, leggera, contemporanea, scanzonata, divertente, ma è anche ricca, ha un lessico variegato e un modo originale e spigliato di comporre la sintassi.
Direi che questo è il motivo principale per cui questo libro, alla fin fine, scorre che è un piacere e si fa leggere volentieri.

Soffermandomi qualche secondo in più sulla natura stessa di questo libro, mi sorge qualche dubbio. Niente di oggettivo e niente che vada ad inficiare l'esperienza di lettura, che alla fine per me rimane più che positiva, ma mi rimane un po' un dubbio sul target di questo libro (in cui, comunque, rientro chiaramente anche io).
Insomma, mi è capitato di pensare, durante l'ascolto, che questo non è decisamente un libro per tutti.
Innanzitutto, lo sconsiglierei caldamente a chi non ha letto il Conte e avesse intenzione di farlo prima o poi in futuro, perché qui spoileriamo allegramente tutto senza remore. Si può parlare di "spoiler" per un libro di quasi 200 anni fa? Probabilmente no, ma io onestamente non mi sarei goduta la lettura del Conte se ne avessi prima fruito un sunto funzionale e dettagliato come quello presente in questo libro. Di nuovo, non è un aspetto né positivo né negativo, semplicemente una constatazione.
Dopodiché, e lo so che può sembrare contradditorio, onestamente non consiglierei questo libro esclusivamente per le parti sul Conte o sulla vita di Dumas. Certo, il modo in cui le racconta Tegamini è impeccabile e anche molto, molto divertente; ma a voler leggere specificamente e approfonditamente una biografia di Dumas o un'analisi critica del Conte, mi rivolgerei direttamente a una delle sue fonti, ecco.
E infatti questo libro non è un successo per quelle parti, bensì per quelle in cui l'autrice apre il suo cuore e intreccia la sua vita personale con quella di Dumas e di Dantes. Sono quelle le parti davvero valide del libro, secondo me, e quelle che me l'hanno fatto apprezzare di più. Ovviamente, anche quelle che mi hanno fatto frignare non poco, specialmente quelle dedicate alla madre che mi hanno lasciata in una pozza di lacrime.
Mi viene però da pensare che ci sia un collegamento troppo labile tra queste parti e l'analisi del Conte, ecco. Il libro avrebbe funzionato allo stesso identico modo se il classico scelto come riferimento fosse stato qualunque altro. Per questo rimango un po' perplessa dal tipo di operazione. Poi, sicuramente ne è uscito un risultato più che valido, direi ineccepibile, che infatti mi è piaciuto molto.
Semplicemente, penso sia un esperimento non replicabile. E forse, va bene così, perché rimane unico.
Profile Image for Marti bradipalec.
83 reviews7 followers
July 12, 2026
Amo i libri fluidi.
Con i libri fluidi la forma e il contenuto non rappresentano elementi facilmente incasellabili in rigide descrizioni e se per caso qualcuno ti domanda “di cosa parla questo libro?”, tu ci devi pensare un attimo.

Razionalmente dico: la storia della vendetta del Conte di Montecristo, la carriera di Alexandre Dumas e la quotidianità di Francesca Crescentini sono tre ciocche che s’intrecciano per formare la trama di questo libro.

Emotivamente dichiaro: questo libro racconta che la letteratura è una fidata compagna di viaggio, qualsiasi percorso tu stia affrontando.
Con la letteratura puoi rallentare il tempo nella frenesia della vita, con la letteratura puoi assumere il controllo quando ti sembra di non averne più, con la letteratura puoi trovare un nome a quei sentimenti che fatichi a sopportare.

E forse chi diventi mentre leggi è uno spiritello che ti si siede sulla spalla e ti ricorda che puoi farcela.

“DAI, CORAGGIO!”
Profile Image for violacea.
121 reviews15 followers
June 20, 2026
Nonostante i social e internet siano un ambiente che frequento volentieri, ultimamente instagram mi da il nervoso, mi sembra un luogo dove si scimmiottano un po' tutti, dove tutti devono sempre insegnarti la qualsiasi, dove c'è sempre meno educazione e i frustrati si sfogano con una cattiveria impressionante.
Tegamini però la seguo con piacere, da un po' di anni in verità, perché è garbata ma se ti deve dire qualcosa te la dice, ha un bel senso della giustizia, oltre ad una grande cura e attenzione nello spiegare e intrattenere. Ha un'eleganza espositiva che la porta ad essere sempre precisa ed esauriente senza mai diventare troppo pesante, ha interiorizzato quel modo di fare critica quasi scientifico e senza spocchia che le persone davvero competenti e modeste possiedono. L'unica pecca del sistema è che mi si è creata questa confidenza a senso unico perché vederla quotidianamente sul telefonino me la fa sentire come un'amica, ma lei povera crista che ne può sapere di me, specie quando le commento le stories e i post... che cortocircuito questo tipo di relazioni....
Ad ogni modo, Francesca ha scritto questo libro dove ci racconta Il conte di Montecristo, la biografia di Dumas e la sua vita e lo fa sempre con tanta brillantezza, anche se gliene sono capitate un po' di tutti i colori e tante neanche belle e facili, ma come purtroppo succede un po' a tutti nella vita.
Io spero tanto che dopo questo iniziale esperimento decida di darsi una possibilità inventando anche una storia, perché ha una gran bella voce e credo che potrebbe far molto bene la scrittrice.
Profile Image for Francesca Paleari.
289 reviews
July 24, 2026
Incrociando esperienze personali insieme alla lettura e all'analisi del Conte di Montecristo, l'autrice diverte e fa riflettere allo stesso tempo. Ringrazio l'autrice perché mi ha fatto ricordare dettagli del Conte che mi ero dimenticata e mi ha fa fatto rileggere le frasi più belle.
Risate e lacrime non sono mancate. Una riflessione sulla vita, sulla letteratura e sul rapporto genitori-figli.
Super consigliato.

❤️‍🩹⛵️👑
Profile Image for Sara.
47 reviews39 followers
September 23, 2026
Ho pianto pure con i ringraziamenti
Profile Image for Giulia.
33 reviews2 followers
June 30, 2026
«È plausibile misurare la fortuna di una persona in base a quanti “classici” le restano ancora da leggere?»

4.5⭐️
Profile Image for Gaia Cultrone.
38 reviews3 followers
June 15, 2026
Di un format mai visto, che intreccia biografia, autobiografia parziale e una specie di riassunto de Il conte di Montecristo, Francesca fa anche di più. Per chi la conosce sui social sarà ancora più bello, ma in generale sembra di parlare con un’amica. Un’amica che ha il dono di tirare le somme scegliendo sempre le parole giuste, un’amica che porta con sé del dolore grande e della sofferenza, ma che ha imparato non tanto a viverci in sé, quanto a saper guardare al resto, a quello che c’è davanti, allo spazio per costruirsi, se non della felicità, almeno un po’ di pace. E che in questo somiglia in tutto proprio a quel Conte di cui parla. Ho pianto una quantità di volte che non avevo previsto, ma mi porto nel cuore dei passaggi meravigliosi e la descrizione di un amore - quello per la famiglia che si è costruita - che posso solo dire di ammirare. Grazie ❤️
Profile Image for amuuuh.
278 reviews8 followers
April 27, 2026
Bellissima lettura. Francesca Crescentini unisce tre filoni narrativi: la trama de Il conte di Montecristo, la vita persona di Dumas, la vita personale dell'autrice. L'esperimento riesce perfettamente a restituire quella che è l'esperienza della lettura nei momenti migliori: le pagine che leggiamo non rimangono distanti da noi, diventano uno specchio in un cui riconoscersi e uno strumento per capire ciò che ci accade.
Se poi questo viene reso con il tono di Tegamini, originale, comico, divertente, ma anche emotivo, il risultato è eccellente.

Oltre all'amore per la trama del Conte, talmente sorprendente che ogni volta che ci torno sopra mi appassiono, questo libro mi ha dato anche la bellezza dell'approfondimento di ciò che ruota attorno a un grande classico: la vita del suo autore e i passaggi che portano un'opera a essere quella che è.
La vita di Dumas poi, è tanto appassionante quanto quella del suo personaggio.
Ultima piacevole sorpresa: scoprire qualcosa di più della vita di Francesca: molto riservata, scoprire alcuni scorci della sua vita e della sua visione sulle cose è stato commovente.

La vera vendetta non è contro chi o cosa ci ha arrecato un dolore o un'ingiustizia; la vera vendetta è rimanere protagonisti della nostra vita, mettendo al centro noi e i nostri desideri, guardando al futuro e a quanto ancora possiamo avere e non chiudendosi nel passato.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Chiara.
73 reviews4 followers
July 9, 2026
Avevo grandi aspettative per questo libro, soprattutto perché adoro Il conte di Montecristo e mi incuriosiva l’idea di un saggio che ne esplorasse i temi attraverso una prospettiva personale.

Purtroppo, per me, non ha funzionato. Ho trovato interessanti le riflessioni sul romanzo di Dumas, ma erano continuamente interrotte da digressioni sulla vita privata dell’autrice. Capisco la scelta di intrecciare esperienza personale e critica letteraria, ma qui il bilanciamento mi è sembrato sbilanciato: invece di arricchire il discorso, molti episodi familiari e autobiografici mi sono risultati ripetitivi e, a tratti, irritanti.

Avrei voluto passare più tempo con Edmond Dantès e meno con la famiglia dell’autrice. Quando il libro torna a parlare di Il conte di Montecristo ritrova ritmo e interesse; quando invece si allontana per raccontare vicende personali, perde forza e mi ha fatto spesso venir voglia di tornare al romanzo originale.
Profile Image for Geakaren.
41 reviews9 followers
May 19, 2026
A Palermo diciamo “il mio cuore si è stretto” quando qualcosa ci commuove dolorosamente. Beh, è quello che è successo al mio leggendo questo libro. E mi si è stretto più volte. Francesca è una creatura fantastica e da lei potevano derivarne solo opere straordinarie che fossero di carne o di carta. Lei ha definito questo libro un millefoglie, e infatti ci sono tanti strati dentro e tutti stanno insieme con leggerezza e profondità. Racconta di un’opera molto amata e del suo autore, di malattia e dolore, ma anche di amore, speranza, del perdersi e ritrovarsi. L’effetto è devastante e pur essendo nel mio territorio di competenza non saprei dire l’emozione che deriva dal leggerlo, ma è fatto di magone, occhi lucidi e sorriso felice.
Profile Image for Sebastiano.
73 reviews
May 12, 2026
Si ride (molto) e si piange (forse di più), ma soprattutto si viaggia per tutto il Mediterraneo (e oltre) accompagnatə da una voce brillante, sicura e sempre incoraggiante, che sa intrecciare la storia di Edmond Dantès, con quella di Alexandre Dumas, con la propria, restituendoci un’esperienza universale alla quale poter attingere per scalfire il dolore e provare a perdonare la Provvidenza, ripartendo dall’allegria.
Grazie, Francesca Crescentini, per non essere rimasta indifferente e per aver usato la scrittura per cercare di dar un senso a quello che spesso risulta insensato, dando a noi la possibilità di leggere “per partecipare al dubbio”.
Profile Image for Giuditta.
38 reviews1 follower
May 12, 2026
Un "diario di lettura" che intreccia romanzo, vicende personali e storia dell'autore. Ho trovato molto interessante la biografia della vita dell'autore, letta anche in rapporto alle vicende di Montecristo.
Bello riflettere di come una lettura entri nel nostro quotidiano e accompagni le fasi della vita dell'autrice in questo caso, di ciascun lettore in generale.
Profile Image for sus ⊹⟡₊⋆∘.
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May 9, 2026
Che belli i libri che parlano di libri e mostrano come un lettore vive davvero il libro che sta leggendo, unendolo e mescolandolo alla proprio vita
Profile Image for gufo_bufo.
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August 11, 2026
Corre su tre diversi livelli.
In uno una lettrice professionista, e brava pennivendola, ci racconta – benissimo, da sua pari – la storia del Conte di Montecristo, un romanzo lussureggiante e amatissimo che è bello sentirsi raccontare anche se lo si è già letto, come non si rifiuta di vederne il film o lo sceneggiato o di leggerne il fumetto: perché è una storia che tira sempre, e se qualcuno vuole venire vicino al mio letto, stasera, e raccontarmene un po’, io gliene sarò grata, proprio come i bambini che vogliono sempre la stessa storia della buonanotte. Un buon libro è di più della storia che racconta, e chi se ne frega degli spoiler.
Un secondo livello è quello delle ricerche su Dumas, con acquisto e lettura compulsiva di biografie e manga, e viaggi sui luoghi dumasiani: musica per le mie orecchie, data la mia antica abitudine di farcire ogni libro che leggo di note, espansioni, approfondimenti, stampe di immagini, testo integrale di poesie o ricette citate en passant nella narrazione, e qualsiasi cosa mi passi per il cervello. Il gioco dei cerchi concentrici può andare avanti all’infinito.
Ma è il terzo filone quello che mi ha fregato e coinvolto, acchiappandomi per le frattaglie: l’auto-analisi del rapporto con la madre e con i figli. Qui si gioca con le radici, con i fondamentali, con il livello basico dell’essere, con temi che inevitabilmente riguardano ciascuno di noi, che si tratti di accettare i limiti dei nostri genitori, o di sopportarne la morte e la conseguente impossibilità di risolvere una volte per tutte un nodo doloroso, o di considerare i dolori e le difficoltà semplicemente come tali e non come punizioni o ingiustizie, o di accettare che al nostro comportarci bene non corrisponda un gratificante bocconcino di formaggio, perché siamo persone, non topi da laboratorio.
Forse c’entra qualcosa anche il fatto che la Crescentini ha la stessa età della mia figlia più piccola, ma è indubbio che provo nei suoi confronti un senso di affetto e partecipazione – no, non un senso quasi materno, non potrei né vorrei mai competere con una figura così temibile, titanica, indiscutibile. E ho già le mie gatte da pelare col rapporto irrisolto con mia madre, morta da quasi quarant’anni…
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