L’Occidente è al collasso. Il pianeta Terra danza sull’orlo dell’abisso mentre la guerra infuria tra l’Ucraina e la penisola arabica. Gli Stati Uniti di Donald Trump sembrano sotto acido, l’Europa è in apnea. A Mosca, un monopattino imbottito di tritolo fa evaporare il generale Kirillov, macellaio dello zar Vladimir Putin. Tutti giocano la loro partita. Tutti guardano lontano. Invece il fronte vero si apre a Milano, città-laboratorio, città-vetrina, città-matrioska di poteri in conflitto. Qui un uomo che non dovrebbe più esistere si alza dal suo buio personale. È l’ispettore Guido Lopez, una volta in forza alla Squadra Omicidi della questura di via Fatebenefratelli, ex comatoso risorto dall’incoscienza dopo una pallottola piantata nel cranio, reliquia ambulante della guerra fredda ricomparsa per errore di sistema. Cammina storto, vede troppo, ricorda tutto ciò che dovrebbe dimenticare. Un fantasma che rifiuta di trovare pace. Richiamato da una vecchia cabina telefonica – tecnologia obsoleta, perfetta per uno spettro analogico al tempo del digitale – Lopez è di nuovo in partita. L’intrigo monta. Il mistero si infittisce. Un uomo venuto dall’Est – il Russo – si muove ai bordi delle telecamere, elude controlli, cambia identità. Nessuno sa cosa stia orchestrando, ma tutto sembra ruotare attorno a un enigmatico laboratorio clandestino. Le cosche calabresi trattano come Stati sovrani e offrono appoggi logistici. Dal passato emerge un dossier su una storia da incubo in cui erano coinvolti criminali comuni, intermediari ecclesiastici, funzionari corrotti e perfino membri degli apparati di sicurezza. Le ombre del passato sembrano coincidere con i movimenti del Russo e con le rotte che attraversano Milano. Confluenze. Intanto, una barbona muore investita da un treno a Rogoredo. Una morte marginale, quasi anonima, che però non convince Guido il Rivivente.
Giuseppe Genna è nato a Milano il 12 dicembre 1969. Ha lavorato in televisione (nel 1991-92 a Odeon Tv; per la Rai nel 1995), presso la rivista mensile Poesia (Crocetti Editore), come attaché alla Presidenza della Camera nel 1994-95, per Mondadori nei settori New Media e Libri nel 1996-99, a Clarence(.)com nel 1999-2002, per RCS Libri nel 2006-07, per le web agency Siris e Mikamai nel 2009-10. Con Daniela Lanticina e Paolo Spada ha fondato nel 2010 la multiagency culturale Yallee e il blogzine THE YALLEES. Nel 2006 è stato chiamato a fare parte delle Giurie della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia (sezione Orizzonti). Dal medesimo anno collabora con Vanity Fair. Dal 2000 è redattore di Carmilla, magazine on line diretto da Valerio Evangelisti. Presso il Padiglione Italia alla Biennale di architettura del 2010 ha esposto una installazione realizzata con Italo Rota, dal titolo Ultima Stele.
Ha pubblicato romanzi, saggi e racconti, in Italia e all’estero: Catrame (Mondadori, 1999) Nel nome di Ishmael (Mondadori, 2001) Assalto a un tempo devastato e vile (peQuod, 2001; edizione 2.0 presso Mondadori, 2002; edizione 3.0 presso minimum max, 2010) Forget domani. Racconti dell’italian lounge (Pequod, 2002, con Igino Domanin) Non toccare la pelle del drago (Mondadori, 2003) I Demoni (Pequod, 2003, Michele Monina e Ferruccio Parazzoli) Grande Madre Rossa (Mondadori, 2004) Il caso Battisti (con Valerio Evangelisti e Wu Ming 1, Nda 2004) L’anno luce (il Saggiatore, 2005) Costantino e l’impero (Marco Tropea, 2005, con Michele Monina) Dies Irae (Rizzoli, 2006) Medium (online @Lulu.com, 2007) Hitler (Mondadori, 2008) Italia De Profundis (minimum fax, 2008) Le teste (Mondadori, 2009) Discorso fatto agli uomini dalla specie impermanente dei cammelli polari (duepunti, 2010)