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Guido Lopez

L'uomo che non doveva tornare

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L’Occidente è al collasso. Il pianeta Terra danza sull’orlo dell’abisso mentre la guerra infuria tra l’Ucraina e la penisola arabica. Gli Stati Uniti di Donald Trump sembrano sotto acido, l’Europa è in apnea. A Mosca, un monopattino imbottito di tritolo fa evaporare il generale Kirillov, macellaio dello zar Vladimir Putin. Tutti giocano la loro partita. Tutti guardano lontano. Invece il fronte vero si apre a Milano, città-laboratorio, città-vetrina, città-matrioska di poteri in conflitto. Qui un uomo che non dovrebbe più esistere si alza dal suo buio personale. È l’ispettore Guido Lopez, una volta in forza alla Squadra Omicidi della questura di via Fatebenefratelli, ex comatoso risorto dall’incoscienza dopo una pallottola piantata nel cranio, reliquia ambulante della guerra fredda ricomparsa per errore di sistema. Cammina storto, vede troppo, ricorda tutto ciò che dovrebbe dimenticare. Un fantasma che rifiuta di trovare pace. Richiamato da una vecchia cabina telefonica – tecnologia obsoleta, perfetta per uno spettro analogico al tempo del digitale – Lopez è di nuovo in partita. L’intrigo monta. Il mistero si infittisce. Un uomo venuto dall’Est – il Russo – si muove ai bordi delle telecamere, elude controlli, cambia identità. Nessuno sa cosa stia orchestrando, ma tutto sembra ruotare attorno a un enigmatico laboratorio clandestino. Le cosche calabresi trattano come Stati sovrani e offrono appoggi logistici. Dal passato emerge un dossier su una storia da incubo in cui erano coinvolti criminali comuni, intermediari ecclesiastici, funzionari corrotti e perfino membri degli apparati di sicurezza. Le ombre del passato sembrano coincidere con i movimenti del Russo e con le rotte che attraversano Milano. Confluenze. Intanto, una barbona muore investita da un treno a Rogoredo. Una morte marginale, quasi anonima, che però non convince Guido il Rivivente.

497 pages, Kindle Edition

First published May 19, 2026

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About the author

Giuseppe Genna

41 books44 followers
Giuseppe Genna è nato a Milano il 12 dicembre 1969. Ha lavorato in televisione (nel 1991-92 a Odeon Tv; per la Rai nel 1995), presso la rivista mensile Poesia (Crocetti Editore), come attaché alla Presidenza della Camera nel 1994-95, per Mondadori nei settori New Media e Libri nel 1996-99, a Clarence(.)com nel 1999-2002, per RCS Libri nel 2006-07, per le web agency Siris e Mikamai nel 2009-10.
Con Daniela Lanticina e Paolo Spada ha fondato nel 2010 la multiagency culturale Yallee e il blogzine THE YALLEES.
Nel 2006 è stato chiamato a fare parte delle Giurie della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia (sezione Orizzonti). Dal medesimo anno collabora con Vanity Fair. Dal 2000 è redattore di Carmilla, magazine on line diretto da Valerio Evangelisti.
Presso il Padiglione Italia alla Biennale di architettura del 2010 ha esposto una installazione realizzata con Italo Rota, dal titolo Ultima Stele.

Ha pubblicato romanzi, saggi e racconti, in Italia e all’estero:
Catrame (Mondadori, 1999)
Nel nome di Ishmael (Mondadori, 2001)
Assalto a un tempo devastato e vile (peQuod, 2001; edizione 2.0 presso Mondadori, 2002; edizione 3.0 presso minimum max, 2010)
Forget domani. Racconti dell’italian lounge (Pequod, 2002, con Igino Domanin)
Non toccare la pelle del drago (Mondadori, 2003)
I Demoni (Pequod, 2003, Michele Monina e Ferruccio Parazzoli)
Grande Madre Rossa (Mondadori, 2004)
Il caso Battisti (con Valerio Evangelisti e Wu Ming 1, Nda 2004)
L’anno luce (il Saggiatore, 2005)
Costantino e l’impero (Marco Tropea, 2005, con Michele Monina)
Dies Irae (Rizzoli, 2006)
Medium (online @Lulu.com, 2007)
Hitler (Mondadori, 2008)
Italia De Profundis (minimum fax, 2008)
Le teste (Mondadori, 2009)
Discorso fatto agli uomini dalla specie impermanente dei cammelli polari (duepunti, 2010)

(da http://www.giugenna.com/biobiblio/ )

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Profile Image for Tommaso.
94 reviews14 followers
August 1, 2026
Il nuovo romanzo di Genna è un bel timballo — in senso positivo, perché il timballo fatto bene è squisito — di linee narrative e intrecci che si scambiano continuamente nel limine tra spy story e crime tradizionale, attingendo a piene mani alla tradizione dietrologica del noir internazionale, quella che va da Ellroy a DeLillo, fino al nostro De Cataldo. L’uso dell’elemento di cronaca come motore narrativo realizza un’ottima sintesi tra fasi diverse della sua scrittura: il Genna delle origini, quello del ciclo dell’ispettore Lopez anni ‘00, e i testi successivi — La vita umana sul pianeta Terra, Reality, Yara. Sono tutti casi in cui la cronaca sublima in letteratura nel momento stesso in cui viene filtrata da un ordito romanzesco. (Forse è proprio così che nacque l’epica?) Ci sono precedenti illustri che hanno usato la cronaca e la storia recente come perno narrativo — pensiamo a Bolaño, che in 2666 trasfigura i femminicidi di Ciudad Juárez in letteratura-mondo e ai Wu Ming, per restare in Italia, o ancora a Manotti e Carrère nel panorama francese, ma Genna lo fa qui in maniera splendida, soprattutto con lo stile; uno stile zoppicante come zoppica il Lopez redivivo, dopo una difficile riabilitazione, una lingua che si sveglia dal coma in piena era iperdigitale, in cui sopravvivono scampoli di Milo De Angelis, di Mario Benedetti, di Battiato, come fossero automatismi mnestici involontari. Un bel romanzo nonostante un finale apertissimo, con un buon numero di domande che restano a galleggiare una volta chiuso il libro.
Profile Image for Alfonso D'agostino.
983 reviews74 followers
June 28, 2026
A me, quando provavo a fotografare in maniera seria - lustri fa - l’autofocus proprio non piaceva. Non si trattava di velleità da amatoriale-pro, quella interveniva quando vedevo il selettore fisso in modalità del tutto manuale, e neppure il risultato di una scarsa fiducia verso la tecnologia (figurarsi, le brutte parole una volta scaricate le immagini per un potenziale scatto rovinato da una scarsa nitidezza…). Era proprio il gesto ad affascinarmi: il movimento della mano e lo sfuocato che diventava chiaro, la nebbia che si diradava, la limpidezza che si faceva strada.

I romanzi di Giuseppe Genna, e in particolare quelli della serie di Lopez, mi hanno sempre regalato quella sensazione lì. Che, nello specifico, non approdavano mai a una PIENA nitidezza, ma suggerivano, sussurravano, mettevano in relazione con un fascino che stava a metà fra la Storia e la cronaca, il Vero e l’immaginato.

Diciassette lunghi anni e una pallottola nel cranio dopo, Lopez è tornato. Questo personaggio infinitamente borderline, agente dei servizi, che ha attraversato tutte le stagioni recenti della nostra storia, dalla rivoluzione di Tangentopoli alle stragi di mafia, dalle certezze dei blocchi del dopoguerra alle instabilità dell’Occidente post 1989, è tornato a vivere e a indagare, in un tempo che più dicotomico non si potrebbe: caos e ordine, individuo e società, Bene e Male. E di male, in questa ultima avventura, ne abbiamo a secchiate, in una storia che è spy, noir, saggio geopolitico, cinema, horror, thriller, e un’altra dozzina ancora.

Lopez no, non si può mettere del tutto a fuoco, neppure con la migliore delle attrezzature. Resterà lì, sempre un po’ sfuggente, contorni non definiti.

E credo che a Genna tanta nostra narrativa moderna debba tantissimo, e che “L’uomo che non doveva tornare” vada proprio festeggiato.
21 reviews
August 3, 2026
Nel complesso un buon ritorno quello di Genna noirista, seppur il titolo sembri dire il contrario. Battute a parte, non mi è dispiaciuto
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