È la sera di San Valentino quando i proprietari di Lowfield Hall si riuniscono davanti al televisore per seguire una rappresentazione del Don Giovanni. La famiglia Coverdale – George, Jacqueline, Melinda e Giles – non sospetta affatto che quell’idillio sia lì lì per essere a pochi passi da loro, infatti, c’è Eunice Parchman, la governante, in compagnia di una pazza approdata al fanatismo religioso. Ammazzano i Coverdale uno dopo l’altro, a colpi di fucile. Sarà l’ispettore capo William Vetch a risolvere il caso e a scoprire l’incredibile ragione di quel massacro, nascosta nell’umiliazione segreta che Eunice custodisce gelosamente da una vita. Cresciuta in povertà e da sempre costretta a farsi carico degli altri, non ha mai imparato a leggere né a scrivere, ed è disposta a tutto pur di difendere quel suo mondo privato, un dedalo in cui ogni svolta minaccia costantemente di smascherarla, di renderla lo zimbello di tutti. Ruth Rendell, grande maestra del giallo e del thriller psicologico, firma con «La morte non sa leggere» il suo capolavoro, che ha ispirato anche il film di Claude Chabrol «Il buio nella mente» (1995) con Sandrine Bonnaire e Isabelle Huppert. Un’eccezionale ricostruzione del tortuoso percorso di un’ossessione che cresce culminando nella follia omicida, e trasforma il quotidiano in incubo.
Ruth Barbara Rendell, Baroness Rendell of Babergh, CBE, who also wrote under the pseudonym Barbara Vine, was an acclaimed English crime writer, known for her many psychological thrillers and murder mysteries and above all for Inspector Wexford.
A me non è proprio piaciuto. Inizia dicendoti chi muore e per mano di chi. Finisce spiegandoti il come. Nel mezzo una noiosa vita famigliare dove, alla fine di ogni azione fatta da un personaggio, viene specificato che sarà l' ultima. Non finiva mai.
nelle prime dieci pagine viene spiegato precisamente chi muore chi è stato e qual è il movente, aspettavo un twist che non è mai arrivato seppur scorrevole è stato uno spreco di tempo
Ad alcuni lettori e anche a me ha ricordato "A sangue freddo " di Truman Capote con la differenza che in quel libro la storia da cui l'autore partiva era vera mentre qui siamo di fronte a pura fantasia. Quindi cronaca fredda e puntuale di una strage familiare di cui si conosce l'esito già dalle prime righe. La narrazione si concentra interamente sulla psicologia dei personaggi, sulle motivazioni e sulle loro turbe mentali. I principali personaggi sono bizzarri e alquanto squilibrati. Leggendo il libro si impara una lezione: a volte basterebbe osservare più attentamente le persone che ci stanno vicino e forse si imparerebbe parecchio. Ben scritto.
Bel recupero! Una sorta di giallo non giallo in cui crimine e autore sono enunciati nella prima pagina del romanzo. A Rendell interessa in questo caso la costruzione della psicologia dei personaggi, delineando almeno un paio di grandi personaggi.
Una famiglia riunita davanti alla TV per assistere al Don Giovanni. Una governante silenziosa che custodisce un segreto più pesante di qualsiasi colpa. "La morte non sa leggere" è il capolavoro psicologico di Ruth Rendell: un romanzo che non cerca il colpo di scena, ma la verità nascosta dietro la vergogna, l’esclusione, la paura di essere smascherati.
Eunice Parchman non è un mostro: è una donna che vive in trappola, e quando il suo fragile equilibrio cede, il quotidiano si trasforma in incubo. Rendell osserva, non giudica. E proprio per questo fa più male.
Libro consigliato dalla mia libreria in questa edizione (mi dicono che quella di anni fa mondadori e tradotta piu pesante). Nonostante sia un giallo soft per i miei gusti l ho trovato originale sopratutto perche fin dalla prima riga ti dice chi e l assasino per poi procedere a ritroso. Molto carino,scorrevole e avvincente l ho letteralmente divorato e il fatto di sapere gia la fine non l ho rende scontato per tutto il resto della lettura anzi riesce a tenerti sulla corda fino all ultima pagina.un peccato finirlo. Consigliato
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E' scritto molto bene, ma non so perché non avevo voglia di continuare la lettura. La descrizione psicologica dei personaggi, in cui la Rendell è maestra, questa volta mi è sembrata poco convincente.