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Animali narrativi: Perché non possiamo smettere di credere alle storie

Fin dagli albori del tempo, l’uomo ha sentito il bisogno di raccontare, creare mondi, immaginare universi possibili, assecondando un istinto innato e ancestrale. Viviamo oggi l’epoca della più grande proliferazione narrativa dell’umanità. Siamo circondati da storie - nei media, nei social network, nella politica, nel marketing - eppure le narrazioni sembrano diventate incapaci di creare un significato condiviso e un orientamento collettivo, e il loro consumo ossessivo non fa che lasciarci inappagati. È questa la contraddizione da cui parte Maura Gancitano per rispondere alla domanda generata da un simile scenario: perché il vuoto che sentiamo non si colma, la fame non si placa? Intrecciando filosofia, critica letteraria e scienze cognitive, questo libro esplora la condizione contemporanea di chi vive nel guado fra il tramonto delle narrazioni tradizionali e l’emergere di nuove possibilità. E si interroga su cosa significhi essere umani quando gli strumenti che abbiamo sempre usato per dare forma all’esperienza sono diventati al tempo stesso indispensabili e insufficienti. Se è chiaro che qualcosa nel meccanismo si è rotto, cerchiamo ancora nei racconti quello che non sono più in grado di offrirci: un senso di continuità, una direzione, uno spazio simbolico comune. Perché forse questa fame inestinguibile che ci anima non è fame di narrazioni ma di essere narrati: quello che ci manca è una voce che dica il nostro nome, che ci inserisca in una trama più grande e ci riconosca come personaggi di una storia che non abbiamo inventato noi e che non finirà con noi.

132 pages, Kindle Edition

Published May 12, 2026

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About the author

Maura Gancitano

36 books2,980 followers
Maura Gancitano, filosofa e scrittrice.
Per Einaudi ha pubblicato "Erotica dei sentimenti" (2024) e "Specchio delle mie brame" (2022). Per Mondadori "L'alba dei nuovi dèi" (2021) insieme ad Andrea Colamedici, con cui ha scritto vari libri e fondato Tlon, progetto di divulgazione culturale e filosofica.

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Displaying 1 - 6 of 6 reviews
Profile Image for GONZA.
7,755 reviews133 followers
September 5, 2026
Da divoratrice di storie questo libro mi é interessato parecchio soprattutto per la parte che mette in relazione la neuropsicologia con il racconto delle storie e delle narrazioni in rapporto a se stessi. Meno comprensibile per me é stato il capitolo sull'AI generativa e la faccenda delle API. Consigliatissimo comunque per tutti coloro che sentono quella fame implacabile, che peró non é quella di Jobs, almeno nel mio caso.
569 reviews5 followers
June 13, 2026
Super interessante. Indaga il rapporto dell’uomo con la narrazione, dai tempi antichi fino a oggi, passando per l’AI generativa e le trasformazioni che sta introducendo. In realtà è ricchissimo di spunti anche su molti altri temi. È uno di quei libri i cui capitoli andrebbero riletti ogni tanto, singolarmente, per lasciarli sedimentare un po’ nel pensiero. Consigliato.
Profile Image for Marica Di.
40 reviews1 follower
October 2, 2026
Più che un saggio, un percorso di riflessione che intreccia filosofia, critica letteraria e psicologia yungiana nel tentativo di placare la fame di storie.

Un vuoto paradossale, vista la grande proliferazione narrativa dell'epoca attuale. Siamo circondati da storie ovunque eppure ci sentiamo perennemente inappagati. È da questa contraddizione che parte Maura Gangitano per affrontare un'indagine sulla tradizione atavica di raccontare storie e il bisogno di essere narrati.

Il contributo più interessante riguarda la programmazione cognitiva dell'essere umano: il cervello è programmato per vedere connessioni laddove non esistono perché i buchi di trama non sono ammessi. Ed è lì che nasce la storia, in "una cosa a causa dell'altra" piuttosto che in "una cosa dopo l'altra". L'uomo è capace di trascendere la linea temporale per riuscire a sopportare il peso del tempo, in fondo ogni storia è una pacchetto di tempo compresso che viene consegnato e tramandato. Ogni animale ha coscienza della morte ma è l'uomo che tesse relazioni ben sapendo che sono destinate a esaurirsi. Ma la consapevolezza di essere portatore di una storia più grande lo rende possibile.

La fame narrativa di oggi non è che la conseguenza di una valanga di storie che non siamo più in grado di sostenere. Storie create ad hoc seguendo statistiche e algoritmi, sterili per poter accedere a un mondo immaginale, vero nutrimento narrativo. Maura Gangitano invita a chiedersi se non valga la pena allontanarsi dall'auto-storitelling per guardare altrove: smettere di unire i puntini. Aspettare che siano gli altri a raccogliere il nostro testimone.

Un invito a restare nella storia prima della narrazione, a recuperare il desiderio incondizionato di incontrarci senza il bisogno compulsivo di raccontarci. La trama verrà da sé.
Profile Image for Federica Volpera.
175 reviews2 followers
May 31, 2026
"L'identità narrativa si costruisce nello spazio tra chi narra e chi ascolta, uno spazio intersoggettivo, quindi esposto e vulnerabile. Non posso controllare come l'altro mi racconterà, e questa mancanza di controllo è la condizione perché ci sia una storia. Se il pronome della biografia è il , allora quel tu deve essere capace di attenzione nel senso in cui Simone Weil la intendeva: una sospensione, un ascolto che non è già la preparazione di una risposta. Il tu che mi racconta è qualcuno che mi vede, e vedere richiede generosità".
Profile Image for Eleonera.
9 reviews
August 27, 2026
Ho trovato questo libro molto illuminante, il tema del nostro rapporto con le storie ha radici molto profonde e ci riguarda tutti. Approfondirò le tematiche toccate, perché oltre a spiegare alcuni meccanismi fondamentali della società, rivelano anche molto di noi stessi come singole persone e come a volte, individualmente, possiamo sfuggire all'algoritmo.
Grazie Maura, tra le varie cose mi hai fatto capire perché mi annoio così tanto con le serie e il cinema mainstream!
Profile Image for GiuliaScaffino.
17 reviews11 followers
July 27, 2026
Molto molto bello. Mi ha emozionato, fatto riflettere, fatto rallentare, e ha risvegliato in me quel bisogno di “bosco, fuoco, e preghiere”
Displaying 1 - 6 of 6 reviews