Il corpo umano è un archivio silenzioso. Quando la vita si spegne, ciò che rimane sono le ossa, custodi fedeli di ciò che siamo stati. In esse si depositano abitudini, traumi, ferite: ogni esperienza lascia una traccia, ogni scelta ne modifica la forma. Senza che ce ne accorgiamo, giorno dopo giorno, la nostra esistenza plasma lo scheletro, trasformandolo lentamente in un autoritratto involontario. Sue Black, tra le più autorevoli antropologhe forensi al mondo, ha fatto della lettura delle ossa la sua missione. Lavora nei laboratori e sulle scene del crimine, nei cimiteri e nei territori devastati da guerre e catastrofi, ricostruendo dai resti umani storie che il tempo aveva sepolto. Con il rigore di un manuale scientifico e l’energia di un grande romanzo d’indagine, il libro si confronta con casi reali in cui ogni dettaglio può fare la differenza: teschi frantumati da ricomporre, cicatrici da interpretare, identità da ricostruire. Lontano da ogni compiacimento del macabro, l’autobiografia di Black offre un’esplorazione limpida e profondamente umana del legame tra vita e morte. Perché leggendo nelle ossa ciò che la carne dimentica impariamo a riconoscere il peso delle nostre scelte e il valore concreto del tempo che viviamo.
Professor Dame Sue Black is one of the world's leading anatomists and forensic anthropologists. She is also the Pro-Vice Chancellor for Engagement at Lancaster University. She was the lead anthropologist for the British Forensic Team's work in the war crimes investigations in Kosovo and one of the first forensic scientists to travel to Thailand following the Indian Ocean tsunami to provide assistance in identifying the dead. Sue is a familiar face in the media, where documentaries have been filmed about her work, and she led the highly successful BBC 2 series History Cold Case.