Le voci narranti sono molteplici, ma quelle dominanti sono quelle dei due protagonisti.
Kyle e Coryn, due universi diversi, ma che sono destinati a incrociarsi e cambiare per sempre.
Fin dalle prime pagine si capisce che i temi trattati dal libro sono delicati. La violenza sulle donne. Argomento che mi sta particolarmente a cuore. Non sopporto nessuna forma di violenza, che sia verbale o fisica, su animali o persone. La trovo deplorevole.
Veniamo brevemente ai due protagonisti.
Kyle è cantante, compositore e musicista di un famoso gruppo di successo.
"A cinque anni non si può entrare un mattino nella camera della mamma perché non si è svegliata, né tantomeno si deve vedere la macchia rosso scuro sul cuscino. Proprio sotto i capelli."
Inevitabilmente, la morte di sua madre, segna il suo futuro.
L'unico modo che trova per esprimere i suoi sentimenti, le sue sensazioni, la sua vita è tramite la musica.
"Forse i pittori fremono solo davanti alle luci e ai colori e i poeti avvertono solo le emozioni, ma lui - il musicista - udiva la musica della vita."
Coryn l'unica femmina di undici fratelli, cresciuta con indicazioni precise da parte dei genitori. Lei era quella che doveva occuparsi dei fratelli e della casa.
Quello è il ruolo della donna, e per lei questa visione è diventata la normalità.
Normale che suo padre abbia deciso il suo futuro, le sue abitudini e anche l'uomo con cui doveva sposarsi. Ma lei ha sempre desiderato altro...
"A lei. infatti, piaceva molto leggere. Tutte quelle storie in cui s'immergeva le impedivano di pensare alla sua vita. A tutti quei giorni che si assomigliavano e che sarebbero stati eternamente identici."
"(...)Allora sì, quel raggio le faceva credere - e forse sperare - che le cose sarebbero cambiate. Ciò che raccontavano i romanzi era possibile. Che un uomo si sarebbe occupato di lei, che avrebbe ascoltato i suoi sogni. Che avrebbero saputo ammirare le stele e le nuvole che si dissolvono. Che gli sarebbero piaciuti gli alberi quando danzano sotto il vento. Né lui né lei avrebbero detto una parola. Sarebbero rimasti lì e sarebbero stati felici."
Purtroppo, sulla sua strada si frappone Jack. Un "uomo" dalla bella faccia, capace nel lavoro e nei rapporti con gli altri. Ma che la considera un oggetto di sua proprietà, solo lui poteva scegliere il suo destino.
"Non sappiamo perché accettiamo le cose. Forse perché arrivano piano...a poco a poco. Senza far rumore. forse perché non ce le aspettiamo e non ce ne rendiamo davvero conto...Oppure perché sono così orribili da non crederci?"
Coryn nell'ultima parte del libro subisce una rinascita. E' stato come assistere allo sbocciare di un fiore.
Ho apprezzato la delicatezza dell'autrice nell'affrontare il tema della violenza.
Ho avuto una facilità disarmante nell'immedesimarmi nel personaggio di Kyle, ma ho avuto qualche difficoltà in più con Coryn.
Mi è dispiaciuto, perché pensavo potesse essere più facile provare empatia con una donna che subisce violenza, rispetto ad un uomo che assiste alla violenza.
Grazie al corso di Kung Fu che frequento, ho avuto diversi incontri con psicologi, insegnanti di corsi di autodifesa e altre persone in contatto con questa triste realtà.
Ho avuto modo di "studiare" le reazioni che si possono avere quando si subisce della violenza.
E non sono riuscita a sentire queste sensazioni durante la lettura. O forse, avendo avuto dei confronti diretti con delle persone che queste violenze le hanno provate, ho solo delle esigenze più specifiche.
La storia è comunque travolgente, queste due vite, grazie - o per colpa - di uno "scontro" subiscono dei cambiamenti.
"In quella vita, in quel presente, non era altro che una speranza al vento. In quella dimensione, in quell'universo, la vera vita allontanava Kyle e Coryn."
Mi sono divertita ad assistere a come il destino abbia giocato con i protagonisti.
"Vedevano solo un mondo di "impossibili" tra le loro vite, eppure un ponte era stato gettato. Comunque fosse, il loro incontro aveva generato dei legami potenti. Destabilizzanti, Terribili. Così...allettanti. Quella donna aveva abbattuto le ultime difese di Kyle e quell'uomo aveva abbattuto in lei una breccia."
Lo stile dell'autrice è leggero e delicato. Le descrizioni di luoghi o emozioni sono quasi poetiche.
Alterna la narrazione senza far perdere il filo del racconto, ci si perde tra le pagine passando da una prospettiva alla sua opposta.
Fino ad arrivare alla visione del piccolo ragnetto che staziona in un angolo remoto della stanza.
Ho sorriso nel leggere delle frasi usate dall'autrice. San Naso, santa emicrania e santa fortuna ad esempio.
C'è un evoluzione, una crescita e un'apertura dei personaggi, di tutti i personaggi, non solo quelli principali. Ma anche di Malcom, il più grande dei figli di Coryn, di Patsi e Jane, rispettivamente la ragazza e la sorella di Kyle.
"Kyle preferiva il silenzio allo scontro. Lei, invece, preferiva i conflitti e le risposte alle sue domande, risposte che Kyle sapeva essere pericolose. Allora sì, a momenti, in alcune circostanze, Kyle diventava l'ombra di se stesso. E alla ragazza non piaceva colpire a vuoto."
Il finale mi ha dato la sensazione di essere troppo...frettoloso. Tutta la narrazione è stata ben strutturata, nella dinamica e nelle tempistiche. Ma l'epilogo mi è sembrato affrettato.
In generale è una bellissima lettura. Ringrazio ancora Simona per averla suggerita.
Voi avete letto questo libro? Se sì, aspetto la vostra opinione. Nei commenti qui sotto, su Instragram o le altre piattaforme. Se ancora non avete letto la recensione di Simona vi invito a farlo.
Vi saluto e vi auguro una buona domenica con altre tre citazioni che mi sono piaciute molto.
"Sapeva quanto fosse difficile disfarsi della propria infanzia. Delle cose belle, così come di quelle brutte. Che hanno entrambe le capacità di distruggere il futuro."
"(...) entrambi sapevano che il loro incontro aveva "legato i loro due destini". Ma non si guardarono. In quell'istante avevano troppa paura, come anche troppa voglia di stare assieme. E, soprattutto, pensavano che fosse troppo...impossibile."
"Si gode nel vivere tutte queste sensazioni destinate a trasformarsi in ricordi, perché fermare il tempo è impossibile. D'altronde, neanche vorremmo farlo, Non c'è, né ci sarà mai niente di meglio di una possibilità."
Nei ringraziamenti Angélique Barbérat scrive così:
Un romanzo è una cosa misteriosa. Sgorga dal nulla per poi espandersi come un universo. Ha i suoi codici e le sue leggi. Affascina, turba, emoziona...La scrittura è un lavoro da avventuriero e quasi da esploratore. E' straordinaria.