Lui è un uomo spezzato dal passato. Lei è luce pura in un mondo che non ha mai smesso di combattere. Insieme, potrebbero salvarsi… o distruggersi. Norah Drywater ha solo diciott’anni quando perde tutto. Senza più una famiglia e con un uomo pericoloso sulle sue tracce, lascia la riserva in cui è cresciuta per mantenere l’ultima promessa fatta a suo padre: raggiungere Quinn, l’unico uomo che potrebbe offrirle un rifugio. Quinn Galway vive isolato tra le montagne del Montana, nel suo ranch Wild Wolf. Ex sergente dei Corpi Speciali, porta sulle spalle il peso di una missione finita in tragedia e dei compagni che non è riuscito a salvare. Ha scelto la solitudine come unica via per sopravvivere… finché Norah non irrompe nella sua vita come una tempesta. Costretti a convivere, tra lavori al ranch e silenzi carichi di tensione, l’attrazione cresce inesorabile. Ma la differenza d’età, i fantasmi del passato e i pericoli che incombono su Norah minacciano di distruggere tutto prima ancora che possano davvero scegliere di amarsi. Perché alcuni cuori hanno bisogno di essere salvati. E altri… di qualcuno disposto a combattere per loro.
Voto 3,5 . Nayeli -per RFS . Devo dire innanzitutto che non ho trovato azzeccate le metafore caratteriali dei protagonisti indicate nel titolo. Quinn, più che un lupo, è un vero e proprio “orso”: non ride, non parla, dà ordini secchi, non risponde, non tocca. È un reduce dell’esercito affetto da DSPT e dalla sindrome del sopravvissuto, che ha scelto la totale solitudine e l’isolamento sociale per leccarsi le ferite e autocommiserarsi.
Norah si può definire in tanti modi, ma “dolce fiore profumato” è l’ultimo della mia lista. L’avrei paragonata a un fiore di loto o una rosa del deserto: nativa americana vissuta in una riserva, è rimasta orfana ereditando i debiti del padre. Senza amicizie e senza un tetto, è braccata dai creditori del genitore prima ancora di raggiungere la maggiore età. Fugge trovando riparo nella baita di Quinn alla ricerca semplicemente di un posto sicuro dove poter sopravvivere un altro po’.
È spaventata, delusa dalla vita, arrabbiata, schietta, curiosa. Non le pesa il silenzio né la solitudine, è disposta a barattare l’accoglienza (temporanea di un mese) con il lavoro duro; ma anche così, Quinn riesce a farsi odiare spesso e volentieri per i suoi atteggiamenti scorbutici.
Se dovessi descriverlo, direi che è un cowboy incazzato con il mondo. Dispotico, presuntuoso e maleducato, abituato a sopravvivere con qualche sorta di tormento interiore che lo rende acido come un limone spremuto.
Lo stile dell’autrice è diverso da quello usato solitamente in romanzi simili (intensità, desiderio represso, stereotipi…). Per iniziare, la storia è narrata in prima persona alternando i punti di vista. Questo comporta una introspezione notevole, con rallentamento del ritmo e sviluppi molto lenti. Si tende ad abbondare nei pensieri, anche ripetitivi e contraddittori (“la vorrei, ma non la vorrei…”), e si finisce per arrivare al 70% di lettura prima di vedere una vera e propria svolta nella trama. D’altro canto, proprio a quel punto ci accorgiamo che le cose sono inspiegabilmente cambiate, che tra i protagonisti, in modo impercettibile e centellinato, si è sciolta una cera che li ha uniti.
Quinn è coerente in un atteggiamento ermetico, distante, burbero, mentre Norah continua ad assecondare la richiesta del silenzio, trattiene domande e tentativi di dialogo. Eppure perfino noi lettori siamo sorpresi di come il rapporto si sia evoluto. Di come, pur senza fare nulla, i due si siano abituati alla presenza reciproca. Di come sentano la mancanza dell’altro, avvertano la sicurezza, il senso di protezione, il senso di conforto nella presenza dell’altro. Come afferma la famosa frase: “L’essere umano è un essere sociale, rifugge la solitudine”: pur ostinandosi nel mantenere le distanze, la convivenza con un’altra persona rende più sollevati, dona conforto, ci si abitua a una presenza che ci fa da specchio e ci fa sentire la vicinanza.
Siamo come due mondi lontani che, per un capriccio del destino, si sono scontrati. Non siamo né amanti né amici veri. Siamo qualcosa nel mezzo: coinquilini con qualche crepa in comune. Okay, crepe in gran quantità e profonde come dei canyon, ma ci stiamo lavorando.
Fino a un passo dalla risoluzione finale, l’attrazione sotterranea tra i protagonisti rimane un pensiero aborrito da entrambi. La differenza di età è uno dei motivi, ma anche il fatto che Norah sia la figlia di un ex commilitone di Quinn. L’ospitalità a tempo determinato li trattiene dal buttarsi in una relazione duratura, ma altro motivo fondamentale è il fatto che Quinn sia stato tradito in modo orribile dalla sua ultima donna.
Nei pensieri dei protagonisti compare qualche lampo di desiderio di tanto in tanto, ma l’autrice non rende la cosa forzata o eccessiva. Non trasforma il flusso di coscienza in un romanzo troppo passionale o sdolcinato: mantiene la caratteristica brusca e asciutta di un tono di voce adatto al personaggio. Gioca anche sul rispecchiarsi, sul riconoscersi nelle ferite, nel trauma, nel bisogno di trovare pace, guarigione e, perché no? gioia.
«Tu vuoi qualcuno che aggiusti i tuoi pezzi, Norah.» Scuoto la testa, sollevo e riabbasso di scatto le braccia. «Ma io non sono un saldatore, e tu non sei un progetto da completare.» «Hai ragione.» Abbassa lo sguardo, continua a raccogliere le sue cose, gettandole alla rinfusa nello zaino, che alla fine si mette in spalla. Torna a guardarmi. «E tu non sei un eremita per scelta. Sei solo un codardo.»
Tutto questo fino a un passo dal finale, quando il romanzo cambia completamente volto. Sono rimasta perplessa da come, allo scadere dei trenta giorni dell’iniziale accordo di convivenza, le cose vengano rovesciate.
SPOILER
Nonostante le buone potenzialità, anche la trama secondaria che aggiunge un pizzico di suspense è minimale: qualche cenno durante l’intero arco del romanzo e un ulteriore sobbalzo finale, entrambi con alcuni problemi di credibilità e troppo rapidi per animare il ritmo di lettura.
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Mie adorate Peccatrici, oggi vi porto sulle montagne, in mezzo ai boschi, dove avverti l'immensità della natura, dove il silenzio la fa da padrone e dove la pace avvolge tutto. Ma la pace non è per tutti, se non la porti dentro, difficilmente la troverai intorno a te. Ed è proprio così per Quinn, protagonista di "WILD WOLF AND SWEET PEONY" di Sadie Jane Baldwin, edito Triskell edizioni che ringrazio per la collaborazione. Lui è isolato, in cima ad una montagna, in cerca di silenzio perché ha un frastuono dentro che non gli dà pace. Porta addosso il peso di certe assenze, i sensi di colpa lo mangiano vivo, gli incubi lo perseguitano la notte. Il contatto con la natura lo fa star meglio per questo preferisce la compagnia di un lupo e rifugge ogni relazione sociale. Quinn è un uomo burbero e burrascoso come un perenne temporale finché nel suo cielo plumbeo non arriva un raggio di sole a spezzare la monotonia dell'inferno che si porta dietro. Un raggio di sole dalle sembianze di una ragazza dai lunghi capelli neri legati in una treccia. Norah ha una bellezza selvaggia che nella sua giovane vita non le è stata d'aiuto, è scappata da un'esistenza vuota e misera che l'avrebbe condannata, seguendo l'ultimo desiderio di suo padre: rivolgersi al suo amico Quinn. L'impertinenza e la sua risposta sempre pronta, nascondono il suo sentirsi spaesata e pronta a frantumarsi in mille pezzi. Fra quelle montagne cerca un rifugio dove non sentirsi costretta a scappare di nuovo. Quinn non può sottrarsi ad una promessa fatta e si trova costretto ad ospitarla in cambio però di duro lavoro, convinto che lei non resisterà e se ne andrà. Sweet Peony è il suo nome da nativa americana, ma più che una delicata peonia, lei è un fiore selvatico di quelli che nascono tra le crepe del cemento, che spingono con tutta la loro forza per uscire, che resistono alle intemperie e alle situazioni avverse. Norah non è fragile, tutt'altro, e con la sua caparbietà riuscirà a penetrare anche in quelle strette crepe che si sono aperte nel muro di Quinn. Norah profuma d'estate, è chiassosa, sa di libertà e capelli al vento, al contrario di Quinn che ha l'inverno dentro e vive come un eremita. Sono così agli antipodi che le schermaglie fra loro saranno inevitabili. Ma se per Norah, lui, nonostante sia spigoloso e alquanto dispotico, comincia a darle un senso di pace e tranquillità e la faccia sentire protetta, per Quinn invece è molto più complicato. Il suo passato continua ad inquinare il suo presente e la presenza di lei, che ha cominciato ad insinuarsi piano piano, lo infastidisce e gli crea inquietudine. Il desiderio lo consuma, lo logora. Riuscirà a smettere di combattere contro se stesso e a distruggere quelle catene che si è autoimposto? Tornerà a respirare e finalmente a sorridere? Prima volta che leggo la penna di quest'autrice che ha saputo pienamente coinvolgermi. Ha delineato due protagonisti meravigliosi che, seppur così diversi fra loro, nelle loro cicatrici e fragilità si completano a vicenda. La storia d'amore e il sentimento che nasce piano piano è ben strutturato e riesce a trasmettere al lettore lo stesso brivido che provano i protagonisti. Non posso dire lo stesso per gli episodi di contorno, dove uno mi è sembrato spezzato e non veramente concluso ed un altro invece, chiuso in modo troppo repentino e che mi ha lasciata perplessa. Ma è comunque una bellissima lettura che mi ha lasciato addosso sensazioni positive. Ora sono pronta a farmi prestare un cavallo da Quinn per galoppare verso una nuova avventura a caccia di emozioni. Alla prossima lettura 😘 Debby
Wild Wolf & Sweet Peony è una storia che si muove piano, quasi in punta di piedi, ma con un’intensità emotiva costante che accompagna tutta la lettura.
Norah e Quinn sono due protagonisti che portano sulle spalle ferite profonde, e questo si riflette in ogni loro interazione. Norah, così giovane ma già segnata dalla perdita e dalla paura, ha una forza silenziosa che emerge soprattutto nei momenti più vulnerabili. Quinn, invece, incarna perfettamente il classico grumpy segnato dal passato: chiuso, duro, convinto che l’isolamento sia l’unico modo per sopravvivere. Il loro incontro, e la convivenza forzata nel ranch, diventa il terreno perfetto per costruire uno slow burn carico di tensione e non detti.
Uno degli aspetti che ho apprezzato di più è sicuramente l’atmosfera: il Montana, il ranch Wild Wolf, i silenzi, il lavoro quotidiano… tutto contribuisce a creare un senso di isolamento quasi palpabile. È uno di quei libri in cui il setting non è solo uno sfondo, ma parte integrante della narrazione. I momenti più riusciti, infatti, sono proprio quelli più quieti, dove i gesti contano più delle parole.
La componente romantica si sviluppa con lentezza, puntando molto sulla tensione emotiva più che su quella fisica (anche se lo spicy è presente, ma sempre coerente con il percorso dei personaggi). Il trope grumpy x sunshine funziona, così come il contrasto tra i due mondi interiori, ma ho avuto la sensazione che alcune dinamiche, soprattutto legate all’age gap e al lato “forbidden”, potessero essere esplorate con maggiore profondità e complessità.
Quinn come protective hero è convincente e, a tratti, anche molto toccante, ma in alcuni momenti scivola un po’ nel già visto. Allo stesso modo, alcuni passaggi della trama risultano prevedibili, soprattutto per chi legge spesso romance di questo tipo.
Detto questo, resta una storia emotiva, intensa, che parla di trauma, redenzione e della possibilità di ricominciare. Non è un libro che colpisce con colpi di scena o grandi plot twist, ma piuttosto con piccoli momenti di connessione e vulnerabilità.
Nel complesso, una lettura coinvolgente e delicata, che funziona bene per chi ama gli slow burn carichi di emozione e i personaggi imperfetti in cerca di guarigione, anche se manca quel guizzo in più per renderla davvero indimenticabile.
Era da tantissimo tempo che non leggevo un cowboy romance e questo libro mi ha ricordato perfettamente perché amo così tanto questo genere. I paesaggi del Montana, i ranch immersi nella natura, il fuoco acceso, i cavalli, i tramonti… tutto contribuisce a creare un’atmosfera davvero coinvolgente. La storia di Quinn e Norah mi ha conquistata fin dalle prime pagine. Quinn è un ex sergente dell’esercito americano profondamente segnato da una missione finita male in Iraq, un uomo pieno di cicatrici e sensi di colpa che ha deciso di isolarsi dal mondo. Norah invece, nonostante la giovane età e tutto ciò che ha perso, è un personaggio forte, determinato e pieno di vita. Ho apprezzato molto il modo in cui il loro rapporto si sviluppa lentamente, tra diffidenza, attrazione e momenti molto intensi dal punto di vista emotivo. Norah è stata senza dubbio il mio personaggio preferito: ho adorato la sua forza e la sua capacità di non arrendersi mai. Quinn invece a tratti mi ha fatta arrabbiare, ma sono riuscita a comprendere il suo dolore e il suo comportamento per tutta la durata della storia. La scrittura dell’autrice è scorrevole e coinvolgente, tanto che ho letto il romanzo praticamente tutto d’un fiato. Una lettura breve ma intensa, perfetta per chi ama i cowboy romance con protagonisti tormentati, ambientazioni suggestive e tante emozioni❤️
Se siete alla ricerca di una lettura che sappia unire passione proibita e una suspense da togliere il fiato, questo libro è esattamente ciò che dovete iniziare stasera. Essendo un Age Gap non potevo non leggerlo, sapete quanto io ami questo trope e devo dirvi che non mi ha deluso. Non è solo una questione di differenza d'età, ma di mondi che si scontrano: la tensione tra i protagonisti è molto evidente. Lui è magnetico, oscuro e protettivo (che però piano piano di scioglie), mentre lei è il contrappunto perfetto in un gioco di attrazione a cui è impossibile resistere. Ma restate allerta, perché non è il solito romance lineare. Quando pensate di aver finalmente inquadrato la situazione e i sentimenti in gioco, la trama vira improvvisamente. Il plot twist finale è un vero e proprio shock: vi lascerà letteralmente a bocca aperta, riconsiderando tutto quello che avete letto fino a quel momento. È raro trovare un libro che riesca a sconvolgere così tanto proprio nelle ultime pagine!
"Wild wolf and sweet peony" è un romanzo che colpisce dritto al cuore. Racconta la storia di Norah che, arrivata all'età di 18 anni, perde il padre e si ritrova per un breve periodo a vivere in una roulotte come una senzatetto, pur di riuscire a saldare i debiti di gioco dell'uomo. Nicholas, un amico di suo padre, la indirizza verso Quinn, un ex collega militare che aveva giurato di proteggerla in caso di necessità. Schiacciata dai problemi economici, Norah decide così di partire per Arlee, un paesino sperduto in mezzo alle montagne. Quinn abita in un ranch isolato e tutti in paese dicono che sia un tipo burbero, dato che non vuole nessuno intorno eccetto i suoi cavalli, le galline e il suo cane lupo. Quando Norah arriva, l'uomo è costretto a ospitarla, ma a un patto: dovrà fermarsi solo per 30 giorni, lavorando sodo, senza fare domande e senza troppe chiacchiere. Lei, però, non si fa mettere i piedi in testa: risponde sempre a tono, si rimbocca le maniche e, pian piano, inizia ad appassionarsi a quella vita all'aria aperta. Quinn è un uomo affascinante con 16 anni più di lei e, appena la vede, ne rimane ammaliato. Cerca tuttavia di tenerla lontana: a causa di una donna, infatti, ha rischiato di morire in Iraq durante un agguato in cui il fratello e i suoi compagni hanno perso la vita. Riusciranno a convivere per 30 giorni e ad andare d'accordo, o sarà una guerra totale? Cederanno alle tentazioni umane facendo l'amore o riusciranno a detestarsi fino alla fine? Norah rimarrà al ranch o prenderà la sua strada?
Non faccio ulteriori spoiler perché il libro merita davvero di essere letto per scoprire da sé il destino dei due protagonisti.
La scrittura è scorrevole e cattura fin da subito, arricchita dai dialoghi pungenti e dalle battute piccanti tra i due. Lo stile è intriso di umorismo, grazie a frasi come: "Dio, dammi la forza di non scaraventarglielo in faccia" oppure: "«Ma sto pensando di non aver fatto un buon affare. A quale sindacato devo lamentarmi?» «L'unica che si lamenta sei tu, mocciosa»" Questi scambi spezzano il ritmo della narrazione in modo piacevole e invogliano ad andare sempre avanti con la lettura. È presente uno slow burn molto lento, che a volte ti fa dire "ma allora si muovono a combinare qualcosa?" con aggiunta successiva di scene spicy che fanno volare la fantasia.
Una particolarità del romanzo è che ogni capitolo scritto dal punto di vista di Quinn si apre con il resoconto frammentato dell'agguato avvenuto in Iraq, un trauma che lo ha segnato e torturato fino all'arrivo di Norah; sarà proprio il loro amore, un po' alla volta, a farlo uscire da quel tunnel e a permettergli di lasciarsi il passato alle spalle.
La scelta di sottolineare temi importanti come il dramma della guerra, con scene di agguati ben ricostruite, mi ha attirato molto nella scelta del romanzo, oltre al mio debole per i cowboy affascinanti, i ranch, i cavalli e le praterie; ambientazioni che hanno sempre stimolato la mia immaginazione. Infine, ho apprezzato molto il concetto di "famiglia ritrovata" e l'idea di non abbandonare i giovani a un destino difficile, cercando invece di salvarli. Il coraggio dimostrato da Quinn nel prendere con sé Norah e sottrarla alla strada è un messaggio forte e incredibilmente attuale. Un'ultima cosa che mi ha colpito é che in amore non ci sono età, il bello di come viene affrontato tutto ció nel romanzo, mi ha fatto amare la storia.
Lei è la figlia del suo migliore amico. Hanno 16 anni di differenza.
Sapete quanto io amo la combo age gap-forbidden e in questa storia è stata gestita magistralmente.
Norah ha solo 18 anni, ma sembra possederne molti di più. La madre è morta per overdose quand’era piccola, il padre è morto a causa dell’alcolismo. è completamente sola, vive in una roulette con una sconosciuta ed è perseguitata dallo strozzino a cui suo padre deve dei soldi. Ella sa che quello non è il suo posto, desidera andarsene e farà di tutto per riuscirci. Suo padre le aveva lasciato un biglietto con un numero da contattare in caso di bisogno e così lei si decide a fare quella telefonata. Lascia così la riserva e si trasferisce in Montana dove vive Quinn, l’uomo che avrebbe dovuto darle un posto in cui stare. Quinn però non la vuole con sè, ha già i suoi problemi da affrontare. Nonostante le reticenze però decide di mantenere la promessa fatta al padre di lei. Quinn è un ex militare segnato dall’ultima missione in Iraq e dalla perdita dei suoi compagni. Vive da solo in un ranch isolato dal mondo. Si è chiuso nel suo dolore e va avanti per inerzia. Norah arriva con la sua freschezza e col suo entusiasmo rivoluzionando il suo intero mondo. Egli in cambio dell’ospitalità le chiederà di dargli una mano con le faccende domestiche e col lavoro nel ranch. Ella avrebbe dovuto rimanere solo 1 mese, ma poi le cose cambiano e la sua presenza diventerà fondamentale nella vita di Quinn.
La storia mi è piaciuta davvero tanto: l’ambientazione è molto suggestiva, ci troviamo in un ranch sperduto nel Montana in cui dominano la tranquillità e la natura. Norah è una giovane ragazza che sta cercando di trovare la sua strada e di liberarsi dal suo aguzzino. Nonostante sia sola, ha sempre cercato di essere forte e di trovare un modo per vedere il bello nella vita. Quando si trasferisce da Quinn, il suo comportamento glaciale e indifferente la ferisce, ma saprà farvi fronte. La sua spontaneità, dolcezza, maturità e allegria porteranno Quinn a lasciarsi andare e ad aprirsi. Egli non permetterà più che la tragedia del passato domini la sua vita, insieme troveranno un modo per costruirsi la propria felicità. Ho apprezzato tanto entrambi i personaggi: Norah è una ragazza davvero forte, impavida, spontanea, non si lamenta e si rimbocca le maniche. Quinn è freddo, scostante, burbero, ma solo perché si è lasciato andare al dolore. Il suo vecchio io c’è ancora, è ancora un uomo buono, leale, intraprendente e profondo. L’age gap è stato ben gestito, nonostante abbiano 16 anni di differenza, l’autrice ha saputo dare spessore alla maturità di entrambi. La penna dell’autrice è fluida e coinvolgente, la storia si legge velocemente sia perché conta 300 pagine circa sia perché sa coinvolgere. Ve la consiglio.
Quinn è un uomo tormentato dal suo passato, un reduce di guerra.
“ La vera domanda è: che ci faccio ancora al mondo, quando non servo più a niente e a nessuno?”
Concluso il periodo nell'esercito, si ritira in un posto isolato di montagna, quasi come se dovesse espiare delle colpe che crede di aver commesso.
“ Un tempo amavo stare tra la gente, divertirmi. Amavo la vita. Un tempo ero felice. Poi tutto è cambiato. Ho scelto di allontanarmi dal mio inferno personale per stare a stretto contatto con la natura.”
Norah è una giovane donna di diciotto anni che si ritrova in un periodo buio della sua vita.
“ Ho compiuto diciott'anni e non ho un lavoro né una casa né un ragazzo. Sono al verde e, peggio ancora, sono vuota dentro, infelice. Non mi riconosco.”
Una promessa fatta a un commilitone durante una missione sarà la chiave di svolta del suo destino. Ritrovarsi in una sorta di convivenza forzata con una ragazza che potrebbe essere tranquillamente sua figlia lo destabilizza in tutti i sensi.
“ Non è una turista. Non è un'avventura. E' un fardello che mi hanno affibbiato. Qualcosa di luminoso. Di proibito. E io ho delle regole che vanno rispettate.”
Trenta giorni. Norah si ritrova ad accettare quella proposta e quel lavoro inaspettato. Com'è inaspettata la fortissima tensione tra i due, che cela un'attrazione dirompente.
“ Siamo agli antipodi. Lei è una fiamma che danza sulla spiaggia, io il freddo che cala all'improvviso, senza invito. Eppure, qualcosa di lei mi intriga.”
Un cowboy che odia il mondo intero e una giovane donna impertinente che cerca di trovare il positivo anche nelle brutture. La componente age gap è parte centrale del romanzo e la scrittura fluida dell'autrice permette di immergersi completamente nella lettura. Ho trovato l'intreccio narrativo ben strutturato, con una bella alchimia tra i due protagonisti. All'interno della storia c'è anche una punta di suspense che la rende decisamente più dinamica. Un amore che sfida il tempo e le aspettative. Non c'è il classico colpo di fulmine basato solo sull'attrazione fisica, ma una giusta e naturale evoluzione del rapporto tra i due protagonisti. Più che la semplice nascita di un amore, assistiamo a una collisione di due mondi che, inizialmente distanti per esperienza e prospettive, imparano a trovare un linguaggio comune. La narrazione si prende il suo tempo, permettendo al sentimento di strutturarsi attraverso dialoghi autentici e sfide quotidiane. Una lettura solida, completa e scritta con grande sensibilità.
Se amate il binomio tra differenza di età e relazioni proibite, questa è una lettura imperdibile, gestita dall'autrice in modo magistrale e senza mai cadere nel banale. La storia ruota attorno a due anime profondamente segnate dalla vita che si incrociano nel momento del bisogno. La protagonista è Norah, una ragazza di diciotto anni che dimostra una maturità e una forza d'animo fuori dal comune. Ha vissuto un passato drammatico, segnato dalla perdita della madre per overdose e da quella del padre per alcolismo. Rimasta completamente sola, vive in una roulotte con una sconosciuta ed è costantemente braccata dagli strozzini a cui il padre doveva del denaro. Determinata a cambiare il proprio destino, decide di usare l'unica risorsa che le resta, ovvero un biglietto con un numero di telefono lasciato dal padre in caso di emergenza.
Quella telefonata la porta a lasciare la riserva per trasferirsi in un suggestivo e isolato ranch nel Montana. Lì vive Quinn, un ex militare profondamente traumatizzato dall'ultima missione in Iraq e dalla perdita dei suoi compagni d'armi. Quinn vive isolato dal mondo, chiuso nel proprio dolore, e inizialmente non vuole saperne di accogliere Norah. Tuttavia, per onorare la promessa fatta al padre della ragazza, decide di ospitarla per un mese in cambio di un aiuto con i lavori domestici e le attività del ranch. La convivenza forzata cambierà radicalmente le cose, e la presenza della ragazza diventerà presto fondamentale per la sua esistenza.
La forza della storia risiede nella straordinaria evoluzione dei protagonisti e nella bellezza dell'ambientazione rurale, dove la natura incontaminata fa da sfondo a una profonda rinascita emotiva. Norah si rivela un personaggio femminile splendido, capace di rimboccarsi le maniche senza lamentarsi e di affrontare con coraggio l'indifferenza iniziale dell'uomo. La sua spontaneità e la sua dolcezza riescono a scalfire la corazza di Quinn, un uomo apparentemente burbero e scostante che nasconde in realtà un animo leale e profondo. Nonostante i sedici anni di differenza, il legame sentimentale viene sviluppato con grande spessore e credibilità, valorizzando la maturità di entrambi. Grazie a uno stile di scrittura fluido e coinvolgente, il romanzo si legge molto velocemente in circa trecento pagine ed è una lettura che mi sento di consigliare caldamente.
30 giorni. È il tempo che ha deciso, Quinn, di concedere a Norah per rimanere nel suo ranch, condividendo silenzi, lavoro e quella tranquillità che cerca da quando ormai ha fatto ritorno dall'Iraq, irreducibilmente distrutto e segnato da ricordi indelebili. Una tranquillità che Norah, con i suoi 18 anni, un passato non proprio facile e un caratterino davvero tutto pepe, disintegrerà pezzo dopo pezzo, domanda dopo domanda, portando Quinn, un uomo che ha fatto del suo essere burbero, una corazza, a impazzire letteralmente per lei! Desiderio, voglia di proteggerla, sono le prime cose che si insinuano dentro il suo cuore ferito. E ogni giorno che passa arriva il piacere di averla tra i piedi, il suo non sentirsi più solo, nonostante abbia sempre agognato la sua solitudine… Norah tra le montagne del Montana trova il suo posto, lei che ha sempre dovuto arrangiarsi, una ragazza che molti definirebbero allo sbando, in quel ranch, con quel musone del suo proprietario e Wolf, si sente finalmente a casa. In questi 30 giorni la tensione sarà davvero alta, il desiderio scoppiettante e i litigi, le battute pungenti ancora di più. Sarà però un mese intenso, che stravolgerà letteralmente le loro vite. Perché tra il silenzio di quelle montagne un suono costante fa l’eco: i cuori di due anime spezzate, che però si riconoscono e iniziano ad amarsi. Un hate to love davvero scoppiettante! Norah come avrete capito non è di certo un agnellino e darà del filo da torcere al nostro Quinn che non fa altro che brontolare. Un aspetto questo, che mi è piaciuto moltissimo, a mio dire è proprio questo particolare a rendere la lettura viva e davvero pungente. È una lettura che nonostante il tempo circonciso nei 30 giorni, procede in modo standard: facendo crescere il desiderio, portandoti a vedere pian piano quando questi sentimenti si trasformano diventando altro. Un altro aspetto che l’autrice è riuscita a gestire davvero bene è: il portarmi a un crescendo di emozioni che si diversificano durante tutta la lettura. Una lettura a tratti divertente, con un finale che stupisce e che racconta di un amore forse ammaccato, ma di sicuro curativo per le anime spezzate di questi due. Una lettura davvero piacevole, spigliata che mi ha fatto sognare.
Io amo la combo age gap e forbidden, e in questa storia la dinamica tra i protagonisti è stata gestita magistralmente, regalandoci un forced proximity classico ma super efficace.
✨ L’INCONTRO DEGLI OPPOSTI La storia di Norah e Quinn ci porta in un ranch sperduto nel Montana, un'ambientazione suggestiva in cui dominano la natura e la tranquillità. Norah ha solo 18 anni ma ha già dovuto affrontare dolori immensi, dalla perdita dei genitori alla povertà, fino a trovarsi inseguita dagli strozzini. Quando decide di fare quella telefonata usando il numero lasciato dal padre, finisce dritta nel mondo di Quinn. Lui è un ex militare di 16 anni più grande, segnato dai traumi del passato e dall'isolamento che si è imposto. Nonostante le reticenze iniziali, Quinn decide di mantenere la promessa fatta al padre di lei, e quella convivenza forzata di un solo mese finirà per rivoluzionare l'intero mondo di entrambi.
🔥 MATURITÀ E TENSIONE PALPABILE Il punto di forza del libro è senza dubbio la caratterizzazione dei personaggi. Ho adorato Norah: è una ragazza forte, impavida, che non si lamenta e si rimbocca le maniche. La sua freschezza e la sua dolcezza saranno la chiave per scardinare la corazza di Quinn. Lui non è il solito cowboy scontroso "tanto per fare", ma un uomo profondo che porta dentro i sensi di colpa del passato. L'age gap di 16 anni è stato gestito benissimo dall'autrice, che ha saputo dare spessore alla maturità di entrambi. La tensione sensuale tra i due è palpabile e costante, sfociando in uno spicy light studiato con estrema sensualità, a dimostrazione che non serve del sesso esplicito in ogni capitolo per rendere intensa una storia. Molto apprezzati anche gli epiloghi finali!
📌 COSA NON MI HA DEL TUTTO CONVINTA Se devo trovare una nota meno positiva, avrei preferito un approfondimento maggiore sul passato di Norah, così come è stato fatto per Quinn, e un finale un briciolo più spiegato nel dettaglio. Nel complesso resta una storia intensa, profonda e matura, con una penna fluida e coinvolgente che ti fa divorare le sue circa 300 pagine in pochissimo tempo.
Oggi vi porto tra le pagine di un romanzo che mi aveva conquistata già dalla sinossi. Lo sapete: io amo i cowboy. E se poi sono scostanti, solitari, con un passato nell’esercito… beh, è la combinazione perfetta per inserirlo nella mia TBR list. Potete immaginare la mia felicità quando ho incontrato Quinn Galway: ex combattente segnato da ferite profonde, rifugiato nel silenzio del Montana per sfuggire ai suoi incubi. “La vera domanda è: che ci faccio ancora al mondo, quando non servo più a niente e a nessuno?” (Cit.) Norah, figlia del suo compagno d’armi Chayton, è una diciottenne che ha già conosciuto troppo dolore. L’unica promessa che le resta è quella fatta al padre: raggiungere Quinn, l’uomo di cui lui si fidava più di chiunque altro. Due persone lontanissime per età, carattere e vissuto. Un solitario che ha smesso di credere in sé stesso. Una ragazza sfrontata, più per difesa che per indole. E trenta giorni da condividere sotto lo stesso tetto. Trenta giorni di silenzi, di tensione trattenuta, di frasi lasciate a metà. Trenta giorni in cui il desiderio si scontra con la realtà. Trenta giorni per capire se allontanarsi sia davvero la scelta più giusta. “Siamo agli antipodi. Lei è una fiamma che danza sulla spiaggia, io il freddo che cala all’improvviso, senza invito.” (Cit.) Questo è il primo romanzo dell’autrice che leggo, e ho apprezzato molto la sua capacità di raccontare la parte più umana della guerra: quella fatta di amici perduti, di colpe che non si cancellano, di uomini che tornano senza sapere più chi sono. Bellissima anche la cura con cui descrive le espressioni di Quinn — quel poco che si intravede sotto la barba folta che usa come scudo. Un dettaglio che aggiunge mistero e rende questo cowboy uno dei personaggi più interessanti del genere che abbia letto finora. Un romanzo intenso, scorrevole, che ti inchioda al divano mentre vivi insieme a Quinn e Norah la vita nel ranch. Se amate i cowboy intensi e scostanti, le praterie del Montana e le storie che sanno di solitudine e rinascita, questo romanzo fa per voi.
Norah ha diciott’anni, non ha una famiglia e un uomo pericoloso è sulle sue tracce, perciò parte per mantenere l’ultima promessa fatta a suo padre: raggiungere Quinn, l’unico uomo che potrebbe offrirle un rifugio. Quinn Galway vive isolato nel suo ranch. Ex sergente, porta sulle spalle il peso dei compagni che non è riuscito a salvare. Costretti a convivere, tra lavori al ranch e silenzi carichi di tensione, cresce l’attrazione tra i due. Tuttavia la differenza d’età, i fantasmi del passato e i pericoli che incombono su Norah minacciano di distruggere tutto. Il romanzo costruisce la propria narrazione attorno all’incontro tra due personalità molto diverse e la trama segue un andamento progressivo: da una fase iniziale di distanza e conflitto, si passa gradualmente a momenti di apertura. Uno dei temi centrali è il contrasto tra forza e fragilità: Il “lupo” rappresenta una forza apparentemente incontrollabile, legata a difesa e isolamento; la “peonia” incarna una forma diversa di resilienza. Altro tema fondamentale sono la fiducia e la guarigione emotiva: il romanzo esplora quanto sia difficile costruirla quando si parte da esperienze dolorose e non si tratta di un processo rapido e lineare, infatti l'autrice insiste sulle ricadute e sulle paure che riaffiorano. La dinamica tra i due è il cuore del romanzo. Non si tratta di una relazione semplice o immediata, infatti l’autrice costruisce bene il senso di equilibrio precario, evitando una rappresentazione idealizzata. Lo stile è emotivo e accessibile. La struttura segue uno schema abbastanza classico del romance contemporaneo e in tanti punti questo lo rende prevedibile. I personaggi secondari sono poco incisivi e per niente approfonditi. Forse per sottolineare il clima di isolamento? Non so. È una lettura consigliata a chi cerca un romance intenso, più centrato sulle emozioni che sull’azione.
Questo è il terzo libro dell'autrice che leggo e posso confermare che la sua penna continua a convincermi pienamente. In questa storia troviamo Norah e Quinn alle prese con un forced proximity classico ma efficace, arricchito da un age gap di 16 anni e una promessa fatta al padre di lei che rende tutto terribilmente complicato. ❤️ Cuori spezzati: i due protagonisti sono agli antipodi ma uniti dallo stesso dolore. Lui porta i segni di un passato traumatico nell'esercito e di un tradimento indimenticabile; lei, a soli diciott’anni, ha già conosciuto la povertà e difficoltà che nessuno dovrebbe affrontare a quell'età. Ho apprezzato tantissimo la caratterizzazione di Quinn: non è il solito cowboy scontroso "tanto per fare", ma un uomo che con estrema maturità ha scelto l'isolamento per gestire i propri sensi di colpa, convinto di meritare solo punizione e mai la felicità. 🔥 Stile e tensione: lo stile è asciutto, con un ottimo ritmo e senza lungaggini inutili. La tensione sensuale tra i due è palpabile e costante, sfociando in uno spicy light ma studiato con estrema sensualità, perfetto per il tipo di legame che si instaura tra loro. A dimostrazione del fatto che in un libro con queste vibes non serve necessariamente hot in ogni capitolo 🤐. Ho apprezzato molto anche l'epilogo, anzi GLI epiloghi. 🤔 Cosa non mi ha convinta: avrei preferito un approfondimento maggiore sul passato di Norah, come quello fatto per Quinn, e un finale un po’ più spiegato nel dettaglio, nonostante mi sia piaciuto. A livello puramente stilistico, non amo la scelta dei "pensieri dentro i pensieri" riportati in corsivo come dialogo interiore. Nel complesso resta una storia intensa, matura e profonda, capace di trattare temi delicati con la giusta dose di emozione. Consigliato! Ringrazio Triskell Edizioni per la copia ARC. Voto 4,5 ⭐
recensione a cura del blog “Sognare in punta di penna" by Meg Quinn Galway ha chiuso con la sua vecchia vita, con le missioni, gli spari e il sangue: quello che gli resta sono i rumori assordanti, i ricordi continui e il dolore per la perdita dei suoi compagni di squadra. Lì in quella baita, lontano da tutto e tutto, sta cercando di tenere insieme i pezzi, senza giudizi o occhiate critiche, nel rimorso tipico dei sopravvissuti.
«La vera domanda è: che ci faccio ancora al mondo, quando non servo più a nessuno?»
L’arrivo di quella ragazza così malandata nell’aspetto e così vulnerabile, non solo lo spiazza, ma gli fa capire subito che il cambiamento è lì, pronto ad esplodere letteralmente, per qualcosa che gli darà finalmente la pace che merita. Norah Drywater è la figlia di un suo ex compagno di squadra, è sola, senza casa né amici: quando Quinn l’accoglie con i suoi modi bruschi, sente che quella per lei è la possibilità di azzerare tutto e ripartire proprio con un perfetto estraneo, chiuso nel suo silenzio. Una convivenza disparata, forzata, ma che porta entrambi ad abbattere le proprie difese, con lo scontro e l’incontro di due caratteri completamente diversi, ma che insieme costruiscono piccoli frammenti di pace da cui ripartire.
«In questo istante, il mondo rallenta. Non c’è più paura, non c’è più dubbio. Solo noi due, e la consapevolezza che da questo punto in poi, la nostra storia non potrà più tornare indietro. E va bene così. Perché a volte, le cose migliori accadono proprio quando smetti di combatterle.»
Una storia in cui si intrecciano tematiche differenti, con POV alternati che riescono a spiegare le scelte di entrambi i protagonisti, in una lettura tutto sommato scorrevole.
Questo romanzo ha poco più di 200 pagine, ma l’ho trovato estremamente poetico, con una bellissima ambientazione montana.
La protagonista è Norah, che ha appena compiuto diciotto anni. Dopo la morte del padre non le è rimasto nulla, se non un’unica indicazione: trovare Quinn Galway, un suo ex collega, perché sarà lui a prendersi cura di lei. Quando finalmente lo trova, però, Quinn si rivela essere un ex marines burbero, con una cicatrice sul volto e molte altre, ben più profonde, dentro di sé. È un vero lupo solitario. Non viene mai detto esplicitamente, ma è chiaro che soffra di sindrome da stress post traumatico per tutto ciò che ha vissuto durante le missioni. Da qui inizia una convivenza fatta inizialmente di silenzi, che piano piano si trasforma in attrazione e poi in sentimento. È un romanzo che si concentra più sull’interiorità dei personaggi che sulle vicende esterne, sulle loro ferite, soprattutto quelle di Quinn, e su come la presenza di Norah lo aiuti ad affrontare il suo dolore. Ben presto lei diventa l’unica gioia della sua vita, la sua sweet peony, quella che gli fa credere ancora nell’amore. Nel romanzo ci sono molti pensieri di entrambi i protagonisti, che permettono di entrare davvero nel loro mondo interiore.
L’ambientazione mi è piaciuta tantissimo, l’ho trovata costruita e descritta molto bene. Anche la storia d’amore mi ha colpita, breve ma intensa. Avrei forse voluto qualche pagina in più, sia per vedere più azione sia per approfondire ancora meglio la costruzione del loro rapporto.
Nonostante questo, sia Quinn che la sua sweet peony mi hanno lasciato qualcosa: l’idea che l’amore, quello vero, possa davvero lenire qualsiasi dolore.
“Wild Wolf & Sweet Peony” è una storia che si muove tra due estremi: chi ha perso tutto e chi ha imparato a vivere senza più aspettarsi nulla.
Norah è costretta a crescere troppo in fretta. Dopo aver perso ogni punto di riferimento, si ritrova a inseguire l’unica possibilità che le resta: raggiungere Quinn, l’uomo che potrebbe offrirle un rifugio.
Quinn, però, non è un uomo che accoglie facilmente. Vive isolato, lontano da tutto, segnato da un passato che non è riuscito a lasciarsi alle spalle. Ha scelto il silenzio e la solitudine come unica forma di sopravvivenza.
Quando Norah entra nella sua vita, non porta equilibrio. Porta movimento. E inevitabilmente lo costringe a guardare quello che aveva deciso di ignorare. Eppure, nonostante le difese, qualcosa inizia a cambiare.
La convivenza li costringe a guardarsi davvero. E in quello spazio fatto di silenzi e tensioni, l’attrazione cresce lentamente, ma con una forza che diventa impossibile ignorare.
Non è solo una storia d’amore. È una storia di resistenza. Di due persone che cercano di non crollare e di un legame che può diventare la loro ancora di salvezza… o il colpo di grazia per equilibri già fragili.
Quello che colpisce è proprio questo: la loro vulnerabilità. Il modo in cui entrambi provano a restare in piedi, anche quando tutto dentro di loro vorrebbe cedere.
L’autrice scrive con una chiarezza magnetica: non servono colpi di scena plateali quando le parole riescono a rendere così vivo il mondo interiore dei personaggi. La scrittura è armoniosa, profondamente emotiva e ti trascina pagina dopo pagina.
È una lettura che coinvolge, che ti entra dentro e che, una volta finita, lascia la sensazione di aver vissuto un percorso di crescita insieme a loro.
Ciao readers! Oggi vi parlo di un age gap tra anime rotte che non dovrebbero incontrarsi con ambientazione wild!
Lui è Quinn: un lupo solitario. Ex militare che scappa dal passato e dal PTSD dopo aver perso i suoi compagni in missione. Si è chiuso in un ranch con solo un lupo e i suoi cavalli per compagnia. Niente legami. Niente persone.
Lei è Norah: “dolce peonia”. 18 anni, ha perso tutto e sta scappando da una vita di dolore e da un uomo che le dà la tormenta, a causa dei debiti lasciati dal padre . Figlia di un compagno d’esercito di Quinn, a cui lui aveva promesso: “Se succede qualcosa, mi prendo cura di lei”.
Un patto. Una promessa. Uno sguardo. E tutte le certezze di Quinn iniziano a creparsi.
Lei è bella, selvaggia, senza paura. Lui è burbero, chiuso, e si nasconde dietro la testardaggine per non farsi leggere dentro.
Forced proximity, ex-military x found family vibes, tensione lenta che brucia. Lo stile di lettura con questo libro è da cardiopalma in slow motion.
Leggi ogni pagina con attenzione maniacale, cercando indizi negli sguardi, nelle mezze frasi, nei silenzi. Ti ritrovi a sperare che sia proprio quel capitolo il momento in cui uno dei due ceda alla passione e alla tensione che scotta tra loro.
Sembra sbagliato sulla carta: l’age gap, i segreti, la diffidenza. Eppure più vai avanti, più ti accorgi che forse è proprio quella relazione imperfetta la cosa più giusta che potesse capitare a entrambi. È lì che si salvano davvero.
Se ami i bad boy feriti, le eroine coraggiose buttati in questa storia! ⭐️⭐️⭐️⭐️
Una storia delicata, che però non sono riuscita a fare mia se non sul finale. La scrittura della Baldwin è fatta molto di narrazione, di personaggi che raccontano piuttosto di quel show don't tell che oggi va per la maggiore. Pur non essendo una che ama spassionatamente i dialoghi al raccontato, devo riconoscere che questi lunghi pezzi di racconto e introspezione sembrano rallentare il ritmo. E' difficile scrivere una recensione su una storia che non riesce a coinvolgere, anche perchè alle volte non ci sono motivi oggettivi: semplicemente non si crea quell'alchimia fra lettore e personaggi, senza però saperlo spiegare. Vorrei poter dare motivi costruttivi all'autrice sul perchè fra me, Quinn e Norah non si sia creato il giusto rapporto, semplicemente non era il nostro momento. Non ero pronta per un protagonista maschile così duro e un po' inumano, e anche se lei mi ha convinta molto di più, ho un po' faticato a capire come si sia innamorata di lui. Diciamo che il mio cuore è andato tutto per Wolf. Vi consiglio il libro? Certo, la scrittura dell'autrice a parte quanto sopra evidenziato, usa un italiano forbito e anche senza errori grammaticali e verbali, e può essere che questa sia la vostra storia quanto e forse di più di quanto non sia stata la mia. Come sempre in questi casi vi invito a scrivermi perchè alle volte gli occhi degli altri sono quelli che ti danno il giusto punto di vista per ribaltare le sorti di un libro. Hasta la vista
Cosa hanno in comune un animale e un fiore delicato? Quinn è soprannominato lupo selvaggio perché ama starsene in solitudine. Uno sfregio sul suo viso tiene a distanza le persone e, dopo un passato da soldato, lui vive nella sua fattoria in Montana con tanti fantasmi da abbattere. E sono le cicatrici che ha nell’animo quelle peggiori. Norah è per metà indiana, vive in una riserva e il suo nome pellerossa è Dolce Peonia. Ma a lei di dolce è rimasto ben poco. Il padre prima di morire, inoltre, le ha chiesto di raggiungere un suo ex commilitone, che si sarebbe preso cura di lei. Norah non desidera andare da quello sconosciuto di sedici anni più grande di lei, ma cosa può fare una diciottenne senza più niente? I personaggi sono ben costruiti, ho trovato molto originale quello femminile per il suo essere metà pellerossa – sarà che ho un debole per i cowboy e gli indiani. L’autrice è riuscita a colpirmi perché non ha edulcorato la vita che si conduce nelle riserve. E mi è pianto il cuore, perché popoli fieri e coraggiosi sono stati davvero ridotti al nulla, piegati. Quinn si fa amare da subito. Ho adorato i suoi silenzi, il suo tormento, il desiderio che cerca in ogni modo di arginare. Perché a volte è meglio tacere che seguire l’istinto. Così come mi è piaciuta la descrizione delle giornate e dei compiti di Norah, che ti dà l’impressione di essere lì, in quella fattoria, accanto a lei. I due protagonisti vivono in principio una distanza emotiva enorme, come è la loro distanza anagrafica, eppure, a poco a poco si avvicinano, risanando lentamente le reciproche ferite. Imparano a fidarsi, riprendendo lentamente a credere in un futuro. Un arco di crescita di entrambi che conduce il lettore pagina dopo pagina a scoprire come Quinn e Norah riescono a rimettersi in piedi. E il tutto con una “lenta combustione” ben riuscita che mi ha tenuto in curiosità. Apprezzo molto la penna e lo stile dell’autrice, elegante e curato, capace di far bere le pagine. Wild Wolf e Sweet Peony è nell'insieme una lettura che mi ha preso, piacevole e coinvolgente, che consiglio.
Norah, a soli 18 anni, rimane sola al mondo; non ha nessuno che possa prendersi cura di lei. Il padre, prima di morire, ha lasciato detto che il suo amico Quinn si prendesse cura della figlia. Quinn vive isolato, in solitudine tra le montagne, in un ranch di sua proprietà. La solitudine e un lupo sono i soliti compagni di vita. L'uomo ha alle spalle un passato doloroso che lo ha portato a isolarsi da tutti e da tutto. Nora è una ragazza con la voglia di vivere, testarda e decisa. Inizialmente la loro convivenza sembra essere difficile, ma piano piano la ragazza riesce a penetrare la corazza dell'uomo. Tra i due scatta lentamente una tensione emotiva e fisica che mina le loro certezze. La storia è piena di emozioni e di sentimenti intensi; c'è anche la paura dell'uomo ad amare di nuovo una donna. Entrambi si renderanno conto di non poter fare a meno l'uno dell'altra. Ho apprezzato lo stile delicato e preciso che mi ha permesso di vivere tutte le emozioni dei protagonisti. Le scene piccanti non sono mai volgari, ma delicate anche nei momenti di passione intensa. Non mancano dei piccoli colpi di scena che rendono interessante la lettura. Devo dire che ho divorato il libro in una sola sera perché non riuscivo a staccare gli occhi dalle pagine scritte. Una bella storia che consiglio di leggere.
Valutazione: ⭐⭐⭐⭐⭐ Spicy: 🌶️🌶️ Emozioni: 💘💘💘💘💘 Recensione di Zappi Patrizia. Strana family book blog
TRAMA Norah si trova con le spalle al muro quando suo padre muore in un tragico incidente stradale e così - senza una casa, senza un lavoro e senza soldi - si trova costretta a seguire l’ultima volontà del padre e recarsi dal suo vecchio amico Quinn, un uomo rude e solitario, ma che nasconde molto di più
RECENSIONE: Siamo di fronte da un #romance toccante e altamente emotivo, in grado di affrontare tematiche estremamente delicate come le condizioni di vita dei nativi nelle riserve e i traumi vissuti dai veterani di guerra.
Lo stile è estremamente evocativo e la tensione fra i due personaggi- punto forte in uno #slowburn - è palpabile; la scelta poi del doppio POV rende tutto più intenso
Per quanto riguarda i personaggi sono entrambi resi molto bene con le loro difficoltà e debolezze; ma trovo che Quinn - in particolare- sia reso in modo veramente esemplare, non è facile rendere il modo realistico il suo nascondere il suo lato “dolce” sotto uno strato di sgradevolezza.
Quindi, che dire, un romance veramente toccante e piacevole che consiglio a tutti coloro che sono alla ricerca di poche pagine, ma talmente intense da parlare direttamente al tuo cuore.
Wild Wolf Ranch è tutto ciò che una lettrice sogna di notte: un cowboy con un cane che sembra un lupo (e che si chiama "wolf"), un paesaggio mozzafiato e incontaminato, un fisico da militare e un uomo tormentato dal suo passato. Insomma, un mix spaziale. Norah, invece, è il suo opposto: nonostante i tormenti della vita, la ragazza è impulsiva, piena di vita, testarda, chiacchierona. Si scontrano per una promessa del passato, per un fugace scherzo del destino. Quinn le dirà che potrà rimanere nel suo ranch abbandonato da Dio per trenta giorni, poi dovrà sloggiare. Norah, che è sempre stata abituata a non avere una casa, accetta quelle condizioni con facilità, ma non si arrende: tenta di conoscerlo, di parlargli. A Quinn, però, non piace affatto parlare, men che meno di sé. Entrambi, inevitabilmente, provano una tensione fisica non indifferente, alla quale (e ho amato ciò!) è proprio Quinn a dover affrontare in prima linea. I tormenti del passato di Quinn, le ombre che Norah ha lasciato indietro, saranno i loro ostacoli da superare. E credetemi, vi entreranno sottopelle: nient'altro che un lupo selvaggio e una dolce peonia.
Una lettura intensa, malinconica e molto emotiva, che parla di trauma, guarigione e seconde possibilità perfetta per chi ama gli slow burn pieni di tensione, i personaggi imperfetti e le storie d’amore che nascono lentamente tra dolore e vulnerabilità. 🤍
Sadie Jane Baldwin costruisce una storia molto intima e character-driven, incentrata su due protagonisti profondamente segnati dal dolore e dai traumi del passato. ❤️🩹 Norah, così giovane ma già segnata dalla perdita e dalla paura, ha una forza silenziosa che emerge soprattutto nei momenti più vulnerabili. Quinn invece è il perfetto grumpy tormentato dal passato: chiuso, duro e convinto che l’isolamento sia l’unico modo per sopravvivere. La convivenza forzata nel ranch Wild Wolf ⛰️ crea una tensione emotiva costante, fatta più di silenzi, piccoli gesti e vicinanza quotidiana che di grandi dichiarazioni. Ed è proprio questo uno degli aspetti che ho preferito: i momenti più semplici e tranquilli sono anche quelli più intensi. 💞
"Buongiorno a tutti, vi parlo di Wild Wolf & Sweet Peony, di Sadie Jane Baldwin, edito da Triskell edizioni. Di questo romanzo mi ha incuriosito la trama anche se la cover mi lasciava un po' perplessa, ma ho deciso di leggerlo conoscendo già l'autrice. L'inizio parte a razzo per via degli eventi che coinvolgono Norah - vita ai confini, che la vede suo malgrado preda in un'ambiente ostile e pericoloso. "
"Buongiorno a tutti, vi parlo di Wild Wolf & Sweet Peony, di Sadie Jane Baldwin, edito da Triskell edizioni. Di questo romanzo mi ha incuriosito la trama anche se la cover mi lasciava un po' perplessa, ma ho deciso di leggerlo conoscendo già l'autrice. L'inizio parte a razzo per via degli eventi che coinvolgono Norah - vita ai confini, che la vede suo malgrado preda in un'ambiente ostile e pericoloso. "
Ci sono momenti nella vita in cui pensi che non ci sia più via d’uscita, ti guardi intorno e dici è finita, è così che si sente Norah al suo diciottesimo compleanno in uno squallido pub del paese in cui vive dopo aver perso per sempre anche suo padre, unico suo genitore in vita. Condivide una roulotte con Jenna, una vecchia tossica che ha avuto pietà di lei e della sua situazione, ma deve andarsene lo sa la sua testa e lo sa il suo cuore. Suo padre gli ha lasciato un nome e un messaggio: se ti trovi nei guai vai da Quinn Galway ci penserà lui. E così Norah si fa in quattro per trovarlo e una volta scovato spende tutti i suoi soldi per pagarsi il biglietto di sola andata per il Montana. Ma una volta arrivata al ranch in mezzo al nulla non trova un uomo ma il suo fantasma. Quinn è arrogante e non sa cosa vuole dire sorridere, o almeno non vuole più farlo, ma purtroppo ha fatto una promessa al padre di Norah, quindi le concede 30 giorni retribuiti con vitto e alloggio, ma dovrà guadagnarseli sgobbando e aiutandolo nelle varie mansioni nella baita. Da qui inizia una vera e propria guerra, Norah è ostinata e non si fa mettere i piedi in testa da nessuno e Quinn fa di tutto per irritarla. Chi la spunterà? Due anime distrutte da un passato che incombe su di loro, riusciranno ad imparare a conviverci andando avanti per davvero?
Un cowboy romance a tutti gli effetti, le scintille non mancano, ma c’è anche tanto dolore, la scomparsa prematura della madre di Norah, suo padre che dopo la guerra non è più tornato lo stesso ha iniziato a bere e a sperperare ogni dollaro, Norah giovanissima ha dovuto vedere la vita che piano piano si spegneva negli occhi del suo papà.
Quinn non accetta di essere l’ unico tornato della sua squadra dall’ Iraq e si sente in colpa, è spezzato, si è nascosto dal mondo promettendo a sé stesso di vivere nell’ ombra e di lasciare che la propria esistenza scivoli via così senza nessuna importanza.
Questo libro insegna che certe ferite sono indelebili ma che l’ amore può rimarginarle rendendole meno dolorose. L’ amore,quello vero, salva sempre e non distrugge mai.
Se siete ancora indecisi sull’amare o meno i cowboy romance leggete questo libro! Qui non solo troviamo questo trope purtroppo ancora sottovalutato ma abbiamo anche una storia intensa che vi regalerà un mondo di emozioni. I due protagonisti sono entrambi segnati dal proprio passato, ma non potrebbero essere più diversi! Due caratteri che si scontrano ma che inevitabilmente fanno scintille. La tensione è altissima e vi farà sudare. Che dire la lettura perfetta per queste giornate di inizio estate! 5⭐️
oggi vi porto a conoscere due personaggi intensi, capaci di entrarvi sottopelle prima che riusciate ad accorgervene. Lei è troppo giovane, troppo intensa, troppo capace di fargli provare emozioni che aveva sepolto anni prima.
E’ qui che il romanzo colpisce davvero, perché, andando avanti nella lettura, non assistiamo soltanto alla nascita di un sentimento, ma a due persone che imparano lentamente a convivere con le proprie cicatrici