Che bello leggere la ricerca scientifica raccontata con l’intimità di un diario e, allo stesso tempo, con la passione, la costanza e il rigore di un diario di bordo che accompagna un viaggio lungo una vita intera. Il libro mostra quante difficoltà, imprevisti e delusioni possano accompagnare il lavoro scientifico, ma anche quanto entusiasmo e quanta tenace determinazione sappia suscitare in chi lo ha scelto come mestiere.
In questo intreccio tra gli esperimenti sul riso e la storia di una famiglia ho apprezzato tutto: la capacità di rendere comprensibile la complessità della ricerca, la fantasia con cui viene narrata e il valore attribuito all’impegno personale. Ne emerge un messaggio di fiducia nella capacità creativa dell’uomo e nella ricerca come antidoto al declino, alla rinuncia e all’abbandono.
Stupenda testimonianza del mondo della ricerca, tra vita privata e impegno civile. Quattro stelle solo perché trovo che talvolta la prospettiva personale scavalchi e distorca un po' la visione globale (ad esempio, la lode all'ampio congedo di genitorialità tedesco e del suo ruolo nel facilitare la conciliazione carriera-famiglia: è di certo molto comodo ma 1) viene praticamente sempre fruito solo dalle madri e 2) forse proprio per questo motivo la situazione tedesca e quella italiana, in termini di parità di genere, si equivalgono).
Ottimo libro: spunti molto interessanti sulla ricerca in Italia e sulle nuove frontiere della genetica agraria, uniti a passaggi di vita vissuta raccontati in modo umano e toccante.