“Si lettore! L’intraprendenza e la genialità dell’industria giapponese è riuscita a metterli insieme tutti, o quasi, i famosi specialisti dell’indagine, i maghi dell’intuizione e della deduzione, i signori della coincidenza strana, dell’omissione sospetta, i supremi decifratori di enigmi!”
Poirot, Padre Brown, Holmes, Maigret, Nero Wolfe, Dupin e tanti altri sono stati riuniti in un congresso a Roma: toccherà loro sbrogliare l’oscurissimo caso, far luce sul mistero che Dickens, morendo, ha lasciato irrisolto: “Il mistero di Edwin Drood” l’ultimo romanzo scritto nel 1870 e che appunto è rimasto incompiuto.
Alternando il romanzo dell’autore inglese a pagine di inchiesta, Fruttero e Lucentini con uno stile pieno di ironia cercano di sbrogliare la matassa con un risultato GENIALE!
Lo stile di Dickens è più maturo e di estrema finezza.
Nel romanzo inserisce numerose allusioni, cosparge le pagine di particolari.
“Colori cangianti che brillano allo stormire dei rami, canti di uccellini, profumi dei giardini, boschi, e campi penetrano nella cattedrale, sconfiggono l’odore di terra, e predicano la Resurrezione e la Vita. Le gelide pietre tombali vecchie di secoli si intiepidiscono, e barbagli di luce scintillano nei più severi angoli marmorei dell’edificio, svolazzando come ali.”
Questo è Dickens ❤️
La soluzione finale trovata dai due autori servendosi della voce di Poirot è sorprendente, brillante! Non c’è dubbio, c’è del genio in Fruttero e Lucentini!