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Le vite di Narses

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Un giovane principe destinato a grandi imprese e il ragazzo che gli deve la vita: un fantasy epico ricco di passione e azione, tra campi di battaglia e amori proibiti, intrighi politici e amicizie profonde messe a dura prova.
Nell’arcipelago di Talassia, il re Doukas sta conquistando con forza brutale un’isola dopo l’altra, ma secondo una profezia non sarà lui a unire queste terre in un unico impero, bensì Aetherios, la Giovane Chimera, principe dell’isola di Corezia, carismatico e ambizioso. Narses, costretto a servire Doukas dopo che la sua famiglia è stata sterminata, ha l’incarico di uccidere Aetherios per sventare la profezia, ma durante una prova di iniziazione viene rapito dal fascino del principe, che gli salva la vita nel folto della foresta e, una volta scoperta la sua vera missione, lo grazia. Narses, in debito due volte con Aetherios, si trasferisce a Corezia per vivere al suo fianco; insieme a loro anche la combattiva Andromaca e il gigante buono Stavros, entrambi provenienti da altri regni, attratti dall’aura del principe e dalle promesse di un futuro migliore. I quattro amici diventano adulti insieme, addestrandosi nell’arte della guerra e imparando a districarsi tra gli equilibri politici dell’arcipelago, ma con il passare del tempo il patto che lega Aetherios e Narses diventa qualcosa di più profondo, dal sapore proibito eppure estremamente reale.
Aetherios sembra davvero destinato a diventare il primo, grande imperatore di Talassia, ma quale sarà il prezzo da pagare per tanto potere? Mentre le campagne militari contro Doukas si fanno più crude e perfino le antiche divinità giocano con i destini umani, Narses è disposto a seguire il suo principe ovunque e, se necessario, fino alla morte

489 pages, Kindle Edition

Published May 12, 2026

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Fiore Manni

3 books68 followers

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5 stars
111 (42%)
4 stars
82 (31%)
3 stars
45 (17%)
2 stars
22 (8%)
1 star
3 (1%)
Displaying 1 - 30 of 73 reviews
Profile Image for Fiore Manni.
Author 21 books3,738 followers
June 14, 2026
Allora, premetto che non l’ho ancora letto, ma do comunque 5 stelle sulla fiducia perché, cavolo, Michele Monteleone è proprio sexy.
Profile Image for Vincenzo.
242 reviews12 followers
May 28, 2026
Premetto che seguo gli autori con grande piacere sia su Instagram che su YouTube, e li reputo davvero bravi nel loro lavoro. La premessa di questo romanzo mi aveva catturato fin da subito, così come il fatto che fosse pubblicato da Fazi, una casa editrice che per me è sinonimo di qualità. Purtroppo, però, questo libro mi ha fortemente deluso.
Andando con ordine, ci sono comunque diversi elementi positivi da sottolineare. Lo stile di scrittura è molto buono, piacevole e intrattenente. L'ho trovato ben calibrato tra un linguaggio aulico e solenne e una narrazione scorrevole. Anche la struttura a punti di vista alternati è gestita con precisione. Ho apprezzato molto il world-building, composto da isole ben riconoscibili e distinte, e il sistema magico, dipinto come qualcosa di antico, misterioso e spaventoso. Sul fronte tematico, ho adorato la descrizione della guerra, vista come un processo logorante in cui non ci sono veri vincitori, e l'inserimento di forti critiche sociali, tristemente attuali, veicolate attraverso metafore magiche efficaci come quella delle arpie.
I problemi principali risiedono invece nella gestione strutturale e nei personaggi. Il romanzo pecca di ripetitività: lo schema delle scene (pianificazione militare, battaglia, momento di raccordo [spesso condito da scene di sesso inutili]) si reitera costantemente, risultando alla lunga eccessivamente pesante. Inoltre, la narrazione avrebbe necessitato di un ulteriore lavoro di editing per eliminare l'uso pedante di alcuni aggettivi nella prima parte (come le continue descrizioni del colore della pelle dei protagonisti). Nota dolente anche per l'uso dei salti temporali, specialmente quello iniziale, che taglia il periodo di crescita comune dei quattro amici in seguito al loro primo incontro, in cui la loro amicizia inizia a svilupparsi. Stessa cosa per la scelta di gestire off-screen o tramite riassunti parziali scene madri fondamentali, come l'incontro con le dee o la morte di quel personaggio nel capitolo 40.
Questa frammentazione temporale ha impedito ai personaggi di respirare e al lettore di empatizzare con i loro legami. Ci viene detto che sono una famiglia e che si amano come fratelli, che Galede ama Narses, Andromaca e Stavros come figli, ma non ci viene mai mostrato. La carenza di introspezione, unita a una gestione degli elementi e dei nuclei tematici del destino e della profezia, che tolgono spazio di manovra ai protagonisti, li ha privati di agency, riducendoli a pedine bidimensionali nelle mani degli dei. Questa totale mancanza di controllo sul proprio destino viene anche esplicitata nel dialogo tra Galede e la Madre delle sacerdotesse.
Di conseguenza, i personaggi finiscono per appiattirsi sui loro rispettivi stereotipi: Stavros è il classico gigante gentile; Andromaca è la "strong female character" vecchio stampo alla Vedova Nera dell'MCU; Narses è l'ombra del prescelto, un Patroclo funzionale solo al suo principe. L'unico davvero interessante risulta Aetherios, grazie al conflitto ambiguo legato alla sua ossessione per la profezia, che lascia il dubbio se la sua caduta sia divina o causata dalla sua stessa hybris (ricordando figure tragiche come Achille, Anakin Skywalker, Paul Atreides o la Daenerys della serie TV).
Questo appiattimento si riflette purtroppo anche sulla componente romantica. Sebbene abbia apprezzato la scelta di mettere una coppia queer al centro di un fantasy italiano senza che la trama ruotasse solo intorno al loro orientamento, la relazione tra Aetherios e Narses mi è sembrata una copia sbiadita de “La canzone di Achille”, priva della profondità poetica di Madeline Miller. L'ispirazione storica a Alessandro Magno ed Efestione è evidente, ma si è preferito indulgere in dinamiche stereotipate: un amore proibito che deve nascondersi e una figura femminile inserita come ostacolo odioso e irritante. Avendo a disposizione un intero mondo fantasy, si sarebbe potuto ribaltare il cliché in favore di qualcosa di più originale.
In conclusione, i difetti strutturali e la caratterizzazione dei personaggi pesano molto sulla mia valutazione complessiva, e i pur buoni elementi di world-building non bastano a salvare il romanzo. Peccato, ma continuerò a seguire gli autori sperando in un prossimo libro che mi faccia ricredere.
Profile Image for Carlo Vicenzi.
Author 17 books283 followers
May 29, 2026
Allora, tenetevi forte perché questo libro unisce una base di "Alessandro Magno" a un ripieno epic fantasy e una glassa grimdark. Abbiamo profezie, prescelti, diversi punti di vista, personaggi LGBT (perché fare qualcosa in stile antica Grecia non sarebbe credibile senza), mostri, spettri, battaglie campali, intrighi e altro ancora, in una storia che copre un arco temporale di diversi anni.
Se non siete ancora convinti vi dico pure che in alcuni momenti mi ricorda pure Berserk, che da parte mia è un GROSSO complimento.
Profile Image for Thaltha.
37 reviews4 followers
May 28, 2026
Un libro la cui premessa era davvero promettente, ma che mi ha deluso tantissimo.

Partirò dall’unica cosa positiva, appunto la premessa di base.
Il libro è palesemente ispirato alla storia di Alessandro Magno (Aetherios) e del suo amante e generale Efestione (Narses), arricchendola di elementi fantasy ispirati ai miti greci, come la profezia che grava su Aetherios sin da prima della sua nascita (che oltre ad avere “mito” vibes, è anche uno dei trope più classici del fantasy in generale) e il fatto che Aetherios possieda un'armatura che lo rende invincibile, cosa che ricorda l’immortalità "artificiale" di Achille, donatagli dal bagno nel fiume Stige.
L’idea che gli autori volessero sostanzialmente raccontare un mito è sottolineata anche dagli “intermezzi” tra le varie sezioni del libro: ogni volta che facciamo un salto avanti nel tempo troviamo all’inizio della nuova sezione una o due false citazioni da alcuni libri fittizi in-universe che ricordano molto le pubblicazioni storiografiche e gli “annales” tipici della storia greca e poi romana.

Come ho detto all'inizio, però, la promessa della premessa purtroppo non ha mantenuto assolutamente nulla.
Partiamo dallo stile.
Non so se sia causato dall’avere due autori e non uno, ma il libro ha uno stile estremamente incostante tra l’aulico e l’informale, non solo senza mai decidersi tra l’uno e l’altro ma utilizzando entrambi non con moderazione, ma solo nei loro esempi più estremi.
Mi spiego meglio: le parti auliche sono innaturalmente auliche, si ha la netta sensazione che l’autore (chiunque dei due sia in quella specifica parte) stia scegliendo volutamente dei termini difficili sforzandosi il più possibile. Onestamente in queste parti ho avuto proprio la sensazione che gli autori si stessero sforzando di scrivere il loro libro con il linguaggio più ostico possibile, come se volessero sottolineare che questo è un libro destinato ad un pubblico adulto e non è per ragazzini.

Anche l’altra metà dello stile di questo libro vuole sottolineare che non è per ragazzini, e lo fa andando nella direzione totalmente opposta: in netto contrasto con le parti auliche, l’altra metà dell’anima di questo libro è estremamente scurrile.
Non sono di certo una santa nel modo in cui parlo e diverse delle mie letture hanno diverse parti scurrili e volgari, ma qui ho avuto la sensazione che si stesse davvero esagerando, per sottolineare che appunto questo è un libro per adulti.
Farò un esempio diretto, che avviene nelle prime pagine e non spoilera effettivamente nulla a livello di trama, ma ho deciso di censurarlo lo stesso per chi non vuole sapere proprio nulla del libro.

Non mi avrebbe dato fastidio se questa fosse l’unica occasione naturalmente, ma l’intero libro, soprattutto la prima metà, è ricco di riferimenti sessuali e violenza davvero gratuita, che non serve né a potenziare il worldbuilding né a migliorare la caratterizzazione dei personaggi e si poteva tranquillamente eliminare, ma, come ho detto prima, forse gli autori hanno fatto questa scelta per sottolineare ancora che non si tratta di un libro per ragazzi. In ogni caso, personalmente non è una scelta apprezzata e mi ha dato fastidio durante la lettura.

Riguardo alla scrittura, devo anche segnalare anche tanti casi di classico “told, not shown” che esplicitano alcune caratteristiche dei personaggi o alcuni parallelismi che sono tranquillamente comprensibili da soli, forse un residuo del fatto che la produzione di Manni si concentra prevalentemente su libri per ragazzi e young adult, un pubblico dove questa cosa è più utile e più accettabile, ma come ho detto prima questo libro si impegna molto per farci capire che si tratta di un libro per adulti, e di conseguenza questa tendenza è molto meno accettabile.


Passando ad altro, parliamo invece della trama, perchè purtroppo non si salva neanche lei.
La trama è infatti molto ripetitiva, ma questa è decisamente una pecca minore, perchè riconosco pienamente che questa ripetitività è parzialmente fisiologica, causata dalla struttura stessa della trama: il libro narra della conquista di Aetherios dell’arcipelago di Talassia, quindi è naturale che presenti la stessa formula narrativa man mano che il principe (e poi re) conquista un’isola diversa.
Aetherios inizia la campagna su quest’isola, la campagna prosegue, succede qualcosa di inaspettato e drammatico che fa perdere un pezzetto di umanità ad Aetherios, la campagna finisce e si passa ad un’altra isola. Questa formula viene ripetuta 5-6 volte ed è semplicissima da individuare proprio perchè proposta quasi sempre in sequenza invariata, ma come ho detto prima questo è un problema minore.

Parlando di ripetitività, devo dire che ho trovato però elementi di ripetitività anche in altre parti del libro, ad esempio per quanto riguarda la profezia di Aetherios.
Ci viene ripetuto decine di volte che lui è il prescelto che regnerà su tutta Talassia e che mostra la sua vera personalità solo ai suoi “fratelli”, non c’è bisogno di ripeterlo tante volte quanto viene ripetuto, mi è venuto veramente a noia.

Per quanto riguarda il worlbuilding, è estremamente superficiale: ho letto recensioni che si dichiaravano entusiaste delle differenze culturali tra le varie isole, ma tali differenze mi sono sembrate solo un “pastiche” di diverse culture del mondo reale e di stereotipi fantasy (l’isola con sistema tribale, quella delle amazzoni dove ci sono solo donne, quella neutrale che presta soldi ad entrambe le fazioni…).
Il wolrdbuilding poco approfondito si nota soprattutto in un elemento particolare, censurato perchè semi spoiler.


Il problema principale del libro però sono sicuramente i personaggi, e le relazioni tra essi.
Ognuno di loro è definito da una e una sola caratteristica, come fosse un “tipo” e assolutamente non un personaggio tridimensionale come una persona reale.
Aetherios è l’unico ad avere un’effettiva evoluzione (facilissima però da individuare sin dai primi capitoli), tutti gli altri rimangono ancorati saldamente al loro unico tratto e non cambiano mai, nonostante il libro li segua da quando hanno 14 anni a quando ne hanno circa 31-32.
Tale unico tratto è EVIDENTE sin dal primo incontro di questi personaggi sull’isola di Tanatu: Narses è severo, Andromaca è "forte tosta indipendente pelle come diamante non le fa male niente" e Stavros è il classico personaggio alto e grosso ma dal cuore d’oro. Io detesto avere personaggi piatti nei miei libri, e difatti questa piattezza ha inficiato notevolmente il mio apprezzamento di questo libro (che onestamente se i personaggi fossero decenti sarebbe non solo salvabile, ma proprio carino).
Ogni dinamica "found family", come quella che questo libro si pone, infatti deve avere solide relazioni tra i personaggi, cosa che qui non avviene assolutamente: io ho letto ogni singola parola delle 479 pagine di questo libro e ancora non ho capito perchè gli altri 3 protagonisti decidano di seguire Aetherios. Ci viene detto da loro stessi che hanno deciso di seguirlo quando ha ricevuto una profezia dagli spiriti davanti ai loro occhi, un evento che avviene nelle prime 50 pagine del libro: ho riletto 3 volte il passaggio in cui Aetherios riceve la profezia, ma non ho trovato nessun elemento particolare che portasse a questa decisione, soprattutto perchè i 3 sapevano già prima della profezia dei fantasmi di Tanatu chi fosse Aetherios e che profezia gravasse su di lui. Se non riesco nemmeno a capire perchè i personaggi passano tempo insieme, come posso affezionarmi a loro?

Questo vale ancora di più per la relazione amorosa tra Aetherios e Narses.
Personalmente, ho bisogno che le relazioni amorose nei libri che leggo siano motivate, ma qui non c’è neanche l’ombra di una motivazione che vada oltre la semplice attrazione fisica.
Mi sono particolarmente arrabbiata nei primi capitoli su Tanatu perchè, se già non è chiaro (come ho detto prima) perchè Andromaca e Stavros seguano Aetherios, con Narses questo dubbio si intensifica notevolmente: com’è possibile che nel giro di 10 pagine (letteralmente) Narses passi dall’avere l’ordine di uccidere Aetherios a dichiararsi INNAMORATO di lui???? Capisco che Aetherios gli abbia salvato la vita e che quindi Narses non se la senta di ucciderlo, ma come fa ad innamorarsi istantaneamente di lui? Non lo conosce!!!!

Mi dispiace moltissimo che questo libro non mi sia piaciuto perchè gli autori sembrano veramente delle brave persone, ma questo libro è abbastanza un disastro purtroppo.
Profile Image for Chiara Carotina.
82 reviews22 followers
May 22, 2026
Sapevo che sarebbe finita malissimo? Si. Ci sono rimasta comunque di merda? Ancora si. Ho apprezzato che alla fine il vero protagonista di questo fantasy non sia l'amore, ma il potere. Un potere che logora chi non ce l'ha, che abbaglia, che corrompe, che rende meno umani. Il potere che ha la meglio su ogni cosa, sull'amore, sull'amicizia, sulla famiglia. Il potere di una profezia che mette in pericolo il mondo.
Scrittura buona e narrazione super scorrevole, da metà libro è impossibile metterlo giù.
Profile Image for Akemichan.
771 reviews34 followers
June 12, 2026
La prima cosa che mi ha colpito di questo libro è stata l'ispirazione al mito e alla storia greca. Ed è un'ispirazione molto forte, nelle tematiche, nelle scene, nei personaggi, nella trama stessa. Personalmente è una cosa che amo molto, nei libri e soprattutto nel fantasy. Ero prontissima a farmi trascinare da questa rielaborazione della storia di Alessandro ed Efestione (mie personali favoriti da sempre) e ne ho molto amato l'idea di alternare alcune fasi della storia con degli estratti da finte fonti successive, in quello che è un tentativo divertente e ben riuscito di dire "ehi, questo è quello che è passato ai posteri, questa invece è la verità".
Oltre a quello, mi ha convinto la decisione di provare a ribaltare il trope del "chosen one", con l'intento di vedere davvero fin dove una persona può spingersi perché convinta di essere nel giusto da una profezia e quanto dovremo poi davvero credere alle profezie. Il che, tra l'altro, si innesta molto nella tematica della mitologia greca da cui il libro prende ispirazione.

Purtroppo, le cose positive sono anche causa delle ragioni per cui il libro non è riuscito a catturarmi.
In un tentativo di avvicinarsi il più possibile alle vicende di Alessandro (e quindi parlare di un periodo di tempo lungo) la storia procede a episodi staccati che a mio parere non riescono a creare una storia unitaria complice anche, al mio modo di vedere, la decisione di cosa mostrare e cosa raccontare. Il POV della madre di Aetherios, per me, si poteva evitare (a una certa mi pareva quasi di star leggendo del torture porn, tanta era l'insistenza su un determinato aspetto della vicenda) e ci sono diversi casi in cui succede che un capitolo finisca con cosa A che deve iniziare e il capitolo successivo inizi con cosa A già terminata che viene raccontata a posteriori. Chiaro che può dipendere dalla necessità di avere un libro autoconclusivo, ma forse c'è una ragione per cuispesso i romanzi su Alessandro sono trilogie...
La struttura così, a parti staccate, impedisce uno sviluppo con soluzione di continuità, per cui gli avvenimenti sembrano poter portare a delle conseguenze ma di fatto non lo fanno mai. Di questa cosa ne risentono tantissimo anche i personaggi stessi, che alla fine non solo rimangono abbastanza uguali a se stessi dall'inizio alla fine, ma restano anche caratterizzati da un unico aspetto e ben poco dalle relazioni fra di loro, a cui invece la storia sembra dare importanza senza però mostrarle se non per brevi tratti che non funzionano assieme.
Alla fine del libro, al netto soprattutto di una scelta di trama che non mi aspettavo ma che a mio parere non ha giovato alla storia, di fatto togliendo anche quel poco di sviluppo che c'era stato, e considerando che la parte magica è quasi nulla o comunque non ben spiegata, mi sono davvero chiesta perché una persona dovrebbe leggere questa storia e non, in effetti, un romanzo su Alessandro Magno che a livello di personalità doppia ogni singolo personaggio di questo libro.

E mi è dispiaciuto, perché l'amore totalitario, quasi distruttivo, a me piace da matti.

La mia impressione è che questo libro non riesca a essere adulto quanto vorrebbe. E' come se non esistessero sfumature e ci fosse un bianco/nero assoluto ma in contesti e situazioni dove questa dualità non può esistere e dove in realtà dovremo noi, come lettori, confrontarci con le contraddizioni della natura umana. Il confronto con un altro libro che (in misura diversa) ha tematiche simili che ho letto di recente è impietoso perché si vede proprio la differenza di profondità tra un libro che indaga l'animo umano e la guerra in tutte le sue sfaccettature e un libro che invece ti dice "la guerra è brutta (ma va?) e il re è un cattivone perché ha osato scegliere la strategia rispetto a salvare i suoi amichetti (amichetti che sono soldati e che potrebbero cmq morire da un momento all'altro proprio perché sono in guerra, ma convenientemente sopravvivono finché serve alla narrazione)".
E poi, altra impressione personale, l'ho trovato vecchio. Sia nello stile, ma qui non mi è dispiaciuto perché cmq è uno stile a cui sono familiare, sia nel modo di mettere in scena le cose. I due POV femminili, alla fine della fiera, sono comunque legati unicamente all'amore che provano per i personaggi maschili e la coppia queer è doomed è travagliata ma senza che ci sia un approfondimento nuovo. Sinceramente, il personaggio femminile stronzo che si mette in mezzo ai due pensavo ce lo fossimo lasciati indietro alle shipwar su EFP, e invece... Tutta la lagna di Narses è ridicola e senza senso e pensando alle vere ragioni per cui la relazione tra Alessandro ed Efestione era malvista, si poteva fare molto di meglio.
E quindi, di nuovo, perché leggere questo libro quando si può leggere direttamente di Alessandro Magno?

Ultima cosa che in realtà non c'entra col libro ma mi ha fatto morire: leggevo in un'altra recensione che era un libro consigliato (voglio sperare non da chi ha scritto il libro) perché simile a La Canzone di Achille (e ok, lo capisco, anche se non l'ho letto) e a Captive Prince.
Captive fucking Prince.
Cosa vi fumate esattamente per averli paragonati? E non parlo a livello di qualità, eh, proprio che non hanno una cosa in comune che sia una, tranne la coppia M/M ma allora, raga, vale tutto (cit.).
Profile Image for Michela Fasano.
1 review1 follower
May 16, 2026
Un romanzo sul destino, la guerra, e l'amore. I personaggi sono incredibilmente vivi, fin dalla loro prima comparsa sono profondi e sfaccettati, mai banali. La narrazione è coinvolgente e molto curata: nonostante l'ambientazione e la storia richiedano un tono quasi aulico, gli autori sono stati eccellenti nel trasmettere il sentimento epico senza sovraccaricare la lettura. Ho apprezzato moltissimo il world-building (dalla diversità geopolitica delle isole, alle tradizioni dei vari popoli, al pantheon degli dei, ...), che viene sempre svelato in modo da portare avanti il racconto e accompagnarlo, lasciando comunque un alone di mistero, esattamente come nei migliori miti. Le emozioni sono tante e sono forti: da un capitolo all'altro ci si trova dal sorridere sereni al piangere disperati. La sensazione alla fine del libro è quella di aver ascoltato un'antica leggenda raccontata direttamente dai suoi protagonisti.
Profile Image for Elena Romanin.
134 reviews1 follower
May 16, 2026
Finito adesso, mentre sono in macchina diretta al Salone del libro.
Che dire? Ho cercato di leggerlo più lentamente per non abbandonare questi personaggi ma non ci sono riuscita.
Mi sento vuota ora. É stata un’avventura incredibile. Ho riso, ho pianto e per la prima volta ho avuto la pelle d’oca.
Sono senza parole.
Lo leggerei da capo subito. Penso che lo farò domani.
Profile Image for CarmelaSim.
8 reviews
June 11, 2026
Le vite di Narses è stata una lettura che ho amato profondamente, e che probabilmente diventerà la migliore dell'anno nella mia classifica personale. Ho sofferto e amato allo stesso tempo con i suoi personaggi, mentre la storia si snocciolava attraverso gli sguardi e i pensieri dei tre narratori, Narses, Galede e Andromaca.

Fortemente ispirato alla Grecia micenea, il mondo creato a quattro mani dai due scrittori è secondo me curato alla perfezione, e, nonostante sia un romanzo autoconclusivo, mette tanta voglia di leggere dei prequel o sequel su questo arcipelago pieno di storia, magia e mistero.

Ma la caratteristica più forte del romanzo, che forse non ci si aspetterebbe in un fantasy epico come questo, è che il suo vero cuore pulsante, il leit motiv che muove tutto e tutti, è il legame e l'affetto tra i personaggi. Prima tra tutti la storia tanto sofferta tra Narses e Aetherios. Non mi vergogno di dire che ho pianto quando, dopo il triste matrimonio che ha spezzato il cuore di Narses, hanno finalmente avuto la loro tanto agognata e meritata scena d'amore. Quelle parole scandite da Aetherios quasi come se fossero un editto imperiale, una certezza incrollabile e definitiva, mi hanno mandato in un brodo di giuggiole. E poi il profondo legame tra i quattro "fratelli scelti", l'amore di Galede che li ama come fosse la loro madre, l'evoluzione dell'amore tra Stavros e Andromaca. La storia progredisce insieme alle loro relazioni, ed è così che vediamo come la guerra può cambiare i cuori delle persone, rubare la loro scintilla di umanità e frapporsi anche tra i legami più stretti.

È proprio a questo quesito che ci guida il vaticinio di Aetherios: se fai la guerra spietata per portare la pace, quanto sei diverso dal dittatore che stai combattendo? La complessità della personalità di Aetherios, che compromette se stesso e il suo amore pur di andare incontro al suo destino, che prende scelte difficili e si cala la maschera dell'imperatore legandosela troppo stretta, ci porta nel cuore dei conflitti, tanto umani quanto militari, e alla rottura tra i quattro fratelli.

Nonostante si guardi Aetherios da tre punti di vista esterni, che inevitabilmente dipingono la crudeltà delle sue scelte di guerra e il distacco dal suo lato umano, io le ho comunque percepite come forzature a cui l'ha portato la guerra. Non è lui ad essere davvero cambiato, ma la sua percezione dell'inevitabilità del suo destino, che fossilizza quella maschera da condottiero che pensa di non poter togliere più. La vediamo calare solo, poeticamente, nelle due occasioni in cui viene uccisa la Chimera.

Vorrei infine spendere qualche parola per rispondere ad alcune opinioni che ho letto nelle recensioni qui su Goodreads.

Non trovo affatto che i personaggi al di fuori di Aetherios siano piatti e stereotipati, anzi, ci leggo tanta complessità ed evoluzione.
Stavros non è il gigante buono, ma un personaggio giudicato fin dall'inizio ingenuo e poco profondo, ma di cui arriviamo a comprendere la forza d'animo, la risolutezza, l'intelligenza, e si, anche la gentilezza. La rivelazione che abbia progettato per anni il suo ritorno alla sua terra e la richiesta del Gonbar lo urlano chiaro e tondo.
Narses è un ragazzo traumatizzato dalle tragedie accadute alla sua famiglia, che nonostante questo sceglie la strada meno facile, condannando il padre alla presunta morte pur di onorare ciò che è giusto. Un ragazzo in grado di provare sentimenti forti, compassione, e di guardare oltre l'euforia cieca della battaglia.
Andromaca si presenta come la ragazza più forte della roccia e della spada, ma vediamo in lei conflitti interiori tutti al femminile, le difficoltà di vivere in un mondo tutto al maschile, la necessità di nascondere le proprie forme per poi rivendicarle, il rifiuto dell'amore fin quasi a non viverlo.

Il linguaggio utilizzato, gli aggettivi, le numerose metafore, ho trovato tutto assolutamente perfetto e per niente esagerato o pesantemente aulico. Le (poche) parolacce o espressioni volgari sono prerogativa di personaggi che si distinguono per questo, come i ragazzini insolenti all'inizio del racconto o qualche battuta di Andromaca.

La struttura temporale con i salti di vari anni l'ho trovata ben calibrata, donando persino una parvenza di storicità attraverso le pagine di "citazioni storiche" all'inizio dei diversi anni. Non ho avvertito la mancanza di capitoli dedicati alla loro infanzia e allo sviluppo del loro legame, che ben si delinea e percepisce nella loro età adulta.

In alcune occasioni sì, il racconto pecca di troppo "tell" e non "show", soprattutto nei confronti di come si sentono i personaggi, ma ho amato comunque il poter percepire ogni cambiamento nei loro sguardi, soprattutto in scene emotivamente forti e importanti.

Sarà difficile per me passare a un nuovo libro e a una nuova storia dopo essermi immersa nel mondo di Talassia. Ne esco almeno con la consolazione che, nel mondo degli spiriti, Aetherios e Narses si sono ritrovati, come le due metà che sulla terra sono state separate ma che erano da sempre destinate a stare insieme per l'eternità.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Jacopo Tomatis.
8 reviews13 followers
May 29, 2026
2,5 in realtà.
Scrivo questa recensione soprattutto perché stimo gli autori e credo facciano molto per la divulgazione del fantasy di qualità in Italia. Spero che possa aiutarli per i libri futuri.

Purtroppo sono rimasto deluso.
Il problema di questo libro è che c’è un sacco di gente che corre di qua e di là, ma di fatto fanno molto poco. Gli eventi non sono mai mostrati ma sempre raccontati dopo essere accaduti. Le guerre e le battaglie sono mostrate sempre e solo alla loro fine o al loro inizio. In particolare mi sarebbe tanto piaciuto vedere una scena di combattimento, una soprannaturale (soprattutto questa - d’altronde siamo in un fantasy e tra l’altro è l’evento centrale del romanzo, poiché fornisce l’unico strumento magico ai protagonisti, con tutti suoi effetti positivi e negativi che ne deriverannno) e una battaglia ma accadono fuori scena e sono riferite dai personaggi.
Questo secondo me è l’aspetto più deludente del romanzo, che resta però ben scritto e con un altri elementi interessanti di worldbuilding, anche se un po’ troppo striminzito e derivativo dalla grecità.

Per quanto riguarda i personaggi, sono in gran parte soltanto abbozzati, secondo un generico canovaccio, su cui alla fine si appiattiscono.
Quello che poteva essere il personaggio più interessante, Aetherios, di base un Alessandro Magno, non viene mai davvero approfondito, se non sommariamente attraverso gli occhi degli altri.
Lui è il classico principe destinato a diventrare qualcosa di più grande, ma non si sa quasi nulla di lui e di cosa stia pensando veramente a proposito del suo destino; non si sa come stia reagendo a quello che succede e fa succedere o perché lo faccia. Finisce per essere un manichino piuttosto impersonale, al quale non ci si affeziona molto.
Insomma manca il suo punto di vista.
Tutte le passioni, le pulsioni, i sogni, i pensieri e gli eccessi di benevolenza o follia che sarebbero stati davvero interessanti, restano schiacciati sotto la generica profezia da cui dipende la sua vita e che non permette nessun vero approfondimento. Ci viene detto che è un condottiero nato e tutte le solite cose che si dicono sull’eletto generico, ma non viene quasi mai mostrato nulla di lui, che è la cosa che avrei voluto leggere di più in un romanzo fantasy ispirato ad Alessandro Magno. E così si va verso il disastro inevitabile (e pure un po’ telefonato, se si è letto qualcosa sul condottiero macedone) ma senza alcun tipo di pathos.
La storia reale di Alessandro e le leggende che nacquero su di lui, come quelle contenute nel Romanzo di Alessandro, avrebbero permesso di essere più audaci in un fantasy ispirato a lui.

Infine anche la narrazione che periodicamente salta di molti anni non aiuta, perché i rapporti tra i personaggi evolvono senza che, ancora una volta, ci vengano mostrati ma solo spiegati.

Ciò detto, come sostenevo all’inizio, la scrittura è comunque ottima e spero che questa recensione possa essere utile agli autori per i prossimi libri.
Profile Image for Silvia ❄️.
263 reviews34 followers
May 31, 2026
Amore, fratellanza, fame di potere che logora l’anima, sete di vendetta legittima. Sono solo alcune delle tematiche che contraddistinguono de “Le vite di Narses”, un epic fantasy ispirato alla vita di Alessandro Magno.
Una volta aperta la prima pagina, ho avuto difficoltà a lasciarlo andare, avida di scoprire cosa sarebbe successo in quella successiva.
Seguiamo le vicende di quattro fratelli per scelta: Narses, Andromaca, Stavros ed Aetherios, del quale non avremo mai il punto di vista diretto, ma seguiremo le sue vicende sempre dal punto di vista degli altri e della madre, Galede. Questa particolarità mi ha ricordato molto “Memorie di Adriano” di Marguerite Yourcenar ed è un espediente narrativo che ho apprezzato molto.
Ci troviamo nell’immaginario arcipelago di Talassia, sconvolto dall’avanzata dell’imperatore-tiranno Doukas e i nostri protagonisti si batteranno per anni per riportare la pace e unificare il regno.
Per Ys, basta così, non mi dilungherò oltre! Se amate il fantasy, leggete questo meraviglioso romanzo.
Unico avvertimento: ne uscirete con il cuore a pezzi.
Profile Image for Dario Lupi.
280 reviews8 followers
May 29, 2026
Fiore e Michele non li conosco di persona, ma dai video che pubblicano su YouTube, mi paiono delle persone amabili, con cui scambierei volentieri due chiacchiere pacate su letteratura ed altro. Due persone che, in un universo parallelo, potrei essere molto contento di avere come amici.
Insomma, in parole povere, mi stanno simpatici.
(e quindi spero che non leggano questo mio commento o, se lo fanno, almeno lo prendano sul ridere)

Tuttavia non posso dire lo stesso dei personaggi di questo loro romanzo.
Ho sentito una profonda insofferenza nei confronti dei quattro protagonisti dalla prima all'ultima pagina. Anzi, facciamo cinque. Mi è capitato addirittura di mandarli a quel paese a voce alta, mentre leggevo seduto in un caffè.
Per fortuna dove vivo nessuno capisce l'italiano (a parte quando lo capiscono e questo crea situazioni molto surreali, ma sto divagando).
Oh, non sono solito parlare ai personaggi dei libri. Ma puttana galera, questi quattro "eletti" li avrei presi a pugni sui denti in molteplici occasioni.

Potrebbe essere il mio distacco dalle nuove generazioni. Magari lettori con una ventina di anni meno di me, si riescono ad immedesimare o almeno riescono a farseli piacere. Ma per me no, grazie! Che restino pure dove sono (sui loro piedistalli dorati, ovviamente). Come cavalli coi paraocchi, vedono solo quello che vogliono vedere e sentono solo quello che credono di sentire.
Tutti un po' insipidi, stereotipi privi di quella scintilla di vita in grado di farmeli percepire come persone vere. E poi tutto quel piangersi addosso!
Non voglio nemmeno ripensare alle dinamiche sentimentali. Che sia cetriolo o patatina, sembra che ce l'hanno solo loro!

Mi fermo qui. Di lettori di fantasy ce ne sono di tutti i tipi ed io evidentemente appartengo al sottoinsieme di quelli che "i personaggi uber alles", quindi se proprio non mi vanno giù, il mio apprezzamento dell'opera risulta irrimediabilmente compromesso. Mi è capitato con altri libri e mi capiterà ancora.

Quindi parrebbe che le vite del povero Narses siano fortunatamente limitate, ma dopotutto, morto un papa se ne fa un altro, no?
Profile Image for Miriam.
7 reviews3 followers
June 5, 2026
Fiore Manni e Michele Monteleone portano un libro, duro, crudo e senza peli sulla lingua sulla guerra e sulle sue conseguenze...per usare una citazione "soffrirete, ma ne sarete felici"
Profile Image for eliseinwanderbook.
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June 13, 2026
Ehhh... no.
Mi dispiace, ma proprio no.
Sono profondamente delusa perché avevo aspettative altissime su questo libro, mi aveva ispirata la trama, la copertina, e ho sempre seguito Fiore e Michele per cui ho voluto considerare una garanzia il fatto che lo avessero scritto loro, insieme.
Solo che ci sono tanti, troppi problemi.

1) I personaggi: Aetherios è insopportabile. Ha quell'arroganza che mi ha ricordato un po' Achille ma zero del suo carisma. Narses è un sottone con la personalità di una pianta, che all'inizio decide di abbandonare suo padre a morire (e poi non se ne ricorda mai più) solo perché ha incontrato un ragazzo manzo, e che odia Chara solo perché è geloso quando questa poveretta è stata piazzata lì senza manco chiederle un parere. Andromaca e Stavros per la prima metà del libro sono solo una distrazione inutile dai protagonisti, mentre dopo diventano gli unici due personaggi assennati e quindi giustamente finiscono malissimo. Galede bho, avrebbe il potenziale per essere interessante invece risulta una lagna per i 3/4 del tempo.
2) Ora, io non sarò una grande scrittrice esperta, ma non c'era quella regoletta dello show don't tell da tenere sempre in considerazione? Qui invece si dice tutto e non si mostra niente. Non c'è pathos, non ci sono emozioni, leggo che un personaggio è disperato ma quello che dice e quello che fa non riflettono questo sentimento. È tutto piatto, incolore. Persino la morte di Aetherios. L'unico momento in cui ho percepito emozioni è stata la morte di Stavros, ed è il motivo per cui do tre stelle e non due.
3) L'espediente iniziale non ha senso — per lo meno, non ne ha se me lo descrivi cosi. I 4 diventano fratelli per opera dello spirito santo (literally), ci viene detto che si amano ma non si sa perché, non ce lo mostrano mai e in verità quelle poche interazioni che hanno tutti insieme sono per lo più litigi. Idem il fatto che Galede li consideri figli, succede così, senza spiegazione.
4) La trama è una continua ripetizione di battaglia-litigio-risoluzione. Almeno le descrizioni delle battaglie sono carine.
5) La storia d'amore è scialba, noiosa, non mi ha coinvolta nemmeno per un attimo (ed è molto strano perché aveva tutti gli elementi per essere il mio cup of tea).
6) Ci sono dei personaggi secondari che vengono inseriti per tipo due pagine al solo scopo di ammazzarli la pagina dopo. Perché? Perché uccidere i personaggi è di moda da Game of Thrones?

E niente, mi spiace, le mie aspettative erano davvero molto, molto più alte.

Edit. Ho letto i capitoli perduti con il pov di Stavros e... SCUSATE MA È MOLTO MEGLIO DEL RESTO DEL LIBRO? Fosse stato tutto così gli avrei dato 5 stelle a mani basse, che occasione sprecata.
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Profile Image for giada ♡.
1 review
June 10, 2026
Meraviglioso, struggente, completo: dal world building ai personaggi, dal linguaggio usato alla bilanciata gestione di ben quattro pov diversi, ogni elemento è curato nei minimi dettagli. Bastano poche pagine e subito si viene rapiti da un mondo dove guerra ( in tutta la sua brutalità ), magia ( mai scontata ) e amore ( in qualsiasi sua forma ) si intrecciano plasmando la vita dei protagonisti. Il romanzo scorre in maniera più che piacevole ㅡ ogni parola risulta al lettore soppesata e scelta con criterio, riuscendo a far funzionare un progetto ambizioso e di cui, da lettrice italiana, non posso fare a meno di sentirmi orgogliosa. Bravi Michele e Fiore!

( il piantino è garantito )
Profile Image for Pierre.
295 reviews7 followers
June 11, 2026
Le vite di Narses è un libro su cui mi è difficile esprimere un parere.

Il principe Aetherios, che una profezia ha eletto come salvatore dell'arcipelago di Talassia dalle grinfie dell'aspirante imperatore Doukas, riesce a portare dalla sua parte tre giovani, che diventano suoi compagni di vita, e con loro affronta il mondo degli adulti malvagi, misogini e conquistatori (suo padre Kyriakos e lo stesso Doukas). In questa prima parte del libro (quasi un terzo), vediamo svilupparsi in un modo onestamente molto affrettato il rapporto di amore (a volte fraterno e a volte di tipo diverso) tra Aetherios e i tre compagni, in particolare Narses. Diciamo che fin qui la vicenda mi stava annoiando.

Poi, il libro cambia tono e inizia una vicenda dal sapore tragico quando Aetherios è costretto a scegliere la guerra sopra la pace e insegue il suo destino a discapito della sua umanità.
Il narratore sceglie il punto di vista dei personaggi che circondano Aetherios (i suoi compagni Narses e Andromaca e sua madre Galede), mai il suo. Lo vediamo dall'esterno e non sappiamo quali tormenti soffra nel prendere le sue decisioni. Esclusi i pochi capitoli in cui decide di mostrare le sue fragilità a Narses, Aetherios resta enigmatico, imperscrutabile, ambiguamente carismatico, come i grandi uomini della storia sono sempre (è evidente la somiglianza con Alessandro di Macedonia). A contribuire a creare aura intorno a lui è la scelta di lasciare fuori campo gli eventi più eroici che lo vedono protagonista.

Il world building è affascinante, ma appena abbozzato: sin dai nomi, è evidente che Talassia prenda ispirazione dall'Egeo greco, con le dovute differenze. Ogni isola, inoltre, ha costumi abbastanza stereotipici (l'isola con una società tribale, l'isola neutrale che supporta economicamente i contendenti, l'isola con una società matriarcale...).

In sintesi, il libro associa spunti affascinanti con altri fin troppo triti. Mi sento di consigliarlo nonostante i difetti.
Profile Image for F..
Author 5 books31 followers
May 25, 2026
Qualcuno ha detto Alessandro Magno ed Efestione? No perché già dai primi capitoli si evince l’ispirazione a questa coppia leggendaria, che può essere paragonata solo ad Achille e Patroclo per quanto mi riguarda. Quando ho cominciato non sapevo assolutamente nulla di questo romanzo, eppure ho subito captato l’occhiolino strizzato ad Alessandro con il personaggio di Aetherios, principe destinato a diventare imperatore e a unire i regni sotto un’unica corona.

“Le vite di Narses” è un epic fantasy che tiene incollati dalla prima fino all’ultima pagina. Il mix tra storia e fantasia fa sentire come se stessimo davvero leggendo i resoconti di una storia veramente accaduta. Il wordlbuilding è spettacolare, la narrazione è accattivante e le descrizioni evocative. Per chi è un po’ intimorito dalla guerra e dalle battaglie, vi dico che gli scontri sono sì presenti ma non eccessivamente lunghi, e sono descrittivi quel che basta. Gli orrori del conflitto sono bilanciati anche con le relazioni interpersonali dei protagonisti; l’amicizia e l’amore che sbocciano sono tanto importanti per la trama quanto il resto.

Tutti i protagonisti sono perfettamente imperfetti e ben caratterizzati, l’uso del multi pov ci fa avere una visione a 360 gradi della situazione politica e sociale nei regni, e l’aspetto fantasy si integra benissimo con la società descritta.

Il mio personaggio preferito è decisamente Andromaca, comunque.
Profile Image for Matilde .
86 reviews2 followers
May 24, 2026
Bellissimo.

(Arriva la recensione appena mi riprendo psicologicamente)
Profile Image for Minaro.
241 reviews6 followers
June 16, 2026
2.5⭐

"«Potrei riconoscere il rumore dei tuoi passi tra quelli di mille soldati in corsa... Il profumo della tua pelle, il suono della tua voce... Non sai quanto tutto di te mi sia caro.»"


Aetherios è un Alessandro Magno che non ci ha creduto abbastanza 😆

Scherzi a parte, è fortemente ispirato ad Alessandro Magno ed Efestione (non ho capito perché non fare direttamente un retelling 🤔), ma molto, molto meno intenso.

Detto ciò ho due pensieri contrapposti riguardo questa storia, anche se questi negativi sono di più, perché da un lato ho trovato Aetherios un personaggio insignificante, l'emblema del detto: "conta più l'apparenza che la sostanza". poiché, a causa di una profezia che parla di lui, pensa di poter fare tutto ciò che vuole, compreso sacrificare persone che ama, per una causa a cui nemmeno lui stesso crede veramente, ma va avanti solo perché sa di dover rispettare le aspettative e perché, essendo il "prescelto", nulla può andare storto..



Oltre i personaggi principali, gli altri sono totalmente inesistenti, non si sente un minimo di adorazione nei suoi confronti da parte di quello che dovrebbe essere il suo popolo, ma nemmeno dell'esercito con cui combatte fianco a fianco, soltanto dei suoi amici e solo fino ad un certo punto. Quest'ultima cosa è quella che mi è dispiaciuta di più perché il found family che si viene a creare fra loro (Aetherios, Narses, Andromaca e Stavros), era l'unico punto forte di questa storia (anche se con riserva che approfondirò sotto), secondo il mio parere ovviamente.
L'unico personaggio che rimane con i piedi per terra e si rende conto di star seguendo soltanto "una Chimera" (detto super adatto per questo libro 😆), è Andromaca.
Narses è totalmente accecato dai suoi sentimenti per Aetherios e dal suo senso di lealtà che non gli permette di guardare le cose lucidamente, assecondandolo e giustificando il suo comportamento anche quando è ingiustificabile nonché inutile, visto poi come va a finire dopo una certa scelta sbagliatissima.
Stavros, invece, mi è piaciuto tantissimo come personaggio: super coraggioso, leale, forse troppo..
La relazione tra Narses e Aetherios non mi è piaciuta, già perché si innamorano in un istante, ma sinceramente me l'aspettavo decisamente più intensa e invece niente. Senza contare le scene di gelosia tra Narses e un altro personaggio messe a caso, giusto per creare un po' di tensione.

Dall'altro lato Aetherios mi ha anche fatto tenerezza perché lui stesso si rende conto di non essere considerato una persona, ma solo come il "prescelto" di cui parla la profezia che "farà delle grandi cose".. quindi capisco anche il suo dover per forza "assolvere" ai compiti che tutti si aspettano e, ripeto, non perché è davvero quello che vuole. Ma il problema è proprio questo però, sembra più di vivere il sogno di un bambino che gioca a fare l'eroe (ovviata dal linguaggio scurrile di cui parlerò sotto) per poi rendersi conto di essere un semplice essere umano..



La storia ad un certo punto diventa ripetitiva, però questo è normale perché si parla di guerre e conquiste, ma ci sarebbe stata una scena in particolare che sarebbe stato interessante approfondire e che non avrebbe neanche preso così tanto spazio da non poter tagliarne qualcuna di quelle ripetute più volte..



Quindi, in definitiva, di quello che doveva essere il suo "obiettivo" alla fine non ha concluso niente, ne sono rimasta molto delusa perché, se doveva finire in questo modo, tanto valeva risolverla subito tra Narses e un certo personaggio (che è poi anche il motivo del loro incontro) 😅

Tra l'altro essendo una storia simil-mitologia greca, mi aspettavo un linguaggio adatto, che per metà lo è stato pure, ma poi ci sono certi scivoloni molto volgari che hanno rovinato tutto il resto soprattutto perché non erano assolutamente necessari se non per rendere più "maturi" i personaggi che altrimenti sembrano appena usciti dall'asilo, come dicevo sopra, che seguono ciecamente il bambino più estroverso e solare con le spade giocattolo in mano. Questo per dire che anche la motivazione per cui Narses, Andromaca e Stavros seguono Aetherios, che fondamentalmente è un estraneo, per una profezia di cui loro erano già a conoscenza, invece sembrano cadere dalle nuvole, per poi seguirlo un po' come per dire "lo seguo così passerò alla storia anch'io" 😆​ però, come dicevo sopra, alla fine tolta questa cosa dell'avvicinamento il found family mi è piaciuto, peccato sia durato poco.

Mi sono commossa soltanto per una scena che chi lo ha letto sicuramente ha capito quale. Ed è stata poi questa a farmi riflettere su che cosa stava combinando il prescelto... Ovvero solo danni.

Mi dispiace molto perché avevo davvero grandissime aspettative per questo libro. Peccato.

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Profile Image for Alessandro Della Pietà .
166 reviews
June 15, 2026
Brutto brutto non é però c'era veramente bisogno di più spazio, una storia del genre non può stare in un singolo libro proprio le scene stavano strette. Mi dispiace non mi sia piaciuto perché comunque é ben scritto e lo stile mi é piaciuto molto, anche i personaggi mi sono piaciuti seppur molto stereotipati e che non crescono nella storia. C'era bisogno di più spazio anche nella descrizione delle relazioni, si creano e cambiano troppo velocemnte. e poi ci somo troppe scene ripetute che si potevano veramente evitare o comunque riscrivere in un altro modo, soprattutto nei combattimenti. Ho trovato la prima parte nettamente più interessante della prima. Il finale non è stato male però sinceramente ormai ero annoiato e non me lo sono goduto, però comunque lo riconosco come buon finale.

Giá dall'inizio le cose non mi hanno convinto. Narses é inviato in una corsa per uccidere Aetherios ma dopo che gli salva la vita decide che non vuole più ucciderlo, da questo a dichiararsi innamorato di lui passano tre righe e 3 minuti di tenpo narrativo, un pò troppo veloce questo amore così come l'amicizia fraterna tra i 4 personaggi. Stringono subito un'amicizia bellissima in realtá e anche ben desctitta e molto spesso molto intima e emozionante ma proprio il fulcro di questa amicizia non ha senso. ce come é capitato? Vengono accetatti a palazzo e trattati come fratelli di Aetherios con la scusa che sono ambasviatori, bo mi sembra un pò strano che degli ambasciatori vivano con il futuro imperatore di Talassia. Poi Aetherios si sposa con una donna, Chara, e Narses si piange addosso tutto il tempo, vabbe mentre lo leggevo mi è piaciuta questa scena così romantica e cute ma dopo averne lette 150, in cui Narses si lagna e Aetherios per consolarlo lo scopa mi sono un pò stancato. Sinceramente la loro rrlazione non mi è proprio piaciuta, senza chimica e senza scintilla, puramente fisica e mai romantica. Mossa solo dalla gelosia e dal sesso. Molto meglio quella tra Stravsos e Andromeda, che si sviluppa pian piano, donandoci numerose scene di intensa complicità e flirt che mi sono molto piaciute, perché mi hanno dato modo di vedere il loro rapporto crearsi ed evolversi. Peccato che anche la loro a lungo andare diventi sdolcinata e ripetitiva, troppe scene di amore puro e smieloso non ce la facevo più.
Il padre di Aetherios picchia la moglie Galede e Narses molto legato alla donna lo uccide in una lotta che lo lascia ceco. Aetherios diventa re e riceve una armatura che lo renderà invincibile. Queste scelte narrative mi sono piaciute e la scena in cui il re muore era ricca di pathos e azione. Galede torna a fare la suora. Da questo momento inizierà il piano di riconquista di tutta Talassia. Qua ho iniziato veramente ad annoiarmi, le scene sono tutte uguali e non si capisce dove ci troviamo, in che direzione stiamo andando , contro chi stiamo combattendo e perché. Comunque Stravsos muore, Andromaca di dispera, molto bella questa scena. Aetherios viene avvelenato e muore tta le braccia di Narses mentre Chara si lagna. Vabbe questa scena non mi ha fatto ne caldo ne frrddo visto che è uguale a quella in cui é morto il padre di Aetherios. alla fine non ho ben capito chi ha succeduto Aetherios e ne cosa é effettivamente successo, ho capito solo che Narses va a uccidere Doukas e che Andromaca fa un figlio con Stravsos che era morto e lo partoeisce sul isola di Kalos e alla fine gareggerá alla stessa corsa dell'inizio.
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74 reviews1 follower
June 3, 2026
Le vite di Narses è un fantasy epico che unisce guerra, politica, amicizia e amore in una storia dal sapore classico ma capace di trovare una propria identità grazie ai personaggi e alle loro relazioni.
Fin dalle prime pagine si percepisce l'ambizione del progetto: un arcipelago frammentato, una profezia destinata a cambiare il corso della storia, regni in conflitto e giovani protagonisti chiamati a confrontarsi con un destino più grande di loro. L'ambientazione richiama le grandi epopee mediterranee e offre uno scenario affascinante in cui intrighi politici, strategie militari e credenze religiose si intrecciano continuamente.
Il cuore della storia, però, non è la guerra, ma il rapporto tra Narses e Aetherios.
Narses è un protagonista che cresce molto nel corso del romanzo. Costretto a vivere al servizio dell'uomo che ha distrutto la sua famiglia, porta con sé rabbia, dolore e un profondo senso di smarrimento. Aetherios, invece, è il classico personaggio destinato alla grandezza: carismatico, brillante, ambizioso e capace di attrarre persone provenienti da ogni parte di Talassia. Tuttavia, ciò che rende interessante il loro rapporto è proprio l'equilibrio tra devozione e conflitto. Narses vede in lui un salvatore, un principe e, con il tempo, qualcosa di ancora più importante. Ma l'ombra del potere e della profezia rende ogni scelta più complessa.
Ho apprezzato molto anche Andromaca e Stavros, che contribuiscono a creare un gruppo di amici credibile e affiatato. Le loro dinamiche alleggeriscono i momenti più duri e rendono ancora più evidente il tema centrale del romanzo: la famiglia che scegliamo lungo il cammino.
La componente romantica è presente ma non domina la narrazione. Cresce lentamente, intrecciandosi alle responsabilità politiche e militari dei protagonisti. È un amore che nasce dalla fiducia, dall'ammirazione reciproca e dalla condivisione delle difficoltà, e proprio per questo risulta autentico e coinvolgente.
Se devo trovare un limite, in alcuni passaggi il ritmo risulta un po' discontinuo. Alcune parti dedicate alla costruzione politica del mondo sono molto interessanti, mentre altre avrebbero potuto essere approfondite ulteriormente per aumentare il peso emotivo di determinati eventi. Inoltre, alcuni sviluppi arrivano piuttosto rapidamente rispetto alla preparazione precedente.
Nonostante questo, Le vite di Narses è una lettura coinvolgente, ricca di avventura e sentimento, che riesce a raccontare con efficacia il passaggio dall'adolescenza all'età adulta, il peso delle aspettative e il prezzo che spesso accompagna il potere.
Un fantasy che parla di destino, lealtà e sacrificio, ma soprattutto di persone che cercano il proprio posto in un mondo in continua trasformazione.
96 reviews2 followers
May 30, 2026
Mmmm avevo un sacco di aspettative e se alcune sono state mantenute altre sono andate proprio alla deriva.
Lo stile di scrittura è lineare e scorrevole ma non l’ho trovato abbastanza pertinente al tipo d’epoca in cui è ambientata la storia. Ho storto il naso più volte quando nei dialoghi veniva usato cazzo.

Il word building l’ho trovato una chicca, mi è piaciuto moltissimo perché adoro i fantasy che non seguono lo stile medievaleggiante impostato. Poi per l’estate è perfetto.

Però ho fatto davvero molta fatica con i personaggi, che mi sono sembrati bidimensionali e stereotipati. Il fatto è che se mi domando cosa so di Narses, la risposta sarebbe: so che amava aetherios e che era sempre al suo fianco.
Così come tutti gli altri.

Un’altra pecca è la relaziona che si istaura tra di loro( e nel gruppo in generale), poco motivate a mio parere. Il destino può essere la casuale della loro amicizia e del loro amore ma non è approfondito e ciò mi ha impedito di empatizzare con loro e affezzionarmici.

La morte di Aetherios mi ha un pochino delusa, tanto amato dagli dei e poi muore avvelenato. Per me non ci sta.
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Profile Image for Gealach.
208 reviews21 followers
May 31, 2026
"Credi in me, Narses?"

Le Vite di Narses è un'inevitabile tragedia che si compie sotto gli occhi atterriti del lettore, evocata sin dai primi capitoli. In un arcipelago di isole-stato conquistate da un dittatore, non si sfugge al destino e al volere degli dei, nemmeno con l'amore o la fratellanza. Aetherios, principe promesso, è un protagonista sfuggente, di cui mai conosceremo i pensieri, visto solo attraverso gli occhi dei personaggi narranti. Figlio, amico e amante, liberatore o novello tiranno; ispirato ad Alessandro il Grande, come lui compirà gesta grandi e terribili. Come Narses ne siamo affascinati, fino a giungere al punto di non ritorno.

La storia si dipana per quasi vent'anni, con salti temporali che mostrano personaggi sempre più cambiati. Questo talvolta non permette di apprezzarne pienamente l'evoluzione, ma si rimane comunque catturati dal lento precipitare degli eventi, dall'amore terribile e bellissimo, dalla crudeltà di un destino già scritto, in un affresco politico improntato sulla legge del più forte e sulla necessità. Colpiscono i capitoli dedicati a Galede, madre di Aetherios, lei stessa pedina di un gioco più grande, sposa di un tiranno; personaggio più adulto, maturo e sfaccettato del quartetto di protagonisti ancora molto giovani nella parte iniziale. Andromaca, altro personaggio femminile portatore di punto di vista, è quella che cresce di più, meno intrappolata di altri, ma sempre legata a doppio filo.

Cuore del racconto è Narses, amato braccio destro, metà del principe; il legame tra loro è indissolubile ed eterno, quasi ciclico. La componente fantastica e divina è ben inserita, pur se morente in un mondo che da sempre meno credito all'arcano. Crudele e potente, questo romanzo non lascia scampo.

✨ 4.5 stelle
Profile Image for __accio_firebolt__.
44 reviews1 follower
May 29, 2026
Semplicemente fantastico ho pianto tantissimo e ho finito per odiare tutti. Sapevo che sarebbe finita malissimo? Si. Ci sono comunque rimasta di merda? CERTO. Impossibile da mettere giù, ancor più impossibile non piangere dal capitolo 39

*Dal mio profilo Instagram @__accio_firebolt__ *

Che dire. Lui, divorato in quattro giorni, lui
imperatore supremo della TBR, lui che si è imposto come Doukas, il despota usurpatore di questo romanzo. Fiore e Michele hanno davvero detto la verità alle presentazioni a cui ho assistito perché letteralmente NON CI SONO VINCITORI, solo cuori spezzati, e tanto tanto dolore. Ma non lasciatevi scoraggiare perché questo fantasy, ispirato alla Grecia nell'età del bronzo e alla leggenda di Alessandro Magno non è per i cuori deboli.
Tutto è ciclico anche le cose che non hanno senso all'inizio (davvero molto poche)
ritornano come il karma. Il punto di forza, oltre alla scrittura e alle descrizioni davvero realistiche sono stati i personaggi. Ho percepito con Andromaca, Stavros, Narses e Aetherios lo stesso rapporto che ho con mio fratello: amore e odio. Mi sono incazzata così tante volte, soprattutto con Andromaca che porella aveva sempre ragione e con Aetherios.
Aetherios, la Giovane Chimera, il Principe di Corezia, predestinato a diventare Imperatore di tutta Talassia (l'arcipelago in cui è ambientato il romanzo) lentamente ha finito per trasformarsi in un tiranno arrogante e ad assomigliare sempre di più a Doukas senza rendersene conto, trascinando il povero Narses, l'uomo che amava, la sua anima gemella con sé nella distruzione. Neanche il loro amore, l'amore di tutti quanti i personaggi, li ha salvati rendendo questo un libro per cui ho pianto FIUMI di lacrime. Ve lo consiglio davvero tanto, grazie Fiore e Michele per averlo donato a noi <3
Profile Image for Verdiana Nobile.
9 reviews1 follower
May 21, 2026
Premesso che, a mio avviso, i Manleone siano tra gli autori più interessanti del panorama odierno italiano, devo dire che con questo romanzo non sono andata del tutto a colpo sicuro perché l'epic fantasy, come genere, è un po' fuori dalla mia comfort zone.
Sono davvero felice di aver tentato comunque perché mi sono regalata una delle letture migliori di quest'anno, senza alcun dubbio.
La geografia e la politica di Talassia sono vive, realistiche, amaramente attuali, e gli elementi fantastici si mescolano alle dinamiche di guerra e colonialismo in maniera fluida.
La narrazione multi-POV (tre, per l'esattezza) alternata agli estratti di testi di Storia di Talassia permette di fare esperienza delle vicende attraverso voci diverse che riescono a rendere magistralmente la complessità dei personaggi e delle dinamiche tra loro.
La violenza, la crudeltà e la carnalità non sono mai fini a se stesse ma sempre oneste e necessarie agli eventi, anche quando fa male, anche quando è ingiusto, proprio come nella realtà.
Ho sofferto, ho pianto, ho commentato ad alta voce e mi sono arrabbiata, senza accorgermi di aver divorato più di 400 pagine in tre giorni scarsi, incapace di staccarmi dagli intrecci politici e relazionali de Le Vite di Narses.
Questo libro non ha nulla da invidiare ai titoli che hanno fatto la storia del genere e avrebbe tutte le carte in regola per diventare una serie TV HBO, per quanto mi riguarda.
Nota di rilievo per la meravigliosa illustrazione in copertina realizzata dall'autrice, così come la mappa interna.
Fazi ha scommesso su un prodotto valido e lo ha saputo far emergere come merita.
Profile Image for Giorgia.
24 reviews3 followers
June 2, 2026
Finalmente un fantasy italiano originale e ben scritto che rende giustizia alla nostra lingua, non utilizza vocaboli elementari ed ha dialoghi ben costruiti.
La storia l’ho trovata meravigliosa ed avvincente, ho particolarmente amato il richiamo ad Alessandro Magno ed Efestione e la tecnica narrativa in cui i personaggi “secondari” ci fanno conoscere il protagonista Aetherios attraverso i loro pov.
È una storia che una volta finita lascia un vuoto e avresti voluto saperne ancora di più dei personaggi. Resti a fissare il nulla e nella mente è come se si creasse un flusso continuo e ininterrotto di domande, come se i personaggi fossero reali anche al di fuori delle pagine e il solo pensiero di chiudere il libro dopo l’ultima pagina, senza le risposte alle domande sorte, ti strozzasse.
Capisco che un libro mi è piaciuto quando riesco ad entrare in empatia con i personaggi e sento la sensazione di aver assorbito il racconto, e in questo è successo.
Probabilmente penserò per giorni alle vicende lette.

Ringrazio gli autori per aver dato vita a dei personaggi e ad una storia tanto suggestiva, purtroppo straziante, e mi sento di aggiungere anche catartica.
Profile Image for Veronica.
133 reviews90 followers
June 4, 2026
Era da anni che sentivo la mancanza di una lettura fantasy come questa.
Le vite di Narses è un epic fantasy ambientato in un arcipelago in guerra che richiama la Grecia di Alessandro Magno, ma ridurlo a questo sarebbe ingiusto. Perché il vero cuore del romanzo non è la guerra, né la magia, né le lotte per il potere, ma l’essere umano.
Fiore Manni e Michele Monteleone utilizzano l’elemento mitico e fantastico per parlare di temi profondamente reali e contemporanei: il desiderio di dominio, il prezzo della guerra, le conseguenze delle ambizioni che divorano chi le coltiva e chi ha la sfortuna di trovarsi sulla loro strada.
Ho amato in particolare il modo in cui vengono raccontate le relazioni. Qui non sono una semplice parentesi romantica o un elemento estetico da aggiungere alla trama. Sono complesse, imperfette, capaci di generare domande scomode. Si parla di legami che diventano tossici senza che ce ne accorgiamo, delle illusioni dell’amore giovanile, quando si è innamorati più dell’idea dell’amore che della persona reale, e della tragedia di trovare finalmente qualcosa di sano, adulto e reciproco per poi rischiare di perderlo perché il mondo può essere un luogo terribilmente crudele quando finisce nelle mani sbagliate.
Il rapporto tra Narses e Aetherios, che richiama per certi versi quello tra Alessandro Magno ed Efestione, è uno degli aspetti che più mi hanno coinvolta.
Non è stata una lettura facile. Più di una volta l’ho affrontata con il magone. Eppure credo che sia proprio questo il motivo per cui la ricorderò.
Perché il fantasy non serve soltanto a portarci altrove. A volte serve a riportarci qui, nel nostro mondo, con uno sguardo diverso. A ricordarci che la sete di potere, la guerra, l’amore, la perdita e la speranza non appartengono solo agli eroi delle leggende. Appartengono anche a noi. E che forse le grandi storie epiche continuano ad affascinarci perché ci insegnano qualcosa di prezioso: trovare il coraggio di affrontare le nostre battaglie, anche quando non impugniamo una spada.
Profile Image for Annalisa.
10 reviews2 followers
June 3, 2026
Una storia di guerra e di umanità. La scrittura di Fiore e Michele fa venire i brividi nella sua fredda purezza e non commuoversi è stato davvero impossibile.
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