Alice Grande pensava di aver finalmente voltato pagina. Dopo un anno in Italia e un addio che le ha lasciato il cuore a metà, è volata a Los Angeles per inseguire un frequentare una delle università più prestigiose degli Stati Uniti e studiare Medicina. Ora, circondata da nuovi e vecchi amici e dall'energia travolgente della California, Alice ha fatto una promessa a sé niente distrazioni, niente amore, solo studio e nuovi inizi. Ma il passato ha un modo tutto suo di ripresentarsi quando meno te lo aspetti. Proprio mentre comincia a trovare il suo equilibrio, un volto familiare appare nel Dylan Moore. Non è più il quarterback della porta accanto, ma un ragazzo più maturo, segnato da scelte sbagliate e da una determinazione feroce. Come per uno scherzo del destino, Dylan si trova a Los Angeles ed è più intenzionato che mai a riconquistarla. Alice si ritrova nuovamente sospesa tra la paura di soffrire ancora e l'irresistibile attrazione verso l'unico ragazzo che sia mai riuscito a farla davvero innamorare. Dovrà così decidere se proteggere quel che resta del suo cuore in pezzi oppure rischiare tutto per una seconda, incredibile occasione. Dalla penna inconfondibile di Alessia Merola, il capitolo finale della saga di un viaggio attraverso le ferite del cuore e la forza di un amore che non si è mai davvero arreso. Oltre gli errori, oltre le differenze, oltre un oceano.
un netto peggioramento rispetto al primo volume su tutti i fronti, a cominciare dalla qualità della scrittura, che sin dagli esordi era - a voler essere clementi - estremamente traballante. così come un timbro piacevole non è sufficiente per avviare una carriera nell'industria musicale, non basta un italiano formalmente corretto per diventare uno scrittore. la regola d'oro della scrittura, d'altronde, è scrivere ciò che si conosce, cercando di instillare anche nel più banale e incerto dei testi qualcosa di genuino, di vero, di onesto. per questo motivo avevo in qualche modo apprezzato la lettura del primo volume, che aveva degli sporadici barlumi di qualità, qualche rara immagine capace di colpirmi. questo libro, invece, è un'inutile, lunghissima marchetta, praticamente sin dalla prima pagina, al punto che sorge spontaneo chiedersi se ci fosse davvero una storia da raccontare o solo la controprestazione di un accordo commerciale. il primo libro era superficiale e troppo veloce, ma qui se possibile è ancora peggio. la storia non è fluida, è un collage, una collezione di eventi mai approfonditi, scandagliati, sviscerati, articolata in repentini passaggi da un punto A a un punto B cuciti insieme di fretta e furia, senza preoccuparsi di costruirvi una narrazione intorno o di approfondire come gli eventi incidano sui personaggi. qui è tutto raccontato (male) e non mostrato: non basta un salto temporale di due anni per convincermi che un personaggio sia maturato, non mi interessano righe e righe di retorica sull'amore e il destino e la necessità della sofferenza se poi i personaggi restano delle macchiette bidimensionali. non serve a niente inserire di sfuggita vaghi riferimenti ad argomenti delicati e tematiche complesse (i disturbi alimentari, la sessualità, il rapporto complesso con i genitori, a difficoltà nell'accettarsi): non riescono a dare complessità ai personaggi, sono menzionati solo per il word count, toccati di sguincio e poi immediatamente risolti, come se non ci fossero mai stati. nessun personaggio ha una mera evoluzione; sono incoerenti, cambiano idea all'improvviso quando lo decide l'autrice. capisco sia difficile descrivere le emozioni, ma l'autrice neanche ci prova: e no, non basta dire "l'emozione mi assale" o "sto provando ansia" per farmi entrare nella storia ed empatizzare. anzi, a un certo punto scrive addirittura "mi sento come harry potter quando hagrid gli confessa di essere un mago": al di là della scarsa proprietà di linguaggio (detto così sembra che hagrid ammetta ad harry che lui, cioè hagrid, è un mago, e non era questo l'intento), questo non è descrivere le emozioni, è pigrizia, e cattiva scrittura. l'autrice ha quasi trent'anni, eppure il livello della prosa è fermo ai temini di terza media. la voce narrante (intercambiabile tra il pov maschile e quello femminile; l'unica differenza è un abuso di parolacce in un caso, di punti esclamativi in un altro) è didascalica, infantile, immatura, superficiale, ingenua al punto di risultare stupida e irritante. il testo è sommerso di citazioni a canzoni, film, cartoni, serie TV, cultura pop, risultando obsoleto, forzato, odioso da leggere, perché non sembra neanche un libro, ma lo script di un video su tiktok. più volte la narrazione è interrotta da paragrafi lunghissimi di descrizioni di storie instagram con tanto di didascalia, il processo di trucco e parrucco della protagonista, playlist, post su instagram, addirittura di un concerto, con tanto di elogi alla cantante. non c'è niente di genuino qui dentro. l'idea di base era raccontare il sogno americano, e l'autrice non si è impegnata oltre: il risultato è esattamente stucchevole, stereotipato, retorico e melenso quanto potete aspettarvi. perfino la storia d'amore è un retropensiero, in questo vortice di eventi e di cose buttate alla rinfusa senza cura, attenzione, analisi. al di là del fatto che questo libro ha praticamente la stessa trama del primo, soltanto un po' rimasticata, i due passano dall'odiarsi all'amarsi follemente da un momento all'altro, senza soluzione di continuità, senza un'indagine attenta della loro evoluzione. l'autrice dice che sono cambiati, sono maturati, e sbam, si amano di nuovo come se nulla fosse. il libro risulta un lungo riassunto per la maggior parte, in cui potenziali momenti di introspezione psicologica o sviluppi interessanti (come il disturbo alimentare di summer, il bullismo subito da mindy, il trauma della mean girl, perfino le molestie sessuali) sono sfiorati e poi subito dimenticati, sommersi da altre citazioni, altro cringe, altra enfasi su cose inutili, altri riempitivi, altra retorica. vorrei dire che è stata una delusione, perché pensavo davvero che ci fosse lo spazio per dei miglioramenti, ma evidentemente all'autrice non interessa davvero scrivere, quanto piuttosto poter dire di aver pubblicato un libro. se questo è il risultato finale, che qualcuno impedisca alle influencer di impugnare di nuovo una penna
Ho preferito di gran lunga il primo libro, qui è un continuo avvicinarsi e allontanarsi tra i protagonisti che alla fine stanca. La scrittura è sempre scorrevole e allegra ma non ho trovato grandi cambiamenti nei personaggi, anzi il protagonista maschile è diventato insopportabile
È un libro leggero, mentre leggevo non pensavo a nient’altro. Non so se avrò mai l’occasione di andare negli Stati Uniti, ma leggendo questo libro ho percorso tutte le strade di L.A. come se fossi lì con Alice
Dopo aver chiuso il primo volume, pensavo che la storia di Alice e Dylan avesse già detto tutto quello che c’era da dire. Mi sbagliavo.
Abroad 2 non è semplicemente il seguito di una storia d’amore: è il romanzo della crescita, delle seconde possibilità e del coraggio di scegliere sé stessi prima di chiunque altro.
Alice torna negli Stati Uniti con un obiettivo ben preciso: lasciarsi alle spalle il dolore e concentrarsi sul sogno che coltiva da sempre, quello di frequentare una prestigiosa università di Los Angeles e studiare Medicina.
Il campus diventa il simbolo del suo nuovo inizio: lezioni, nuovi amici, ritmi frenetici e la voglia di costruirsi un futuro lontano dai fantasmi del passato. Alice si promette di non concedere più spazio all’amore, convinta che questa volta saranno lo studio e la sua carriera a occupare il primo posto.
Ma il destino ha altri piani. Quando Dylan ricompare improvvisamente nella sua vita, tutto ciò che Alice aveva cercato di mettere da parte riaffiora con forza.
Ed è qui che Alessia Merola dimostra quanto sia cresciuta come autrice: il romance non è più il centro assoluto della storia, ma diventa il mezzo attraverso cui raccontare la maturazione dei personaggi.
Alice non è più la ragazza impulsiva del primo libro; è una giovane donna che impara a mettere sé stessa al primo posto, a lottare per i propri obiettivi e a capire che amare qualcuno non dovrebbe mai significare rinunciare ai propri sogni.
Ho apprezzato moltissimo l’ambientazione universitaria. Non è solo uno sfondo, ma parte integrante del romanzo: la vita nel campus, le sfide accademiche, la pressione degli esami e la ricerca di un equilibrio tra studio, amicizie e sentimenti rendono la storia molto più realistica e coinvolgente.
Si percepisce il desiderio di Alice di costruirsi un’identità indipendente, e questo rende il suo percorso ancora più emozionante.
La scrittura di Alessia Merola è fluida, cinematografica e incredibilmente coinvolgente. I dialoghi risultano spontanei, i capitoli scorrono uno dopo l’altro e ogni scena riesce a trasmettere emozioni autentiche.
Ho adorato anche il modo in cui vengono descritti Los Angeles e la California: non sono semplicemente dei luoghi, ma diventano parte della storia, quasi un personaggio silenzioso che accompagna la crescita di Alice.
Se nel primo volume mi ero innamorata della storia d’amore, in questo secondo mi sono innamorata della protagonista.
La sua determinazione, le sue fragilità e la sua evoluzione rendono impossibile non fare il tifo per lei. Anche Dylan mostra un cambiamento importante: è più maturo, più consapevole dei propri errori e disposto a lottare davvero per meritarsi una seconda possibilità, senza che il suo percorso oscuri quello di Alice.
Il messaggio che rimane alla fine della lettura è forse il più bello: i sogni non devono essere messi da parte per amore, e l’amore giusto è quello che trova il modo di camminare accanto ai nostri obiettivi, non davanti.
Abroad 2 è uno di quei libri che ti fanno sorridere, soffrire e sperare.
Un romance intenso, ma soprattutto un romanzo di formazione che racconta quanto sia difficile crescere, inseguire i propri sogni e trovare il coraggio di scegliere la strada che ci rende davvero felici.
Quando si arriva all’ultima pagina, si ha la sensazione di salutare persone reali, non semplici personaggi. Ed è proprio questa la magia del libro.
ABROAD 2 non è solo una storia d'amore. È la storia di due persone che si amano nel momento sbagliato e che devono capire se l'amore, da solo, basta davvero per tornare insieme. La cosa che mi è piaciuta di più è vedere Alice diversa rispetto al primo libro. Non è più la ragazza che si lascia trascinare dai sentimenti senza pensare alle conseguenze: cerca di scegliere sé stessa, i suoi sogni e il suo futuro. Ed è proprio questo che rende tutto più difficile quando Dylan ritorna nella sua vita. Ogni loro incontro ha una tensione emotiva che ti tiene incollato alle pagine, perché sai quanto si sono fatti male ma percepisci anche che nessuno dei due ha mai smesso davvero di amare l'altro. Dylan, invece, è il personaggio che sorprende di più. Non torna per essere salvato: torna per dimostrare di essere cambiato. I suoi errori non vengono cancellati e questo rende la storia più reale. Non c'è il classico ragazzo perfetto del romance, ma qualcuno che prova a meritarsi una seconda possibilità. La scrittura di Alessia Merola è molto scorrevole e riesce a farti entrare subito nelle emozioni dei personaggi. Ci sono scene che fanno sorridere, altre che fanno arrabbiare e alcune che lasciano quel nodo allo stomaco tipico dei libri che ti coinvolgono davvero. Se il primo ABROAD raccontava la nascita di un amore, questo secondo volume racconta qualcosa di più complicato: la scelta di amare qualcuno anche dopo le delusioni, la distanza e le ferite. Ed è proprio questo che rende la storia così intensa. Per me ABROAD 2 è un romance che parla di crescita, perdono e seconde possibilità. Non perfetto, ma capace di farti sentire ogni emozione insieme ai protagonisti, fino all'ultima pagina.
Molto bello!! 5⭐️ Scrittura leggera, coinvolgente e scorrevole, da quando ho iniziato questo libro non sono riuscita a staccarmi. Trama che segue perfettamente gli sviluppi del primo libro e, cosa non scontata, non è caduta nella banalità di molti secondi libri che riprendono la storia dei primi, l'ho apprezzato moltissimo.
L'unica piccola pecca è che mi è sembrato che Dylan non abbia avuto quella fase di "grovel" che mi piace nei libri romance, dove lui deve riconquistare la sua dolce metà.. cioè per tutto il libro abbiamo vissuto questa voglia di riavvicinarsi tra Dylan e Alice, ma è stato tutto molto semplice per lui. Forse è più una sensazione che ciò che è effettivamente accaduto tra le pagine.
Ad ogni modo, questo libro mi è piaciuto moltissimo e ho visto dei personaggi cresciuti, più maturi rispetto al primo libro! Alice in particolare mi è piaciuta moltissimo e in alcuni capitoli capivo bene come si sentiva e sono riuscita ad immedesimarmi tantissimi in lei.
Forse il primo libro è quello che mi ha convinto di più. L’ epilogo l’ho trovato scritto troppo velocemente, ho rivisto molto cose simili a “Nothing like the movies”, ma la consiglio per una lettura dai 15 anni in poi
DNF 36%. Posso dire che questo seguito, a mio modestissimo e umilissimo avviso, NON era necessario? Mi sa di già letto, di prevedibile, quindi l’ho abbandonato senza ritegno alcuno.