«La gente era corsa al riparo, per non trovarsi a brandelli. Invece io la bestia la portavo dentro».
Un romanzo potente, ipnotico e poetico sul prezzo da pagare per incontrare la propria identità. Un’allegoria del cambiamento. Un libro-mondo che esplora con coraggio e spietatezza la crudeltà della crescita, dell’adolescenza, imponendo labirinti impossibili. Che, in un modo o nell’altro, attraversiamo tutti.
C’è un momento in cui l’infanzia smette di essere un rifugio – l’ordine delle cose si spezza. Diventare bestia è una grande, feroce metafora di questo passaggio. Il trauma della crescita, raccontato attraverso gli occhi di Giacomo, che di colpo si scontra con le logiche di un tempo l’adolescenza. Arriva un animale, e prende piede, ma non è un’entità esterna; cresce dentro. Caos emotivo. Il corpo si trasforma in un luogo estraneo. Gesti incontrollabili. Quindi l’amore, che scatena pulsioni primordiali. Il confronto con i bulli, come belve spaventate che a loro modo cercano di marcare il terreno. Poi ecco un’ulteriore e strana presenza indesiderata – c’è qualcosa che bussa. ruggisce. Fa capo a un segreto di famiglia. Un nucleo oscuro, custodito per anni dai genitori. Un fatto che improvvisamente indica allo stesso Giacomo un dettaglio sulla sua vera natura. La ragione profonda per cui lui, in fondo, non è affatto come gli altri ragazzi. Anzi. Fuori c’è una giungla. Dentro c’è una giungla. Non ha scampo.
Sacha Naspini was born in 1976 in Grosseto, a town in Southern Tuscany. He has worked as an editor, art director, and screenwriter, and is the author of numerous novels and short stories which have been translated into several languages. Nives is his first novel to appear in English.
E’ tornato Sasha Naspini quello cattivo, tagliente, strano, ma con una bella storia da narrare. Siamo in Maremma, come sempre, in una terra che pare dimenticata, dove sembra non succedere niente. Il ritmo della vita di un. paese sembra scandito dal sole, dalla povertà, dalla rabbia dei contadini. E invece un giorno viene avvistata una pantera, una bestia proveniente forse da una casa dove era tenuta illegalmente, che inizia a terrorizzare la gente del paese. Ma per la famiglia Tagliaferri questo è niente: loro la bestia ce l’hanno in casa. La storia, avvincente e rocambolesca, è narrata dalla voce di Giacomo, il figlio, che custodisce un segreto e lo scopre allo stesso tempo. Adoro questo scrittore, gli ultimi romanzi mi avevano deluso, bentornato
Incipit Prendevo le tavole dal mucchio della segheria, nello spiazzo dove gli operai affastellavano gli scarti della giornata. Continua su IncipitMania
AAA Vendesi anima (pure al Diavolo in assenza di altri acquirenti) a chi mi garantisca una volta nella vita di scrivere solo due righe, geniali quanto una qualsiasi delle frasi contenute in uno qualunque dei romanzi di @sacha_naspini. Astenersi perditempo impossibilitati a garantire questa contropartita di valore inestimabile, non compensativa, è vero, del corrispettivo promesso in vendita. Quando si apre un libro di Sacha Naspini ci si catapulta nel suo favoloso e funambolico mondo. Si è travolti da uno tsunami e ci si sente contemporaneamente sicuri a casa propria. “Diventare Bestia” non fa eccezione. Un manoscritto che va oltre i generi. Un romanzo di formazione? Un giallo? Un noir? Chi se ne importa. Anche in questo sta l’unicità dello scrittore. È semplicemente Sacha Naspini. Dio gli conceda lunga vita e non gli sradichi mai la penna dalla mano. La sua scrittura mi fa impazzire. Precisa, ricca, sorprendente, ma che diventa subito famigliare. Tutto è visivo. Poco importa se reale o immaginario. La storia e i personaggi li vedi e li vivi. Leggerlo è come mettersi sul divano, davanti alla TV, al caldo di una copertina e non sapere cosa ti riservi la programmazione serale. Potrebbe essere “La storia infinita”, un thriller o un “Albero degli Zoccoli” in salsa maremmana. Nell’ultima opera l’autore torna a parlare di adolescenza. Come in “Ragazzo”. E di Maremma. Quest’ultima come luogo del cuore. Meravigliosa e dannata. La storia di Giacomo Tagliaferri ci dà conto dei travagli di un periodo complicato e fecondo di ognuno di noi. Accentuato dalla “malattia” da cui è affetto. Una specie di licantropia, che, come il bosco (il fitto), può essere libertà e prigionia. Al pari un’abitazione dotata di tutti i comfort è agio oppure costrizione. Una belva terrore puro ma anche conforto. C’è della magia nel descrivere il sentirsi costantemente fuori posto dei protagonisti. La loro ricerca di un’identità. Il conflitto esistente fuori e dentro di loro. “La stortura delle mie bugie e lo scontro con la vita delle persone lo avevano annientato. La sua esistenza era stata segnata da due universi, uno inadatto e l’altro costruito sul nulla” dice Giacomo riferendosi a Matteo Raulli. O meglio al secondo di Matteo Raulli. (piccolo spoiler questo…) O ancora Giacomo ci rivela che “Forse aveva capito che un’assenza può essere un boato che sfascia la vita delle persone.” Tanti i temi nel libro, pieno di colpi di scena veramente imprevedibili. Oltre all’adolescenza e alla natura (la descrizione della convivenza con la pantera è un manuale di etologia romanzato. L’ho adorata) c’è la vendetta. Quella di Giacomo contro l’avvocato, cioè il maledetto, l’infame e tanto altro. Quella architettata dal secondo Matteo Raulli contro Giacomo. Di quest’ultimo contro lo Iannuzzi, il compagno di scuola bullo. E poi c’è l’amore sconfinato di due genitori stupendi. Le telefonate mamma Giacomo, ad esempio, mostrano tutto, dicendo poco o nulla. Che poesia, seppur a volte simile al vernacolo. Se non si fosse capito Sacha Naspini non mi ha deluso nemmeno stavolta.
Giacomo, protagonista di Diventare bestia di Sacha Naspini, è un ragazzino isolato, schiacciato dai genitori e vittima dei bulli. Nasconde un segreto terribile fin da quando era bambino: a causa del morso di un cane infetto, soffre di licantropia clinica. Di notte si trasforma mentalmente in una bestia. Quando una vera pantera nera scappa da uno zoo privato terrorizzando la provincia, e uno scherzo crudele dei compagni scatena il mostro in mezzo a una pizzeria, Giacomo si dà a una fuga disperata nel folto dei boschi per sopravvivere. E adesso che diavolo succede? Eh. Ci sono storie che nemmeno con la più grande fantasia del mondo penseresti di poter leggere, eppure ci sono autori che le pensano e le scrivono e il bello è che non è solo una storia inventata, è una GRANDE immensa metafora sull’adolescenza e su ciò che ha vissuto ognuno di noi. La licantropia di Giacomo è in realtà la metafora perfetta della crescita. L'autore ci descrive l'adolescenza come un'epoca straziante, piena di sconvolgimenti fisici e interiori in cui non ci si riconosce più nel proprio corpo. Giacomo è schiacciato in un combattimento tra le "bestie di dentro" (i propri tumulti, la rabbia, la rivoluzione contro la famiglia) e le "belve di fuori" (la società, i bulli, gli adulti). Fuggire nel bosco significa attraversare il grande inesplorato che ogni adolescente deve affrontare per crescere. Uscirne significa essere catapultati sull'asfalto crudele dell'età adulta, pieni di cicatrici ma diventando infine uomini (o veri mostri). Sì, esistono libri belli e libri brutti. Questo è un libro MOLTO particolare, ma di un’intensità straziante. Che mentre lo leggi ti si attacca addosso come il sudore sulla pelle. Una lettura amara, selvatica, ma che ci ricorda come quella "caverna" dell'adolescenza continui a emettere i suoi ruggiti per il resto della nostra vita. Segnandoci per sempre.
lettura del mese del club del libro che frequento.........
lettura pesante e "lunghissima" che mi ha portato via tantissimi giorni e che mi ha lasciato a tratti esterrefatta.... e shifata... e stranita e un sacco di altre sensazioni strane... il libro in se è scritto bene ma è STRANO.... e straniante.
Lui (Naspini) scrive bene.... benissimo.... ed è l'unica che mi ha fatto portare a termine il libro di cui apprezzo la natura metaforica ma poi alla trama.... nel mio cuore manca quella parte narrativa che mi fa viaggiare la fantasia.... la metafora del diventare grandi e della lotta bestiale dell'adolescenza che trasforma invece è molto interessante.... e se leggi in questa chiave tutto sommato resta interessante... ma tante volte mi sono trovata a chiedermi :<>
Non c'è salvezza per nessuno.... e il libro è permeato da una profonda tristezza e solitudine che si legge in tutte le pagine... e la redenzione che aspetti alla fine non c'è .... per nessuno. Il libro mi ha lasciato triste... addolorata per la vita e perchè a volte non c'è soluzione, nemmeno se la cerchi con tutto il cuore.
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Devo dire che anche se non è propriamente il mio genere questo libro mi è molto piaciuto. Sicuramente particolare, scritto bene con pagine che ti tengono incollato e dalle quali è difficile separarsi. Anche il finale "aperto"in questo caso ci sta tutto diventando l'ennesimo punto di forza di un romanzo davvero potente.